Manu Chao fa sold out al Vulci Music Fest: oltre 10.000 persone al parco

Riceviamo e pubblichiamo

Manu_Chao_VulciManu Chao oltre ogni aspettativa al Vulci Music Fest. È stata una serata da ricordare quella di venerdì 31 luglio al parco Archeologico e Naturalistico di Vulci, dove a fare da cornice c’erano oltre 10 mila persone. L’artista internazionale franco-spagnolo ha dato il meglio di sé in oltre due ore di concerto nella vallata del parco. Alle 14 si sono aperti i cancelli, mentre dalle 18 alle 23:30 i gruppi spalla si sono esibiti fino a lasciare il palco a Manu Chao, che ha messo in scena un lungo repertorio fatto di un mix delle sue canzoni, da quelle degli inizi fino a alle più recenti.

«Entusiasmante concerto – afferma l’assessore ai grandi eventi Eleonora Sacconi –  ricco di energie positive e tanti colori. Ringrazio, oltre all’assessorato alla cultura, Atcl e Ventidieci che hanno permesso, grazie alla loro professionalità, la realizzazione di questo grande festival. L’obiettivo è crescere insieme per il bene del territorio e noi lo stiamo facendo passo dopo passo, giorno dopo giorno. Solo – conclude l’assessore – grazie ad un’amministrazione capace di credere nell’arte e nella cultura possiamo incrementare turismo ed economia».

«Ringrazio – commenta il sindaco Sergio Caci –  l’assessore Sacconi e il suo ufficio, il mio staff, Mastarna e tutte le forze dell’ordine che hanno reso possibile di godersi il concerto in sicurezza. Un particolare grazie alla polizia locale e al gruppo comunale di protezione civile, che si sono resi disponibili h24. Ho apprezzato molto la fiducia che Questore e Prefetto hanno riposto sulle decisioni della nostra amministrazione. Il Vulci Music Fest diventerà un evento trainante per l’economia del territorio».

Lettere al Direttore: “Gravisca, the end: resta un vuoto, ma non dipende da noi”

Riceviamo e pubblichiamo

gravisca 2014Questa è una di quelle situazioni in cui nessuno vorrebbe mai trovarsi. Questa è una di quelle situazioni che ti lasciano in bocca l’amaro e nell’anima il rammarico più profondo.

Anni di duro lavoro, sudore, tempo e denaro investiti in quella che per noi era principalmente una passione; quella di “FAR DIVERTIRE LA GENTE” e al contempo, divertirci anche noi! Ti rimane quel sapore maledetto e quello sconforto, non perchè noi abbiamo fallito, ma perchè per colpa di pochi, ci rimettono tutti! Ci rimettono i gestori, gli organizzatori e tutti quelli che nel tempo, bene o male, hanno sempre trovato un punto di riferimento.

Difficile capire di chi sia la colpa poi. Potremmo puntare il dito contro decine di persone, senza mai trovare il vero responsabile. Questa volta a fallire è stato tutto il sistema e a questo punto nulla si può più fare per rimediare. Se non ricominciare da zero! Tutti quelli che ci conoscono sanno benissimo con quale dedizione è stata portata avanti tutta questa avventura! Quasi che verrebbe da chiedersi, ma ne valeva la pena dannarsi l’anima per creare qualcosa per poi vederla frantumarsi per delle “discutibili scelte” di altre persone? Si! “Ne è valsa la pena, ne è valsa veramente la pena” come disse Carlo Verdone. Questo perchè le soddisfazioni sono state tante, i complimenti delle persone che hanno partecipato ne sono la prova, gli applausi ricevuti sono stati la conferma!

Ora, non rimane che scusarci se lasceremo un vuoto durante la settimana, ma sapete benissimo che non dipende da noi! Vorremmo anche ringraziarvi, TUTTI! Partendo da tutti coloro che in noi ci hanno creduto e magari anche sperato! Passando da chi con noi ha collaborato! Finendo poi, con chi tutto questo l’ha frantumato! Si, grazie anche voi senza distinzione alcuna, perchè possiate costituire l’esempio di “COME NON ESSERE” per gli altri! #GRAVISCA15 #THEEND

Lo staff Gravisca

Storie e leggende sulla Sala degli Affreschi al Palazzo Comunale di Tarquinia

di Anna Alfieri

foto-3_-Fuga-di-Eugenio-IV-da-RomaIl Palazzo Comunale di Tarquinia presenta in modo esemplare le tre caratteristiche tipiche del Comune medievale italiano: l’arco della mercanzia sotto il quale si svolgevano a riparo delle intemperie i commerci quotidiani, la spettacolare scalinata costituita da 53 ripidi gradoni e la Loggia che era anche l’arengo che portava alla Camera dove si tenevano le riunioni consiliari e introduceva agli ambienti della Cancelleria. Sulla loggia e sulle scale si stipulavano i contratti privati. Quelli pubblici si stendevano formalmente nella Camera e nelle stanze ad essa adiacenti, dove i notai ed i cancellieri redigevano e trascrivevano instancabilmente verbali, atti e contratti.

Uno di questi ambienti, che nello scorrere dei secoli fu adibito ora a Cancelleria, ora a Sala Consiliare, ora ad emblematico atrio di rappresentanza, oggi è noto come Sala degli Affreschi.

Gli affreschi di questo emozionante salone celebrano, tramite il ricordo di eventi mitologici e storici, la nobiltà di Corneto, città primigenia, madre di Roma, sua fedele paladina e sua protettrice grazoe alle imprese guerresche del Cardinale Vitelleschi.

foto-1_-rientro-trionfale-di-Eugenio-IV-in-roma_-particolareAccanto alla grande storia che attraversa i millenni, le pitture del Palazzo raccontano anche una storia più piccola, quasi una cronaca, fatta di committenze e pagamenti, di incomprensioni, di ripicche, di ripensamenti e di drammi, minutamente documentati nelle raccolte degli Speculi , dei Mandati e dei Consigli conservati nell’Archivio storico della nostra città.

Le vicende degli “abbellimenti” iniziarono nel 1598, ma trovarono concretezza solo quando tre notabili cornetani, Fabio Fani, Pietro Cappetta e Baldassarre Latini, si impegnarono a sostenerne le spese in cambio dell’appalto cittadino di Macelleria. L’incarico fu affidato a Camillo Donati, capriccioso pittore maceratese, residente in Ronciglione che lavorò fin quasi alla fine di marzo del 1631 insieme al suo aiutante Domenico Taddei. Poi all’improvviso, abbandonò tutto e se ne andò.

Invano i Cornetani lo implorarono di fenire quella facciata che aveva lasciata imperfetta; e invano lo assicurarono che, se fosse tornato sarebbe stato trattato bene et accarezzato da tutti universalmente e che volentieri gli avrebbero baciato le mani.

Inutilmente – loro che avevano a lungo sparlato di lui e della sua sfacciata lentezza operativa – ammisero che mai se sia voluto dare l’incarico ad altro pittore, mai noi gli haveriamo fatto questo torto e inutilmente gli scrissero più volte: Vogliamo che solo lei fenischa e non altro. Venghi quanto prima allegramente et haverà tutte le soddisfazioni che lei desidera.

Il “Signor Camillo, puntiglioso pittore marchigiano ormai residente in Ronciglione, non tornò più.

I lavori vennero successivamente affidati a Giulio Giusti di Montefiascone che, al contrario dell’artista precedente, era bono et non lavattivo e furono pagati, nel 1636, con 45 scudi. Ma qui si inserisce il dramma che commosse l’intera città. Il denaro, che sarebbe stato consegnato al Giusti, in realtà era stato destinato dalla comunità al pagamento degli studi di Giulio Martellacci (i cui sospiri sembrano ancora oggi dolorosamente alitare tra le figure che affollano le pareti municipali), un promettente giovane di intelligenza chiara e speciale, che purtroppo, per poca fortuna seguita alla sua infermità, morì precocemente.

foto-2_-Cavalieri-vitelleschiani-al-rientro-di-Eugenio-IV-in-RomaAlla sua scomparsa, con 18 voti favorevoli e 2 contrari, fu deliberato che la somma raccolta venisse applicata in beneficio del Palazzo per fenire la pittura della Sala.

Con il tempo gli affreschi furono offuscati dalla polvere e devastati da oziosi che avevano prodotto guasti e mutilazioni. Perciò molto presto cominciò una serie di ritocchi, di ripuliture e di restauri.

Nel 1734, Mattia Gerardini ridipinse alcuni particolari e Lazzaro Nardeschi provvide ai cartigli con le iscrizioni esplicative degli avvenimenti rappresentati. Nel 1790, Luigi Tedeschi intervenne nuovamente sulle pitture e altrettanto fece nel 1798, Luigi Dell’Era. La caduta di un fulmine impose, nel 1824, ulteriori interventi e altri ritocchi furono eseguiti tra il 1980 e il 1981.

Gli affreschi sono ora chiaramente leggibili grazie all’opera di Roberto Ercolani e Vittorio Cesetti che li hanno restaurati nel periodo che va dal 1994 al 1996.

Politica a Tarquinia, Marco Gentili pungola la sua maggioranza

Marco-Gentili(f.e.) Aumento aliquota irpef: le critiche del consigliere di maggioranza Marco Gentili. “A Firenze c’è la tassa di soggiorno perché a Tarquinia non riusciamo a metterla?”.

“Dal 1° luglio 2011, grazie a Renzi, infatti, i gestori di strutture ricettive di Firenze sono chiamati a collaborare con il Comune per l’applicazione dell’imposta di soggiorno. 3 Euro e cinquanta centesimi al giorno. E il caro Nardella (amico di Matteo) continua a farla pagare. È stupido? Probabile, ma un conto è che lo pensi io, per la sua amicizia, un conto è asserirlo per un ritorno economico della città. Anche Firenze è inserita nella lista dei siti patrimonio UNESCO. Solo noi non riusciamo a incassare da chi viene a visitare Tarquinia. Perché, quale è lo scopo? Gravare sul cittadino con l’imposta dell’IRPEF? Credo che bisognerà discutere su questo tema appena possibile e mettere a bilancio questa ulteriore azione”.

Gentili pungola ancora. “Altra cosa che è stata accennata lunedì passato in maggioranza. Volete portare in commissione capigruppo la proposta di Codice Etico. Posso sapere il perché e se porterete il mio testo o no? Cosa vi turba, in maniera così tanto spasmodica del testo proposto? Partecipo in commissione, mi delegate come Partito Democratico? Inoltre, il Segretario Comunale ha vagliato più la mia proposta di valorizzazione della progettazione europea come canale per fornire ulteriori risorse finanziarie all’amministrazione della città? Posso sapere qualcosa? Al prossimo Consiglio la si porta o anche lì c’è bisogno della commissione capigruppo?”.

Fantasmi a Tarquinia: una notte in Comune – VIDEO ESCLUSIVO

Immagine anteprima YouTube

Detto, fatto: avevamo annunciato di voler indagare sulle sinistre presenze del palazzo comunale, e questo abbiamo fatto. Così, armati di torcia e telecamera – e dopo aver chiesto autorizzazione – abbiamo visitato le stanze del palazzo comunale: il risultato è nel video, girato tra le 0:15 e le 0:20 del 30 luglio 2015.

Domani sera Manu Chao in concerto al Parco di Vulci

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manu-chaoGrande attesa per il concerto straordinario di Manu Chao con il suo tour “La Ventura”. Venerdì 31 luglio, dalle 21, l’artista franco-spagnolo conquisterà senz’altro il pubblico del “Vulci Music Fest” all’interno della vallata del Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, a Montalto di Castro. Sul palco con Manu Chao: al basso, Jean Michel Gambeat, alla chitarra, Madjid Fahem e alla batteria il fido Philippe Teboul con lui dai tempi dei Mano Negra. L’inizio del concerto è previsto alle 18 con l’esibizione di Espana Circo Est,Io,Te e Puccia, Andrea Rivera, e Radici Nel Cemento, e a chiudere Manu Chao. Durante i cambi di palco e a fine concerto, il dj set con Cesco di Apres La Classe. Apertura area concerto dalle 14. Vulci Music Fest è organizzato dal Comune di Montalto di Castro, Ventidieci e Atcl (Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio).

E’ possibile acquistare i biglietti su www.ticketone.it

Per info
0773/414521 – www.ventidieci.it
0766/870115 – Ufficio Cultura e Grandi Eventi Comune di Montalto di Castro

In oltre centocinquanta all’apericena di beneficenza per la cooperativa AGA

IMG_5298“La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai”: questo diceva Henry David Thoreau ed in questi hanno creduto le oltre centocinquanta persone che mercoledì 29 luglio, nella splendida cornice della piazza di fronte alla chiesa di Santa Maria in castello, hanno partecipato all’evento di solidarietà in favore della Cooperativa A.G.A. onlus (letteralmente Aiutare Gli Altri).

La serata ha coinvolto molte persone che si sono ritrovate a mangiare un ricco buffet preparato da tante care signore di Tarquinia e bere cocktail della Molinari Spa, tutto contornato dalla musica del trio Santiago/Perotti/Bravo e dalla danza delle ragazze del LAB – Laboratorio Arte e Benessere.

Con un piccolo contributo, gli ospiti hanno aiutato la cooperativa AGA a continuare il servizio, svolto a titolo gratuito di accompagnamento di persone non autosufficienti presso strutture sanitarie pubbliche-private della provincia di Viterbo e zone limitrofe per effettuare visite specialistiche e terapie – un servizio di cui ogni anno beneficiano circa 120 persone – oltre a quello di accompagnamento di persone dializzate presso il centro regionale di nefrologia e dialisi, intervenendo su un totale di 65 pazienti di 9 Comuni tra la provincia di Viterbo e quella di Roma.