Il Pollo d'India fra Oriente
e Bassa Maremma

di Giacomo E. Carretto

Quanti erano i venticinque della campagna romana? Tanti anni fa Steno, figlio di Lorenzo ossia di Renzo Cecconi, il Pollo d’India, mi ha detto che erano ventisei. Ma erano molti di più, perché ognuno di quelli che hanno scritto di loro ha dato un suo elenco, molti, con il tempo, erano scomparsi o erano stati sostituiti, e alla fine, diventati famosi, alle loro gite si univano dilettanti e amici. Steno, che da ragazzo li aveva spesso accompagnati, divenendo in qualche modo il ventiseiesimo, era essenzialmente un restauratore come il padre e il nonno, anche se poi, sempre come loro, dipingeva.



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C'è una buca

di Marco Vallesi

Ma non una buca qualsiasi, questa è una buca stradale.
Di quelle impertinenti, di quelle che se ci cadi dentro con le ruote, due o tre volte al giorno, quando sei costretto ad uscire con la macchina, ti chiedi: “Gli avrò fatto male?”. Alla buca, s’intende.
E sì, perché a forza di caderci dentro, tutti i giorni, più volte al giorno, uno s’affeziona, comincia a sentirla come una delle tante cose che ti ritmano la giornata e che ti dicono che, in fondo, le abitudini servono a fissare l’idea di casa, delle radici e delle stagioni che stai vivendo.

Questo mese:

STUPEFACENTE
di Daniele Mattei

Lunedì 22 Febbraio, Pescia Romana.

Con grande clamore e tra le grida del giornalismo locale, le Forze dell’ordine hanno portato a termine una vasta operazione di contrasto all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nomi, fotografie, proclami e premature condanne hanno velocemente mostrato un volto nuovo del paese agricolo noto per i suoi prodotti e per la tranquillità dei lidi. E non finisce qui.
Questa settimana (22-28 febbraio n.d.r.), si sono susseguiti altri arresti tra Montalto di Castro, Canino e Viterbo per lo stesso capo di imputazione: spaccio. Qualcuno si domanda cosa stia accadendo nell’ultima frontiera della provincia.
Perché, se il fenomeno è di questa entità, ad essere coinvolti in questa storia devono essere in molti. È la legge della domanda e dell’offerta.

Para-par-condicio      di Marco Vallesi

Quando saremo in edicola, la mannaia della par condicio – alias paracensura – sarà calata anche sui caratteri impostati dal nostro ottimo tipografo e nulla potrà consolarci per la perdita, nemmeno tanto temporanea, di una parte della nostra libertà d’espressione. È che da noi, nella nostra ancor bella Città, il quasisilenzio sulle vicende di questa o quella parte politica sarà prolungato, oltre il tempo stabilito per le elezioni regionali e provinciali, anche
per le successive elezioni riguardanti l’Università Agraria.

E ancora...

Sulla via italiana al fantastico

di Luigi De Pascalis

Storie di ...

Gioventù italiana del Littorio

di Anna Alfieri


di Luciano Marziano

Il 12 dicembre, nella splendida cornice della Chiesa di Santa Maria in Castello, si è concluso, con la consueta cerimonia di chiusura, l’VIII Premio Tarquinia Cardarelli.
Occorre subito rilevare che le ultime due edizioni, affidate alla direzione artistica di Massimo Onofri, vanno considerate come una sorta di rifondazione dell’evento in quanto collegato alla originaria qualifica di Premio letterario, fondato nel 1962 e, come tale, operante per alcuni anni prima della sospensione e della ripresa nel 2001.


di Stefano Tienforti

Se c’è una cosa che riesce a trasmettermi entusiasmo ed ottimismo è scoprire – anzi, meglio, riscoprire – la capacità delle persone di generare idee, affidarsi alla creatività, saper sognare e raccontare i propri sogni con ogni mezzo d’espressione.
Ancor di più quando tale energia viene da ragazzi capaci di vivere e condividere pensieri, sensazioni, desideri e speranze. Per questo che il Premio Maurizio Donati è stato per me una straordinaria iniezione di fiducia.

“Perché non hai fatto pulire la Fontana?”. Questa domanda me la sono sentita ripetere da più di una persona, negli ultimi giorni, in giro per Tarquinia. Già, perché non l’ho fatta pulire? Per rispondere devo, necessariamente, raccontarvi una storia. Una storia che inizia proprio da quel monumento nazionale eretto, ai piedi del Palazzo Comunale, attorno alla metà del 1700, su progetto dell’architetto Filippo Barigioni; un’opera d’oggettiva importanza storico-artistica ma che per i tarquiniesi è qualcosa, anzi molto di più. La Fontana di Piazza è infatti un simbolo, un “pezzo” di Città per il quale si prova un attaccamento forse superiore ad ogni altro monumento cittadino. Un amore dimostrato più e più volte, ed in più occasioni, nel corso degli anni: come quando, ad esempio, nel 1994, la cittadinanza – attraverso una serie di sottoscrizioni e raccolte di fondi – finì per partecipare in maniera entusiastica e decisiva al finanziamento dell’opera di restauro che la coinvolse.

Pensiamo Positivo

di Stefano Tienforti

Non so se a causa delle suggestioni del campanilismo, o per una fervida fantasia alimentata sin da bambino dall’affascinante modo in cui m’è stata raccontata la storia della mia Città, ho sempre visto in Tarquinia un’energia particolare.
Un’austera forza – radicatasi nei secoli e rafforzata dalle vicende, dai personaggi e dalle personalità – che nel mio immaginario pulsa, addirittura, nei vicoli del centro storico, nei conci delle torri, nei numerosi dettagli nascosti che, meglio di ogni altra cosa, sanno raccontare il passato cittadino e la sua evoluzione.
E che non manca di farsi riscoprire negli animi di una popolazione dall’indole complessa – è innegabile – ma vigorosa, nel bene e nel male. Quella stessa che rende i tarquiniesi gente allo stesso tempo eccezionalmente generosa o brutalmente ostile; che nel passato, non solo quello antico, ha costruito e distrutto speranze, idee, sogni, ambizioni e prospettive.

Le parole...
e le idee che ci sono dietro

(Ovvero, parlo tanto per dire)

di Luigi De Pascalis

La Corte europea boccia il crocifisso nelle scuole perché vìola la libertà degli alunni e perché, in una Europa sempre più multietnica, tutti hanno diritto a non vedere le proprie convinzioni religiose prevaricate da quelle altrui. A meno di non voler chiudere le frontiere, magari alzando un muro di confine proprio nel ventesimo anniversario dell’abbattimento del muro di Berlino. L’alternativa a questa presa di posizione sono scuole divise per culture ed etnie in cui ogni gruppo espone i simboli della propria religione. Il che sarebbe il fallimento dell’idea stessa di Europa, che è condivisione - o quanto meno coesistenza - di culture, lingue e credenze.


D'industria
e altri saccheggi

di Marco Vallesi

La repentina manovra d’inversione di rotta dell’Amministrazione comunale – rispetto alle dichiarate intenzioni della campagna elettorale all’insegna della “qualità”, dell’apertura, della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte amministrative, punti ribaditi in più occasioni dal sindaco Mazzola – si palesò sin dalla seconda adunanza consiliare (la prima si tenne per espletare le sole formalità di ratifica della nuova amministrazione) quando comparve, in un punto all’ordine del giorno, l’approvazione dello schema di convenzione per una ulteriore lottizzazione di diverse decine di ettari di terreno in località San Giorgio.



Ancora una volta in fibrillazione, la rete “da” e “per” Montalto di Castro è stata attraversata da miliardi e miliardi di bit. A gran velocità verso i server di tutto il mondo e, addirittura, in diretta TV, immagini e suoni hanno invaso, ridondanti, le case degli italiani e non solo, su di un singolo caso di cronaca.
Dalle TV ai social network, dai telefoni alla carta stampata, dai giornali ai supermarket si sono diffuse opinioni, spese parole.
Dai bei tempi del nucleare non veniva pronunciato così spesso questo nome: Montalto di Castro. E su questo nome ora si sta combattendo una battaglia.


La cronaca del NO NUKE DAY su maremmaoggi.it


Il comunicato del Comune di Montalto di Castro


Montalto di Castro, da indiscrezioni apparse sulla stampa nazionale e sui principali mass media, è indicata - per caratteristiche ambientali, densità abitativa, disponibilità di acqua e di reti elettriche - tra i siti candidati ad ospitare una centrale nucleare.
In merito all'ipotesi di realizzazione e messa in esercizio di un tale impianto su un territorio già gravato da pesanti servitù energetiche e commerciali, il Sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai, parla di effetti negativi e devastanti per l'economia ed il tessuto sociale di una comunità che ha scelto la qualità ambientale come motore del suo sviluppo.


Ci mancava tanto, il nucleare
                            di Marco Vallesi

Il 9 luglio scorso il Senato della Repubblica ha approvato, nell’ambito del disegno di legge per la finanziaria, “una serie di misure qualificanti – stando almeno alle dichiarazioni del Ministro Scajola – dell’azione di governo tesa ad incrementare lo sviluppo nel nostro paese”.
Tra i vari e cospicui ostacoli burocratici per l’avvento della produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico), inseriti ad hoc nel testo, spicca, per l’incredibile “ritorno di fiamma”, il nucleare.
Un tema che ci riguarda molto da vicino: non più di 15 o 16 chilometri in linea d’aria.

In fondo, Tarquinia, non manca mai di stupirci!



“NO NUKE DAY”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa giuntoci nel pomeriggio dal Comune di Montalto di Castro, garantendo sin da ora la partecipazione de L'extra all'iniziativa.

Il prossimo 31 ottobre si terrà a Montalto di Castro, in piazza Giacomo Matteotti dalle ore 9.00 alle ore 14.00, il NO NUKE DAY, una iniziativa organizzata e promossa da Legambiente Lazio in collaborazione con Legambiente Toscana e con il Comune di Montalto di Castro, per discutere sul tema del nucleare. Durante l'iniziativa sarà anche possibile visitare stand sulle energie rinnovabili e prendere parte a laboratori sull'educazione ambientale.

Il poeta Desmond O’ Grady è una voce lirica faconda e vasta come gli orizzonti della sua Irlanda aperta sul mare. Ed è anche un uomo singolare, un viaggiatore instancabile con un carattere impulsivo e imprevedibile.
Nei primi anni ’50 e in quelli successivi O’ Grady è a Roma dove bazzica via Veneto ed è un personaggio talmente noto che Fellini lo vuole interprete di se stesso in “La dolce vita”. Tramite una comune amica, la signora Raffaella Pellizzi, proprio dalle parti di via Veneto conosce Vincenzo Cardarelli a cui l’uniscono, forse, un certo senso di spaesamento e quel considerarsi entrambi poeti erranti e senza riposo. I due diventano amici e, qualche volta, quando il tarquiniese torna a casa, l’irlandese lo accompagna. Allora prende una stanza in affitto, visita i dintorni, va a mangiare da Giudizi e non si alza da tavola, assicura l’amico Bruno Blasi che ci ha regalato il ricordo, se prima non ha generosamente attinto a un fiasco di buon Chianti.

Il "mestiere di vagabondo"
Breve biografia del poeta irlandese

di Luigi De Pascalis

Un legame impensabile, e sinora sconosciuto ai più, tra Tarquinia e Leonardo Da Vinci; ma, tranquilli, non c’è alcun criptico mistero da best-seller ad accomunare le torri della Città tirrenica e l’enigmatica esistenza dell’autore della Gioconda.
A rappresentare il trait d’union tra il passato leonardesco ed il presente tarquiniese è, infatti, un ambizioso quanto talentuoso ragazzo che, partendo proprio dalla Città etrusca, si trova oggi ad esercitare il proprio mestiere ispirandosi al genio toscano, omaggiandolo.
Protagonista dell’avvincente vicenda è Danilo Carignola, tarquiniese ora operante a Firenze che, completata con brillanti risultati la carriera accademica tra liceo artistico, Accademia di Belle Arti, stage ed esperienze tra Inghilterra e Spagna, s’è negli anni affermato come abile esperto in trucchi ed effetti speciali per cinema e teatro: una strada che l’ha spinto, assieme alla collega Elena Sardelli, a mettere in piedi Crea FX, laboratorio specializzato, tra i più qualificati in Italia, nella creazione di effetti speciali di trucco cinematografico mediante l’utilizzo di tecniche e materiali all’avanguardia.



La cultura
dei silenzi

di Marco Vallesi

Sono trascorsi ormai diversi mesi da quando il sarcofago etrusco – il segnacolo posto in origine ad indicare il luogo di sepoltura di Vincenzo Cardarelli – è stato spostato in altra sede lasciando così spoglio ed anonimo il luogo ove, sino a pochi giorni fa, riposava, da quasi cinquant’anni, il grande poeta.Solo le nostre segnalazioni, prima con il racconto di Luigi De Pascalis, poi con la pubblicazione della lettera aperta indirizzata al sindaco da parte di Bruno Blasi, sono state utili a mobilitare l’Amministrazione comunale.


Guido Sileoni
espone a Madrid

di M. V.

A Madrid, dal 25 settembre al 2 ottobre, presso la galleria “Aquisehacencosas”, gli appassionati d’arte della capitale spagnola avranno l’opportunità di conoscere ed ammirare la maestria nell’opera dei disegni dell’artista, nostro concittadino, Guido Sileoni.
Il viaggio di Guido verso la città ispanica ha rinnovato le sollecitazioni creative che già apprezzammo in lui, sia nelle espressioni grafiche quanto nella pittura asciutta e tecnica, ricercata nel bilanciamento tra contrasti ed eleganza delle nuance degli sfondi.

Ecco il nuovo adesivo SAVE MUSIC!!!

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Siamo
citati qui

di Stefano Tienforti

Il lavoro di ricerca storica e d’archivio svolto dai redattori del nostro giornale si conferma prezioso ed apprezzato anche al di fuori delle mura cittadine. E così, oltre ai numerosi lettori che ci fanno sapere di conservare l’intera collezione degli arretrati – non di rado richiedendoci, magari, qualche numero mancante – ed agli istituti cittadini che provvedono ad archiviarli, primi tra tutti la Società Tarquiniense d’Arte e Storia e l’Archivio storico comunale, scopriamo con soddisfazione che articoli e contributi apparsi sulle scorse edizioni de L’extra sono finiti ad arricchire nutrite e prestigiose raccolte.



Strani simboli nella tarquinia mediavale    di G.E.C.
Turisti per forza                              di Marco Vallesi
Ancora sugli aviatori brasiliani a Tarquinia
Belvedere                                        di Marco Vallesi
Tarquinia, 1944: A Cobra Fumou        di Anna Alfieri
La Dodicesima Sibilla                         di Stefano Tienforti
Piccoli segreti a Palazzo Vitelleschi   di G.M.Granelli

 

Supplemento a L’extra – Iscr. Trib. Di Civitavecchia R.S. n. 6/06 del 23/03/2006 – Direttore responsabile Stefano Tienforti
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