Piersilvio (e la Endemol) si complimentano con “mamma-mucca” RAI.
Da “il Giornale” on-line del 16 novembre 2010.
Pier Silvio Berlusconi: complimenti alla Rai L’ottimo risultato in termini di share viene sottolineato dal vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: “Complimenti alla Rai per il bel risultato di Vieni via con me. E’ un programma che è andato tanto sui giornali, per cui c’è stata una grande curiosità. Ma il merito del successo va dato tutto alla Rai”.
Complimentoso Pier Silvio, al limite della cavalleria, nevvero?
Se non fosse il vice presidente di Mediaset, – che, guarda caso, controlla Endemol e che a sua volta, riguarda il caso, produce “Vieni via con me“- sembrerebbe quasi sincero. O lo è?
Bah…forse sarò un po’ gnocco ma, a me, questi complimenti sembrano un tantino interessati.
A voi?
P.S. : ricercando nel web un’immagine del “nostro” Pier Silvio ne ho trovata – oltre quella sopra in cui appare insieme a Confalonieri e che mi sembra più adeguata a rappresentare l’interessata società Mediaset – una che mi ha particolarmente colpito per l’espressione del volto, in particolare degli occhi, che mi ricorda in maniera impressionante un altro sguardo. Ve la propongo, per qualsiasi spunto o riflessione, qui sotto.
Pisapia e il riflusso del voto utile.
Cosa ce ne dovrebbe fregare a noi, delusi dall’aver consegnato nel 2008 quel nostro piccolo, unico ma, costosissimo (in termini di dignità) voto al PD – e a Walter l’africano – , del successo di Giuliano Pisapia (appoggiato da SeL) alle primarie del centro-sinistra per la candidatura a sindaco di Milano?
Beh, ci sono diverse ragioni per interessarsi alla vicenda.
La prima sta nel sapore della vendetta per quella X sulla scheda immolata sull’altare-appello al voto utile contro B. ( utile per Calearo, Colaninno, Latorre, Villari e compagnia cantando…) gustabile grazie all’evidente disaffezione di tanti, ma tanti ex elettori del PD che hanno deciso di disertare le urne: a fronte delle attese 100.000 unità, annunciate dal PD, sono andati a votare appena 67mila 499 elettori.
Il dato, nonostante la cortina fumogena sollevata dai vari “attenuatori”, Civati in testa, ha una valenza devastante per l’apparato del partito guidato dall’uomo dalla manica rimboccata.
Difatti, se si tiene conto del risultato di Pisapia, che ha vinto con il 45,36 % dei voti validi (30553) e si raffronta il risultato con le tanto declamate – e già abbastanza disertate – partecipazioni alle primarie milanesi del 2007 (59.000 votanti) e del 2009 (66.000 votanti), il PD, da Milano, ne esce con le ossa rotte: quello che ne resta, oltre ai soliti noti e velleitari capi, è un manipolo di irriducibili, ostinati e caparbi elettori i quali, probabilmente, non riescono ancora a comprendere che stanno remando a bordo di un vascello nato relitto. Ma credo, a questo punto, che non lo capiranno mai.
Un’altra ragione la troviamo nell’attesa di quello che sarà l’esito della disputa milanese (sempre che le amministrative meneghine si tengano prima delle elezioni politiche…): dal risultato che ne sortirà, quale che sia, potremmo trarre qualche serio vaticinio per capire cosa si aspetta la gente di sinistra dalla politica.
Per chiudere, il successo di Pisapia è confortante per i risvolti umani e professionali afferenti al tipo di personalità proposte in competizione: l’uno (Pisapia) avvocato penalista in prima linea per i diritti civili, compresi quelli della popolazione carceraria, ed esperto dei problemi sociali e giuridici delle tossicodipendenze; l’altro (Boeri) architetto urbanista, già autore del masterplan per la riconversione dell’ex Arsenale della Maddalena (G8 2009) e dimessosi – chissà perchè?- il 1° settembre 2010 dalla consulta degli architetti per Expo 2015 (sic!).


“È giusto che l’Italia si infili nella prospettiva e nella tecnologia della ricerca sul nucleare. Ma il programma del governo Berlusconi è di approssimazione totale. Noi dovremmo diventare il paese che passa dall’essere fuori dal nucleare al club dei quattro, tra cui Giappone e Usa, che fanno il 25% di produzione elettrica con il nucleare. [...]
Che il prof. Veronesi fosse un sotenitore accanito di quegli impianti industriali che vengono spacciati come “termovalorizzatori”, i quali, in realtà, semplicemente e pericolosamente, sono degli inceneritori, già si sapeva. La sua insistenza, nello sdoganare la salubrità di tali impianti lo ha posizionato agli antipodi dell’ambientalismo al punto da guadagnarsi l’appellativo di “cancronesi”, coniato appositamente [...]
Ci mancava Vietti alla vicepresidenza del CSM. Un altro mattone nel muro di gomma costituito dall’ingerenza della chiesa nello Stato. Con l’aiuto del PD, naturalmente.
Ma sì, datemi pure del populista, del qualunquista, dell’antipolitico, dell’anarcoide e anche del cane sciolto ma, se tutto questo non fosse sufficente a definirmi, datemi pure del testa-di-cazzo così come ha fatto, sere fa, una cara amica. Ma perché vado incitandovi ad appellarmi come meglio credete? Autolesionismo? Larvato masochismo? Vocazione penitenziale? Macché! Solo qualche suggerimento [...]
No, non c’è nessun errore nel titolo di questo post. La notizia, rimasticata ieri, domenica 19 settembre 2010, da “Repubblica.it”, era stata già lanciata dal sito della Reuters , martedì 31 marzo 2009, 18 mesi fa. Ripresa da più testate, aveva immediatamente fatto il giro del mondo a causa della notorietà del meraviglioso ritratto della [...]
Un link all’articolo di JAMES WALSTON pubblicato sul magazine statunitense “FP- foreign policy” del 14 settembre 2010. The Bordello State Italy’s descent under Prime Minister Silvio Berlusconi. Semplice semplice. Parola di Dante Alighieri. Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
Nel paragrafo sotto (in grassetto) le parole con le quali Giorgio Stracquadanio, deputato PdL, ha commentato in un’intervista a “KlausCondicio le affermazioni dalla deputata Angela Napoli in forza alla corrente finiana Fli la quale, più o meno, disse questo: “alcune parlamentari si sarebbero prostituite per accedere a quel ruolo“. “E’ assolutamente legittimo che per fare [...]