Sinistra? de che?

Uno dei tanti.
Ma questi “dirigenti” che hanno vissuto solo di partito e non hanno, di fatto, lavorato mai; che se dicono di aver lavorato è perchè lo hanno fatto solo come “funzionari di partito”; che non sono mai andati a guadagnarsi il pane con un mestiere, una professione o un qualsiasi lavoro che non sia quello da burocrati passacarte in attesa di promozione; che non conoscono la paura di non riuscire a pagare le rate del mutuo di casa o il sapore salato di un lavoro duro che non li soddisfa ma che devono fare per vivere; che non sanno niente, ma proprio niente di niente, di come si campa fuori dagli ombrelli delle prebende e delle regalie politiche; che solo grazie alla retorica e alle loro facce toste continuano a maneggiare per se stessi e mai per il popolo di cui parlano a vanvera, senza averne alcuna cognizione; che godono di indennità clamorose e di pensioni d’oro cumulate in virtù anche di soli pochi mesi di legislatura effettivamente vissuta; che continuano a falcidiare le speranze di chi aspetta, da anni, le soluzioni per i problemi di un precariato permanente, di un’equità fiscale chimerica, di una scuola degna di questo nome, di uno Stato finalmente laico, di un diritto uguale per tutti, di un ambiente sempre più minato, di una sanità pubblica vera e non inferiore, per qualità delle prestazioni, a quella privata, di una ricerca scientifica finanziata e realizzata nel Paese, di uno sviluppo sostenibile e compatibile con la vita e i territori, di un’informazione ai livelli di altri paesi democratici e sviluppati, di una libertà individuale sempre più limitata e in pericolo, di un razzismo contagioso e dilagante, di una malavita organizzata che taglieggia ciò che ci sarebbe di buono nell’operosità degli italiani, di un’aberrante governo condotto da abominevoli individui.
Insomma, come, dove, quando e perchè i politici del PD dovrebbero essere di sinistra?
Io proprio non lo so.
“Sempre contrari alla pena di morte” Da quando?
Dal “il messaggero.it” Romano Prodi interviene su Il Messaggero e Il Mattino: bisogna introdurre nella coltura nuovi diserbanti e nuovi innesti l’ex premier si dice «piacevolmente sorpreso» che Bersani abbia deciso di riprendere la «coltivazione» dell’Ulivo, sottolineando anche la positività dell’aggettivo «nuovo», che «mette in rilievo la necessità di introdurre nella coltura nuovi diserbanti, nuovi [...]
No, non è un fotomontaggio e neanche uno scherzo.
Ehm, non vorrei dire ma secondo me no, nemmeno i politici del PD sono di sinistra ma, come i loro compagni che in teoria dovrebbero stare dall’altra parte, amano molto vestirsi con una bella sedia attaccata al sedere. Mollarla è difficile, anche perchè, come dici giustamente tu, non saprebbero con quale altro indumento vestirsi perchè comporterebbe grossi sacrifici, tipo il lavoro…
Ciao
I discorsi qualunquisti vanno bene sempre, sono un po’ come quei capi di abbigliamento “taglia unica”, ma alla pari di questi ultimi servono a poco. Per esempio, che c’azzecca questo discorso con un personaggio come Ignazio Marino (PD), chirurgo e senatore? O forse chi fa il chirurgo non “ha mai lavorato”? O come la senatrice Franca Biondelli (Pd), infermiera? O come l’on.Antonio Boccuzzi (Pd), operaio? O come Furio Colombo (Pd), giornalista? O come Elisabetta Rampi (Pd) dipendente delle Ferrovie? L’elenco potrebbe continuare. Ma mi fermo. Per quanto riguarda il fatto di avere svolto soltanto attività politica, anche se così fosse, le posso assicurare che non è affatto semplice né poco faticoso, anzi. E’ ovvio che poi dipende a chi ci riferiamo ma soprattutto è evidente che se le persone non intervengono nella vita dei partiti partecipando e non limitandosi a commentare dall’esterno, i partiti saranno sempre preda di coloro che – per vari motivi, a volte meno che nobili – saranno disposti ad agire al loro interno. Il disprezzo che circonda in maniera indifferenziata la classe politica è frutto di un preciso disegno e conviene solo ad alcuni. La prego di riflettere su questo punto.
@Roberto Leggero
il “discorso qualunquista” che lei cita, per quanto mi riguarda, semplicemente – non esiste -.
Se lei, invece di farsi prendere dalla foga nel correre in soccorso di personalità della politica che stimo, come Ignazio Marino e Furio Colombo o altri di cui non conosco nemmeno il nome – e per questo, per mia abitudine, non immagino nemmeno di parlarne – avesse letto con maggiore attenzione il testo del post si sarebbe, probabilmente, accorto che i bersagli delle mie critiche, peraltro espliciti, sono i “dirigenti” e non “qualsiasi” politico del PD.
Per quanto riguarda la conclusione del suo commento, a proposito delle convenienze che sembrerebbero, a sentir lei, appannaggio solo di alcuni, la invito io a a riflettere ma, non prima, di aver visionato attentamente questo video che le linko: http://www.lextra.info/public/piove/?p=289
Aspettando con trepidazione una sua gentile replica,
la saluto cordialmente.
Marco
Gentile Roberto Leggero,
non importa se per lei le differenze sono incomprensibili.
In realtà lo sono per molti e, purtroppo, questo determina una indistinguibilità che fa del PD un partito molto prossimo a quello del partito di Berlusconi come dimostra ampiamente il vecchio, polveroso ma, sempre agghiacciante, video della confessione in aula dell’inciucio voluto dai dirigenti DS, ora dirigenti del PD, che spalancarono i cancelli all’avvoltoio che ora dichiarano di voler sconfiggere.
Si guardi intorno signor Roberto e non si stupisca se, a mia volta, le confesso che la mia dignità non è elastica come quella delle persone che lei vorrebbe difendere.
“Dentro” quei partiti, se ne ha voglia, ci vada lei. A me danno prurito.
Di nuovo
la saluto.
Marco