Archivio di settembre 2009
Primarie ed oltre.

"L'espresso": PD-SPECIALE PRIMARIE
Questo post è un mio commento alla lettera del Sig. Fab 1963 titolata ” Lo strano caso di un congresso PD e delle sue primarie“ pubblicata nel forum “Lettere e risposte” del sito on-line de “L’espresso”. Per leggerla cliccate qui.
Il commento:
La lettera propostaci come argomento di dibattito da Fab63, subito commentata dalla Rossini, evidenzia una serie di interessanti questioni riguardanti la protostoria, il presente ed il futuro del PD. Nell’elenco cronologico, relativo alla formazione del partito sino al suo destino, ho omesso appositamente il periodo storico poiché esso coincide con un presente tutto da osservare, registrare e, possibilmente, comprendere. Condivido solo in parte alcune delle osservazioni di Fab63, altre per nulla. Non sono un tesserato PD -questo mi pare di averlo già detto in più d’un commento qualche post fa – perciò potrò votare solo per le primarie. E’ proprio questa opportunità quella che dà senso al mio impegno, e a quello di tanti altri come me, che va ben oltre qualsiasi voto congressuale. Perché? Ve ne darò subito le ragioni, ed anche se vi sembrerà una valutazione ovvia e semplicistica è la sola chiave per comprendere a fondo il valore delle primarie, soprattutto, quand’esse dovessero sovvertire la classifica uscita dalle votazioni del congresso. Come voi, commentatori preparati ed informati, so che, per accumulare consensi utili a sostenere la guerra congressuale le due fazioni, tra le tre in competizione, dotate di apparati capillarmente distribuiti nei territori, è stata attuata una ributtante campagna di tesseramenti, prima del 21 luglio scorso, che non ha risparmiato stranieri residenti, malati, minorenni, ecc. Detto lavorio, improntato, prevalentemente ma non esclusivamente, al coinvolgimento di persone pronte a votare o delegare senza discutere, non ha comunque prodotto un risultato migliore di una misera cifra che non supera le 800.000 iscrizioni. Nei congressi dei circoli, i tesserati dell’ultima ora, in stragrande maggioranza rispetto a coloro i quali la tessera la presero in piena libertà e coltivando speranze, sono stati condotti, letteralmente, come buoi a compiere un gesto del quale possono comprendere, come per un riflesso “pavloviano”, solo le ricadute clientelari. Conosco, per esperienza diretta, alcuni di questi a cui la tessera è stata sottoposta solo per la firma, già completa di dati anagrafici e pagata. Tutto questo trambusto sarà utile solo a stabilire, alla chiusura del congresso, quale apparato, tra i soli due esistenti, è riuscito con maggiore efficacia a mobilitare direttori delle ASL, assessori di ogni Ente locale, presidenti di municipalizzate e giù giù sino all’ultimo dei beneficiari della politica delle prebende. Ma quando dai risultati delle primarie dovesse uscire un dato che annullasse, o mettesse in discussione le logiche sin qui applicate per adunare il consenso, cosa accadrebbe? Facciamo il caso che la mozione Marino, com’è prevedibile, risulti buon ultima nella votazione finale del congresso nazionale pur avendo superato utilmente la soglia di sbarramento del 5% per consentire al nostro di candidarsi alla segreteria. Alle primarie, la mobilitazione segue andamenti assai diversi – mi pare più che noto, scontato – e non è da escludere che, ragionando in termini di “fattori di moltiplicazione”, Marino, indipendentemente dalla classifica finale ottenga il maggior “moltiplicatore” di voti. Proviamo, solo per ragionare, ad immaginare che questo accada. La domanda conseguente, a cui tutti dovremmo rispondere con pragmatica franchezza è: cerchiamo un segretario che tende a consolidare il suo potere o cerchiamo un segretario che possa “moltiplicare” il consenso “popolare” del partito? Le primarie, ricordiamolo, sono aperte a tutti i cittadini aventi diritto al voto, esattamente come per le elezioni istituzionali. Un PD che ribadisce sino alla noia la sua vocazione maggioritaria vorrà soddisfare questa velleità con i tesserati forzati dall’apparato? Potranno i “signori delle tessere”, professionisti del “do ut des” motivati esclusivamente da interessi d’ogni sorta purchè avulsi da qualsiasi idealismo, sostenere ancora a lungo un affare che gli scade in mano ad ogni tornata elettorale? Io penso proprio di no. Ha ragione totale su un fatto, il caro Fab63: ne vedremo delle belle.
Saluti.
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No, non è un fotomontaggio e neanche uno scherzo.