Archivio di luglio 2009
Figli di nessuno.
Il decreto Maroni, rinominato - frettolosamente e con troppa indulgenza- “pacchetto sicurezza”, convertito in legge il 2 luglio scorso, oltre ad aver innescato una serie di reazioni negative espresse senza mezzi termini da parte di numerose associazioni umanitarie, quali Caritas et similia, continua a far parlare di sé per gli effetti nefasti che non mancherà di produrre. Un esempio lo trovate qui.
Uno dei più clamorosi tra questi sarà quello per cui, dall’8 agosto prossimo, i figli dei clandestini non potranno essere registrati dai genitori all’anagrafe grazie a questa frase inserita tra le norme della legge: Gli stranieri dovranno mostrare il permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile.
Cosa significa? Semplice: i clandestini che non sono in possesso del permesso di soggiorno non potranno sposarsi, nascere o, paradossalmente, morire. Questi gli atti di stato civile negati dalla legge.
Per questo i clandestini, pur di restare in Italia, non faranno più figli? No, non credo. Ritengo, piuttosto, che si aggraveranno per loro le già difficili condizioni di permanenza nel nostro paese e, contestualmente, potremo osservare i servizi sociali andare in crisi a causa degli affidamenti – obbligatori per legge- di bambini senza un genitore che possa riconoscerli. Già proprio queste sono le prospettive.
L’assurdità si trasforma, in questo caso, nella negazione di elementari diritti civili. Una legge, perciò, che non avrebbe nessun motivo di esistere, se non nei paesi governati dalle più becere dittature.
“Sempre contrari alla pena di morte” Da quando?
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No, non è un fotomontaggio e neanche uno scherzo.