Archivio di giugno 2009

Grande fratello (e dieci!)

grandefrate In vista della programmazione televisa invernale, canale 5,  la rete  ammiraglia di Mediaset,  la potente ed eterea armata mediatica berlusconiana, ha inaugurato ieri, 26 giugno, le manovre per l’edizione 2009 del “grande fratello”.

A Torino, prima tappa per le selezioni degli aspiranti “ospiti della casa”,   si sono presentati circa 50mila candidati (50.000).

Per le successive selezioni, che si terranno in almeno altre 4-5 città, si può stimare che i candidati non saranno meno di 200mila. A questi dovranno sommarsi, giocoforza, quelli che parteciperanno alla selezione via Internet connettendosi ad un sito appositamente creato. I numeri definitivi, forse, li conosceremo solo più avanti.

Su queste cifre, ancora approssimative, si è perfettamente adagiata una mia personalissima riflessione che già mi aveva assillato in precedenza.

Eccola, nella versione ristretta e volutamente sessista.

Mi è capitato più d’una volta di vedere spezzoni di puntate del GF nella trasmissione “mai dire grande fratello” durante la quale, con sapida ironia, voci fuori campo commentano le parole e le azioni degli ospiti della casa sbeffeggiandoli senza tregua.

Con una certa frequenza,  i commentatori,  stigmatizzano atteggiamenti erotici e concrete effusioni dei partecipanti, i quali, circondati da telecamere e microfoni,  si prodigano con insistenza ad ottenere e a mostrare, anche se velati da coperte e/o lenzuoli, atti sessuali, presumibilmente completi.

Non so, non posso immaginare, quale sia l’interesse dei telespettatori nell’osservare gli approcci e le moine dei protagonisti verso il sesso, né riesco a comprendere se poi,  l’atto consumato sotto le coperte, possa produrre eccitazione a chi lo sbircia da dietro il televisore. Tutto il movimento, sul piano della diffusa e nota pornografia resta, in ogni caso, molto al di sotto del più banale e ammiccante spot di certi aperitivi o profumi.

La cosa più morbosa che ho immaginato, osservando quelle scene, non riguardava né  infrazioni e trasgressioni al mio concetto di moralità, né  gli effetti, peraltro nulli, sulla mia libido ma, per riflesso, con un volo di fantasia misto ad una mia presunta e maligna (ahime) capacità d’immedesimazione, ho pensato ai genitori degli amanti televisi.

Li ho pensati davanti al televisore a guardare, tifando, le imprese erotiche dei figli. Forse in competizione tra loro, ad attribuirsi quei caratteri genetici così seducenti, riconoscibili nella prole e riconducibili, dopo dispute furibonde,  una volta a mamma e una volta a papà.

Me li vedo eccitati, sul divano, di fronte al televisore che si contendono il telecomando per scegliere la migliore inquadratura fornita da “Mediaset premium” per vedere la loro figliola all’opera e, nel frattempo, chiamare con urgenza l’altra erede di cotanta speme, la piccola sorellina (curiosa parafrasi…) rimasta in casa, gridando : -corri Gioia, vieni a vedere tua sorella come tromba bene in TV; corri altrimenti domani sarai l’unica in classe a non averla vista!-.

E’ confortevole per un paese come il nostro sapere che esistono, riferendoci giusto alla approssimativa media del 50% costituita da aspiranti di sesso femminile, circa 200-250mila genitori all’anno così attenti, disinibiti e premurosi.

C’è ancora qualcuno che vuole domandarsi perchè Berlusconi vince le elezioni?

P.S. L’espresso.it ha pubblicato, domenica 28 giugno 2009 alle 12:05 , questo post qui, nella rubrica “lettere e risposte”.

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