sicurezza
E le opposizioni stanno a guardare.
Il reciproco scambio di reprimende, tra Lega Nord e Santa Sede, a proposito delle responsabilità morali e materiali riguardanti l’ennesima tragedia consumatasi al largo dell’isola di Malta nei giorni scorsi, evidenzia lo stato catatonico della politica italiana, soprattutto, per l’inerzia e la passività che caratterizza i partiti d’opposizione.
Al di là delle generiche dichiarazioni, rilasciate dai vari leader di quelle che dovrebbero essere le forze che si contrappongono all’azione di governo - che ha convertito in legge e reso esecutivo dall’8 agosto scorso il micidiale decreto Maroni definito inverosimilmente “pacchetto sicurezza” - nessuno si preoccupa di entrare seriamente e decisamente nel merito della questione “sicurezza” per quanto attiene a quella dei migranti: i soli a rischiare, per legge, per ignavia e per razzismo, la vita. Così la difesa dei diritti umani scade nel più ripugnante e vile calcolo elettorale.
L’UDC con Casini, manco a dirlo, si appoggia strumentalmente senza nulla aggiungere od eccepire alla posizione dei vescovi sapendo, perfettamente, che ogni attacco ai cattolici, proveniente da qualsiasi elemento esterno, rafforza il consenso che gli eredi e gli aficionados dello scudo crociato potrebbero rivolgergli.
L’IDV, tramite il blog http://www.antoniodipietro.it/ , tratta la notizia con uno scarno comunicato stampa a firma Belisario – difficilmente rintracciabile a lato dei post principali - il quale, con ovvietà disarmante, stigmatizza le dichiarazioni di Bossi. Comunque, sempre con un attimo non casuale di ritardo. Non stupisce più neanche la posizione attendista del partito dell’ex magistrato che organizza, dalla sua discesa in campo, la linea politica del partito inseguendo la cronaca. Di battaglie in piazza contro il decreto-legge “Maroni” neanche l’ombra. Non se ne è nemmeno parlato. Contrastare apertamente e decisamente la legge che cavalca le paure degli italiani potrebbe rappresentare, elettoralmente, per l’IDV un passo falso: troppo pericoloso difendere i diritti degli immigrati quando fatica a difendere quelli degli italiani delusi che lo votano. In assenza di una proposta politica formale, ampia e dettagliata, l’IDV, sul tema dell’immigrazione, non si scalda molto.
Ma, il ruolo più preoccupante, per definire la propria posizione sulla drammatica vicenda dei migranti e, in prospettiva, per l’immediato futuro della propria politica, lo sta vivendo, anche in questo frangente, il PD. Nel carosello del batti e ribatti tra Bossi e C.E.I. Il PD, già frastornato e notevolmente logorato dalla lotta interna per la segreteria, preferisce non entrare nel merito se non con laconiche e banali dichiarazioni di alcuni suoi esponenti. Schierarsi con la Chiesa e difendere a spada tratta le opinioni dei Mons. Vegliò e Marchetto significherebbe, per il febbricitante partito, dare un colpo al concetto di laicità dello stato appena scoperto da Marino e subito adottato dai suoi più stagionati avversari-candidati: Franceschini e Bersani. Sul versante opposto, la boutade leghista, quella per la la quale il Vaticano dovrebbe aprirsi fattivamente all’accoglienza degli immigrati, per quanto barbaramente formulata, trova un suo anonimo parterre tra l’elettorato di sinistra stufo delle continue ingerenze vaticane e dei denari che la Chiesa continua ad incamerare tra 8xmille, esenzioni I.C.I. e finanziamenti per le scuole cattoliche. La provocazione populista di Bossi rischia, perciò, di frapporre ulteriore distanza tra le varie correnti interne del PD sul quale incombe, pesante come un macigno, lo spettro della frammentazione.
Vedremo chi si farà carico delle responsabilità di difendere, senza calcolo e distinzioni, la vita umana. Quale che sia.
“Sempre contrari alla pena di morte” Da quando?
Dal “il messaggero.it” Romano Prodi interviene su Il Messaggero e Il Mattino: bisogna introdurre nella coltura nuovi diserbanti e nuovi innesti l’ex premier si dice «piacevolmente sorpreso» che Bersani abbia deciso di riprendere la «coltivazione» dell’Ulivo, sottolineando anche la positività dell’aggettivo «nuovo», che «mette in rilievo la necessità di introdurre nella coltura nuovi diserbanti, nuovi [...]
No, non è un fotomontaggio e neanche uno scherzo.