stragi

Esportiamo democrazia ed importiamo morti.

Una della tanti immagini di dolore che ci provengono dai teatri di guerra nel mondo. Ho scelto questa per evitare la crudezza di tante altre, ancor più tragiche ed eloquenti. Orribili.

Una della tanti immagini di dolore che ci provengono dai teatri di guerra nel mondo. Ho scelto questa per evitare di urtare la sensibilità altrui a causa della la crudezza di tante altre, ancor più tragiche ed eloquenti. Orribili.

Ho trovato assai interessante leggere l’associazione che fa un commentatore, nella rubrica “Lettere e risposte” nel sito de “L’espresso”, sul concetto di economia di guerra relativamente alla produzione di unità navali militari in sostituzione, e a sopperire, lo scadere delle commesse per le imbarcazioni di lusso e la conseguente disoccupazione. Veramente istruttiva. Se non l’avesse scritto sarebbe stato difficile immaginare una confessione più chiara e sincera di uno dei motivi, meno condivisibili, meno umanitari e, in assoluto, meno democratici, addotti per giustificare inutili stragi di civili e militari. Di quale nazionalità, etnia o fazione essi siano. Ecco l’amor di patria che scade nella greppia a cui sono condotti i buoi italioti. - Ecchisenefrega dei morti ammazzati-, direbbe il disoccupato o il cassa-integrato, se dovesse aderire alle logiche del commentatore sopra, ma solo se fosse un illetterato, poichè, i disoccupati intellettuali potrebbero escalamare -mors tua, vita mea!-. D’altra parte, l’egoismo imperante e la sopraffazione dei diritti altrui, pur di affermare quelli esagerati, propri ed individuali, non è una caratteristica tipica della nostra “civiltà” occidentale? Perchè, nella folle corsa al consumismo, dovremmo fermarci di fronte alla necessità di sterminare qualsivoglia ostacolo umano si frapponga tra noi e la conquista dell’oggetto del desiderio? L’occidente civile, sviluppato e democratico, si nutre ancora di rendite coloniali guadagnate a suon di olocausti anni fa. Perchè smettere proprio ora, quando le donne che indossano il burka (ricordate la campagna mediatica d’avvio delle ostilità?) rappresentano ancora una seria minaccia alla libertà delle “escort” occidentali? Si bombardi l’intero Afghanistan in nome della D’Addario e colleghe. Se poi, la morte dei soldati italiani (con questi ultimi, in Afghanistan, sono 21), superata la retorica stantia e giustificatoria dei soliti, unici ed impuniti responsabili di tali morti, ovvero gli stessi che prima li spediscono in “missioni di pace” e poi li ricevono come “caduti in guerra”, servisse ad “esportare” la democrazia, allora, saremmo nell’area del più classico e ridicolo sceneggiato all’italiana: come può un paese come il nostro esportare la merce più avariata che produce?

Con il dovuto rispetto per ogni morte violenta.

M.V.

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