Sinistra? de che?

Uno dei tanti.

Uno dei tanti.

Ma questi “dirigenti” che hanno vissuto solo di partito e non hanno, di fatto, lavorato mai; che se dicono di aver lavorato è perchè lo hanno fatto solo come “funzionari di partito”; che non sono mai andati a guadagnarsi il pane con un mestiere, una professione o un qualsiasi lavoro che non sia quello da burocrati passacarte in attesa di promozione; che non conoscono la paura di non riuscire a pagare le rate del mutuo di casa o il sapore salato di un lavoro duro che non li soddisfa ma che devono fare per vivere; che non sanno niente, ma proprio niente di niente, di come si campa fuori dagli ombrelli delle prebende e delle regalie politiche; che solo grazie alla retorica e alle loro facce toste continuano a maneggiare per se stessi e mai per il popolo di cui parlano a vanvera, senza averne alcuna cognizione; che godono di indennità clamorose e di pensioni d’oro cumulate in virtù anche di soli pochi mesi di legislatura effettivamente vissuta; che continuano a falcidiare le speranze di chi aspetta, da anni, le soluzioni per i problemi di un precariato permanente, di un’equità fiscale chimerica, di una scuola degna di questo nome, di uno Stato finalmente laico, di un diritto uguale per tutti, di un ambiente sempre più minato, di una sanità pubblica vera e non inferiore, per qualità delle prestazioni, a quella privata, di una ricerca scientifica finanziata e realizzata nel Paese, di uno sviluppo sostenibile e compatibile con la vita e i territori, di un’informazione ai livelli di altri paesi democratici e sviluppati, di una libertà individuale sempre più limitata e in pericolo, di un razzismo contagioso e dilagante, di una malavita organizzata che taglieggia ciò che ci sarebbe di buono nell’operosità degli italiani, di un’aberrante governo condotto da abominevoli individui.
Insomma, come, dove, quando e perchè i politici del PD dovrebbero essere di sinistra?

Io proprio non lo so.

Un dilemma crociato.

pierferdinando-casini

La stagione delle elezioni regionali è iniziata.

E’ vero, ancora nulla di definitivo, a parte la candidatura di Renata Polverini per il PdL nel Lazio, per gli altri competitori non ancora scelti dai rispettivi partiti.

Tuttavia, in mezzo al clima d’incertezza che si respira in questi giorni, soprattutto nella casa del PD, dove sembra essersi smarrito l’art. 18 comma 4 dello statuto del partito - quello che recita: “Vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione. “ - qualcuno che detta le regole c’è: Pierferdinando Casini.

Ora, stante l’incertezza dell’alleanza PD-UDC che pare profilarsi alternata e altalenante, se non a macchia di leopardo, sullo scacchiere regionale italiano, spunta un quesito che sembra un bruscolino ed invece è pesante come un macigno. Il dilemma, infatti, coinvolge non tanto quell’elettorato PD già spaesato di suo per la stridente e incerta alleanza ma, piuttosto, una parte della dirigenza e dei quadri. Parliamo di quella pattuglia di ex-democristiani che, obtorto collo, sono riusciti a resistere agli stimoli separatisti indotti da certe involuzioni “laico-socialiste” del PD e, finanche, alle sirene teocon modello Binetti& C.

Ebbene, più d’uno di questi si starà chiedendo: - ma come, dopo le prove di sopportazione e resistenza a cui mi sono sottoposto con spirito di abnegazione nel segno e nella ricerca di una identità tutta da definire, allontandomi dalla tentazione di seguire una strada simile a quella percorsa da Rutelli, ora mi trovo qui, dentro una melassa informe a stringere alleanze con un partito che ho rinnegato e a cui oggi mi devo rivolgere per sperare di vincere? -

Solo immaginando un simile dilemma riesco a sentire il rumore dei pensieri di Marco Follini (eletto con l’UDC ora nel PD).

 follini 

C’erano una volta le “primarie”.

Due aspiranti suicidi.

Due aspiranti suicidi.

In Lombardia il PD ha indetto le “prepotentarie”; nel Veneto le “fantasmarie”; in Puglia è riuscito a creare le “suicidarie” e nel Lazio, del dopo-Marrazzo, le “scomparsarie”: non si trova un candidato decente manco a pagarlo.

La sinistra la smetta d’istigare odio e violenza!

berlusconi-sanguinante

Parole di Giancarlo Gentilini - Lega Nord:  «voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestini» e «la pulizia dalle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro Paese: voglio la rivoluzione nei confronti dei nomadi, degli zingari».  «far travestire gli extracomunitari da leprotti per consentire ai cacciatori di allenarsi». «pulizia etnica contro i culattoni».

Parole di Ignazio La Russa -PdL: a proposito dei sostenitori della sentenza sul crocifisso della Corte Europea:  “Possono morire tutti!” (ripetuto 3 volte). 

Parole di Silvio Berlusconi; Presidente del Consiglio - Pdl:  “Strozzerei chi ha scritto la piovra”

Certi celtici.

S.C.Q.C.

Sono Curiosi Questi Celtici. Veramente curiosi.

Non perdono un’occasione per mostrare la loro eccentricità in fatto di proto-cultura ed altri camuffamenti. Dovranno prima o poi decidersi più “sul da dire” che “sul da farsi”.

Dopo l’uscita sul cardinale Tettamanzi, sul quale, i fieri razzisti verdognoli hanno posto l’inquietatante dubbio che sia un doppiogiochista vocato all’Islam, hanno voluto rendere ancora più chiaro il loro pensiero precisando, per bocca dell’inossidabile celtico senatur Bossi, che “La gente oltre alla cristianità dà peso alla tradizione e si sente sicura quando la tradizione è rispettata”. Tradizione “a rischio - secondo il ministro delle Riforme - se facciamo venire troppa gente che porta le proprie di tradizioni”.

Meglio conservare quelle antiche, vere e del tutto nostre, aggiungo io. Magari mettendo questo celtico DOC al posto giusto, cioè, ad alitare al posto del bue sul bambino Gesù.leghista-cornuto

Calderoli al posto dell’asino.

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