Corrintuscia: a Viterbo vincono Arsenti e Bellitto – Foto, video e classifiche

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Oltre 200 partenti, un bel progresso rispetto alla prima edizione e due vincitori di prestigio: Corri a Santa Barbara si ripropone nel 2015 come seconda tappa del circuito Corrintuscia – ed anche come tappa del Gran Prix Lazio – e lo fa applaudendo le vittorie di Guido Arsenti (Alto Lazio) ed Antonella Bellitto (Bolsena Forum). A questo link la classifica completa.

Sul circuito ricavato nel quartiere viterbese che ospita il Campo Scuola, centro nevralgico della mattinata, entrambi vincitori fanno facilmente la differenza. Arsenti chiude i 10 km della prova in 32’41”, con ampio margine sul compagno di società Stefano Martelletti (33’18”) e su Fabio Bedini (A.S.Dile Calcaterra, 33’35”).

Tra le ragazze, Antonella Bellitto, lo scorso weekend premiata come vincitrice del Corrintuscia 2014, taglia il traguardo in 36’39”, davanti a Marzia Carlini (Atletica Orte, 39’44”) e Cinzia Altarozzi (G.S. Cat Sport Roma, 40’28”).

Premio per la società più numerosa alla Zona Olimpica Team, davanti ad Alto Lazio e Bolsena Forum. Prima del via, spazio anche alle gare per i bambini.

Il prossimo appuntamento con il Corrintuscia sarà domenica 3 maggio a Vetralla con il Trofeo Uomo Cavallo.

Archeotuscia, porte aperte a Ferento nel week end di Pasqua

Locandina-Evento-Ferento-02L’area archeologica dell’antica città di Ferento, distante pochi chilometri da Viterbo, sarà accessibile per le visite nel week end di Pasqua. Sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile sarà possibile visitare il teatro romano, le terme e, attraverso il decumano, l’intera zona.

L’iniziative è dell’associazione culturale Archeotuscia di Viterbo in collaborazione con il Comune di Viterbo e la Soprintendenza archeologica – Ministero per i Beni culturali.

L’area sarà accessibile, con ingresso a offerta libera, in orario continuato dalle ore 10 alle ore 18. Sarà possibile partecipare a visite guidate (contributo 3 euro), fissate nelle tre giornate, alle ore 10,30 – 12,00 – 15,00 – 16,30.

Le rovine della città sono la testimonianza di una lunga storia che la vide fiorire per diversi secoli, in particolare quando divenne il centro egemone di un vasto territorio, sede anche di diocesi dalla fine del V secolo fino almeno a tutto il VI, e conclusasi nel 1172, ad opera dei viterbesi, che, dopo una serie di scontri, espugnarono Ferento e la distrussero. Il sito, comunque, continuò ad essere frequentato per attività agricole ed estrattive.

Numerose campagne di scavo eseguite nell’ampia zona hanno consentito di riportare alla luce straordinari reperti archeologici e impianti rasalenti all’epoca romana tra cui il monumentale teatro, una strada basolata, l’area termale con mosaici, mentre numerose strutture medioevali sono visibili nei terreni esterni al parco.

Per informazioni rivolgersi ad Archeotuscia:
tel 339 1170592 (Rodolfo), 339 2716872 (Luciano), 328 9068207 (Simona – guida)
e mail: [email protected] .

Santa Rosa, al via il bando per la realizzazione e il trasporto della nuova Macchina

Riceviamo e pubblichiamo

macchina-santa-rosa-viterboPubblicato questa mattina il bando di gara per la realizzazione e il trasporto della nuova Macchina di Santa Rosa, Gloria, ideata da Raffaele Ascenzi. Lo scorso 3 marzo la giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo. 26 i giorni di pubblicazione previsti, la data di scadenza per la presentazione delle offerte sarà quindi il 7 aprile 2015 (ore 12). Il bando prevede il servizio di costruzione della nuova Macchina e quello di trasporto per il quinquennio 2015 – 2019. “Chiederò alla commissione di gara di lavorare con tempi serrati, per giungere all’affidamento dei lavori entro la metà di aprile – spiega l’assessore ai lavori pubblici Alvaro Ricci – consentendo così di portare a compimento la realizzazione della Macchina nei termini previsti e assicurare il passaggio di “Gloria” per le vie della città. Colgo l’occasione per ringraziare i progettisti, in particolare l’ideatore, l’architetto Raffeale Ascenzi, gli uffici comunali e tutto il personale coinvolto. Il percorso per arrivare alla sera del 3 settembre è ancora lungo e complesso, ma c’è lo spirito giusto per raggiungere l’obiettivo”.

Tutta la documentazione (bando, disciplinare di gara, capitolato e schema di contratto) è reperibile sul sito istituzionale www.comune.viterbo.it , servizi online, bandi di gara. Nel bando sono riportate le modalità di presentazione delle offerte. L’apertura delle offerte avverrà in seduta pubblica il 9 aprile alle 9,30.

L’ambasciatore degli Stati Uniti d’America in visita a Viterbo

santa_rosaL’ambasciatore degli Stati Uniti d’America John R. Phillips in visita a Viterbo a Palazzo dei Priori. A fare gli onori di casa è stato il sindaco Leonardo Michelini insieme all’assessore Giacomo Barelli e al presidente del consiglio comunale Maria Rita De Alexandris. L’incontro, avvenuto all’interno della Sala Rossa, ha preceduto l’intervento dell’ambasciatore al seminario internazionale organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia presso l’Auditorium di Santa Maria in Gradi.

Prima della stretta di mano conclusiva tra il primo cittadino viterbese e l’illustre diplomatico americano c’è stato il consueto scambio di doni. Oltre a un libro dedicato alla città dei papi e a un cofanetto con immagini riproducenti le terre degli etruschi, all’ambasciatore è stata donata una pubblicazione dedicata a Santa Rosa e alla Macchina. Lo stesso ambasciatore, invitato dal sindaco Michelini per il prossimo 3 settembre, ha mostrato grande interesse per la manifestazione e per i modelli in scala delle antiche macchine di Santa Rosa, esposte all’interno della Sala Rossa, insieme alla nuova, Gloria, consegnata recentemente dall’ideatore Ascenzi.

Viterbo verso Expo 2015, la delegazione del Senegal a Palazzo dei Priori

Riceviamo e pubblichiamo

Ciambella-e-Barelli-con-la-delegazione-del-SenegalVerso Expo 2015, continuano gli incontri del Comune di Viterbo con le ambasciate dei Paesi che parteciperanno all’esposizione. Questa mattina, 6 marzo, è stata la volta della delegazione del Senegal. Il vice sindaco Luisa Ciambella e l’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Barelli hanno ricevuto il ministro consigliere Baye Moctar Diop e la sua collaboratrice, arrivati in sostituzione dell’ambasciatrice Seynabou Badiane.

“Siamo onorati di ospitare i rappresentanti dell’ambasciata del Senegal – ha detto il vice sindaco Ciambella -. Ci auguriamo che questa collaborazione a cui stiamo lavorando non consista in futuro soltanto in scambi commerciali, legati ed Expo 2015, ma anche e soprattutto in fitti rapporti culturali, che coinvolgano studenti universitari e non solo”.

Per l’Università della Tuscia ha partecipato il dottor Lorenzo Traverso, del Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali.

A Viterbo il 5 marzo la fastosa riapertura del Gran Caffè Schenardi

Riceviamo e pubblichiamo

C_anno 1952Completamente ristrutturato e riportato ai fasti di un tempo, il Gran Caffè Schenardi sta per essere restituito ai viterbesi. “Voglio che l’inaugurazione sia un momento di festa per tutta la città”. A dirlo è l’imprenditore Primo Panaccia che, come fece nell’estate 2004, è riuscito a mantenere la promessa: giovedì 5 marzo alle ore 17,30 alzerà le saracinesche dello storico locale cittadino, cuore pulsante del capoluogo. E sarà un debutto in grande stile con le troupes di National Geographic che trasmetteranno in diretta la cerimonia di inaugurazione, puntando le telecamere sulla spettacolarità degli ambienti riportati agli antichi splendori con pavimenti lucidati a specchio, lampadari cristallini, tende drappeggiate in elegante broccato, bassorilievi in peperino e vetrate stile liberty.

Uno Schenardi ancorato al passato e alle tradizioni, ma adattato alle esigenze del 2015. Una delle novità, ad esempio, è rappresentata da un’area in cui saranno allestiti tablet, fruibili in maniera gratuita, che daranno la possibilità ai clienti di leggere i giornali di tutto il mondo. Non solo: il locale si appresta a diventare “Università del Caffè” grazie a macchine di ultimissima generazione che serviranno il caffè con le miscele di una delle più importanti aziende produttrici del mondo, Illy. Se non proprio la ”capitale” del caffè a livello nazionale, Schenardi si candida quindi a diventare una delle migliori caffetterie dello Stivale. Ruoli di primo piano sono inoltre destinati a pasticceria, gelateria e ristorante.

Da Schenardi lavoreranno circa trenta persone, che hanno superato ben quattro selezioni. E quello dell’occupazione, visti i tempi, non è certo un aspetto secondario della riapertura dello storico locale. Riapertura che rappresenta anche e soprattutto un importante passo verso il rilancio del centro storico cittadino, in collaborazione con l’amministrazione comunale.

“Intendiamo riportare gente in centro, con proposte culturali e di socializzazione, di aggregazione e divertimento – anticipa Panaccia – che valorizzino le potenzialità di piazze e strade. Il tutto in partnership con Università, enti ed associazioni del territorio”. Un esempio concreto ci sarà tre giorni dopo l’inaugurazione, domenica 8 marzo, quando piazza del Plebiscito, via Roma e piazza delle Erbe si trasformeranno in un grande contenitore di eventi che ospiterà spettacoli itineranti con artisti di strada ed allestimenti teatrali. Spazio anche ai più piccoli con giocolieri e cantastorie che distribuiranno zucchero filato e pop corn.

L’iniziativa si ripeterà con cadenza periodica e sarà pubblicizzata – e questa è un’altra grande novità – tramite i canali social: facebook, twitter ed instagram.

La Storia del Gran Caffè Schenardi

Il palazzo che ospita le sale del Gran Caffè Schenardi risale al XV secolo, prima di proprietà di Girolamo da Carbognano, segretario del comune dal 1489 al 1493, poi sede del banco e fondaco dei Chigi fino al 1528. In questo periodo subentrarono nella proprietà del palazzo e nella gestione del banco i Boninsegna ed i Bonelli, talmente collegati da dare luogo ad un unico stemma bipartito visibile ancora oggi sulla facciata. Nei secoli successivi la proprietà passò a diverse famiglie viterbesi fino al 1798, anno in cui il romano Giuseppe Cassani, appaltatore della posta, lo acquistò e lo trasformò in Albergo Reale. Le vicende dello storico Caffè iniziarono nel 1818 quando Raffaele Schenardi acquista il già esistente Albergo Reale, dotandolo di un ambiente di nuova concezione: il “Caffè”. Il fenomeno si diffonde nelle maggiori città italiane e muta le consuetudini di convivialità e di incontro: dai salotti privati il dibattito intellettuale e politico si trasferisce anche in ambienti pubblici così i Caffè si renderanno testimoni di fatti, avvenimenti, amori, segreti e complotti. La metà del XIX secolo coincide con la fervente attività dei moti risorgimentali che agiteranno le menti e gli animi di coloro che vollero l’Italia unita. Dal 1848 i locali del Gran Caffè Schenardi ospiteranno le riunioni del “Circolo popolare di Viterbo”, che aveva lo scopo di diffondere le notizie legate agli avvenimenti della politica in Italia. L’attività del circolo prevedeva la lettura dei libri e di giornali al fine di promuovere il miglioramento civile, morale e politico del popolo. L’elaborazione e la diffusione delle idee liberali trovò come luogo ideale locali come il nostro Caffè. Nella prima metà dell’800 i numerosi rapporti della polizia locale forniscono indicazioni sui frequentatori del Caffè: non solo rivoluzionari fomentatori, “anarchici e demagoghi” come vengono definiti, ma anche gli stessi ufficiali pontifici e delle guarnigioni francesi preferiscono il Gran Caffè Schenardi agli altri luoghi di ritrovo cittadini per la qualità del servizio, la riservatezza ed eleganza del locale e, non minore per l’importanza, la convenienza dei prezzi. Per soli tredici baiocchi, nel 1851, Raffaele Schenardi offriva ai suoi clienti un menù completo: “una bona minestra, lesso, e due altre pietanze con pane, vino, frutti e formaggi”. Raffaele Schenardi, il suo locale, e i suoi avventori vennero tenuti sotto controllo con continue “incursioni” per verificare che l’orario di chiusura non superasse la mezzanotte, che all’interno si svolgessero attività lecite e non sovversive, ma il Caffè mantenne sempre la sua vitalità ed il suo prestigio. Nel 1855 l’aspetto del Caffè mutò radicalmente grazie all’ingegno e alla maestria dell’architetto romano Virginio Vespignani (1808-1882) e alla vigile direzione del nuovo committente Vincenzo Schenardi, che lo rese uno tra i Caffè storici più belli d’Italia. Il locale, così come venne ammirato in passato, rispetta nelle forme sobrie ed eleganti le scelte dell’architetto; lo spazio è scandito da due navate con volte a crociera sorrette da otto colonne, la fuga prospettica è arricchita dal trionfo dei contrasti bianco e oro degli stucchi della galleria, e in tutta la sua ampiezza gioca nell’alternanza di nicchie che ospitano statue allegorico-mitologiche e nicchie dorate giunte appositamente da Parigi. Ad esaltazione dell’atmosfera contribuì il particolare sistema di illuminazione e gas, che sapientemente distribuito inondava di luce tutto il locale amplificando l’effetto scenografico. In ricordo del Cav. Vincenzo Schenardi rimane un mezzo busto realizzato dallo scultore Antonio Filippo Cifariello (1864-1936) artista incline alla ritrattistica, socio del Romano circolo artistico internazionale, autore di numerosi monumenti tra i quali quello di Giuseppe Mazzini a Molfetta, di Saffi a Forlì, del Re Umberto I a Bari. Il 1855 segna l’inizio delle serate mondane, dei tavoli all’aperto nella piazza delle Erbe, della frequentazione degli uomini più illustri della città, sia per godere della calda ospitalità ma anche e soprattutto per assaporare le numerose specialità offerte dalla casa Schenardi. Il menù era arricchito dalla prelibatissima pasticceria alla gelateria, per la quale ogni anno veniva fatto arrivare da Napoli il famoso gelatiere Ciro Caivano, dalla bottiglieria alla confezione delle tipiche carote viterbesi condite con un particolare bagno aromatico commercializzate in vasetti di ceramica, infine in anni più recenti l’originale aperitivo 103, realizzato in occasione dei 103 anni di fondazione del Caffè. Molti furono i personaggi che ebbero il piacere di gustare le specialità Schenardi: il Papa Gregorio XVI, per il quale durante il soggiorno viterbese (nel 1841) venne allestito un suntuoso banchetto, il principe di Napoli, futuro re d’Italia Vittorio Emanuele III, ospitato a Palazzo dei Priori, il 21 luglio 1890 dove fu servito in suo onore un pranzo opera dell’indimenticabile Grispino Schenardi: ostriche, zuppa, pesce, filetto di bue, galatina, asparagi, punch spongato, piccioni, insalata alla russa, gelato, frutta, gateau, dessert. Vini: Capri, Bordeaux, Champagne. In occasione delle visite di rappresentanza dei reali o personalità eminenti (Giuseppe Garibaldi, Guglielmo Marconi, Vittorio Emanuele di Savoia conte di Torino, la regina Madre Margherita) il comune di Viterbo si affidava alla maestria culinaria degli Schenardi. Citiamo alcuni personaggi che sedettero al Caffè, vi riposarono, scrissero versi e godettero della sua incantevole atmosfera: il regista e attore Orson Welles, che a Viterbo ha girato il film Otello, Alberto Sordi e Federico Fellini durante le riprese de I vitelloni, gli scrittori Orio Vegani e Bonaventura Tecchi, Mussolini, il re Gustavo Adolfo di Svezia insieme alle principesse Margareth e Cristina durante i lunghi soggiorni nella Tuscia, dedicati alle campagne di scavo archeologico. Il 31 dicembre del 1980 il Ministero dei Beni Culturali Ambientali, interviene con un decreto dove si dichiara il Gran Caffè Schenardi di particolare interesse storico e artistico, sottoponendolo alle disposizioni di tutela previste dalla legge n. 1089 del 1° giugno 1939.

Viterbo per Expo: oltre 70mila euro dalla Regione per il progetto “I sapori del rito”

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zingaretti_e_michelini73 mila euro circa per I sapori del rito – Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa: tradizioni e patrimonio – Viterbo per Expo 2015. A tanto ammonta l’importo del finanziamento approvato dalla Regione Lazio, a seguito di avviso pubblico, per il progetto a sostegno di azioni coerenti con il tema di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”, presentato nei mesi scorsi dal Comune di Viterbo (capofila), con la partecipazione della Provincia di Viterbo, della Camera di Commercio e della Coldiretti.

“Puntiamo molto sulla nostra tradizione e sulla nostra identità territoriale – ha sottolineato il sindaco Leonardo Michelini non appena ricevuta la comunicazione dell’approvazione del finanziamento -. Grazie a questa opportunità, fornita dalla Regione Lazio, l’intera Tuscia potrà trarre benefici, in termini economici, ma anche turistici. 280 mila euro di finanziamento per la Tuscia: di questi 73 mila al Comune di Viterbo. Un grande risultato, anche per la prestigiosa vetrina che ci offre una manifestazione internazionale come Expo”.

Il sindaco Michelini proprio nei giorni scorsi, in occasione della visita del presidente della Regione Lazio Zingaretti a Viterbo e a Palazzo dei Priori, aveva avuto modo di addentrarsi all’interno dei principali progetti che la città ha in cantiere in occasione di Expo 2015 e sui quali sta concretamente lavorando. Progetti che vanno dall’esposizione della Macchina di Santa Rosa nel padiglione di Eataly a Expo a Milano, alle realizzazione del PalaExpo a Valle Faul, a Viterbo, all’interno del quale dar vita, per l’intera durata dell’esposizione universale milanese, a una serie di incontri, workshop, presentazioni di prodotti tipici del settore agroalimentare. Una struttura di animazione multifunzionale a disposizione di delegazioni produttive e commerciali delle nazioni interessate a conoscere più da vicino le risorse culturali, termali, scientifiche, artigianali e artistiche della Tuscia e soprattutto un luogo privilegiato anche per la promozione del progetto Lazio Expo nella città di Viterbo.

Il finanziamento regionale concesso al Comune di Viterbo contribuirà fortemente a dare forma e vita a questi due ambiziosi progetti.