A Viterbo il 5 marzo la fastosa riapertura del Gran Caffè Schenardi

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C_anno 1952Completamente ristrutturato e riportato ai fasti di un tempo, il Gran Caffè Schenardi sta per essere restituito ai viterbesi. “Voglio che l’inaugurazione sia un momento di festa per tutta la città”. A dirlo è l’imprenditore Primo Panaccia che, come fece nell’estate 2004, è riuscito a mantenere la promessa: giovedì 5 marzo alle ore 17,30 alzerà le saracinesche dello storico locale cittadino, cuore pulsante del capoluogo. E sarà un debutto in grande stile con le troupes di National Geographic che trasmetteranno in diretta la cerimonia di inaugurazione, puntando le telecamere sulla spettacolarità degli ambienti riportati agli antichi splendori con pavimenti lucidati a specchio, lampadari cristallini, tende drappeggiate in elegante broccato, bassorilievi in peperino e vetrate stile liberty.

Uno Schenardi ancorato al passato e alle tradizioni, ma adattato alle esigenze del 2015. Una delle novità, ad esempio, è rappresentata da un’area in cui saranno allestiti tablet, fruibili in maniera gratuita, che daranno la possibilità ai clienti di leggere i giornali di tutto il mondo. Non solo: il locale si appresta a diventare “Università del Caffè” grazie a macchine di ultimissima generazione che serviranno il caffè con le miscele di una delle più importanti aziende produttrici del mondo, Illy. Se non proprio la ”capitale” del caffè a livello nazionale, Schenardi si candida quindi a diventare una delle migliori caffetterie dello Stivale. Ruoli di primo piano sono inoltre destinati a pasticceria, gelateria e ristorante.

Da Schenardi lavoreranno circa trenta persone, che hanno superato ben quattro selezioni. E quello dell’occupazione, visti i tempi, non è certo un aspetto secondario della riapertura dello storico locale. Riapertura che rappresenta anche e soprattutto un importante passo verso il rilancio del centro storico cittadino, in collaborazione con l’amministrazione comunale.

“Intendiamo riportare gente in centro, con proposte culturali e di socializzazione, di aggregazione e divertimento – anticipa Panaccia – che valorizzino le potenzialità di piazze e strade. Il tutto in partnership con Università, enti ed associazioni del territorio”. Un esempio concreto ci sarà tre giorni dopo l’inaugurazione, domenica 8 marzo, quando piazza del Plebiscito, via Roma e piazza delle Erbe si trasformeranno in un grande contenitore di eventi che ospiterà spettacoli itineranti con artisti di strada ed allestimenti teatrali. Spazio anche ai più piccoli con giocolieri e cantastorie che distribuiranno zucchero filato e pop corn.

L’iniziativa si ripeterà con cadenza periodica e sarà pubblicizzata – e questa è un’altra grande novità – tramite i canali social: facebook, twitter ed instagram.

La Storia del Gran Caffè Schenardi

Il palazzo che ospita le sale del Gran Caffè Schenardi risale al XV secolo, prima di proprietà di Girolamo da Carbognano, segretario del comune dal 1489 al 1493, poi sede del banco e fondaco dei Chigi fino al 1528. In questo periodo subentrarono nella proprietà del palazzo e nella gestione del banco i Boninsegna ed i Bonelli, talmente collegati da dare luogo ad un unico stemma bipartito visibile ancora oggi sulla facciata. Nei secoli successivi la proprietà passò a diverse famiglie viterbesi fino al 1798, anno in cui il romano Giuseppe Cassani, appaltatore della posta, lo acquistò e lo trasformò in Albergo Reale. Le vicende dello storico Caffè iniziarono nel 1818 quando Raffaele Schenardi acquista il già esistente Albergo Reale, dotandolo di un ambiente di nuova concezione: il “Caffè”. Il fenomeno si diffonde nelle maggiori città italiane e muta le consuetudini di convivialità e di incontro: dai salotti privati il dibattito intellettuale e politico si trasferisce anche in ambienti pubblici così i Caffè si renderanno testimoni di fatti, avvenimenti, amori, segreti e complotti. La metà del XIX secolo coincide con la fervente attività dei moti risorgimentali che agiteranno le menti e gli animi di coloro che vollero l’Italia unita. Dal 1848 i locali del Gran Caffè Schenardi ospiteranno le riunioni del “Circolo popolare di Viterbo”, che aveva lo scopo di diffondere le notizie legate agli avvenimenti della politica in Italia. L’attività del circolo prevedeva la lettura dei libri e di giornali al fine di promuovere il miglioramento civile, morale e politico del popolo. L’elaborazione e la diffusione delle idee liberali trovò come luogo ideale locali come il nostro Caffè. Nella prima metà dell’800 i numerosi rapporti della polizia locale forniscono indicazioni sui frequentatori del Caffè: non solo rivoluzionari fomentatori, “anarchici e demagoghi” come vengono definiti, ma anche gli stessi ufficiali pontifici e delle guarnigioni francesi preferiscono il Gran Caffè Schenardi agli altri luoghi di ritrovo cittadini per la qualità del servizio, la riservatezza ed eleganza del locale e, non minore per l’importanza, la convenienza dei prezzi. Per soli tredici baiocchi, nel 1851, Raffaele Schenardi offriva ai suoi clienti un menù completo: “una bona minestra, lesso, e due altre pietanze con pane, vino, frutti e formaggi”. Raffaele Schenardi, il suo locale, e i suoi avventori vennero tenuti sotto controllo con continue “incursioni” per verificare che l’orario di chiusura non superasse la mezzanotte, che all’interno si svolgessero attività lecite e non sovversive, ma il Caffè mantenne sempre la sua vitalità ed il suo prestigio. Nel 1855 l’aspetto del Caffè mutò radicalmente grazie all’ingegno e alla maestria dell’architetto romano Virginio Vespignani (1808-1882) e alla vigile direzione del nuovo committente Vincenzo Schenardi, che lo rese uno tra i Caffè storici più belli d’Italia. Il locale, così come venne ammirato in passato, rispetta nelle forme sobrie ed eleganti le scelte dell’architetto; lo spazio è scandito da due navate con volte a crociera sorrette da otto colonne, la fuga prospettica è arricchita dal trionfo dei contrasti bianco e oro degli stucchi della galleria, e in tutta la sua ampiezza gioca nell’alternanza di nicchie che ospitano statue allegorico-mitologiche e nicchie dorate giunte appositamente da Parigi. Ad esaltazione dell’atmosfera contribuì il particolare sistema di illuminazione e gas, che sapientemente distribuito inondava di luce tutto il locale amplificando l’effetto scenografico. In ricordo del Cav. Vincenzo Schenardi rimane un mezzo busto realizzato dallo scultore Antonio Filippo Cifariello (1864-1936) artista incline alla ritrattistica, socio del Romano circolo artistico internazionale, autore di numerosi monumenti tra i quali quello di Giuseppe Mazzini a Molfetta, di Saffi a Forlì, del Re Umberto I a Bari. Il 1855 segna l’inizio delle serate mondane, dei tavoli all’aperto nella piazza delle Erbe, della frequentazione degli uomini più illustri della città, sia per godere della calda ospitalità ma anche e soprattutto per assaporare le numerose specialità offerte dalla casa Schenardi. Il menù era arricchito dalla prelibatissima pasticceria alla gelateria, per la quale ogni anno veniva fatto arrivare da Napoli il famoso gelatiere Ciro Caivano, dalla bottiglieria alla confezione delle tipiche carote viterbesi condite con un particolare bagno aromatico commercializzate in vasetti di ceramica, infine in anni più recenti l’originale aperitivo 103, realizzato in occasione dei 103 anni di fondazione del Caffè. Molti furono i personaggi che ebbero il piacere di gustare le specialità Schenardi: il Papa Gregorio XVI, per il quale durante il soggiorno viterbese (nel 1841) venne allestito un suntuoso banchetto, il principe di Napoli, futuro re d’Italia Vittorio Emanuele III, ospitato a Palazzo dei Priori, il 21 luglio 1890 dove fu servito in suo onore un pranzo opera dell’indimenticabile Grispino Schenardi: ostriche, zuppa, pesce, filetto di bue, galatina, asparagi, punch spongato, piccioni, insalata alla russa, gelato, frutta, gateau, dessert. Vini: Capri, Bordeaux, Champagne. In occasione delle visite di rappresentanza dei reali o personalità eminenti (Giuseppe Garibaldi, Guglielmo Marconi, Vittorio Emanuele di Savoia conte di Torino, la regina Madre Margherita) il comune di Viterbo si affidava alla maestria culinaria degli Schenardi. Citiamo alcuni personaggi che sedettero al Caffè, vi riposarono, scrissero versi e godettero della sua incantevole atmosfera: il regista e attore Orson Welles, che a Viterbo ha girato il film Otello, Alberto Sordi e Federico Fellini durante le riprese de I vitelloni, gli scrittori Orio Vegani e Bonaventura Tecchi, Mussolini, il re Gustavo Adolfo di Svezia insieme alle principesse Margareth e Cristina durante i lunghi soggiorni nella Tuscia, dedicati alle campagne di scavo archeologico. Il 31 dicembre del 1980 il Ministero dei Beni Culturali Ambientali, interviene con un decreto dove si dichiara il Gran Caffè Schenardi di particolare interesse storico e artistico, sottoponendolo alle disposizioni di tutela previste dalla legge n. 1089 del 1° giugno 1939.

Viterbo per Expo: oltre 70mila euro dalla Regione per il progetto “I sapori del rito”

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zingaretti_e_michelini73 mila euro circa per I sapori del rito – Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa: tradizioni e patrimonio – Viterbo per Expo 2015. A tanto ammonta l’importo del finanziamento approvato dalla Regione Lazio, a seguito di avviso pubblico, per il progetto a sostegno di azioni coerenti con il tema di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”, presentato nei mesi scorsi dal Comune di Viterbo (capofila), con la partecipazione della Provincia di Viterbo, della Camera di Commercio e della Coldiretti.

“Puntiamo molto sulla nostra tradizione e sulla nostra identità territoriale – ha sottolineato il sindaco Leonardo Michelini non appena ricevuta la comunicazione dell’approvazione del finanziamento -. Grazie a questa opportunità, fornita dalla Regione Lazio, l’intera Tuscia potrà trarre benefici, in termini economici, ma anche turistici. 280 mila euro di finanziamento per la Tuscia: di questi 73 mila al Comune di Viterbo. Un grande risultato, anche per la prestigiosa vetrina che ci offre una manifestazione internazionale come Expo”.

Il sindaco Michelini proprio nei giorni scorsi, in occasione della visita del presidente della Regione Lazio Zingaretti a Viterbo e a Palazzo dei Priori, aveva avuto modo di addentrarsi all’interno dei principali progetti che la città ha in cantiere in occasione di Expo 2015 e sui quali sta concretamente lavorando. Progetti che vanno dall’esposizione della Macchina di Santa Rosa nel padiglione di Eataly a Expo a Milano, alle realizzazione del PalaExpo a Valle Faul, a Viterbo, all’interno del quale dar vita, per l’intera durata dell’esposizione universale milanese, a una serie di incontri, workshop, presentazioni di prodotti tipici del settore agroalimentare. Una struttura di animazione multifunzionale a disposizione di delegazioni produttive e commerciali delle nazioni interessate a conoscere più da vicino le risorse culturali, termali, scientifiche, artigianali e artistiche della Tuscia e soprattutto un luogo privilegiato anche per la promozione del progetto Lazio Expo nella città di Viterbo.

Il finanziamento regionale concesso al Comune di Viterbo contribuirà fortemente a dare forma e vita a questi due ambiziosi progetti.

Inizio anno ricco di eventi per l’Ail Viterbo

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uova pasqua ailInizio 2015 denso di eventi per l’Ail Viterbo, tra iniziative a fine benefico in collaborazione con realtà associative del Viterbese e la partecipazione ad attività di carattere nazionale. La Fidapa Viterbo (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) ha organizzato una cena solidale a favore dell’associazione, raccogliendo 500 euro. Altro significativo contributo economico è giunto dalla compagnia teatrale di Caprarola “Quelli del Martedì”, con uno spettacolo messo in scena al Teatro Scuderie Farnese.

Il presidente Patrizia Badini ha partecipato il 20 febbraio al convegno”Io e la mia storia, l’alleanza paziente-medico”, cui hanno preso parte Franco Mandelli, presidente nazionale dell’Ail, Sylvie Menard, oncologa dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, Sante Tura, professore emerito di Ematologia presso l’Università di Bologna, Giuseppe Basso, direttore della clinica di oncoematologica pediatrica presso l’Università’ di Padova, e i rappresentanti delle 81 sezioni provinciali dell’associazione. «Voglio ringraziare la Fidapa Viterbo, nelle figure del presidente Carla Pepponi Bartoleschi e del vice presidente Gabriella Mercanti, e i membri della compagnia teatrale “Quelli del Martedì”, per quanto fatto a favore dell’Ail Viterbo. – dichiara il presidente Badini – Per merito della loro collaborazione e con tante associazioni del territorio, possiamo rafforzare la nostra attività, nei campi della ricerca, dell’assistenza medica e del sostegno ai famigliari dei pazienti». Al via infine la fase organizzativa per la vendita delle Uova di Pasqua, la più importante manifestazione (insieme alle Stelle di Natale) dedicata alla raccolta fondi per continuare a sostenere la ricerca e la lotta nel campo dell’ematologia, che vedrà i volontari dell’Ail Viterbo presenti nel capoluogo e nei principali centri della provincia il 20, 21 e 22 marzo.

Inps: il Comune di Viterbo aderisce al Progetto Home Care Premium

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Viterbo - Piazza del Plebiscito“Il Comune di Viterbo aderisce al Progetto Home Care Premium 2014 dell’Inps. Un modello innovativo e sperimentale di assistenza alla disabilità e alla non autosufficienza rivolto ai dipendenti e ai pensionati pubblici, ai loro coniugi conviventi e ai loro familiari di primo grado non autosufficienti”. L’assessore ai servizi sociali Fabrizio Fersini richiama l’attenzione sul progetto Home Care, a supporto di anziani e disabili, minori e adulti, per consentire loro la permanenza a domicilio non solo con interventi economici o con servizi, ma anche a sostegno della comunità degli utenti nell’affrontare e gestire le difficoltà connesse allo status di non autosufficienza proprio o dei familiari. “Tra le differenti modalità d’intervento a supporto della disabilità e non autosufficienza – spiega ancora l’assessore Fersini – l’Inps ha scelto di sostenere il modello che meglio coniuga il binomio “sostenibilità – dignità umana”. Si tratta di un contributo “premio” al fine di prendersi cura, a domicilio, delle persone non autosufficienti. L’home Care prevede una forma di intervento “mista”, con il coinvolgimento diretto, sinergico e attivo della famiglia, di soggetti pubblici e delle risorse sociali del cosiddetto terzo settore”. Per accedere alla prestazione il Comune ricorda che è stato pubblicato sul portale dell’Inps (www.inps.it) l’avviso Home Care Premium. Il progetto ha durata di 9 mesi, con decorrenza dal 1 marzo 2015. La procedura per l’acquisizione esclusivamente in via telematica della domanda è attiva fino alle 12 del prossimo 27 febbraio.

Viterbo: Macchina di Santa Rosa, un successo alla BIT di Milano

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incontroGloria, la nuova Macchina di Santa Rosa ideata dall’architetto Raffaele Ascenzi, al centro dell’attenzione durante la 35esima edizione della Borsa Internazionale del Turismo a Milano (12-14 febbraio). L’incontro, svoltosi lo scorso 12 febbraio presso lo stand della Regione Lazio all’interno dei padiglioni espositivi della struttura fieristica di Rho Pero, ha visto l’intervento dell’assessore a Expo 2015 Giacomo Barelli. Presente anche il direttore dell’Agenzia Regionale del Turismo Giovanni Bastianelli, tra gli ospiti istituzionali lo scorso 3 settembre a Palazzo dei Priori.

Nell’ambito dell’appuntamento è stato proiettato e commentato un video fornito dallo stesso ideatore di Gloria. Tra le immagini, non solo la nuova Macchina di Santa Rosa, ma anche le altre che si sono susseguite negli ultimi quarant’anni. Immagini dei facchini di Santa Rosa e dei passati trasporti. Tutto il resto lo ha illustrato in quaranta minuti l’assessore Barelli, accennando a eventi storici come la visita di papa Giovanni Paolo II a Viterbo, ai tradizionali eventi che precedono il Trasporto e quindi le macchine portate a spalla dai bambini e la solenne processione del 2 settembre. L’assessore di Palazzo dei Priori si è poi soffermato sul riconoscimento Unesco ottenuto il 4 dicembre 2013 dalla Rete delle grandi Macchine a spalla, di cui fanno parte insieme alla Macchina di Santa Rosa di Viterbo i Gigli di Nola, la Varia di Palmi e i Candelieri di Sassari.

L’assessore Barelli, prima di chiudere il suo intervento, non ha mancato di menzionare i principali luoghi del territorio viterbese, tra cui Villa Lante a Bagnaia, il Bulicame, ma anche le Terme e il palazzo dei papi. “Questo 2015 sarà un anno importante per Viterbo. Altrettanto importante lo sarà per la Macchina di Santa Rosa. Il prossimo 3 settembre ci sarà il debutto di Gloria, la nuova Macchina che sfilerà per le vie del centro storico. Un Trasporto a cui Expo proprio in questi giorni ha concesso il patrocinio. Un riconoscimento che renderà ancora più importante questo esordio della nuova Macchina. A questo proposito ci tengo a ringraziare il presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini per le parole che ha speso nei giorni scorsi a proposito del riconoscimento concesso da parte dell’esposizione mondiale che avrà inizio a Milano il prossimo 1 maggio. Sarà quella un’altra occasione di promozione, una prestigiosa vetrina che ci permetterà di far conoscere la nostra città a un pubblico proveniente da tutto il mondo”. L’incontro è stato introdotto e moderato dalla giornalista Cristina Pallotta.

Ludwig Schertel settimo agli Italiani Allievi Indoor di Ancona; Marco Parrano quinto in staffetta

Ludwig Schertel

Ludwig Schertel dell’Autocoreana Atletica Alto lazio si conferma ai vertici nazionali nel Salto in alto col Podio conquistato ad Ancona domenica 15 febbraio nelle Indoor.

Il saltatore viterbese partiva in gara con il 7° accredito con la misura di 1,94, che rappresenta anche il suo primato personale ed era quantomai intenzionato ad aggiungere ancora qualche centimetro, viste le ottime condizioni di forma degli ultimi periodi, anche se il clima viterbese non gli ha mai consentito una allenamento in condizioni ottimali. La gara affrontata quindi con grande determinazione e consapevolezza di poter fare bene, con una serie di salti validi alla prima prova fino (1.80/1.85/1.88), una piccola incertezza a 1.91 (saltato alla seconda) e poi 1.94 al terzo tentativo che lo priva di una posizione migliore di classifica, ma che comunque gli da la soddisfazione del podio. Buoni anche i tre tentativi alla quota di 1.96, soprattutto uno con l’asticella sfiorata in fase di svincolo, che lasciano trasparire i notevoli margini di miglioramento, rimandati ormai alla fase primaverile delle gare Outdoor.

In gara anche due tarquiniesi, ora in forze alla Studentesca CaRiRi Rieti: Marco Parrano è sedicesimo sui 400 metri in 53″56  e quinto nella staffetta; gara sfortunata per Nicolas Sacripanti, fuori nel lungo dopo tre nulli.

La vie en Rose: presentato a Viterbo il tavolo progettuale europeo

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ViterboPresentato a Palazzo dei Priori il tavolo progettuale europeo di partenariato, denominato La vie en Rose promosso dal Centro Studi Santa Rosa onlus e condiviso dal Comune di Viterbo. Tra le principali priorità del tavolo rientra la presentazione di progetti in risposta a bandi di finanziamento europeo. Non solo. Prioritario anche instaurare rapporti di partenariato con altre realtà amministrative, organizzative e culturali dell’Unione Europea, avvalendosi delle opportunità offerte nell’ambito della programmazione comunitaria 2014-2020.

“Due i bandi a cui partecipiamo – ha spiegato Angelo Restaino del Centro Studi Santa Rosa -: si tratta del progetto Europa per i cittadini – Reti di Città, in scadenza il 1 marzo 2015 e il progetto Erasmus Plus – Partenariati strategici – Priorità strategica, educazione all’imprenditorialità, la cui scadenza è il prossimo 31 marzo. Oltre alla partecipazione ai due bandi ci sono in piedi altri progetti, tra cui programmi a gestione diretta di Bruxelles, dedicati alla competitività, al turismo, alla formazione e alla cultura. Saranno analizzati inoltre i programmi  del POR 2014-2020 della Regione Lazio incentrati sulle stesse tematiche”.

“Il Comune di Viterbo – ha sottolineato l’assessore alla cultura e al turismo Antonio Delli Iaconi – intende creare opportunità significative per lo sviluppo del territorio. È importante concentrare l’attenzione e il proprio impegno sul sistema delle risorse e delle potenzialità locali. Progettazione e promozione sono i principali passaggi da fare”.

“Il tavolo di lavoro avrà la durata di 36 mesi – ha spiegato la consigliera alle pari opportunità Daniela Bizzarri -: si potrà poi decidere, in base anche ai risultati conseguiti, se rinnovare il partenariato tra i membri del tavolo e il Comune di Viterbo. Il tavolo si è già riunito nel mese di novembre presso la biblioteca comunale Anselmi, una prima riunione ufficiale nell’ambito della quale tutti abbiamo dato la nostra disponibilità a portare avanti progetti e iniziative. Il mio plauso è rivolto a tutti coloro che fanno parte del tavolo, ma va principalmente al promotore del progetto. Parlo del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo onlus, da anni impegnato a promuovere, valorizzare e tutelare il patrimonio storico, documentario, artistico materiale e immateriale, riguardante il culto della nostra patrona Santa Rosa.

Del tavolo progettuale europeo di partenariato La vie en Rose ne fanno parte Eleonora Rava e Angelo Restaino del Centro Studi Santa Rosa onlus, soggetto promotore, l’assessore alla cultura e al turismo Antonio Delli Iaconi, la consigliera alle pari opportunità Daniela Bizzarri, la presidente del comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile della Camera di Commercio Serenella Papalini, il dirigente scolastico dell’istituto pedagogico Santa Rosa Maria Teresa Maffucci, la docente di europrogettazione per i beni culturali dell’università di Ferrara Adriana Martini, e ancora Novella Regalini P.S. del Lavoro – FSE Venezia e Barbara de Dominicis, restauratrice e storica del tessuto, titolare della ditta Tessili Antichi.