“Festa della Donna e della Poesia”: il tradizionale programma di eventi alla STAS

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Tarquinia - Palazzo dei PrioriInizieranno martedì 3 marzo le annuali manifestazioni relative alla “Festa della Donna e della Poesia”, organizzate dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia, manifestazioni giunte quest’anno alla XIX edizione. Il primo appuntamento è, appunto, per il 3 marzo alle ore 17 presso la Sala Sacchetti, per l’inaugurazione della Mostra Fotografica “La donna nella società tarquiniese – 1900/1980”. La Mostra, curata da Roberto Gazzillo, presenta, attraverso persone e avvenimenti fissati dall’obiettivo di fotografi, spesso amatoriali, l’evoluzione che ha interessato la donna ma anche la società nel lasso di tempo considerato.

Gli altri appuntamenti avranno la seguente cadenza :

 Venerdì 6 marzo, il dott. Romolo Sega, psicologo, consulente scientifico AIDO provinciale, tratterà l’interessante tema de “L’amore tra armonia e conflitto”, dopo la conferenza ci saranno interventi vari.

Sabato 7 marzo il tradizionale “incontro-scontro” di “Lui per lei” e “Lei e lui”, nel corso della manifestazione ci sarà un momento dedicato al ricordo di poeti “a braccio” di Tarquinia.

Domenica 8 marzo appuntamento con la “Poesia al Femminile” 19° incontro con poetesse legate a Tarquinia per nascita o cultura .… ed altro ancora.

Durante tutti i pomeriggi verrà presentato il 18° Quaderno di “Poesia al Femminile” che raccoglie le poesie presentate nell’edizione dello scorso anno della Festa della Donna. Tutti gli appuntamenti avranno luogo nella Sala Sacchetti della STAS, alle ore 17.00. Un grazie particolare ai volontari dell’AEOPC per la loro collaborazione.

 

 

A Viterbo il 5 marzo la fastosa riapertura del Gran Caffè Schenardi

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C_anno 1952Completamente ristrutturato e riportato ai fasti di un tempo, il Gran Caffè Schenardi sta per essere restituito ai viterbesi. “Voglio che l’inaugurazione sia un momento di festa per tutta la città”. A dirlo è l’imprenditore Primo Panaccia che, come fece nell’estate 2004, è riuscito a mantenere la promessa: giovedì 5 marzo alle ore 17,30 alzerà le saracinesche dello storico locale cittadino, cuore pulsante del capoluogo. E sarà un debutto in grande stile con le troupes di National Geographic che trasmetteranno in diretta la cerimonia di inaugurazione, puntando le telecamere sulla spettacolarità degli ambienti riportati agli antichi splendori con pavimenti lucidati a specchio, lampadari cristallini, tende drappeggiate in elegante broccato, bassorilievi in peperino e vetrate stile liberty.

Uno Schenardi ancorato al passato e alle tradizioni, ma adattato alle esigenze del 2015. Una delle novità, ad esempio, è rappresentata da un’area in cui saranno allestiti tablet, fruibili in maniera gratuita, che daranno la possibilità ai clienti di leggere i giornali di tutto il mondo. Non solo: il locale si appresta a diventare “Università del Caffè” grazie a macchine di ultimissima generazione che serviranno il caffè con le miscele di una delle più importanti aziende produttrici del mondo, Illy. Se non proprio la ”capitale” del caffè a livello nazionale, Schenardi si candida quindi a diventare una delle migliori caffetterie dello Stivale. Ruoli di primo piano sono inoltre destinati a pasticceria, gelateria e ristorante.

Da Schenardi lavoreranno circa trenta persone, che hanno superato ben quattro selezioni. E quello dell’occupazione, visti i tempi, non è certo un aspetto secondario della riapertura dello storico locale. Riapertura che rappresenta anche e soprattutto un importante passo verso il rilancio del centro storico cittadino, in collaborazione con l’amministrazione comunale.

“Intendiamo riportare gente in centro, con proposte culturali e di socializzazione, di aggregazione e divertimento – anticipa Panaccia – che valorizzino le potenzialità di piazze e strade. Il tutto in partnership con Università, enti ed associazioni del territorio”. Un esempio concreto ci sarà tre giorni dopo l’inaugurazione, domenica 8 marzo, quando piazza del Plebiscito, via Roma e piazza delle Erbe si trasformeranno in un grande contenitore di eventi che ospiterà spettacoli itineranti con artisti di strada ed allestimenti teatrali. Spazio anche ai più piccoli con giocolieri e cantastorie che distribuiranno zucchero filato e pop corn.

L’iniziativa si ripeterà con cadenza periodica e sarà pubblicizzata – e questa è un’altra grande novità – tramite i canali social: facebook, twitter ed instagram.

La Storia del Gran Caffè Schenardi

Il palazzo che ospita le sale del Gran Caffè Schenardi risale al XV secolo, prima di proprietà di Girolamo da Carbognano, segretario del comune dal 1489 al 1493, poi sede del banco e fondaco dei Chigi fino al 1528. In questo periodo subentrarono nella proprietà del palazzo e nella gestione del banco i Boninsegna ed i Bonelli, talmente collegati da dare luogo ad un unico stemma bipartito visibile ancora oggi sulla facciata. Nei secoli successivi la proprietà passò a diverse famiglie viterbesi fino al 1798, anno in cui il romano Giuseppe Cassani, appaltatore della posta, lo acquistò e lo trasformò in Albergo Reale. Le vicende dello storico Caffè iniziarono nel 1818 quando Raffaele Schenardi acquista il già esistente Albergo Reale, dotandolo di un ambiente di nuova concezione: il “Caffè”. Il fenomeno si diffonde nelle maggiori città italiane e muta le consuetudini di convivialità e di incontro: dai salotti privati il dibattito intellettuale e politico si trasferisce anche in ambienti pubblici così i Caffè si renderanno testimoni di fatti, avvenimenti, amori, segreti e complotti. La metà del XIX secolo coincide con la fervente attività dei moti risorgimentali che agiteranno le menti e gli animi di coloro che vollero l’Italia unita. Dal 1848 i locali del Gran Caffè Schenardi ospiteranno le riunioni del “Circolo popolare di Viterbo”, che aveva lo scopo di diffondere le notizie legate agli avvenimenti della politica in Italia. L’attività del circolo prevedeva la lettura dei libri e di giornali al fine di promuovere il miglioramento civile, morale e politico del popolo. L’elaborazione e la diffusione delle idee liberali trovò come luogo ideale locali come il nostro Caffè. Nella prima metà dell’800 i numerosi rapporti della polizia locale forniscono indicazioni sui frequentatori del Caffè: non solo rivoluzionari fomentatori, “anarchici e demagoghi” come vengono definiti, ma anche gli stessi ufficiali pontifici e delle guarnigioni francesi preferiscono il Gran Caffè Schenardi agli altri luoghi di ritrovo cittadini per la qualità del servizio, la riservatezza ed eleganza del locale e, non minore per l’importanza, la convenienza dei prezzi. Per soli tredici baiocchi, nel 1851, Raffaele Schenardi offriva ai suoi clienti un menù completo: “una bona minestra, lesso, e due altre pietanze con pane, vino, frutti e formaggi”. Raffaele Schenardi, il suo locale, e i suoi avventori vennero tenuti sotto controllo con continue “incursioni” per verificare che l’orario di chiusura non superasse la mezzanotte, che all’interno si svolgessero attività lecite e non sovversive, ma il Caffè mantenne sempre la sua vitalità ed il suo prestigio. Nel 1855 l’aspetto del Caffè mutò radicalmente grazie all’ingegno e alla maestria dell’architetto romano Virginio Vespignani (1808-1882) e alla vigile direzione del nuovo committente Vincenzo Schenardi, che lo rese uno tra i Caffè storici più belli d’Italia. Il locale, così come venne ammirato in passato, rispetta nelle forme sobrie ed eleganti le scelte dell’architetto; lo spazio è scandito da due navate con volte a crociera sorrette da otto colonne, la fuga prospettica è arricchita dal trionfo dei contrasti bianco e oro degli stucchi della galleria, e in tutta la sua ampiezza gioca nell’alternanza di nicchie che ospitano statue allegorico-mitologiche e nicchie dorate giunte appositamente da Parigi. Ad esaltazione dell’atmosfera contribuì il particolare sistema di illuminazione e gas, che sapientemente distribuito inondava di luce tutto il locale amplificando l’effetto scenografico. In ricordo del Cav. Vincenzo Schenardi rimane un mezzo busto realizzato dallo scultore Antonio Filippo Cifariello (1864-1936) artista incline alla ritrattistica, socio del Romano circolo artistico internazionale, autore di numerosi monumenti tra i quali quello di Giuseppe Mazzini a Molfetta, di Saffi a Forlì, del Re Umberto I a Bari. Il 1855 segna l’inizio delle serate mondane, dei tavoli all’aperto nella piazza delle Erbe, della frequentazione degli uomini più illustri della città, sia per godere della calda ospitalità ma anche e soprattutto per assaporare le numerose specialità offerte dalla casa Schenardi. Il menù era arricchito dalla prelibatissima pasticceria alla gelateria, per la quale ogni anno veniva fatto arrivare da Napoli il famoso gelatiere Ciro Caivano, dalla bottiglieria alla confezione delle tipiche carote viterbesi condite con un particolare bagno aromatico commercializzate in vasetti di ceramica, infine in anni più recenti l’originale aperitivo 103, realizzato in occasione dei 103 anni di fondazione del Caffè. Molti furono i personaggi che ebbero il piacere di gustare le specialità Schenardi: il Papa Gregorio XVI, per il quale durante il soggiorno viterbese (nel 1841) venne allestito un suntuoso banchetto, il principe di Napoli, futuro re d’Italia Vittorio Emanuele III, ospitato a Palazzo dei Priori, il 21 luglio 1890 dove fu servito in suo onore un pranzo opera dell’indimenticabile Grispino Schenardi: ostriche, zuppa, pesce, filetto di bue, galatina, asparagi, punch spongato, piccioni, insalata alla russa, gelato, frutta, gateau, dessert. Vini: Capri, Bordeaux, Champagne. In occasione delle visite di rappresentanza dei reali o personalità eminenti (Giuseppe Garibaldi, Guglielmo Marconi, Vittorio Emanuele di Savoia conte di Torino, la regina Madre Margherita) il comune di Viterbo si affidava alla maestria culinaria degli Schenardi. Citiamo alcuni personaggi che sedettero al Caffè, vi riposarono, scrissero versi e godettero della sua incantevole atmosfera: il regista e attore Orson Welles, che a Viterbo ha girato il film Otello, Alberto Sordi e Federico Fellini durante le riprese de I vitelloni, gli scrittori Orio Vegani e Bonaventura Tecchi, Mussolini, il re Gustavo Adolfo di Svezia insieme alle principesse Margareth e Cristina durante i lunghi soggiorni nella Tuscia, dedicati alle campagne di scavo archeologico. Il 31 dicembre del 1980 il Ministero dei Beni Culturali Ambientali, interviene con un decreto dove si dichiara il Gran Caffè Schenardi di particolare interesse storico e artistico, sottoponendolo alle disposizioni di tutela previste dalla legge n. 1089 del 1° giugno 1939.

Catini: “Un caloroso benvenuto a Tarquinia ai ragazzi delle Olimpiadi della Cultura”

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Attachment-1Ho il piacere di rivolgere un saluto di benvenuto agli oltre 1500 ragazzi che tra martedì e mercoledì arriveranno nel nostro comprensorio per partecipare al concorso nazionale studentesco “Olimpiadi della Cultura”. Molti di loro saranno anche ospitati negli alberghi della Città etrusca così come in tutte le strutture del comprensorio facendo registrare il tutto esaurito in occasione di questo evento, nato grazie all’intuizione di un gruppo di ragazzi civitavecchiesi guidati in origine da Daniele Ceccarelli che ha ora passato il testimone a Domiziana Lo Iacono. Un team locale giovane e preparato, che vede anche l’amico Alessandro Battilocchio come Presidente onorario, tra l’altro sempre attento e presente nel nostro territorio. Le finali si svolgeranno alla fine di Aprile a Tolfa.

Per Tarquinia credo sia un onore ospitare questi brillanti ragazzi presenti nella nostra zona per questo importante appuntamento. Ritengo che iniziative come questa, promosse meritoriamente da giovani, vadano incentivate e supportate in quanto si inseriscono in pieno nell’idea di valorizzazione del territorio che abbiamo in mente. Davvero complimenti agli organizzatori. I ragazzi che alloggeranno a Tarquinia, provenienti da tutta Italia, potranno apprezzare le bellezze della nostra terra, sicuramente capace di lasciare loro un meraviglioso ricordo.

Manuel Catini
Consigliere Università Agraria

Gli appuntamenti di Belcanto Festival “Vincenzo Pucitta” a Tarquinia

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MusicaTanti gli appuntamenti che si svolgeranno a Tarquinia, nell’ambito della III edizione del Belcanto Festival “Vincenzo Pucitta” (Civitavecchia – Tarquinia, dal 27 febbraio al 1° marzo), progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Sabato 28 febbraio, presso la sala consiliare Comune di Tarquinia, alle ore 17, avrà luogo “Alziamo il volume”: VII Rassegna di Incontri con l’autore del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma curata da Carla Conti e Roberto Giuliani, con la presentazione del volume collettaneo Vincenzo Pucitta. Il tumulto del gran mondo (prefazione di Philip Gossett; introduzione e curatela di Annamaria Bonsante; contributi di Giorgio Appolonia, Sonia Arienta, Daniele Carnini, Gabriele Cesaretti, Paola Ciarlantini, Carlo De Paolis, Dario Feoli, Piero Mioli, Franco Piperno, Emilio Sala, Paolo Sullo. Cafagna Editore, Barletta 2014 – collana “Le vie dei suoni” diretta da Dinko Fabris). A seguire, alle ore 18, Galà del Belcanto, concerto del mezzosoprano Chiara Chialli accompagnata al pianoforte da Emanuele Leomporri, con musiche di G. Bizet, G. Donizetti, J. Massenet, V. Pucitta, G. Rossini. Domenica 1° marzo, presso la sala Sacchetti della Società Tarquiniense d’Arte e Storia, alle ore 10, si terrà il seminario di Chiara Chialli “Organo vocale e voce artistica: istruzioni per l’uso”, con esempi tratti da opere di Vincenzo Pucitta. Alle ore 17, presso la sala consiliare del Comune di Tarquinia, si svolgerà il concerto Mille melodie per canto e suono, con gli allievi dell’Accademia Tarquinia Musica e il soprano Hyunin Mun che proporranno musiche di F. Chopin, G. Donizetti, V. Pucitta, G. Rossini. Gli eventi sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti.

Organizzazione e produzione: Centro ricerche storico-musicali “Vincenzo Pucitta” e Accademia Tarquinia Musica. Collaborazione e patrocini: Città di Civitavecchia (Sindaco Antonio Cozzolino, Assessore a Commercio, Turismo, Cultura Vincenzo D’Antò); Città di Tarquinia (Sindaco Mauro Mazzola, Assessore a P. I., Turismo, Spettacolo e Sport Sandro Celli); Società Tarquiniense di Arte e Storia, Società Storica Civitavecchiese; Associazione artistico-culturale tarquiniese “La Lestra”. Partner: Eusepi Hotels. Direzione artistica e musicologica: Annamaria Bonsante.

Tirrenica: “Il PD di Tarquinia asseconda il Sindaco Mazzola e punta il dito contro i cittadini”

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manifestanti_sat-550x309Leggiamo con delusione che il Pd di Tarquinia, nella persona del suo segretario, non si limita più a difendere il Sindaco Mazzola perché appartenente al proprio partito, sollevandolo per questo da ogni responsabilità anche oggettiva, ma va ben oltre e si presta ad attaccare i residenti, semplici concittadini che da due anni ormai subiscono disagi e soprusi insostenibili, che pagano il prezzo di scelte imposte dall’alto, che vengono ripetutamente insultati da chi dovrebbe tutelarli,  e che, lasciati da soli, non hanno altro modo per difendersi che unirsi e provare a fronteggiare con la verità (altro non facciamo che riportare i fatti) le ripetute bugie e i vuoti proclami di chi a questa autostrada ha detto non solo sì (posizione incomprensibile ma legittima), ma che lo ha fatto senza riserve, senza  difendere il territorio che amministra, senza richiedere il minimo sindacale quando andava fatto (conferenza dei servizi).

Oggi il conto è arrivato ed è salato e tutte le risposte sono nei progetti approvati e nello scambio di lettere tra il Ministero delle Infrastrutture e la Sat, nelle memorie che Sat ha consegnato al Consiglio di Stato, tutte  carte che noi abbiamo reso pubbliche (l’amministrazione se ne guarda bene dal farlo chissà perché), e che dimostrano in maniera inconfutabile che il ponte e le altre complanari incluse nella variante ad oggi sono tutt’altro che certezza e vanno ancora ‘mendicate’ perché chi ieri doveva e poteva pretenderle non lo ha fatto.

Ridicolo poi che chi ha taciuto sulla chiusura dell’accesso della Farnesiana accettando l’alternativa del  “giro di Peppe” accusi noi residenti di aver bloccato l’incrocio e causato danni alla collettività.

I residenti, uniti nel Comitato, non hanno mai superato i limiti imposti dalla legge e le nostre manifestazioni sono state sempre autorizzate, e finché il diritto a manifestare le proprie opinioni sarà un diritto noi lo faremo.

Irresponsabili non siamo noi, irresponsabili sono tutti coloro che in questi anni hanno permesso alla Sat, seppur autorizzata a portare avanti i lavori di realizzazione del lotto 6A dell’autostrada Tirrenica, di farlo senza rispetto dei residenti e del buon senso, spesso a discapito della sicurezza di chi vive e lavora nelle zone interessate. Irresponsabili sono coloro che hanno permesso che il ‘giro di Peppe’ fosse un’alternativa seppur provvisoria, chi ha permesso che lo Scuolabus percorresse quella strada quando il servizio della nettezza urbana ha spostato i cassonetti per far sì che i propri operatori non fossero costretti a fare lo stesso percorso, confermandone a tutti gli effetti la pericolosità; irresponsabile è chi ha permesso che a sorvegliare il traffico fossero semplici addetti della Sat e non chi normalmente ha il compito di vigilare sulla viabilità.

In due anni abbiamo visto di tutto: pozzetti dell’acqua chiusi arbitrariamente dalle ditte appaltatrici della Sat senza che agli uffici comunali ne fossero informati; interruzione idrica programmata per loro ma ‘a sorpresa’ per noi; chiusura dell’Aurelia comunicata solo sui giornali telematici, quando interessate dal blocco ci sono persino strade che hanno accesso solo dall’Aurelia; accessi chiusi nella notte con veri e propri blitz… e l’elenco è solo parziale. Non c’è mai stata su quanto avvenuto in questi anni una reale indignazione, né un atto formale… se non artefatte prese di posizione, mai seguite da fatti concreti che dessero il senso della vicinanza al territorio.

Dulcis in fundo la chiusura dell’accesso alla Farnesiana, avvenuta senza che nessun rappresentante delle istituzioni del territorio fosse presente. C’eravamo solo noi residenti, soli ed evidentemente i soli con la volontà di pretendere che ciò avvenisse nel rispetto di tutta la comunità, i soli a metterci la faccia  e a pretendere che anche altri mostrassero lo stesso coraggio assumendosi la responsabilità anche solo di una firma su un’ordinanza di chiusura che non fosse della Sat stessa. Soli a ribadire che la viabilità alternativa tale non era perché pericolosa, che senza il ponte e le altre complanari ci sentiamo ‘condannati’.

Certamente non poteva starci chi aveva garantito che la notizia sarebbe stata data “con ampio anticipo” e “in modo adeguato”, chi qualche mese prima dichiarava “allo stato attuale non ci sono le condizioni per bloccare l’accesso alla Farnesiana”, perché invece sono bastate due strisce bianche, un limite a 30 km/h, un paio di cartelli riciclati per fargli accettare anche questo ennesimo sopruso.

Caro Pd di Tarquinia, noi saremo pure una minoranza, ma non possiamo né vogliamo essere silenziosi e, visto che il vostro partito si chiama “democratico”, accettate le critiche soprattutto se circostanziate e lasciate che i giornalisti riportino i fatti, anche quando vi danno torto.

 Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

Agraria, Antonelli: “Verso l’abolizione dell’IMU e un bilancio 2015 che certifica il buon lavoro svolto”

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Il presidente AntonelliBilancio 2015, la certificazione della definitiva solidità dell’Università Agraria di Tarquinia. Dopo il passaggio in commissione si va verso il consiglio con dati più che confortanti. Il lavoro di questi anni ha dato frutti. Passato l’incubo del 2009 e le due sentenze della Corte di Cassazione, con relativa condanna, riferite all’IRPEG – IVA degli anni 1998-1999 e alla questione ICI degli anni 1993-1998, capaci di generare un problema da quasi 3.500.000 euro. Un debito risolto in questo quinquennio, grazie ad operazioni come la “datio in solutum”, dove si è concretizzata la collaborazione tra Istituzioni. In questi anni si è lavorato per risanare, ma anche per far crescere il bilancio dell’Ente. La realizzazione di lotti funzionali e il superamento parziale delle quote terriere, non solo hanno risposto alle esigenze del mondo agricolo e realizzato un’importante riforma strutturale dell’Ente, ma hanno garantito un aumento del gettito pari a 170.000 Euro annui rispetto al 2005. Abbiamo investito e diversificato su nuove attività come l’allevamento delle lepri e puntato sulle energie rinnovabili, che hanno portato risorse per oltre 250.000 euro. Un percorso che poteva dare ben altri dividendi, se non fossero venuti meno gli incentivi statali. In generale aumentano le produzioni e si riducono i centri di costo, nel rispetto del patrimonio gestito e senza far venir meno l’aiuto al tessuto cittadino. Per il futuro lasciamo prospettive di crescita importanti: basta a tal fine segnalare l’avvio del piano di lottizzazione di San Giorgio, prossimo alla definizione, con un valore di milioni di euro. Capitolo IMU: in queste ore si decide la sorte delle proprietà collettive in merito all’esenzione. Siamo in contatto diretto con i nostri referenti parlamentari. La votazione, sull’emendamento presentato, ha dato esito favorevole, ma aspettiamo ancora a cantare vittoria. Se ciò fosse confermato, sarebbe un risultato storico e una boccata di ossigeno per i nostri utenti agricoltori. Giusto ricordare che le corrisposte sono invariate dal 2005, anno in cui ci siamo insediati, e gli aumenti sono stati solo generati dall’imposta applicata.

Il Presidente Alessandro Antonelli

Disastro idrogeologico, all’esercitazione presente il gruppo montaltese di Protezione Civile

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noto-protezione-civile-620x330Da oggi, fino a domenica 1 marzo, sedici volontari del gruppo comunale di Protezione civile di Montalto di Castro saranno impegnati a Civitavecchia in una esercitazione volta a simulare le capacità comunicative durante una condizione di disastro naturale. La giornata di sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo, sarà dedicata all’operazione ‘‘Alveo sicuro’’ mirata alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua del territorio.

In particolare verranno simulate ostruzioni e casi di persone in acqua, mentre al Centro polifunzionale di Fiumaretta, dove sarà istituito il Coc (Centro operativo comunale) verrà testata l’operatività in caso di blackout. Ci sarà la presenza costante del responsabile del gruppo comunale di Protezione civile di Montalto, dott. Adalgiso Ricci, che coordinerà i volontari dalla sala operativa di concerto con gli altri responsabili degli altri gruppi comunali. La manifestazione, organizzata dalla Regione Lazio, la Prefettura di Roma e il Comune di Civitavecchia, vede il coinvolgimento attivo di otto comuni del litorale laziale: Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Cerveteri, S.Marinella, Ladispoli, Montalto e Tarquinia, oltre alla partecipazione di tutte le forze dell’ordine, associazioni di volontariato e grandi aziende private, per un gran lavoro di squadra che nei momenti di emergenza non è mai abbastanza. Per ciascuna delle operazioni verrà prodotta la modulistica adeguata in modo da valutare anche la preparazione dal punto di vista burocratico.

«Il nostro impegno – afferma il vicesindaco e delegato alla sicurezza Luca Benni – è quello di formare i volontari al fine di svolgere, in caso ce ne fosse bisogno, un intervento adeguato in fase d’emergenza. Il gruppo comunale di Protezione civile è operativo H24 e risponde alla cittadinanza con spirito di collaborazione e sotto il coordinamento della sala operativa regionale».