Pochissimi giorni ancora per Giuseppe Gallo all’ex Pastificio Cerere

di Francesco Rotatori

Giuseppe-Gallo-Il-quinto-quarto-Il-quinto-quarto-2015-Fondazione-Pastificio-Cerere-Roma-photo-Mario-Martignetti-480x319In quello che una volta era un vecchio edificio abbandonato di San Lorenzo fino agli anni ’60, un gruppo di giovani artisti emergenti ha portato una ventata di originalità e vita rinnovata.

Si deve proprio agli allievi del maestro Toti Scialoja (al cui grande genio si sta dedicando ora una retrospettiva al MACRO di via Nizza), conosciuti sotto l’emblema di “gruppo di San Lorenzo”, la riconversione del complesso del Pastificio Cerere (fondato nei primi del Novecento e potenziato sotto il regime fascista) a nodo focale per l’arte italiana.

In quei grandi spazi Bruno Ceccobelli, Nunzio, Gianni Dessì, Pizzi Cannella, Marco Tirelli e Giuseppe Gallo hanno montato e allestito non solamente mostre e personali, ma anche i loro studi privati- resi accessibili al pubblico nel 1984 da Achille Bonito Oliva nell’esperienza comunitaria di ATELIERS- e tuttora i piani superiori della costruzione risultano adibiti a uffici e sale di personaggi d’arte italiana e internazionale, in un costante scambio con l’Europa e il globo.

Ancora per pochissimi giorni, fino al 30 maggio, potremo osservare al piano terra la delicata esibizione dedicata a Giuseppe Gallo con l’intento di celebrare i dieci anni dell’attività della Fondazione e i centodieci del monumentale complesso. IL QUINTO QUARTO, a cura di Marcello Smarrelli, si presenta come una retrospettiva in cui soprattutto spiccano piccoli brani di carta, esposti a due a due, che come le poesie orientali non vanno oltre la dimensione naturale; sono come delle gocce di colore che si perdono nel fluire di un fiume, a cui basta un minimo di attenzione per divenire liriche e complessi eufonici dell’anima. D’altronde se per “quinto quarto” si intende comunemente ciò che resta delle interiora degli animali macellati, allora non possiamo non comprendere questo percorso iniziatico tra i dittici a partire da una maglia di cornici che pare quasi di bambù. Sono porzioni di legno intagliate che dividono lo spazio della sala in due parti speculari: da una parte è il mondo retto delle linee, irreale, irraggiungibile, perfetto, dall’altro la realtà contaminata, il sensibile, il ristagnante.

Giuseppe-Gallo-Il-quinto-quarto-Secondo-aureo-2015-Fondazione-Pastificio-Cerere-Roma-photo-Mario-MartignettiLungo questo tragitto, a indicarci il cammino sono due grandi tele, Secondo Aureo e Terzo Aureo, qui esposte per la prima volta, che fanno aggio non solo sui contenuti alchemici- che fin dagli albori hanno condotto l’uomo col suo operare a mettersi in misura e dialogo con la natura- ma anche su astrazioni di perfette proporzioni.

Michelangelo che pensa Brancusi gioca sull’ironia e sulla ripetizione di due stilemi scultorei- l’appesantito volto del Buonarroti e la colonna gigantesca di Costantin- in un’empatica esperienza, la quale risulta spaesare il fruitore mentre volge insospettito lo sguardo verso la parte alta della parete, dove come un pensiero metallico emerge la composizione.

In fondo Gallo ci sta soltanto chiedendo di fare con lui un viaggio, solo che stavolta a camminare è l’anima con la mente e non il corpo con i piedi.

Acquapendente, restauro per il busto di Innocenzo X e lo Stemma in Travertino di Gregorio XIII

Riceviamo e pubblichiamo

AcquapendenteIl Museo della città di Acquapendente sta ospitando in questi giorni gli studenti del Corso di restauro del Materiale Lapideo dell’Università della Tuscia, per effettuare il restauro di due importanti opere tra quelle esposte nel Museo Civico: lo Stemma in Travertino di Gregorio XIII, situato al piano terra del Museo della città, e il busto di Innocenzo X eseguito dall’Algardi e situato nella sala detta degli stemmi al primo piano.

Grazie infatti ad una convenzione tra la Diocesi di Viterbo e l’Università della Tuscia, ed alla sponsorizzazione del Comune di Acquapendente, queste due opere vengono sottoposte alla cura degli studenti, sotto la guida delle docenti restauratrici Prof.sse Maria Grazia Chilosi e Cristiana Beltrami, con la direzione scientifica delle prof.sse Maria Ida Catalano e Paola Pogliani.

La manutenzione ed il restauro conservativo di un opera d’arte è sempre un momento importante di studio del manufatto sotto il profilo della testimonianza storica oltre che sotto quello del suo stato di conservazione.

È importante quindi che gli interventi siano preceduti da un’attenta osservazione delle superfici e dalla raccolta del maggior numero di documenti e dati di archivio possibili.

Le prime giornate sono state dedicate alla ricerca di notizie storiche ed alla osservazione accurata delle superfici, riportata poi graficamente in forma di mappatura su basi fotografiche in bianco e nero. Per facilitare l’annotazione e la successiva comprensione, la mappatura è stata organizzata e divisa per tematismi: i segni lasciati dagli strumenti di lavorazione della pietra ancora visibili sulle superfici; lo stato di conservazione; le tracce lasciate da interventi di manutenzione o manomissioni precedenti; l’intervento eseguito oggi.

Solo in seguito, grazie a questo primo importantissimo approccio conoscitivo delle opere, si è potuto procedere con saggi mirati a mettere a punto un intervento di manutenzione appropriato e differenziato per ognuno dei due manufatti.

Ai visitatori del Museo della città di Acquapendente, in via del tutto eccezionale, viene offerta la possibilità di seguire da vicino le fasi del restauro delle due opere del Palazzo Vescovile nelle sole due giornate di venerdì 22 e 29 maggio 2015. La visita è compresa nel prezzo del biglietto del Museo (€3/ordinario – €2/ridotto).

Per maggiori informazioni: Centro Visite del Comune di Acquapendente – Torre Julia de Jacopo numero verde 800-411.834 (interno 0), e-mail [email protected]

Il Laboratorio del Genio: Bernini ancora per poco a Palazzo Barberini

di Francesco Rotatori

bernini01Terminerà il 24 maggio la mostra dedicata ai disegni di Gian Lorenzo Bernini a palazzo Barberni, Roma. IL LABORATORIO DEL GENIO- BERNINI DISEGNATORE ha raggiunto ormai i tre mesi di temporaneità all’interno delle sale espositive dell’opulenta sede seicentesca di una delle famiglie più importanti per i finanziamenti del barocco italiano e che vide coadiuvati gli sforzi di Carlo Maderno dapprima, poi di Francesco Borromini e dello stesso Bernini, i due cosiddetti rivali del Seicento italiano.

Quella stessa rivalità la possiamo leggere negli schizzi preparatori per il Baldacchino di San Pietro o per le piante realizzate dal Borromini, ove l’eccezionalità razionale della progettazione di una mente unicamente architettonica si scontra con l’eccentrica fantasia del plurilinguismo berniniano; un dibattito-dialogo che ha tuttora il suo massimo centro in Piazza Navona dove la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini si innesta coi suoi esotici motivi di gioco di fronte alla freddezza imponente della chiesa di Sant’Agnese in Agone, in cui il Borromini provvide a impostare la concavità della facciata per permettere alla cupola di svettare. Un corretto equilibrio di forze e dinamiche seppur barocche contro la massima astrazione dell’immagine resa realtà marmorea.

Se Borromini si ritrovò a essere una figura isolata, Bernini, osannato come novello “principe degli artisti” (un titolo che in primis un secolo prima era toccato all’irraggiunto Raffaello), era circondato da un’equipe di mestieranti e di allievi, un’officina formidabile che, al pari di quella dell’Urbinate, permetteva un’attenzione febbrile dalla fase della creazione e dello studio condotti fino all’esecuzione materiale, come dimostrano i vari studi in successione del San Daniele da collocarsi nella Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, in cui si transita da un modello ripreso dal vero a un controbilanciarsi dei pesi in una spirale spirituale che nel bozzetto in terracotta viene tradotta in una sorta di estasi in “avanti”, verso lo spettatore, più che verso l’alto (gioco-forza dettato evidentemente dalla nicchia).

Lipsia-inv.-7912-Angeli-S.-Andrea-860x450_cBen 50 di questi fogli giungono dal Museum der bildenden Künste di Lipsia, il quale si ritrova a conservare la stragrande maggioranza dei disegni dell’artista, in quanto essi rientravano nelle collezioni private della regina Caterina di Svezia. Tre sono le figure a cui è affidata la cura scientifica dell’esposizione: Jeannette Stoschek, Direttrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museum der bildenden Künste di Lipsia, Sebastian Schütze, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Vienna, e Giovanni Morello, già Curatore dei Musei della Biblioteca Apostolica Vaticana, autore di numerosi studi sulla figura del Bernini.

Una risposta alle evidenti disattenzioni verso quell’arte di cui tanto ci gloriamo soltanto una volta che essa viene danneggiata, distrutta o volgarizzata da vandali, siano essi italiani o stranieri. Forse sarebbe ora di capire quanto un restauro preventivo, e quindi una maggiore attenzione curatoriale verso ogni singola opera d’arte, sia fondamentale rispetto a un restauro postapocalittico.

Di fuoco e di acqua nel “vuoto” della pittura

di Francesco Rotatori

Margherita_Ferro_1Sarà pure giovanissima, ma Margherita Ferro affronta già problematiche profonde e dal forte impatto. Prima fra tutte una costante e incessante dialettica col Vuoto, che da oblio nel quale far pendere i nostri sogni infranti si tramuta, nella sua ottica, in una enucleazione complessa da cui far emergere pressioni, potenti incombenze, conflitti irrisori che la psiche quotidianamente pare eclissare.

E’ un baratro che rifulge nello splendore dell’invisibile, dove la vita impazzita, inquieta eppure così cara alla nostra routine è oscurata dall’attrazione del silenzio, dalle riflessioni ferme sui cicli dell’esistenza, dalle esigenze che spuntano fuori come macchie dell’anima.

Nella sua ultima personale, CHROMOMOVES: MOVIMENTI CROMATICI, Margherita Ferro ha indagato ancora di più, cercando di carpire l’invisibile regno che sorge al limite della coscienza razionale e lasciandolo fluire attraverso di sé. Sono come mura le sue tele da cui improvvisamente comincia a trasudare un’entità, un qualcosa si muove e si rigetta all’esterno, ma nel momento in cui lo afferriamo sfugge via, si autoeclissa nel suo inaccessibile e affascinante essere-al-di-là.

L’acrilico, una volta dominato, è volutamente liberato nell’acqua che lo scioglie, e una volta asciutto è isolato da strati di olio e a volte di bitume, così da mantenere in vita quel suggerimento cromatico fondante.

Margherita_Ferro_2Nella serie Corpographia, foto digitali realizzate con la webcam, la ragazza analizza un corpo diafano, che sommessamente sparisce nella rarefazione dell’apparenza: è come il vapore che nasce dal matrimonio dell’acqua scrosciante e del fuoco della lava di un vulcano; di esso rimane l’aria che se ne vola via e la scia nera a terra, cenere finale della trasmutazione.

Nelle sue incisioni, siano esse litografie, serigrafie o calcografie su zinco o plexiglass, Margherita affronta l’intricata selva di segni come se quel Vuoto si fosse materializzato nel materiale e solidificato nel tratto. Può essere allora un labirinto da cui ricavare un corpo o un volto frantumati, talvolta è una bruta cicatrice che squarcia l’ipocrisia della nostra realtà, altre è un invito a quello che più ci spaventa, un nulla disarmante che allo stesso tempo ci affascina nel suo gorgogliante risucchio.

“In un momento in cui tutto è diventato frenetico e assordante, dove tecnologia e media ci sovrastano velocissimi e appiattiscono ogni nostra comunicazione in una crosta uniforme e omogenea, cerco un altro modo di esprimermi che superi i limiti della rappresentazione oggettiva e sensibile ed oltrepassi ciò che è visibile fino ad arrivare all’essenza dell’invisibile”

Un’essenza che, pur misteriosa, non tarda a mostrarsi epifanicamente all’interno della nostra psiche lacerata.

La Roma Barocca rivive a Palazzo Cipolla

di Francesco Rotatori

Barocco-a-Roma-1Anticipata da trailer e annunci del calibro di un film da oscar, finalmente a Palazzo Cipolla possiamo godere fino al 26 luglio dell’esposizione BAROCCO A ROMA – LA MERAVIGLIA DELLE ARTI che si presenta al pubblico come una magnifica costellazione d’eventi, una vera e propria manifestazione che investe fino alle radici la capitale. Difatti durante il periodo della mostra saranno possibili visite guidate ed entrate eccezionali e ridotte ai luoghi che hanno fatto da scenario agli artefatti esposti, dal Vaticano a Castel Sant’Angelo, da Palazzo Massimo all’apertura della Cappella dei Re Magi presso Propaganda Fide e l’esclusiva “Sala Borromini” nell’Oratorio dei Filippini.

E in più giornate di studio, concerti e convegni, come quello dei giorni 14-15 maggio presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dal titolo L’altro Seicento. Libertinismo e Arte a Roma nel secolo delle rivoluzioni scientifiche, in cui interverranno Tullio Gregory, Maria Grazia Bernardini e Maurizio Calvesi.

L’esposizione, curata da Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, tenta di far penetrare il fruitore direttamente nell’atmosfera seicentesca: nella prima sala, ad esempio, spiccano la Santa Maria Maddalena (1662) del Guercino e Atalanta e Ippomene (1615-1618) capolavoro di Guido Reni ed emblema della rinnovata cultura artistica barocca e del secolo seicentesco. A seguire poi è indagata l’estetica sotto il papa Urbano VIII, il Barberini che promosse l’ascesa di Gian Lorenzo Bernini, di cui qua si espone il Barocco-a-Roma-2magnifico Ritratto di Costanza Bonarelli, l’amata dell’artista che scoprì poi quanto la donna preferisse a lui il fratello, accanto allo strepitoso arazzo con Mosè bambino calpesta la corona del faraone su cartone di Nicolas Poussin; Barocco significa anche teatralità e scenografia sorprendente, come scenografiche furono i manufatti dell’Algardi e del Bernini, quali la Fontana dei Quattro Fiumi o l’Estasi di santa Teresa, qui in abbozzi; inoltre è proprio nel Seicento che si sviluppa a Roma il genere della pittura di paesaggio, favorito dall’incontro culturale con artisti di diversa provenienza e dalla bellezza della campagna romana; infine gli arredi, che con la loro mastodontica fantasia entrano nelle case dei più abbienti, come l’opulenta Arpa Barberini.

La particolarità dell’evento ha permesso di presentare al pubblico italiano opere inedite, come il disegno riferibile a Ciro Ferri tratto dagli affreschi di Pietro da Cortona per palazzo Pamphilj a piazza Navona, e di una straordinaria importanza, quali i bozzetti del Bernini per gli angeli di Ponte Sant’Angelo o i capolavori dei maestri francesi (è di Simon Vouet l’icona dell’esposizione, la figura della Speranza tratta dalla tela Il Tempo vinto dalla Speranza, l’Amore e la Bellezza).

“È del poeta il fin la meraviglia” ha scritto Giamabattista Marino, il più grande poeta del Seicento italiano. Non è forse questo il motto perfetto della sua epoca?

“Intrecci d’Incanto” e “Arte in Piazza”: la STAS soddisfatta per le proprie iniziative

Riceviamo e pubblichiamo

Grande successo di presenze per la mostra allestita dalla Scuola di merletto al tombolo della STAS “Intrecci d’Incanto” all’interno delle Sale del Museo della Ceramica. Migliaia di visitatori che in occasione della fiera di Tarquinia centro storico Expo 2015 hanno affollato le vie del centro storico lasciando un segno del loro passaggio nei registri del museo, hanno potuto ammirare i lavori eseguiti con grande maestria artigianale dalle allieve del corso tenuto dalla Sig.ra Loriana Luccioli.

Stesso riscontro di pubblico anche per l’esposizione Arte e Storia - Museo della ceramica, visitabile fino al 9 maggio p.v, con opere degli artisti Lucio Fanelli, Massimo Bordo e Brian Mobbs, sempre nella sede della S.T.A.S., all’interno della Sala Sacchetti, voluta dalla Cooperativa Hermes che ha organizzato la Fiera e tutta una serie di eventi collaterali che hanno ridato vita ad uno degli appuntamenti annuali della nostra cittadina, grazie anche a percorsi a tema ben strutturati che hanno reso certamente maggiormente fruibile e ammirevole la manifestazione.

Un ringraziamento alla Hermes per aver coinvolto la ns. Associazione e per aver avviato un percorso comune che speriamo si ripeta negli anni a venire considerati gli ampi apprezzamenti ricevuti.

Scatta il 15 maggio la seconda edizione del Festival “street art @ ladispoli”

Riceviamo e pubblichiamo

Danza_UrbanaIl 15 Maggio 2015 prende il via la seconda edizione del festival street art @ladispoli. Il progetto, con la direzione artistica di Martin Clausen, è realizzato con il sostegno della Città metropolitana Roma Capitale, la Città di Ladispoli – Assessorato alle Politiche Culturali, Rapporti con la Biblioteca e diritto allo studio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia e con il patrocinio del Goethe-Institut.

Tredici eventi in otto giorni di programmazione allestiti, oltre che all’aperto in vari spazi urbani, principalmente presso l’Auditorium Massimo Freccia di Ladispoli, la nuova struttura comunale dedicata alla cultura del litorale nord del Lazio, che per l’occasione vedrà un’apertura straordinaria.

La programmazione (un progetto interattivo di laboratori e di spettacolo dal vivo) è stata pensata e creata non solo con importanti performer professionisti, ma anche con il fondamentale apporto di realtà territoriali come gli studenti o gli utenti del Centro Diurno del Dip. Salute Mentale, oltre al coinvolgimento di un gruppo di donne che a giugno 2013 ha inscenato a Ladispoli un flash-mob di protesta contro il dilagante femminicidio. Gli stessi artisti – danzatori, musicisti, fotografi, attori – che condurranno i laboratori, saranno anche in scena con un proprio lavoro o spettacolo.

Ad inaugurare il Festival sarà “Biografia della Caduta”, una apertura al pubblico con i partecipanti al laboratorio di teatro di Tamara Bartolini e, a seguire, lo spettacolo “Come fratelli e sorelle” di Tamara Bartolini e Michele Baronio, tratto da TIMIRA_romanzo meticcio di Wu Ming 2 e Antar Mohamed.

Il 16 sarà la volta del flash-mob curato da Maristella Tanzi della Compagnia “Qualibo” e dello spettacolo, della stessa danzatrice, “Kintsugi”. Il 17 maggio saranno proiettate le foto del laboratorio sul “selfie”, “Here I am”, mentre martedì 19 all’Auditorium andranno in scena due spettacoli teatrali: “Cover” di Fabrizio Parenti e “LadyOscar” di Ferdinando Vaselli con la Compagnia “20chiaviteatro”. Serata dedicata al film sulla danza quella di mercoledì 20 maggio, che prevede la proiezione, in collaborazione con il Goethe-Institut , di “Le Sacre du Printemps” di Pina Bausch e “Rythm is It”. Giovedì 21 vedrà protagonista la poesia con lo spettacolo del laboratorio di Marzia Ercolani, “Quelli come noi” poetando con Alda Merini.  Alla poetessa è dedicato anche lo spettacolo “I Colori Maturano di Notte” Confessioni di Alda Merini, di e con Marzia Ercolani e Stefano Scarfone. Venerdì 22 l’Auditorium ospiterà “Poemetto tra i denti”, una lettura della poetessa Rita Iacomino (Premio Montale) e il concerto perfomance “Tragico Ammore” di Canio Loguercio. A chiudere il festival saranno i cittadini di Ladispoli sabato 23 maggio, invitati a salire direttamente sul palco per la serata open-mic “Il sacrificio de carciofo”, in cui potranno esibirsi in performance musicali, danze, poesia, lettera d’amore…

 

Lo Staff del progetto

Presidente dell’ Associazione Culturale Atto Nomade : Marzia Ercolani
Direzione Artistica : Martin Clausen
Produzione: Elisa Vago
Direzione Tecnica: Alfredo Sebastiani , Andrea Rocchi
Ufficio Stampa : Fabiana Manuelli
Grafica: Raffaella Ottaviani
Per informazioni : [email protected]

PROGRAMMA

Venerdì 15.05

ore 20 Apertura del Festival

Auditorium Massimo Freccia Ladispoli, Sala Teatro

Flash Mob del laboratorio di Danza Urbana di Maristella Tanzi – Compagnia “Qualibo” con le ragazze delle scuole superiori in collaborazione con il gruppo delle Donne contro il femminicidio, “Giù le mani” di Ladispoli.

Il Flash Mob creato, avrà come tema il razzismo quotidiano da contestare.

a seguire

“Biografia della Caduta”  Apertura al pubblico del laboratorio di teatro di Tamara Bartolini

A cura di Tamara Bartolini. In scena gli allievi del  Laboratorio della scuola Media “Corrado Melone”

ore 21

Reading Teatrale / Concerto

Tamara Bartolini e Michele Baronio

COME FRATELLI E SORELLE

letture e canzoni dal libro TIMIRA, romanzo meticcio di Wu Ming 2 e Antar Mohamed

Un concerto per parole, suoni e immagini, come un album di fotografie.

Sfogliamo i ricordi di Isabella e Giorgio Marincola, sbirciamo dentro quelle vecchie foto ingiallite di “bambini italiani dalla pelle scura” e ritroviamo anche le nostre foto, come fossimo tutti fratelli e sorelle, sbarcati da chissà quale carretta del mare, sul filo di una frontiera, a cantare una memoria che va oltre i confini. “Siamo tutti profughi, senza fissa dimora nell’intrico del mondo. Respinti alla frontiera da un esercito di parole, cerchiamo una storia dove avere rifugio.”  Wu Ming 2

Sabato 16.05

Danza Contemporanea     

Dalle ore 16 alle 18 Danza Urbana in strada

In città, alla stazione FS di Ladispoli e in altri luoghi urbani a sorpresa

Flash-Mob del gruppo Laboratorio Danza.

Un intervento spettacolare degli allievi del Laboratorio Danza Urbana. A cura di Maristella Tanzi – Compagnia “Qualibo”

ore 21 Auditorium Massimo Freccia Ladispoli, Sala Teatro

Kintsugi  di  e con Maristella Tanzi della Compagnia  Qualibo

Il kintsugi è una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro per la riparazione di oggetti in ceramica, usando il prezioso metallo per saldare assieme i frammenti. Si parte dall’idea che da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di bellezza estetica e interiore.

Consulenza musicale Adolfo La Volpe.

Domenica 17.05

Proiezione Fotografia Digitale

ore 18    Auditorium Massimo Freccia Ladispoli, Sala Teatro

“Here I Am”  a cura di Eva Tomei  e Annarita Curcio

 Gli allievi del Laboratorio di Fotografia presso l’Istituto  Alberghiero Yvonne De Begnac  presentano i loro autoritratti.

Proiezione delle foto raccolte durante il laboratorio e premiazione del miglior “selfie”.

Il grande imperversare di ‘selfie’, a tutti i livelli dal personaggio pubblico ai gruppi di amici, ci dà una dimensione della necessità di comunicare, di esprimersi e parlare di sé al prossimo in modo diretto, senza intermediari se non il medium scelto. Finalità del laboratorio è stata guidare i ragazzi ad un uso consapevole dell’immagine, lavorare sulla specificità di ogni studente di sviluppare un proprio linguaggio, lavorando sui simboli, sulla capacità narrativa dell’uso della luce e delle immagini.

 Martedì  19.05

Teatro

ore 20 Auditorium Massimo Freccia Ladispoli, Sala Teatro

Fabrizio Parenti in COVERS

Di MASSIVE ATTACK – RAUL MONTANARI e LOU REED – ALDO NOVE

Un gioco tra poesia e musica, una parola che inventa sensazioni su due canzoni uniche nel loro genere. “Man next door” dei Massive e “Heroin” di Lou Reed diventano nella scrittura di Montanari e Nove il sottofondo per viaggi nel noir e nella lucida disperazione del contemporaneo.

A seguire ore 21

Compagnia “20chiaviteatro”

LadyOscar

Regia e drammaturgia  di Ferdinando Vaselli

con Alessia Berardi e Riccardo Floris, musiche di Sebastiano Forte

Un luogo fuori dalla città. Ai margini. Una periferia indistinta. Una provincia enorme che arriva fino a Roma. Al centro. Intorno erbacce e terra, terra ed erbacce. Sopra volano gli aerei. Atterrano e partono davanti a loro. Coso e Cosa stanno a guardare. Sono fidanzati i due. Sono tossici di coca.

Hanno storie diverse. Dei loro mondi non rimane che la memoria, dei loro mondi non rimane che il gergo, il suono della parola. Tentano di muoversi, di scappare via ma sono bloccati. Stanno aspettando lo spacciatore. Stanno quasi aspettando di vivere. Ma non hanno nessuna voglia di decidere. O nessuna forza. Il lavoro parte da interviste a giovani tossicodipendenti e si sviluppa con un percorso dato dalle improvvisazioni degli attori e dal continuo dialogo tra scrittura e messa in scena. Una parola che si fa corpo in cui i due attori alternano sfoghi di rabbia e lampi comico surreali, con un linguaggio che partendo dal romano di periferia crea una lingua sporca, grezza, poetica, intensa fatta di litigi continui ed eccessi verbali in un gioco di coppia di un interno poco borghese in cui la cocaina non è la pillola della felicità ma un surrogato della normalità.

Video Youtube “LadyOscar”:   http://www.youtube.com/watch?v=hhrzIKpL844

Mercoledì 20.05

Proiezioni

Auditorium Massimo Freccia Ladispoli, Sala Teatro

In collaborazione con il Goethe Institut

Ore 20  Film:  Le Sacre du Printemps  Pina Bausch, 36 min. v.o.  Ger  1978

Cortometraggio (36min.) con il cast originale della celebre messa in scena de “Il Sacrificio della Primavera” del compositore russo Igor Stravinsky, coreografato da Pina Bausch con i danzatori del Tanztheater  Wuppertal.

Il video proiettato è un documento straordinario in quanto si riferisce alla messa in scena originale del 1978 con il cast originale dell’ epoca.

Ore 20:40 Film:   Rythm is It, 100 min. Ger. 2004 v.o. con sottotitoli in italiano

“puoi cambiare la tua vita durante una classe di danza!” 

I film saranno introdotti dalla danzatrice Elena Kofina, allieva e danzatrice di Pina Bausch. Sarà possibile dialogare con l’ artista greco/italiana che vivendo in Germania ha raggiunto il festival grazie al sostegno del Goethe Institut.

Giovedì 21.05

Ore 20 Auditorium Massimo Freccia Ladispoli,  Sala Teatro

Teatro

Compagnia Atto Nomade

QUELLI COME NOI – POETANDO CON ALDA MERINI a cura di Marzia Ercolani; con la partecipazione di “Illusioni Ottime”

Una “strana” compagnia composta da utenti psichiatrici e operatori/terapeuti agirà la propria poesia.

Messa in scena del Laboratorio Poetico Teatrale in collaborazione e con il gruppo residente “Illusioni Ottime”, gli utenti del Centro Diurno Terapeutico-riabilitativo RM F2, Dip. Salute Mentale di Ladispoli.

a seguire, ore 21

Teatro  Musica

Compagnia  Atto Nomade

I Colori Maturano di Notte Confessioni di Alda Merini

Di e con Marzia Ercolani. Musiche originali dal vivo di Stefano Scarfone.

Alda Merini ci accompagna, con la sua ironia e la sua schiettezza, tra note poetiche e diari, nei padiglioni psichiatrici che sono stati la sua casa per lunghi anni. Ci presenta reparti infernali, luoghi di tortura, allucinazioni, amori innocenti, ossessioni, dannati senza colpa, mancanza d’amore e visioni di morte, solitudini e lucide ribellioni, dolci amicizie e brutali distacchi. Incontreremo il suo io di donna straziato, la sua dignità schiacciata e quella di molti degenti. Con i suoi occhi vedremo l’altra verità di una diversa tra i diversi. L’attrice, autrice, regista Marzia Ercolani e il compositore chitarrista Stefano Scarfone intrecciano voci, suoni e melodie per restituire l’anima della grande poetessa, per riattraversare, come degenti, come artisti quella “Terra Santa” nella quale il sistema degli uomini sani ha appositamente confinato il libero pensiero, i poveri, le anime poetiche, l’intelligenza incorruttibile e le solitudini diverse, per annientare ogni traccia di una vita che rifiuta omologazione e controllo. 
Terra santa luogo di storie nascoste, di istituzionalizzazioni e ospedalizzazioni, luogo che ha rappresentato la didascalica truce applicazione del potere che struttura le gerarchie umane, luogo il cui sistema segreto e interno è velatamente applicato tutt’oggi ad ogni categoria sociale.

Venerdì  22.05

Ore 20:30 Auditorium Massimo Freccia Ladispoli, Sala Teatro

Poesia

Poemetto tra i denti

Parole dentro e fuori dei denti . Lettura della Poetessa Rita Iacomino (Premio Montale)

a seguire, ore 21

Concerto Performance

Canio Loguercio

TRAGICO AMMORE           

di Canio Loguercio (voce, chitarra) con Alessandro D’Alessandro (organetto, live electronics). Un racconto circolare, rigorosamente in napoletano – la “sacra lingua delle passioni” – di Canio Loguercio, autore e interprete in scena, accompagnato dall’organetto di Alessandro D’Alessandro, fra struggimenti, giaculatorie, smarrimenti. Un appuntamento immancabile per chi non ha paura di perdersi in fondo a una canzone d’ammore.

Sabato 23.05

ore 20  Auditorium Massimo Freccia Ladispoli, Sala Teatro

Serata OPEN-MIC (microfono aperto)

Il sacrificio del Carciofo

I cittadini di Ladispoli salgono sul loro palcoscenico

Performance Musicali, Danze, Poesia,  Lettere d’amore…. Di tutti voi …

I partecipanti saranno presentati in scena dal pianista Omar Darder

Sono previsti all’incirca 20 interventi di 4/5 minuti ciascuno. Open – End  FESTA di chiusura.

Per partecipare attivamente al “Open Mic.” e salire sul palco, inviare entro il 18 maggio una mail a : [email protected]

Direzione Artistica. Martin Clausen

Nato in Germania. Pittore / Scenografo vive a Roma dal 1985. Lavora tra Italia, Francia, Germania e la Colombia. Studia pittura e scenografia tra la Germania e l’Italia. Lavora in Germania presso il teatro municipale di Bochum nell’Ensemble di Claus Peymann, dal 1992 collabora in Italia con le Compagnie Solari-Vanzi – ora Associazione Temperamenti – e la Compagnia G.B.Corsetti. Con la compagnia di Danza “ADRA Danza” di Bogota/Colombia lavora tra il 1997 e il 2002 tra l’Italia, Francia, Portogallo, Germania e La Colombia. Segue gli spettacoli del Tanztheater Wuppertal (Pina Bausch) durante le sue tournee in Italia in qualità di assistente del direttore di scena. Dal 1999 è direttore tecnico dell'”Ass. Le Sirene” di Ostia presso il Teatro Comunale del Lido. Dal 2000 collabora con la Compagnia di Danza “Prima Materia”. In qualità di co-direzione artistica del Teatro del Lido di Roma Ostia, è responsabile dell’ ideazione e della realizzazione dei Festival / Rassegne di teatro, danza contemporanea e musica, intitolati “Dialog Festival Roma” 2005 al 2008 e “Ostia Hip Hop Dayz” 2005 al 2008. Nel 2006 realizza un progetto Culturale EU presso il “Diaylog Theater Fest – Berlin” tra Berlino, Lyon, Istanbul e Roma. Dal 2005 è direttore artistico e organizzativo dei “Ostia HipHop Dayz” realizzati in collaborazione e con il sostegno del Goethe Institut Italien. Si occupa del mantenimento di una rete culturale tra Compagnie, Festival e Coreografi tra Germania, Francia e Italia che coinvolgono il Pottporus Festival, la Compagnia Renegade Theatre / Germania, la compagnia “Les Petits Poissons” e l´Associazione DHR Francia /Parigi, l`Associazione-Compagnia Temperamenti / Italia-Roma. Cura la realizzazione dei “Palermo Hip Hop Dayz 2011″ in collaborazione e con il sostegno del Goethe Institut Palermo e del Centro Culturale Francese di Palermo. Nel 2012 cura l’ideazione, la progettazione e la direzione artistica di STREETART@LADISPOLI.

street art @ ladispoli  ringrazia :

I Coordinamenti a Ladispoli : Silvia Marongiu (Flash Mob.), Sara Leonardi (Ist.Tec. Prof. Alberghiero Yvonne de Begnac), Stefania Pascucci (Scuola Media Corrado Melone), Alberto Poerio (Centro Diurno di Salute Mentale Ladispoli-Cerveteri), Omar Darder (presentazione Open-Mic ), Il servizio Mensa C.I.R.  (per averci rifucilato durante i lavori)

Il Comune di Ladispoli : Crescenzo Paliotta – Sindaco di Ladispoli, Francesca Di Girolamo – Assessore alle Politiche Culturali, Rapporti con la Biblioteca e Diritto allo Studio, Marco Pierini – Assessore Ai Lavori Pubblici, Roberto Rossi – Responsabile Tecnico e di Sicurezza, Agostino Chisari – Collaboratore Servizi Culturali

Il Goethe Institut : Hartmut Burggrabe – Referenente Cultura, Elisa Costa – Ufficio Stampa , Carmen Hof – Cineteca, Ulrike Tietze – Didattica