“Lo sguardo e l’oggetto. Dialoghi intorno all’arte”, il 13 giugno il terzo incontro

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La Delegazione di Viterbo del FAI (Fondo Ambiente Italiano) e la Fondazione Etruria Mater hanno organizzato un ciclo di quattro incontri, intitolato “Lo sguardo e l’oggetto. Dialoghi intorno all’arte”, con l’intento di favorire una nuova e più consapevole fruizione del nostro straordinario patrimonio museale. Il format del progetto, che ha preso il via in questa primavera, prevede che un piccolo gruppo di utenti (circa 35/40), seduti intorno a un’opera, sia guidato rocca-albornoz-viterboalla sua migliore comprensione da una narrazione rigorosa, sul piano scientifico, ma anche discorsiva ed intrigante.

Il terzo incontro, dal titolo Demetra: la statua, il mito e la diffusione del culto avrà luogo sabato 13 giugno alle ore 16,30 presso il Museo archeologico nazionale di Viterbo-Rocca Albornoz, in piazza della Rocca. L’incontro sarà “guidato” dalla dott. Maria Gabriella Scapaticci, del Ministero Beni Culturali, che ha scoperto, studiato e ricostruito il santuario di Demetra e la sua statua in località Macchia delle Valli nel comune di Vetralla.

Per il ridotto numero dei posti disponibili è necessaria la prenotazione con email a [email protected] o telefonando al numero 3383211260.

Contributo di partecipazione: € 10 (€ 8 per iscritti FAI).

Luciano Marziano nominato Ispettore Onorario per la tutela e la vigilanza dell’arte moderna e contemporanea

554750_10151437556029858_586038855_nLa Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con decreto 6 Maggio 2105, ha conferito a Luciano Marziano l’incarico di Ispettore Onorario per la tutela e la vigilanza dell’arte moderna e contemporanea nell’ambito della Regione Lazio.

La nomina, come rilevato in decreto, è determinata “dalle particolari capacità professionali e culturali di Luciano Marziano risultanti dal curriculum addotto e dalla concreta esperienza maturata nel settore dell’arte moderna e contemporanea che lo rendono idoneo al’espletamento dell’incarico”.

La Redazione de L’extra esprime all’amico Luciano i più sentiti complimenti per il raggiungimento di questo traguardo.

Pochissimi giorni ancora per Giuseppe Gallo all’ex Pastificio Cerere

di Francesco Rotatori

Giuseppe-Gallo-Il-quinto-quarto-Il-quinto-quarto-2015-Fondazione-Pastificio-Cerere-Roma-photo-Mario-Martignetti-480x319In quello che una volta era un vecchio edificio abbandonato di San Lorenzo fino agli anni ’60, un gruppo di giovani artisti emergenti ha portato una ventata di originalità e vita rinnovata.

Si deve proprio agli allievi del maestro Toti Scialoja (al cui grande genio si sta dedicando ora una retrospettiva al MACRO di via Nizza), conosciuti sotto l’emblema di “gruppo di San Lorenzo”, la riconversione del complesso del Pastificio Cerere (fondato nei primi del Novecento e potenziato sotto il regime fascista) a nodo focale per l’arte italiana.

In quei grandi spazi Bruno Ceccobelli, Nunzio, Gianni Dessì, Pizzi Cannella, Marco Tirelli e Giuseppe Gallo hanno montato e allestito non solamente mostre e personali, ma anche i loro studi privati- resi accessibili al pubblico nel 1984 da Achille Bonito Oliva nell’esperienza comunitaria di ATELIERS- e tuttora i piani superiori della costruzione risultano adibiti a uffici e sale di personaggi d’arte italiana e internazionale, in un costante scambio con l’Europa e il globo.

Ancora per pochissimi giorni, fino al 30 maggio, potremo osservare al piano terra la delicata esibizione dedicata a Giuseppe Gallo con l’intento di celebrare i dieci anni dell’attività della Fondazione e i centodieci del monumentale complesso. IL QUINTO QUARTO, a cura di Marcello Smarrelli, si presenta come una retrospettiva in cui soprattutto spiccano piccoli brani di carta, esposti a due a due, che come le poesie orientali non vanno oltre la dimensione naturale; sono come delle gocce di colore che si perdono nel fluire di un fiume, a cui basta un minimo di attenzione per divenire liriche e complessi eufonici dell’anima. D’altronde se per “quinto quarto” si intende comunemente ciò che resta delle interiora degli animali macellati, allora non possiamo non comprendere questo percorso iniziatico tra i dittici a partire da una maglia di cornici che pare quasi di bambù. Sono porzioni di legno intagliate che dividono lo spazio della sala in due parti speculari: da una parte è il mondo retto delle linee, irreale, irraggiungibile, perfetto, dall’altro la realtà contaminata, il sensibile, il ristagnante.

Giuseppe-Gallo-Il-quinto-quarto-Secondo-aureo-2015-Fondazione-Pastificio-Cerere-Roma-photo-Mario-MartignettiLungo questo tragitto, a indicarci il cammino sono due grandi tele, Secondo Aureo e Terzo Aureo, qui esposte per la prima volta, che fanno aggio non solo sui contenuti alchemici- che fin dagli albori hanno condotto l’uomo col suo operare a mettersi in misura e dialogo con la natura- ma anche su astrazioni di perfette proporzioni.

Michelangelo che pensa Brancusi gioca sull’ironia e sulla ripetizione di due stilemi scultorei- l’appesantito volto del Buonarroti e la colonna gigantesca di Costantin- in un’empatica esperienza, la quale risulta spaesare il fruitore mentre volge insospettito lo sguardo verso la parte alta della parete, dove come un pensiero metallico emerge la composizione.

In fondo Gallo ci sta soltanto chiedendo di fare con lui un viaggio, solo che stavolta a camminare è l’anima con la mente e non il corpo con i piedi.

Lego Lab e l’Istituto Comprensivo Ellera per un evento sulla didattica delle emozioni

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LibriContinuano gli appuntamenti con Lego Lab che venerdì 29 maggio a partire dalle 15.30, si trasferirà presso l’Istituto Comprensivo Ellera di Viterbo per la presentazione di IO LEGGO, DIVENTI PERSONA…, un appuntamento di discussione e condivisione di alcune buone pratiche scolastiche di didattica delle emozioni legate alla lettura e scrittura presentate dalle insegnanti Deborah Callea e Sandra Morella con l’intervento ed il supporto scientifico della Dott.ssa Francesca Mencaroni.

Durante l’incontro, libero e aperto a tutti, saranno discussi e affrontati argomenti di didattica delle emozioni e verranno presentati alcuni percorsi scolastici progettati con lo scopo di raggiungere la crescita emotiva degli alunni destinatari degli stessi e i significativi riflessi a livello disciplinare di tali esperienze.

Informazioni: [email protected]facebook.com/legolab

“Non passa lo straniero”: il 24 maggio ricordato con una pagina di diario

Isonzo1917_aNel giorno in cui l’Italia ricorda la sua entrata nella Prima Guerra Mondiale, avvenuto esattamente il 24 maggio di cento anni fa, proponiamo – grazie alla concessione di Anna Alfieri – una pagina del diario di sua madre che ricorda la ricezione della notizia della morte del fratello, avvenuta proprio nel corso della Grande guerra. Lo zio materno di Anna, ricordato in queste righe, è stato poi decorato con la medaglia d’argento al valore.

“Nella primavera del ’17 andavo a scuola di ricamo dalle suore del Preziosissimo Sangue. Un pomeriggio qualcuno venne a chiamare concitatamente mia cugina Marietta, ma io stranamente capii che quella chiamata era per me e corsi via. La mia casa era piena di gente. Arnaldo, il mio allegrissimo fratello sempre entusiasta di tutto, era morto sull’Isonzo. Aveva 19 anni e aveva lasciato la scuola dove già insegnava per andare volontario in guerra. A casa il dolore fu indicibile. Ci fu una processione di parenti, di amici,di semplici conoscenti e perfino di estranei. Venne anche il Principe don Felice Borghese molto amico del babbo, ma tutto questo non servì a niente. Io non volevo vedere nessuno e, chiusa nella mia camera, ripensavo all’ultima volta che avevo visto mio fratello che ripartiva per il fronte mentre pioveva a dirotto. Lui se ne andò correndo, coprendosi la testa con la sua mantellina militare da bersagliere, mi salutò con la mano e io non lo vidi mai più.”

Acquapendente, restauro per il busto di Innocenzo X e lo Stemma in Travertino di Gregorio XIII

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AcquapendenteIl Museo della città di Acquapendente sta ospitando in questi giorni gli studenti del Corso di restauro del Materiale Lapideo dell’Università della Tuscia, per effettuare il restauro di due importanti opere tra quelle esposte nel Museo Civico: lo Stemma in Travertino di Gregorio XIII, situato al piano terra del Museo della città, e il busto di Innocenzo X eseguito dall’Algardi e situato nella sala detta degli stemmi al primo piano.

Grazie infatti ad una convenzione tra la Diocesi di Viterbo e l’Università della Tuscia, ed alla sponsorizzazione del Comune di Acquapendente, queste due opere vengono sottoposte alla cura degli studenti, sotto la guida delle docenti restauratrici Prof.sse Maria Grazia Chilosi e Cristiana Beltrami, con la direzione scientifica delle prof.sse Maria Ida Catalano e Paola Pogliani.

La manutenzione ed il restauro conservativo di un opera d’arte è sempre un momento importante di studio del manufatto sotto il profilo della testimonianza storica oltre che sotto quello del suo stato di conservazione.

È importante quindi che gli interventi siano preceduti da un’attenta osservazione delle superfici e dalla raccolta del maggior numero di documenti e dati di archivio possibili.

Le prime giornate sono state dedicate alla ricerca di notizie storiche ed alla osservazione accurata delle superfici, riportata poi graficamente in forma di mappatura su basi fotografiche in bianco e nero. Per facilitare l’annotazione e la successiva comprensione, la mappatura è stata organizzata e divisa per tematismi: i segni lasciati dagli strumenti di lavorazione della pietra ancora visibili sulle superfici; lo stato di conservazione; le tracce lasciate da interventi di manutenzione o manomissioni precedenti; l’intervento eseguito oggi.

Solo in seguito, grazie a questo primo importantissimo approccio conoscitivo delle opere, si è potuto procedere con saggi mirati a mettere a punto un intervento di manutenzione appropriato e differenziato per ognuno dei due manufatti.

Ai visitatori del Museo della città di Acquapendente, in via del tutto eccezionale, viene offerta la possibilità di seguire da vicino le fasi del restauro delle due opere del Palazzo Vescovile nelle sole due giornate di venerdì 22 e 29 maggio 2015. La visita è compresa nel prezzo del biglietto del Museo (€3/ordinario – €2/ridotto).

Per maggiori informazioni: Centro Visite del Comune di Acquapendente – Torre Julia de Jacopo numero verde 800-411.834 (interno 0), e-mail [email protected]

A Book&Wine Nicola Lagioia con “La ferocia”, finalista allo Strega

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ferocia1Una ripresa attesa e in grande stile: sabato 23 maggio torna Book&Wine – la rassegna eno-letteraria ideata e promossa dall’Università Agraria di Tarquinia – e lo fa con un autore emergente tra i più apprezzati della letteratura italiana di questi anni.

Protagonista dell’incontro, in programma alle ore 18 all’Alberata Dante Alighieri, sarà infatti Nicola Lagioia, autore de La ferocia, opera che lo ha portato tra i finalisti del Premio Strega, la cui assegnazione avverrà il prossimo 2 luglio, come da tradizione al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma. Uno stile ricercato ed elegante che racconta un noir la cui trama nasce attorno alla morte di una donna per spaziare, pagina dopo pagina, in tanti ritratti che raccontano la società attuale, la feroce istintività delle forze che la compongono e provano a guidarla. Sullo sfondo di tutto, la Bari di cui l’autore è originario e le ciminiere fumanti di Taranto, in una terra in cui quella ferocia di conquista economica senza scrupoli ha spesso travalicato ogni altra priorità.

Ad accompagnare l’incontro, come di consueto, la degustazione, guidata dai sommelier della FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori: protagonista il rosso Terzolo della Tenuta Sant’Isidoro di Tarquinia, accompagnato dai sapori dei prodotti tipici locali dell’Azienda tarquiniese Di Lazzari.

Book&Wine, rassegna giunta alla sua quarta edizione, è ideato e organizzato dall’Università Agraria di Tarquinia, con il patrocinio del Comune di Tarquinia e la collaborazione della FISAR, Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori, e dell’Associazione Artistica Culturale La Lestra.