Civitavecchia, un avviso pubblico per elaborare un elenco di professionisti di progettazione europea

civitavecchiaPubblicato sul sito del Comune di Civitavecchia un avviso pubblico per la costituzione di un elenco di professionisti e società di progettazione europea. Per richiedere l’iscrizione nell’elenco gli interessati dovranno presentare la domanda di candidatura entro le ore 12 del 15 maggio 2015.

“Accedere ai fondi europei è sempre più importante sia per la pochezza delle risorse comunali sia per le grandi possibilità che i fondi comunitari offrono – afferma l’assessore Florinda Tuoro – riuscire a farsi approvare progetti però non è semplice e c’è bisogno di professionisti del settore; in questo senso va la creazione dell’elenco comunale, fermo restando che i vari affidamenti che si faranno in futuro saranno sempre nel rispetto della normativa e della selezione pubblica con la massima trasparenza possibile”.

A Civitavecchia il tour “Fuori il carbone dalla nostra bolletta”: sì alle energie rinnovabili

Riceviamo e pubblichiamo
centralePartito dalla Liguria, dopo le tappe a La Spezia e Vado Ligure, il tour nazionale “Fuori il carbone dalla nostra bolletta” arriva a Civitavecchia, la città che ospita una delle più grandi centrali a carbone in Italia e una tra le maggiori in Europa.
La difesa della salute e dell’ambiente impongono a tutti la necessità di cambiare un sistema che utilizza il carbone per la produzione di energia, rendendo praticabili alternative che utilizzino sempre più le fonti rinnovabili, altrettanto efficaci e indubbiamente più sostenibili. E’ indispensabile favorire l’abbandono delle fonti fossili in via di progressivo esaurimento e la cui estrazione comporterà crescenti rischi per l’ecosistema e per la salute delle persone, conflitti ambientali ormai quotidiani e  cambiamenti climatici non più ignorabili.
fuori-il-carbone-dalla-nostra-bolletta-(1)Con questi obiettivi  oltre che per fare il punto sulla situazione della battaglia contro l’inquinamento perpetrato dalla centrale di Torrevaldaliga Nord e sulle iniziative possibili da mettere in campo, che il Movimento No Coke Alto Lazio, lunedì 13 aprile – a partire dalle ore 17 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale – promuove, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Civitavecchia, l’incontro pubblico al quale è invitata a partecipare tutta la cittadinanza. Parteciperanno Marco Mariano, presidente di “Retenergie”, cooperativa tra soci produttori di energia rinnovabile, Sara Capuzzo, responsabile comunicazione di “È nostra Energia Condivisa”, Maurizio Puppi del Movimento No Coke Alto Lazio, Mauro Mocci di ISDE-Medici per l’ambiente e Alessandro Manuedda, Assessore all’Ambiente del Comune di Civitavecchia.
Retenergie, nata nel 2008, si interessa della produzione distribuita di energia rinnovabile, fornendo ai propri soci servizi di riqualificazione energetica e gestione di gruppi acquisto, mentre “È nostra Energia Condivisa”, nata con il Progetto UE RESCoop 20-20-20, è una cooperativa di distribuzione e consumo che privilegia l’utilizzo di energia da impianti rinnovabili di comunità per favorire lo sviluppo della produzione di energia dal basso.
In apertura dell’incontro, sarà proiettato anche il cortometraggio “Epicentro Civitavecchia”, realizzato da Giulia Morelli, David Pagliani e Patrizia Pace nell’ambito dell’omonimo progetto che il CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, ha condotto in città tra il 2013 e il 2014, dedicato, per volere degli stessi autori, a Giuseppe Ibelli.
 
Movimento No Coke Alto Lazio

Nocoke: “Nessun risultato nelle mozioni approvate dal Parlamento sul riesame AIA di TVN”

Riceviamo e pubblichiamo
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Non ci interessano le beghe tra forze politiche, ma non possiamo esimerci, come nostro costume, dall’analizzare i documenti da queste prodotti per verificarne l’efficacia nell’ottica della riduzione, e/o eliminazione, vero nostro obiettivo, delle fonti inquinanti presenti sul territorio, a partire dalla centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord. E purtroppo le mozioni presentate dall’On. Tidei e dall’NCD, approvate martedì dalla Camera dei Deputati, non vanno assolutamente in tal senso.
Infatti oltre a contenere nelle premesse una serie di informazioni falsate rispetto alle emissioni e a dimostrare di non sapere che, come previsto dalla norma, e come concretizzato dopo le nostre proteste, i documenti relativi al procedimento, compresi quelli da presentare quale prescrizione, sono tutti pubblicati sul sito del Ministero dell’Ambiente (ed attualmente in fase di valutazione del Gruppo Istruttore IPCC del Ministero dell’Ambiente), le mozioni in questione rappresentano un inutile dispendio di energie, che non daranno alcun contributo alla riduzione del carico inquinante sul territorio, fornendo, invece, una cattiva informazione ai cittadini e a dilazionare i tempi di attuazione del riesame con effetti – se rimarranno invariate le cose- decisamente peggiorativi.
Si vuole infatti far credere che grazie all’approvazione di tale mozione verrà disposto il riesame dell’AIA non appena approvato il nuovo documento sulle migliori tecnologie disponibili (BAT) omettendo di dire, però, che tale disposizione è quanto già previsto dal D.Lgs.152/2006 “Norme in materia ambientale” che all’art. 29 octies recita:
3. Il riesame ….  di  rinnovo dell’autorizzazione é disposto sull’installazione nel suo complesso:
    a) entro quattro anni dalla data di pubblicazione nella  Gazzetta Ufficiale  dell’Unione  europea   delle   decisioni  relative  alle conclusioni sulle BAT riferite all’attività  principale   di un’installazione.
Nulla di nuovo che non fosse già previsto, dunque.
Non è di poco conto evidenziare, inoltre, che se l’attuale nuova bozza delle BAT, che ENEL ha già dichiarato essere di suo gradimento, rimarrà inalterata, prevedendo misure decisamente peggiorative rispetto ai valori fissati nell’AIA del 2013 in relazione alle emissioni di Monossido di carbonio (co), degli ossidi di azoto (nox), dell’anidride solforosa (so2) polveri e all’ammoniaca, determinerà un ulteriore aggravarsi del carico inquinante.
Riteniamo quindi che nello scontro parlamentare che si è tenuto ci sia solo un vincitore, l’inquinatore, ovvero in questo caso l’ENEL, e un perdente, ovvero la popolazione che ha la sventura di vivere su questo territorio dall’aria (e non solo) avvelenata.
Dobbiamo, per amor di verità, aggiungere che non ci aspettavamo nulla di diverso da chi ha sostenuto i decreti salva ILVA, a discapito della salute di un’intera popolazione, e continua a dichiarare come un successo l’indecorosa AIA della Centrale dei TVN rilasciata nel 2013 che ci porta 4 milioni e mezzo di tonnellate/anno di carbone.
Civitavecchia e l’Alto Lazio non possono permettersi di attendere i tempi, che peraltro si preannunciano lunghi, dell’approvazione delle nuove “Linee Guida sulle migliori tecnologie disponibili”, né, tantomeno può permettersi l’appesantimento del già insopportabile carico inquinante.
Per questo continueremo a esercitare tutta la nostra pressione affinché si disponga quanto prima il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della centrale – motivo per il quale abbiamo affidato ad un esperto di livello nazionale una perizia sulle emissioni e sulle loro ricadute al suolo – pronti, nel contempo, a denunciare ogni eventuale violazione di quanto prescritto negli atti autorizzativi di cui verremo a conoscenza. Se le precedenti amministrazioni di Civitavecchia, a cui veniva consegnato il report delle attività prima che ne ottenessimo la pubblicazione sul sito, avessero agito secondo tale metodologia, invece di utilizzare tale violazioni come atto di ricatto per ottenere fondi che nulla hanno dato alla città, probabilmente oggi l’aria di Civitavecchia e del comprensorio sarebbe leggermente meno avvelenata.
 
Movimento Nocoke Altolazio

No Coke Alto Lazio: “I Sindaci escano dall’Osservatorio Ambientale”

Riceviamo e pubblichiamo

TorreValdaligaNordIl Movimento No Coke Alto Lazio, che da quasi 15 anni combatte contro il carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord, non ha mai smesso di sperare che la politica, vera responsabile della riconversione a carbone di TVN, ed in particolare la politica di Civitavecchia, che in quanto città ospitante, è l’unica che abbia per legge voce in capitolo nelle scelte riguardanti la centrale, cambiasse atteggiamento verso Enel e si sottraesse dalla subalternità all’ente energetico che da sempre ne condiziona la condotta.

La dichiarata volontà di uscire dal Consorzio di Gestione dell’Osservatorio Ambientale va sicuramente in questa direzione. Il Consorzio costituito nel 2009 dai comuni di Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Santa Marinella e Tarquinia, e finanziato dallo stesso ENEL con un milione di euro l’anno sulla base di convenzioni strette con il Comune di Civitavecchia, rappresentate prima da De Sio e poi da Moscherini, di fatto è servito esclusivamente a costituire un alibi ad ENEL per evitare controlli seri e dimostrare di aver ottemperato alle prescrizioni imposte dalla VIA 680/2003.

Grazie alle tante battaglie e denunce, il Ministero dell’Ambiente, anche su spinta della Procura della Repubblica di Civitavecchia, ha sancito che: “L’osservatorio attuale costituito dagli Enti Locali (il consorzio di gestione nds) non corrisponde a quello indicato nel decreto VIA e …le attività in carico all’Osservatorio, di cui al decreto VIA, non possono essere finanziate da ENEL…” cit. verbale MATTM prot 33079 del 04.12.2009.

Non possiamo quindi che apprezzare la scelta dell’Amministrazione Comunale di Civitavecchia che ha evidenziato, cambiando finalmente l’indirizzo politico della città sulla base del buon senso e del rispetto delle norme, l’opportunità di uscire dal Consorzio locale e di aderire, contrariamente a quanto avvenuto finora, all’Osservatorio Ambientale Regionale, ovvero a quello rispondente alla prescrizione della Valutazione di Impatto Ambientale del 2003 che, chiaramente, la Regione si deve impegnare, come suo precipuo dovere, a rendere pienamente funzionante.

Inutilmente si dimena la deputata Marietta Tidei, nonché figlia del già Sindaco Pietro Tidei, che contesta tale scelta; un dimenarsi, però, che non stupisce affatto, visto il comportamento tenuto in relazione all’approvazione dell’AIA e vista la reiterata volontà di entrambi di continuare ad elemosinare compensazioni economiche, anziché denunciare l’aggravamento della salute dei cittadini di Civitavecchia e dei paesi limitrofi e di agire di conseguenza.

Apprezzabili e pienamente condivisibili, invece, le legittime richieste dell’Assessore Manuedda che chiede forte e chiaro agli altri Sindaci coinvolti nell’Osservatorio di fare un atto di coraggio, di uscire dal Consorzio e di unirsi alla richiesta di rendere disponibili, via internet e in tempo reale, i dati del sistema di monitoraggio delle emissioni della centrale di Torrevaldaliga Nord, le uniche che possano permettere di acquisire i dati reali di tutto l’inquinamento derivato dall’uso del carbone. Garantire verità, trasparenza e informazione senza filtri è un atto dovuto a tutti i cittadini che ogni giorno vedono alzarsi nubi nere nel cielo.

Grazie ai medici prima, e a Greenpeace poi, siamo oggi in grado di conoscere con certezza gli effetti nocivi della combustione del carbone e il rapporto tra questa e l’aumento della mortalità, senza contare i danni all’agricoltura e alla salute. Non c’è famiglia che non paghi per questo. Tutti i sindaci del comprensorio, quindi, dovrebbero fare una seria riflessione sulle scelte attuate fino ad oggi e chiedersi se veramente intendano continuare a tenere in piedi la farsa del Consorzio ed avere sulla coscienza il peso di scelte che non rispondono a quel principio di causa-effetto in connessione con l’inquinamento da carbone. E il Sindaco di Tarquinia, che dal 2009 ospita la sede del consorzio per la gestione dell’osservatorio, dovrebbe essere il primo a farlo.

È fondamentale acquisire la consapevolezza che il consorzio, con i suoi report, non ha prodotto alcun risultato che non abbia l’ombra della vuota rassicurazione, a partire dal dato “aria buona” riportata dai cartelloni luminosi collocati nelle città bruciate dal carbone. Per i cittadini del comprensorio vedere ogni giorno quella maledetta centrale fumare è un vero e proprio incubo; mantenere il carrozzone del Consorzio di gestione e perseverare nel boicottare l’Osservatorio Ambientale Regionale, fornendo alla Regione l’alibi del suo mancato funzionamento, non è, da parte dei Sindaci, solo un atto irresponsabile rispetto alla preoccupazione crescente della gente che vede aumentare i casi di tumore, ma vuol dire anche essere corresponsabili dell’aumento dell’inquinamento che va accumulandosi nelle matrici acqua, aria e terra del territorio.

È il caso di ricordare a tutti coloro che si sentono tranquilli dei dati delle centraline, Sindaci e rappresentanti istituzionali in particolare, che ogni giorno dalla ciminiera della centrale escono  6.300.000 mc di emissioni all’ ora (dati VIA 680/2003), e che all’aumento di 1 500 ore di funzionamento della centrale fissate dall’ AIA con l’assenso dell’allora sindaco Tidei, corrispondono 9 miliardi e 450 milioni di mc di emissioni in più all’ anno, emissioni intrise dei più svariati inquinanti.

Non sarà certamente l’adesione ad un Consorzio che gestisce, peraltro a caro prezzo e sotto l’esterna ma attenta vigilanza di ENEL, centraline i cui dati non hanno alcun valore legale (gli unici dati che hanno valore sono quelli delle centraline gestite da ARPA)  a convincere le popolazioni, costrette a vivere sulla propria pelle gli effetti nefasti del carbone, che i Sindaci stanno tutelando la loro salute.

Funzionamento dell’Osservatorio Regionale, attivazione di controlli seri e indipendenti, trasparenza sui dati e riapertura del procedimento di AIA possono costituire un primo passo verso la verità sullo stato del nostro territorio.

Movimento Nocoke Altolazio

No Coke Alto Lazio: “Mozione PD sul risarcimento da Enel: il lupo perde il pelo ma non il vizio”

Riceviamo e pubblichiamo
10986932_814480301980267_6425868729129715188_nApprendiamo dalla stampa che i consiglieri comunali del PD hanno presentato una mozione urgente per invitare il comune di Civitavecchia a richiedere ad Enel “l’immediata corresponsione della somma di 10 milioni di euro all’anno come risarcimento sociale della sua presenza sul territorio”. “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”, verrebbe da dire.
Non sappiamo a quale titolo, secondo la logica dei presentatori, ENEL sarebbe tenuto a sborsare 10 milioni di euro al Comune di Civitavecchia, ma che questi vengano concepiti come frutto di un accordo/convenzione o piuttosto rappresentino la quantificazione economica di interventi di “compensazione sociale”, in entrambi i casi è certo che sull’altra piatto della bilancia c’è sempre e comunque la salute dei cittadini considerata, evidentemente, dai consiglieri in questione di ben poco valore, vista peraltro l’esiguità della richiesta a fronte degli enormi profitti derivanti dalla centrale a carbone.
Basta, solo per fare un esempio, pensare ai maggiori guadagni resi possibili dalla possibilità, assentita con l’AIA del 2013, grazie alla mancata apposizione di idonee prescrizioni da parte dell’allora sindaco, oggi consigliere e firmatario della mozione, TIDEI, di utilizzare un carbone con una percentuale di zolfo <1% qualitativamente peggiore, che, per tale motivo, costa circa  20 euro a ton in meno,  differenza che per 4.500.000 ton. produce un risparmio sulle spese di circa 90 milioni di euro.
L’unica trattativa che un’amministrazione comunale che abbia realmente a cuore la salute della comunità amministrata può avviare nei confronti di ENEL, nelle more del riesame dell’AIA, è quella inerente la riduzione del carico inquinante tramite, come minimo, una diminuzione delle ore di funzionamento e delle quantità di carbone bruciato.
Ricordiamo che dalla ciminiera della centrale escono ogni ora 6.300.000 mc di emissioni (dati VIA 680/2003), che per 1.500 ore di maggior funzionamento fanno 9 miliardi 450 milioni di mc di emissioni in più all’anno e che, relativamente al monossido di carbonio, i cui limiti consentiti sono tre volte superiori a quanto consentito dalla normativa vigente, un aumento della sua concentrazione di 1mg/nm3 corrisponde ad un aumento dell’1% della mortalità totale in particolare per malattie cardiovascolari. I conti, sia sanitari che economici, delle ricadute sulla salute, anche semplicemente in relazione a tale aspetto, sono facilmente desumibili.
Certo non ci si può aspettare che chi ha fatto prima di tutto per far riconvertire la centrale di TVN a carbone e successivamente ha consentito un incremento dell’esercizio, si occupi ora di “sottigliezze” quali la salute dei cittadini, che continua a peggiorare anche grazie a quella politica che monetizza il danno alla salute, cercando anche di convincere l’opinione pubblica del primato dei soldi sul diritto alla salute, con la speranza di aprire un conflitto tra la popolazione. 
Del proprio agire ognuno risponderà davanti alla storia e alla propria coscienza; ma è indubbio che nell’attuale chi si rende responsabile della svendita della salute dei cittadini dovrà risponderne a coloro che con i propri corpi costituiscono i dati “sensibili e senzienti” delle statistiche rese note dai monitoraggi epidemiologici. Noi saremo sempre presente per ricordarglielo.
 
Movimento Nocoke Altolazio

Presentata la III edizione del Belcanto Festival “Vincenzo Pucitta”

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Conferenza stampa di presentazioneSi è svolta questa mattina, 23 febbraio, presso la sede della Fondazione Cariciv, la conferenza stampa di presentazione della III edizione del Belcanto Festival “Vincenzo Pucitta”, che si svolgerà tra Civitavecchia e Tarquinia dal 27 febbraio al 1° marzo, proponendo un ricco calendario di eventi tra musica, ricerca e didattica. All’incontro, presieduto dall’avv. Vincenzo Cacciaglia, sono intervenuti numerosi giornalisti. Presenti gli assessori alla cultura dei Comuni di Tarquinia e Civitavecchia, Sandro Celli e Vincenzo D’Antò; i membri del comitato scientifico del Centro Ricerche storico-musicali “Vincenzo Pucitta” di Civitavecchia Carlo De Paolis e Dario Feoli; il presidente dell’Accademia Tarquinia Musica Roberta Ranucci con il direttore artistico Giovanni Lorenzo Cardia; i presidenti della S.T.A.S. (Società Tarquiniense di Arte e Storia) Alessandra Sileoni e della Società Storica Civitavecchiese Enrico Ciancarini.

Ad aprire la conferenza, il direttore artistico e musicologico del Festival, Annamaria Bonsante: «Ringrazio la Fondazione Cariciv, nella figura dell’avv. Cacciaglia: solo grazie alla Fondazione è stato possibile progettare sin dal principio la manifestazione. Il Festival cresce oggi sempre di più anche grazie al coinvolgimento di importanti realtà istituzionali e associative di Civitavecchia e Tarquinia. La produzione e l’organizzazione, affidate al Centro Ricerche storico-musicali “Vincenzo Pucitta” e all’Accademia Tarquinia Musica, assicureranno in questi giorni un’offerta di qualità, con grandi artisti e studiosi, rafforzando sempre di più a livello territoriale e nazionale le iniziative già intraprese per il recupero organico e rigoroso dell’operista e del linguaggio melodrammaturgico del suo tempo».

L’assessore Celli ha ringraziato la Fondazione Cariciv e ha sottolineato come «la manifestazione possa diventare un volano di promozione culturale e turistica non solo per Tarquinia e Civitavecchia, ma per l’intero Alto Lazio, facendo rete con tutte le realtà istituzionali e associative del territorio». «L’Accademia Tarquinia Musica ha accolto con entusiasmo la proposta della prof.ssa Bonsante, – ha detto il presidente Ranucci – perché il festival è un progetto di altissimo profilo e costituisce un’opportunità di crescita culturale per i nostri giovani musicisti». Per l’assessore D’Antò «il festival contribuisce a far conoscere un artista di Civitavecchia che ha dato molto alla musica e rappresenta un evento dal grande spessore culturale, grazie al lavoro e alla passione degli organizzatori e alla collaborazione che si è instaurata tra istituzioni, in primis la Fondazione Cariciv, e le associazioni». «La Fondazione investe sempre sulla musica nel territorio di propria competenza: – ha affermato l’avv. Cacciaglia – per esempio, ha riportato dal 2002 in città l’opera lirica, assente da molti anni. Fin dai suoi esordi, la Fondazione ha creduto nel progetto del Belcanto Festival “Vincenzo Pucitta” e oggi mi preme sottolineare l’importanza della sinergia che si è creata tra le realtà istituzionali e associative di Civitavecchia e Tarquinia per realizzare la rassegna. Una strada da percorrere, se si vuole fare cultura culturale e sviluppare il turismo».

Dopo l’intervento dello storico Carlo De Paolis, che ha sottolineato le nobili origini viterbesi di Pucitta e la necessità di studiare altri eccellenti artisti come i fratelli Vignanelli (tema che sarà da lui trattato nella conferenza inaugurale del festival), parole di soddisfazione sono state espresse, dai presidenti della STAS di Tarquinia Alessandra Sileoni e della Società Storica Civitavecchiese Enrico Ciancarini. Proprio con un tributo al decennale della Società Storica Civitavecchiese prenderà il via il Festival il 27 febbraio. La III edizione del Belcanto Festival “Vincenzo Pucitta” è finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Organizzazione e produzione: Centro ricerche storico-musicali “Vincenzo Pucitta” e Accademia Tarquinia Musica. Collaborazione e patrocini: Città di Civitavecchia (sindaco Antonio Cozzolino, assessore a commercio, turismo, cultura Vincenzo D’Antò); Città di Tarquinia (sindaco Mauro Mazzola, assessore a pubblica istruzione, turismo, spettacolo e sport Sandro Celli); Società Tarquiniense di Arte e Storia, Società Storica Civitavecchiese; Associazione artistico-culturale tarquiniese La Lestra. Partner: Eusepi Hotels. Direzione artistica e musicologica: Annamaria Bonsante. L’ingresso agli eventi è libero, fino a esaurimento dei posti. Per conoscere il programma è possibile visitare il sito www.accademiatarquiniamusica.it o la pagina facebook “Accademia Tarquinia Musica”.

Civitavecchia, contributi per eliminare le barriere architettoniche: c’è l’avviso pubblico

Barriere-architettoniche-disabiliPubblicato oggi, lunedì 2 febbraio, sul sito internet istituzionale del Comune di Civitavecchia, ai sensi della legge 9/1/1989 n. 13 l’avviso pubblico finalizzato alla concessione di contributi a fondo perduto per la realizzazione di opere finalizzate al superamento ed alla eliminazione delle barriere architettoniche in immobili privati già esistenti, ove risiedano portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti.

L’istanza, in bollo, da presentare al Comune, contenente la descrizione anche sommaria delle opere, nonché la spesa prevista, deve essere corredata dalla seguente documentazione:

a) Certificato medico, in carta libera, attestante l’handicap;
b) Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà dalla quale risultino l’ubicazione dell’immobile ove risiede il richiedente e su cui si vuole intervenire, nonché le difficoltà di accesso;
c) Preventivo di spesa relativo ai lavori che si intendono realizzare;
d) eventuale certificazione della ASL, attestante il riconoscimento della invalidità.

I moduli per la presentazione delle domande sono a disposizione presso l’Ufficio Servizi Sociali, sito in Via Cesare Battisti n. 14, e potranno essere ritirati nei giorni di Martedì e Giovedì dalle ore 9,00 alle ore 12,00. Le istanze devono essere presentate presso l’Ufficio del Protocollo Generale del Comune entro e non oltre il termine del 1 marzo 2015.