Comunicazione ai lettori e agli appassionati di calcio

Corneto_Tarquinia_CaereA malincuore, con queste righe la Redazione de L’extra – tramite la penna del direttore – comunica agli appassionati di calcio tarquiniese, ai curiosi ed ai lettori in generale che da questo momento è interrotta ogni forma di collaborazione con la Corneto Tarquinia, motivo per cui domani non troverete la cronaca del match casalingo, che cesserà di essere appuntamento costante di fine weekend. Così come non appariranno su questa testata dichiarazioni o comunicati riguardanti le eventuali iniziative poste in essere dalla società (fatto salvo, naturalmente, l’eventuale ricorso al diritto di replica).

La decisione fa seguito ad un messaggio che ho personalmente ricevuto da un rappresentante della società che annunciava di ricorrere ad un colloquio con un legale in riferimento all’attività del sito, che come tutti sanno si compone anche dei commenti dei lettori.

La collaborazione tra L’extra e la Corneto era nata, praticamente, con la nascita stessa del portale on line, subito dopo la fine dell’esperienza cartacea. E in questi anni ha vissuto di soddisfazioni che credo reciproche: a partire – era il primo anno – dalla cavalcata trionfale della Juniores che conquistò l’élite (e che riuscì a difenderla l’anno successivo), raccontata giornata per giornata, passando per le salvezze in Eccellenza, i momenti tristi delle retrocessioni, le soddisfazioni di questi anni in Promozione, sino alla striscia positiva ancora in corso.

In mezzo a questi tanti eventi relativi alle prime squadre, molti altri legati al settore giovanile, da quelli più vicini al costume ad altri prettamente inerenti la formazione di tecnici e bambini, passando per la vittoria di qualche bel campionato. Il tutto fatto in ottica promozionale, praticamente mai polemica, spingendo affinché i tarquiniesi potessero riavvicinarsi alla squadra ed alla società.

Un percorso ricco di situazioni, di tanti rapporti creatisi tra il sito e la squadra, i giocatori, i tecnici, i dirigenti, a contatto costante con un ambiente complesso, spesso turbolento, di cui gli articoli hanno sempre cercato di far passare un’immagine positiva, anche quando questa strada ha significato una rinuncia dal punto di vista dell’impatto mediatico: perché, è evidente a tutti, raccontare i numerosi tasti dolenti che si incontrano vivendo così da vicino quella realtà avrebbe comportato una cassa di risonanza maggiore per L’extra, oltre a significare un maggior rispetto del dovere di cronaca a cui ho, in parte e volutamente, spesso rinunciato.

È con amarezza, quindi, che mi sono trovato a ricevere una comunicazione come quella di cui sopra: sono consapevole che la gratitudine non è di questo mondo (inteso come mondo tanto giornalistico quanto calcistico), ma mi sarei comunque aspettato una reazione con toni e forme diverse, proprio in virtù di quella collaborazione che ho sempre, comunque correttamente rispettato.

Certo, la Corneto – fenomeno non solo sportivo e di costume, ma anche sociale e di attualità – non potrà smettere di far parte dei temi seguiti dal sito; di certo cambieranno le modalità. Nella speranza, sempre e comunque, di poter a fine stagione parlare della salvezza di tutte le compagini rossoblù impegnate nelle differenti categorie. A tutti i ragazzi, quindi, va comunque e sempre il tifo de L’extra ed il mio personale.

Stefano Tienforti

PROMOZIONE – Codoni all’ultimo respiro: per la Corneto tre punti d’oro

Corneto_Palocco_gol(s.t.) Un acuto di Luca Codoni ad una manciata di secondi dal termine del secondo tempo regala alla Corneto tre punti fondamentali contro il Palocco: il centrocampista, entrato a inizio ripresa, trova di sinistro il colpo vincente.

Nel primo tempo era stato Pastorelli a impegnare il portiere ospite, nella ripresa bravo Paracucchi ad evitare guai alla Corneto prima del gol. Undici ammoniti, espulso dalla panchina Sabbatini per proteste.

La vittoria all’ultimo respiro porta serenità in casa Corneto, ed arriva al termine di una partita che a lunghi tratti dava l’idea di essere lo spartiacque tra una seconda parte di campionato che miri alla tranquillità ed un finale, invece, con l’ansia. Il gol di Codoni regala la seconda vittoria consecutiva in casa. “È prova di determinazione e carattere – spiega subito dopo il fischio finale Mister Moretti – ed è merito dei ragazzi aver dimostrato di crederci, sino in fondo”. Nella ripresa, infatti, la partita si era resa difficile. “Abbiamo rischiato soprattutto nella seconda metà del secondo tempo – continua Moretti – e soprattutto sulle loro ripartenze. Però i ragazzi hanno dimostrato ciò che si dice nello spogliatoio: la voglia e la determinazione di restare uniti e compatti. Questa squadra ha qualità, è stata sempre allenata bene: se trova questo carattere poi i valori tecnici fanno la differenza. Ora altre due partite importanti: se continuiamo a fare bene come oggi o come a Ronciglione, si apre un campionato diverso per noi”.

Luca_Codoni“Sono contento per Luca Codoni – chiude il mister – che ultimamente aveva trovato poco spazio, ma che si merita questa soddisfazione per come si allena. Purtroppo questa squadra non l’ho costruita io, mi trovo sette centrocampisti centrali, devo fare delle scelte”.

“È una vittoria importante – dice il match winner Luca Codoni – che ci dà rinnovato morale. Purtroppo per me è un’annata difficile, anche per gli infortuni; ancora non sto bene ma sono felice per questo gol: era un anno esatto che non segnavo”.

CORNETO TARQUINIA: Paracucchi, Ventolini (dal 10′ st Codoni), Bordi, Bordo, Della Camera, Gibaldo, Franceschi, Suriano, Rosati (dal 10′ st Antonini), Pastorelli, Martelli. A disp: Rossi, Sabbatini, Manna, Felici. All: Moretti

PALOCCO: Perazzolo, Taroni, De Santis, Pensabene (dal 22′ st Cascini), Liberatore, Esposito, Flore (dal 33′ Martinelli), Cherubini, Marinucci, Di Nardo (dall’11’ st Di Meglio), Sesta. A disp: Blundo, Riva, Carracoi, Di Girolamo. All: Trotta

Reti: Codoni (CT) 44′ st

Arbitro: Celeste di Roma 1. Assistenti: Girolami di Aprilia, Morano di Roma 2.

Espulsi: Sabbatini al 15′ st dalla panchina per proteste.
Ammoniti: Suriano, Gibaldo, Martelli, Ventolini, Bordo, Codoni, Pastorelli (CT); Pensabene, Flore, Liberatore, Sesta (P).

Note: giornata lievemente ventosa, campo sintetico in perfette condizioni, spettatori 150 circa

Salviamo Porto Clementino: Panunzi e Mazzola in visita sul luogo

Porto Clementino(s.t.) Come annunciato nei giorni scorsi, nella giornata di oggi il sindaco Mauro Mazzola ed alcuni rappresentanti della giunta comunale hanno fatto visita assieme al consigliere regionale Enrico Panunzi – presidente della commissione ambiente e lavori pubblici della Regione Lazio – a Porto Clementino. Scopo della visita, iniziare a studiare una strategia per la salvaguardia ed il ripristino di uno degli angoli più belli e suggestivi del litorale tarquiniese, vittima da anni dell’azione delle acque che ne stanno costantemente distruggendo la struttura.

Nell’occasione, erano presenti anche i rappresentanti del comitato autocostituitosi negli ultimi mesi al grido di “Salviamo Porto Clementino”, capace di portare avanti una raccolta di firma cui hanno aderito migliaia di cittadini e – in generale – di mobilitare l’opinione pubblica sul tema.

E la visita di oggi è anche frutto di questa efficace mobilitazione popolare. Certo, nulla di immediatamente risolutivo, ma a quanto si apprende c’è ottimismo perché a breve possano esser posti in essere i passi necessari per la tutela di Porto Clementino. A breve tecnici della Regione saranno al Lido per studiare, innanzitutto, un sistema per limitare l’azione delle acque: solo dopo si penserà a possibili azioni di ripristino, altrimenti subito compromessi dall’erosione delle onde.

Corrado Chiatti con il suo corto Ardeidae selezionato al Festival di Clermont-Ferrand

di Stefano Tienforti

12644936_1036846819699738_1803832221833415770_nEra quasi un anno fa – probabilmente i lettori affezionati lo ricordano – quando annunciammo una buona notizia, come spesso accade condividendo i bei successi di uno dei tanti tarquiniesi che si impegnano per valorizzare il proprio talento e l’impegno nel lavoro: Corrado Chiatti, tarquiniese, laureando in Arti Visive all’Università IUAV di Venezia, aveva appena vinto assieme a due suoi colleghi co-autori – Chiara Faggionato e Daniele Tucci – il Premio Concorso Internazionale alla quinta edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival di Venezia grazie al cortometraggio Ardeidae.

Ebbene quell’opera – i cui concetti e la cui fotografia testimoniavano già dal primo impatto l’elevata qualità del prodotto artistico – ha proseguito una strada di successi e riconoscimenti di livello enorme. Sino a sbarcare, ad inizio febbraio, a Clermont-Ferrand, cittadina francese che ospiterà la trentottesima edizione del Festival International du Court Métrage, la più importante rassegna mondiale in tema di corti. Ardeidae sarà in concorso nella categoria Lab Projects ed è in programmazione più volte, ad orari diversi, durante i nove giorni del festival, dal 5 al 13 febbraio.

Ma la prestigiosa tappa francese non è che il culmine di un percorso che, iniziato a Venezia, ha spinto Ardeidae in giro per l’Italia e l’Europa: selezione al Bellaria Film Festival come unico corto in finale ufficiale, vittoria ex aequo come miglior corto al PerSo – Perugia Social Film Festival, menzione speciale della giuria – composta, tra gli altri, dal regista Piero Messina – all’Arcipelago International Film Festival di Roma, selezione a Lisbona all’Arquiteturas International Film Festival e vittoria come miglior corto con menzione speciale al Festival “Il laceno d’oro” di Avellino, categoria “Gli occhi sulla città”.

Ardeidae“Oltre allo stupore che ci ha suscitato il susseguirsi di chiamate da parte dei festivals che di volta in volta hanno selezionato Ardeidae, – racconta Corrado – abbiamo notato che ad ogni proiezione il film acquistava nuove prospettive, apriva nuovi campi di dibattito legati alle sensibilità del pubblico e a quelle dei vari comitati di selezione dei festivals”.

“Questo ha fatto sì che la nostra riflessione su Venezia, acquistasse non solo un’importante visibilità in Italia e all’estero, ma che il film stesso si trasformasse sotto i nostri occhi, arrivando a sollecitare curiosità estetiche e a sollevare questioni intorno al concetto della sconfitta del modello di città post-industriale in Occidente. Insomma Ardeidae ha cominciato a camminare da solo e a dialogare con il pubblico, prendendo forme che non ci aspettavamo, e continuando a porre delle domande anche a noi stessi che lo abbiamo realizzato.”.

Ora la ciliegina sulla torta con il passaggio in Francia, in attesa di partecipare anche al Festival de San Sebastián. Il tutto mentre per Corrado prosegue con entusiasmo la vita professionale e di studio a Parigi, dove si è trasferito da oltre un anno per completare la propria formazione e cercare esperienze lavorative importanti. “Adesso – spiega – dopo un periodo al Centre Pompidou, al dipartimentoCorrado Chiatti cinema sperimentale, sto lavorando su un progetto molto difficile che sarà la mia tesi di laurea: costituire una radio comunitaria itinerante nel quartiere parigino della Goutte d’Or. Un quartiere a maggioranza africana, in cui ci sono problematiche molto delicate ma dove c’è anche una dimensione molto “ricca” sotto il profilo culturale, politico, sociale e musicale”.

“Ho pensato alla radio – prosegue Corrado – come dispositivo per attivare una sorta di radar discorsivo condiviso con la comunità, per far si che la programmazione venga dalle esigenze stesse del quartiere. Per stabilire un’orizzontalità sia nella diffusione che nella creazione della piattaforma stessa”.

Nel frattempo, Corrado si gode le soddisfazioni legate ad Ardeidae, con un auspicio: “Mi auguro che presto il corto possa essere proiettato anche a Tarquinia”. Speranza per la quale L’extra è pronto a impegnarsi, magari rinnovando la già fruttuosa collaborazione con il Cinema Etrusco per permettere ai concittadini di assistere alla proiezione e, perchè no, ad un successivo dibattito sugli spunti che da essa possono trarsi.

Missione Comune: tra poco più di un anno la corsa al dopo Mazzola. Chi saranno i candidati?

di Stefano Tienforti

TarquiniaComunePrima o poi qualcuno doveva rompere il tabù, per cui togliamoci il dente: da oggi parliamo di elezioni amministrative. Eh sì, le comunali del 2017: quelle per scegliere il sindaco del dopo Mazzola. Perché la scadenza non è affatto lontana, e tra dodici mesi saremo in piena ansia da candidatura, prima di buttarsi nel macello della campagna elettorale.

Per cui, inutile nascondersi dietro le schermaglie all’Agraria: quello che sta politicamente succedendo a Tarquinia, soprattutto nel centrosinistra, è da tempo frutto delle strategie più o meno velate, più o meno legittime, più o meno efficaci per guadagnarsi un posto al sole. Da quanto tempo? Tanto, troppo: e gli effetti deformanti di una campagna elettorale pressoché perenne creano i mostri politici (intesi come situazioni, non come persone) con cui ci confrontiamo da qualche mese, e che senza una lettura più ampia non troverebbero spiegazione.

Tutto nasce – sia chiaro, è una mia personale lettura, senza alcuna pretesa di crismi di assoluta verità – esattamente (e pare incredibile) quattro anni fa: perché quando Mazzola punta a ricandidarsi a sindaco lo fa con in testa un obiettivo chiaro. Renata Polverini era in carica come governatrice del Lazio da quasi due anni e lo sarebbe rimasta, secondo previsioni, per altri tre: il tempo esatto, per il primo cittadino tarquiniese, per consolidare la propria posizione e mirare ad uno scranno regionale, ultimo e definitivo balzo della propria carriera politica.

Così, sin dalla nottata in cui lo spoglio ha premiato Mazzola al primo turno, per alcuni degli uomini della sua giunta inizia una corsa che immaginavano sarebbe durata meno: quella per la successione, per concorrere per la fascia tricolore una volta che Mazzola si fosse lanciato verso Roma. Finita la campagna elettorale ufficiale, insomma, ne è iniziata una latente, quasi senza soluzione di continuità.

Poi, però, pochi mesi dopo i brindisi elettorali, arriva “Batman” Fiorito e lo scandalo rimborsi che travolge la Polverini, mandando alle urne gli elettori del Lazio, troppo presto rispetto alle aspettative di molti e soprattutto troppo presto per consentire una candidatura del sindaco di Tarquinia, poi “consolatosi” con la nomina a presidente della Provincia e – chissà – col pensiero di ritentare la corsa alla Regione nel 2018.

Ma da allora quei giochi di forza e strategia scattati tra gli aspiranti sindaci del futuro non si è praticamente mai interrotta: un logorio che ormai va avanti da quattro anni e che ha avvelenato anche la corsa alla candidatura all’Agraria, le elezioni e – con effetti ancora più venefici – i mesi successivi, sino ad oggi.

Per cui, ora, via la maschera: chi saranno i candidati tra un anno e qualche mese? Sarà, secondo molti, dall’esito di questa estenuante resa dei conti nella coalizione di centrosinistra che si capirà molto, se non tutto: anche chi farà da leader nel centrodestra. Oppure – è l’opinione di altri – come spesso accade, chi è partito troppo presto si arenerà, e ci saranno delle sorprese. Senza considerare il Movimento 5 Stelle, in crescita nazionale, o le liste civiche spesso presenti nelle competizioni elettorali tarquiniesi.

Allora iniziamo noi a muovere le acque, con un sondaggio: tra qualche giorno chiederemo a voi lettori quali, secondo voi, saranno i candidati alle Amministrative tarquiniesi 2016. Per elaborare la lista tra cui scegliere, stiamo chiedendo ad alcuni personaggi della politica, della vita pubblica e giornalistica tarquiniese una lista dei loro dieci ipotetici candidati; sui commenti a corredo di questo articolo sono poi ben accetti suggerimenti: ma, mi raccomando, indicateci chi vi piacerebbe vedere candidato, ma mantenendo comunque un realistico contatto con la realtà. Sarà la redazione, poi, tra tutti le indicazioni raccolte, a stilare la lista finale, poi via al sondaggio: sia mai che i responsi non tolgano qualche castagna dal fuoco alle segreterie politiche?

Raptor, la sconfitta è dolce: Patrizio Ratto non vince la sfida ma guadagna comunque un banco ad Amici

Patrizio_ratto_raptor_amiciSconfitta “dolce” per il ballerino tarquiniese Patrizio Ratto ad Amici: dopo la sfida e le due esibizioni nel celebre programma pomeridiano di Maria De Filippi, “Raptor” ha infatti perso il confronto contro il beniamino del pubblico Andreas – le cui esibizioni sono state valutate come migliori dal giurato scelto dal programma – ma, in virtù di quanto dimostrato soprattutto nella sua specialità di danza, i professori di Amici hanno scelto di assegnargli comunque un banco.

Dopo il successo incredibile dei Dear Jack due anni fa e le esibizioni ancora precedenti della cantante Jennifer Milan, un tarquiniese torna a sedersi quindi sui banchi del più noto e longevo talent italiano. E per Patrizio la TV è ormai ambiente familiare: dopo aver ballato sul palco dell’Ariston a Sanremo e su quello milanese degli MTV Awards e dopo l’impegno come tutor nel programma Rai “Si può fare”, arriva ora la vetrina di Amici, con grande soddisfazione ed entusiasmo da parte del pubblico tarquiniese.

Azienda Muscari-Tomajoli, che colpo! Il Pantaleone sbarca sul sito re della distribuzione on line romana

944627_10202276257376731_72523751_n(s.t.) Lavorare con umile consapevolezza dei propri mezzi ma, allo stesso tempo, con l’ambizione di chi sa di puntare su qualità, professionalità e competenza; pensando non già a isolarsi, ma anzi a lavorare per fare rete con realtà simili del territorio: perché quando più persone e aziende unite da una filosofia comune lavorano a braccetto, è più facile allargare le prospettive di tutti.

È seguendo questa strada – fatta di sacrifici, a volte di momenti cupi, spesso di lavoro e rinunce – che un’azienda locale tarquiniese si sta aprendo la strada verso un mercato più ampio: e c’è da credere che si porterà dietro anche le altre piccole realtà del territorio tarquiniese con cui sta collaborando e confrontandosi.

Protagonista di questo bel momento è Marco Muscari, proprietario e – di fatto – fac totum dell’azienda vinicola tarquiniese Muscari Tomajoli che, non più di quattro anni fa, ha scelto la strada di una produzione di qualità, giunta oggi ad una resa di circa 6.000 bottiglie tra bianco e rosso, rispettivamente denominati Nethun e Pantaleone.

Un’attività partita dalla passione di papà Sergio e trasmessa a Marco, nemmeno trent’anni ma tanta voglia di impegnarsi sia nel produrre un vino di alto livello, sia nello sperimentare la resa di vitigni “inediti” per il territorio in riva al mare cittadino – e per meglio riuscire in questi due obiettivi ha scelto la consulenza di Gabriele Gadenz, enologo di numerose, prestigiose aziende toscane –, sia nel lavorare per espandere la propria rete di distribuzione verso realtà all’esterno delle mura tarquiniesi.

12637093_10208470132939749_85088564_oEd è grazie ad alcuni incontri vissuti assieme ad altre realtà di produzione tipica del territorio che il suo prodotto – in particolare il Pantaleone, rosso ottenuto da uve Barbera e Alicante – è giunto nelle mani “giuste”: quelle di uno dei responsabili di Magiordomus.it, frequentatissimo e efficacissimo portale di consegna a domicilio di spesa relativa a prodotti tipici, spesso a km zero, molto noto ed attivo a Roma. Assaggiato e apprezzato il prodotto, infatti, sono in breve partiti i contatti per distribuire il Pantaleone sia in alcuni ristoranti e locali romani, sia sulle pagine del sito internet, dove il rosso d’origine tarquiniese è acquistabile on line, corredato da una descrizione lusinghiera e minuziosa delle qualità.

Dopo la recensione molto positiva su “La Tuscia del Vino”, un altro bel passo avanti per l’azienda, a testimonianza che un lavoro intelligente e mirato – abbinato a costanza e pazienza – paga eccome: perchè è vero che serve fortuna per avere l’occasione giusta, ma è fondamentale avere alle spalle un lavoro ben compiuto perchè la sorte diventi effettivamente una soddisfacente realtà.