Facebook, Capitani: “Entro il 2015 Tarquinia avrà il suo teatro”

"Teatro" San Marco(s.t.) Un gruppo su Facebook per invocare il termine dei lavori al teatro comunale di Tarquinia: da ieri sul noto social network è attivo un gruppo – già oltre 140 gli utenti iscritti – che esprimono a gran voce quella che sentono come un’esigenza reale e urgente.

“È assurdo che una città importante come Tarquinia (seconda per estensione nella provincia dopo Viterbo e terza per popolazione, poco al di sotto di Civita Castellana) non abbia un teatro comunale – viene spiegato nelle informazioni del gruppo – a differenza di centri più piccoli come Monte Romano, Montalto, Tuscania, Carbognano, Acquapendente (solo per citarne alcuni). La crescita culturale e spirituale di una comunità passa anche da questo tipo di realtà. Diamo una spinta dal basso e facciamo sentire la nostra voce”.

Non una polemica contro il Comune, specifica Luca Purchiaroni, che lo ha creato, “ma un incentivo ad accelerare i tempi burocratico-giudiziari che hanno fatto slittare per troppo tempo la fine dei lavori”. C’è di più: l’idea lanciata nel gruppo è quella di intitolare il futuro teatro a Giuseppe Petrosellini, librettista cornetano del 18esimo secolo, “personaggio oggi praticamente sconosciuto ai tarquiniesi, ma che potrebbe essere rivalutato proprio grazie al nuovo teatro”.

Ed una risposta istituzionale, arriva subito o quasi, con il consigliere comunale Giancarlo Capitani che prova ad aggiornare sullo stato dei lavori. “Come saprete – esordisce – i lavori di realizzazione hanno vissuto negli anni una serie incredibile di problematiche, che ne hanno allungato i tempi di ultimazione in maniera iperbolica. Sono testimone (anche allora ero consigliere comunale, con delega allo spettacolo prima, e assessore al turismo poi), della nascita del progetto (siamo nel periodo amministrazione Conversini), nonché delle molteplici vicissitudini che nel tempo si sono susseguite (stop lavori, vincoli, pareri legali, sovrintendenza, ecc. ecc. )”.

“Ad ogni modo- arriva al sodo Capitani – risolte le ultime più recenti controversie che hanno ulteriormente interrotto i lavori, entro il corrente anno dovremmo finalmente vedere la fine (facendo i debiti scongiuri!)”. Un impegno non da poco per il Comune e l’assessorato competente, nel lottare contro quello che è assurto a simbolo tarquiniese di opera sempre rimandata, tanto che nello stesso gruppo si scherza a più riprese su possibili maledizioni incombenti sulla struttura.

“A quel punto, però, sarà necessario individuare un serio progetto di “management” – conclude Capitani – con figure professionali, competenti ed esperte del settore, che sappiano creare le condizioni, anche economiche, per la migliore gestione del sito. Per quanto mi riguarda, avendo operato nel settore, come è noto, per anni, sarò a disposizione, anche come amministratore comunale, affinché la nostra città ed i tanti cittadini appassionati di teatro, musica, ecc., possano finalmente fruire (al meglio) del tanto atteso teatro di Tarquinia”.

“Le Riserve” alla ribalta europea: il rock della Tuscia al Lido di Berlino – VIDEO

10628156_402458939905511_6045124815381401800_n(s.t.) Da Monte Romano e Tarquinia… a Berlino, grazie alla musica. È la bella avventura della band “Le Riserve”, che il prossimo 31 gennaio si esibirà sul palco del Lido di Berlino grazie alla conquista della finale regionale nel concorso “Emergenza Festival”.

Guido Manglaviti (voce e chitarra), Adriano Batassa (voce), Lorenzo Passamonti (chitarra), Alessandro Passamonti (batteria) ed Alessandro Amicizia (basso) partiranno quindi a fine mese con al seguito un nutrito gruppo dei fan più accaniti, circa trenta, che andranno a sostenere i propri amici in questa splendida esperienza musicale, su un palco che ha ospitato band quali Baustelle, Black Flag, Train o Owl City.

“È stato un 2014 ricco di lavoro e soddisfazioni – spiegano – in cui abbiamo registrato nuove tracce e portato avanti tante iniziative, dalla realizzazione del video alla presentazione di un pezzo per tentare la partecipazione a Sanremo. Sino alla partecipazione alla finale regionale di “Emergenza Festival”, in cui abbiamo vinto questa tournée tedesca, con Alessandro Passamonti premiato come miglior batterista”.

Per la band, però, tutto questo è solo un punto di partenza: “Siamo al lavoro sul nuovo album – proseguono – il secondo autoprodotto: appena torniamo da Berlino ci rimetteremo subito all’opera per terminarne la realizzazione”. Non male, come risultati e determinazione, per una band giovanissima, costituitasi appena nel 2013 e subito dedicatasi ad un mix tra rock americano e cantautorato italiano, “in mezzo punk, funky e qualche storia di una provincia non così diversa dagli U.S.A.”

“Abbiamo scelto il nome le riserve sia per omaggiare il famoso film con Keanu Reeves – la spiegazione dei ragazzi – sia perché ci piace molto l’idea di chi non è la star di una squadra, ma spesso ha solo pochi minuti a disposizione, e proprio per questo è chiamato a dare sempre il massimo e lottare in ogni azione, per il gruppo e per sé stesso”. Un lavoro di gruppo evidente anche dal nuovo video, “Vagabondi”, interamente girato a Monte Romano, diretto e montato da Alessandro Passamonti, con il mix curato da Riccardo Studer & Alessio Cattaneo (Overload Studio) e pubblicato sul canale Youtube ufficiale della band, dove è possibile ascoltare anche le tracce del precedente lavoro.

Per ascoltarli dal vivo, l’appuntamento più immediato è venerdì 16 gennaio, quando Le Riserve di esibiranno all’Oasi Bar di Montalto Castro a partire dalle 22 e 30.

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In ricordo di Giacomo E. Carretto

Scolarettilextra(s.t.) Tra poco, nella chiesa tarquiniese di San Francesco, si terranno i funerali di Giacomo E. Carretto. Proprio a San Francesco, la chiesa che ospita la cappella Cardini, in merito alla quale Giacomo, nel 2012, scrisse un articolo, “Cardi e cardellini europei nel cornetano San Francesco”; l’ultimo a sua firma pubblicato su L’extra.

Sì, perché Giacomo Carretto – l’uomo timido che mirabilmente, ieri l’altro, Luigi De Pascalis ci ha raccontato – è stato uno dei compagni di viaggio di quella splendida esperienza che era L’extra quando ancora era un giornale di carta. Ed è il primo, di quella comitiva, che salutiamo per sempre.

In quelle righe che svelano i segreti ed i significati di stemmi ed emblemi della cappella Cardini c’è, in fondo, molto di Giacomo: la curiosità nello scoprire, la rigorosa attenzione e la cura profonda nello studio e nella ricerca, la capacità di non chiuderne i risultati in ristretti spazi tematici, riuscendo a spostarli su piani culturali ed interpretativi diversi, spesso sorprendenti. Gli ingredienti, insomma, di una conoscenza e di una erudizione profonde, consapevoli, appassionate, che partendo dalla storia e dalla cultura islamica – settori su cui aveva costruito la sua vita professionale – spaziavano su ambiti disparati, dalla narrativa all’attualità, dall’arte al costume. Eppure, come quella pagina su cardi e cardellini ricorda, il modo di raccontare tutto ciò non perdeva mai la semplicità necessaria a renderlo facilmente comprensibile e brillante alla lettura: nel leggere storie intrise di dosi così intense di sapere, non c’era soggezione o difficoltà. Come non c’erano nel parlare con Giacomo, timido sì, ma cordiale, generoso.

Come è avvenuto per gran parte della redazione de L’extra, i primi incontri con Giacomo li ho vissuti in un posto in cui, anno dopo anno, sono passati tanti di quei personaggi e han preso vita tante di quelle idee da scriverci un libro: la Tipografia Lamberti. È nato lì, in fondo, quel gruppo che ogni settimana, per quattro anni, s’è riunito per decidere come riempire quelle otto pagine mensili, con chiacchierate che partendo dal tema degli articoli finivano per spaziare dovunque. Ricordo il salotto di casa Carretto, ognuno di noi sulla propria sedia e Rosanna a portare biscottini e bevande. Ricordo, dopo ogni riunione, di aver ringraziato Giacomo e lei per l’ospitalità; e loro che, sempre, puntualmente, ringraziavano me, per il piacere di serate passate a condividere chiacchiere tra amici. Ricordo persino, una volta – ma una sola –, Giacomo arrabbiato, per l’unico motivo per cui uno come lui poteva arrabbiarsi: la difesa di un’idea da un pregiudizio.

I ricordi e l’affetto non saranno le uniche cose che ci resteranno, da oggi in poi, di Giacomo. Rimangono le parole, quelle scritte d’inchiostro, anche su L’extra. E, almeno per me, resta l’esempio di un modo profondo e maturo di scoprire, di alimentare la curiosità, di conoscere, ricordare, raccontare e condividere: perché è anche e soprattutto conoscendo davvero il mondo che abbiamo attorno, nelle sue tante sfaccettature, che si impara a capire come viverlo. Il che, in un periodo come questo, è un insegnamento di valore smisurato.

Magari fossimo tutti Charlie. Ma no, non lo siamo affatto

Persons hold placards saying Je Suis Charlie - I am Charlie(s.t.) Ho speso due giorni a provare a rendere per iscritto il pensiero che avevo in testa sull’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, sul perché non ho voluto condividere qui o sui social network alcuno slogan o immagine virale. Poi ho letto questo (ed il link all’articolo originale che propone) e ho capito che non avrei mai saputo esprimere ciò che avevo e ho in testa con parole migliori.

Dear Jack, il volo continua: prossima tappa Sanremo!

dear-jack(s.t.) “Quello dell’Ariston è un palco che qualsiasi musicista in Italia sogna di calcare prima o poi, per noi è un sogno che si avvera e non vediamo l’ora di far sentire il nostro pezzo”. Con queste prime parole, affidate alla pagina Facebook, i Dear Jack hanno festeggiato ed annunciato ai propri fan la loro presenza in concorso all’edizione 2015 del Festival di Sanremo, in programma il prossimo febbraio.

Sempre sulla stessa pagina, i ragazzi del gruppo – due dei quali, il front man Alessio Bernabei ed il chitarrista Francesco Pierozzi, sono tarquiniesi – hanno “regalato” ai propri fan il video del momento in cui hanno ricevuto la notizia.

“Siamo molto emozionati e ci sentiamo onorati di poter vivere quest’esperienza che è fondamentale per la nostra carriera. – continuano – Questa grande occasione è per noi un punto di partenza e sappiamo che bisogna continuare su questa strada e lavorare con i piedi ben saldi a terra, ma senza porci limiti”.

Il brano con cui parteciperanno al Festival nella categoria Campioni si intitola “Il mondo esplode” (autori Piero Romitelli e Davide Simonetta, produzione artistica Diego Calvetti e Francesco Silvestre, arrangiamenti Diego Calvetti e Pio Stefanini).

Subito dopo l’emozione per la notizia, i Dear Jack sono saliti sul palco a Bologna per l’ennesima tappa del loro tour che, settimana prossima, li vedrà di scena a Firenze.

Rosati: “Successo del gruppo: ora vinciamo in trasferta!”

CornetoSSevera2(s.t.) “Sembra che abbia giocato anch’io: che faticata!”. Le prime parole di Mister Fabrizio Ercolani dopo la partita vinta per 1 a 0 dalla Corneto Tarquinia contro il Santa Severa Soccer testimoniano al meglio la soddisfazione per una vittoria fatta di impegno, compattezza ed organizzazione. “Loro hanno giocato bene – spiega ancora il Mister rossoblù – anche meglio di noi: ma siamo stati bravi e a decidere la partita è un episodio”. Una lettura sulla stessa lunghezza d’onda di quella del mister ospite, Matteo Masini. “È stata una partita aperta, il cui volto è cambiato con l’episodio del gol. – le parole del tecnico del Santa Severa – Noi, consapevoli della bravura e velocità della Corneto nel ripartire, l’abbiamo impostata partendo a tre ed abbiamo tenuto bene il campo nel primo tempo. Nella ripresa, invertendo gli esterni di centrocampo, avevamo avuto un buon approccio, ma come accade nel calcio un gol cambia gli equilibri, e nel finale frenesia e nervosismo non ci hanno aiutato. Ad ogni modo, massimo rispetto per un avversario di questo calibro.”. “Noi ad inizio anno abbiamo cambiato sette undicesimi della squadra  – prosegue Masini – ed abbiamo ancora molto lavoro da fare. L’obiettivo, quindi, resta una salvezza tranquilla, da ottenere il prima possibile per poi divertirci: qualsiasi cosa arriverà in più, sarà tutto di guadagnato”.

Ai rimpianti del Santa Severa fa eco la soddisfazione nello spogliatoio Corneto, che al Bonelli è ancora a punteggio pieno, con 18 punti conquistati su 18. Ad esprimerla è il match winner, Alessandro Rosati. “Una vittoria così, anche nelle difficoltà, dimostra che siamo un gruppo numeroso e composto da tutti ragazzi di valore che lottano, settimana dopo settimana, per ottenere la maglia da titolare”. Una vittoria che vuole anche dire maturità? “Sì, ma maturità in casa. – prosegue l’attaccante rossoblù – Ora dobbiamo dimostrare i nostri valori anche in trasferta: basta tornarcene a Tarquinia avendo, magari, giocato meglio degli altri, ma senza aver raccolto a sufficienza”.

Apprensione, intanto, per la condizioni di Omar Pastorelli, uscito a metà ripresa per un problema muscolare. “Temo d’essermi stirato – spiega a fine partita – Ora però faremo gli accertamenti e speriamo bene: magari è solo una contrattura”.

PROMOZIONE – Corneto, sei su sei in casa: col Santa Severa decide Rosati

CornetoSSevera3(s.t.) La legge del Bonelli resta in vigore anche contro il Santa Severa Soccer: la Corneto Tarquinia fa 6 su 6 in casa e grazie ad un gol di Rosati scavalca in classifica gli avversari di giornata. Ma a far piacere al pubblico tarquiniese è la capacità di soffrire e restare organizzata contro una compagine forte, capace di costruire bel gioco. Senza, però, impegnare mai troppo Iacomini, se non con un’ultima disperata occasione al 49’ della ripresa con Cruciani che ribatte il più pericoloso tiro ospite.

CornetoSSeveraErcolani parte con un 4-3-1-2: confermata la coppia centrale Galli-Bordi, c’è Lemme terzino destro. A centrocampo linea a tre Chiaranda-Codoni-Campari, con Forieri dietro al due Pastorelli-Rosati. Masini risponde con una squadra che da subito suscita rispetto e preoccupazione al pubblico locale: a guidare la difesa c’è Michele Zeoli, 4o anni ed un passato in serie B, ma l’apprensione nasce soprattutto a destra, dove la velocità di Abis crea più di qualche grattacapo alla difesa locale.

Iacomini e compagni, però, da qualche settimana hanno trovato una buona compattezza dietro, e lo dimostrano anche oggi, evitando situazioni di grosso pericolo. A fare la differenza, perciò, sono – come spesso accade nel calcio, soprattutto tra squadre ben messe in campo – gli episodi: se il portiere ospite Boriello aveva salvato alla grande su punizione di Pastorelli, nel primo tempo, nulla può contro Rosati, che a metà ripresa gli si presenta di fronte, lo salta e appoggia in rete la palla da tre punti.

Nel finale, la spinta del Santa Severa appare poco convincente e organizzata: tutto ciò che ne risulta sono un paio di mischie in area, risolte senza troppi problemi da Iacomini. La Corneto non sfrutta gli spazi in contropiede: Martelli calcia di poco fuori su azione d’angolo, Campari calcia alto davanti a Boriello. Poi Cruciani ribatte l’ultimo tentativo ospite e i rossoblù festeggiano la sesta vittoria casalinga – meglio s’era fatto solo nell’anno della Promozione, con la serie che si fermò a otto – ed allungano a sette la striscia di partite senza sconfitte. Ora la trasferta a Pianoscarano, dove al già infortunato Bordo potrebbe aggiungersi anche Omar Pastorelli, uscito anzitempo per un problema muscolare. Per il Santa Severa una prestazione che comunque dà fiducia per il gioco espresso e gli apprezzamenti ricevuti in terra etrusca.

CORNETO TARQUINIA: Iacomini, Lemme, Martelli, Bordi, Galli, Chiaranda, Rosati, Codoni (dal 34’ s.t. Arcorace), Forieri (dal 40’ s.t. Cruciani), Pastorelli (dal 20’ s.t. Maisto), Campari. A disp: Vittori, Ventolini, Fattorini, Borreale. All: Ercolani

SOCCER SANTA SEVERA: Boriello, Gabelli, Brusselles (dal 35’ s.t. Brutti), Filippi, Silipigni, Zeoli, Abis, Adornato, Catracchia, Trebisondi (dal 23’ s.t. Del Monte), Bionci (dal 46’ s.t. Ibba). A disp: Sannino, Di Natale, Biasetti, D’Ercole. All: Masini

Reti: 24’ s.t. Rosati (CT)

Arbitro: Bocchini di Roma1. Assistenti: Anselmi e Conti di Roma2
Ammoniti: Rosati, Pastorelli, Forieri, Arcorace (CT); Zeoli, Bionci (RC).

Note: giornata soleggiata; terreno sintetico in perfette condizioni; spettatori 200 circa.