Loretta e Maria Lorenza Di Simone protagoniste in TV a Geo&Geo

Maria Lorenza e Loretta Di Simone(f.e.) L’agricoltura di Tarquinia protagonista su RaiTre nella trasmissione Geo&Geo condotta da Sveva Sagramola. Ospiti in studio le sorelle Loretta e Maria Lorenza Di Simone che, giovanissime, ultimati gli studi universitari, hanno assecondato la loro passione per la terra, per le produzioni agricole caratteristiche del territorio, proseguendo di fatto una antichissima tradizione familiare.

Loretta dirige l’azienda “La Turchina” di Tarquinia, mentre Maria Lorenza è alla guida de “La Viola”, l’altra impresa a Montalto Di Castro. Le due giovani donne, associate Coldiretti, hanno puntato in entrambi i siti produttivi sulla coltivazione e lavorazione di cereali antichi come il grano del senatore Cappelli e di foraggi. L’innovazione introdotta dalle sorelle Di Simone è stata indubbiamente l’avvio delle attività di trasformazione e vendita diretta di farine, cereali e paste alimentari artigianali.

Loretta e Maria Lorenza racconteranno la loro esperienza, di vita e lavoro, nella puntata di Geo&Geo che andrà in onda in diretta su RaiTre, a partire dalle 16.40, giovedì 11 febbraio. A loro due è già arrivato il saluto di in bocca al lupo del presidente e del direttore della federazione della Coldiretti di Viterbo, Mauro Pacifici e Ermanno Mazzetti.

Completamento trasversale: i comitati cittadini contro i progetti blu e verde

di Fabrizio Ercolani

Valle del MignoneCompletamento della Orte-Civitavecchia. I comitati cittadini chiedono al ministro Del Rio, che ha dichiarato il progetto cantierabile entro il 2018, un impegno concreto per il completamento rapido della superstrada sul percorso “viola”. Assolutamente da scartare i percorsi verde e blu; l’incertezza che regna blocca gli investimenti.

“L’ANAS ha intenzione di cambiare il progetto originale (viola) e minaccia di deviare il percorso degli ultimi 18 km. A rischio la Valle del Mignone, i territori di Montericcio, della valle del Ranchese e della Farnesiana, all’interno della Zona a Protezione Speciale (ZPS) del Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate, una delle ultime aree incontaminate del Centro Italia”.- spiegano i rappresentanti del Comitato di Santa Maria sul Mignone, del Ranchese e della Farnesiana (Tarquinia) ed il Comitato per la Difesa della Valle del Mignone (Tarquinia).

“In sintonia con l’Amministrazione Comunale e con il Sindaco Mauro Mazzola ci battiamo per il progetto viola perché di minore impatto complessivo. Non a caso il progetto viola fu il primo ad essere sviluppato da ANAS, trattandosi del percorso più conveniente sotto ogni punto di vista. Siamo contrari ad aprire un nuovo asse di attraversamento, creando una ferita irreversibile nel territorio. Chiediamo il completamento in tempi brevi della superstrada, che attendiamo da quarant’anni, lungo il percorso “viola”; ci opponiamo con uguale fermezza alle ipotesi “verde”, “blu” e a qualunque combinazione “verde-blu”. Ci opponiamo al progetto verde, sostenuto dall’ANAS, perché oltre a non disporre di uno svincolo per Tarquinia, distrugge la Valle del Mignone e il territorio della Farnesiana. Ci opponiamo all’ipotesi blu perchè sarebbe un massacro ambientale del territorio di Montericcio e della valle del Ranchese. Ci opponiamo infine a qualunque combinazione verde-blu per gli stessi motivi”.

A seguito della scelta iniziale viola, negli ultimi dieci anni vi sono stati nella zona investimenti in attività turistiche ricettive e insediamenti residenziali, e si sono sviluppate nuove aziende agricole, che verrebbero distrutte e danneggiate senza rimedio. “La valutazione del costo del percorso verde è inferiore a quella del progetto “viola” ma i costi non sono confrontabili perché il viola è definitivo mentre al verde mancano i costi accessori e gli adeguamenti che verranno imposti dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, che invece sono già inclusi nel progetto viola. La differenza di costo è quindi notevolmente inferiore a quanto sostenuto dall’ANAS. L’eventuale maggior costo (peraltro da appurare) dell’opzione “viola” sarebbe ampiamente compensata in un’analisi costi/benefici di lungo periodo, salvaguardando l’area ambientale. Se costerà un po’ di più, fondi necessari potrebbero essere messi a disposizione, per esempio, dall’Autorità Portuale, che ha estremo interesse a vedere completata l’opera. Il completamento della Orte-Civitavecchia è in ballo da 40 anni e nel frattempo l’ANAS non ha fatto nulla per rendere più sicura l’attuale Aurelia bis (SS1 bis), dove avvengono periodicamente gravi incidenti”.

Comitati pronti a dare battaglia. “Non possiamo permettere di distruggere indiscriminatamente il poco territorio rimasto intatto nel Comune di Tarquinia con investimenti basati sul solo criterio del “costo minimo”. L’ANAS non calcola il costo del territorio distrutto per sempre, difficilmente quantificabile ma sicuramente elevatissimo, e che sarà pagato da noi e dalle generazioni future. Il territorio e la sua salvaguardia devono essere la nostra prima preoccupazione”.

In settimana videoinchiesta de L’extra sui terreni interessati dall’opera

Tarquinia, polemica all’istituto agrario: botta e risposta tra genitore e dirigente scolastico

di Fabrizio Ercolani

iisAll’indirizzo Agrario dell’Istituto Cardarelli qualcosa forse non va. In una lettera aperta un genitore porta all’attenzione pubblica alcuni episodi che definisce “quantomeno equivoci” avvenuti tra il gruppo classe, i genitori e il corpo docente.

Sembra infatti che durante i colloqui un docente abbia espressamente chiesto ai genitori di sbrigarsi perché aveva altro da fare mentre la classe è stata definita con epiteti non proprio idilliaci. Una tensione palpabile con il genitore preoccupato per il proseguo dell’anno scolastico che chiedono alla Preside di riportare un po’ di serenità. “È giusto che noi ci preoccupiamo primo perché non abbiamo dei figli delinquenti e secondo ci chiediamo perché la scuola non ottempera ai propri doveri e cioè chiamare i genitori e spiegare ciò che succede facendo capire quali siano i problemi comportamentali e disciplinari”. Il genitore che non difende assolutamente il proprio figlio chiede però maggiore serietà. “Ma da quando si pretende il rispetto senza poi averlo per gli altri? È risaputo che i professori hanno il coltello dalla parte del manico, ma con i coltelli è sempre bene fare attenzione poiché anche i macellai professionisti talvolta si tagliano. È giusto, anzi giustissimo e doveroso, che gli studenti vengano ripresi e sanzionati ove opportuno, ma lo stesso vale anche per il corpo docente che dovrebbe essere felice di formare le nuove generazioni che saranno poi la classe dirigente del futuro. Per fortuna esistono anche in quella sezione dei professori che ancora credono nella scuola e nell’insegnamento e lo fanno non solo per lo stipendio ma con passione. Come genitore spero che la situazione si normalizzi e si tranquillizzi, altrimenti mi troverò costretto a rivolgermi al superiore Ministero dell’Istruzione”.

“Quando qualcosa non va per il verso giusto, in un ambito in cui molte persone lavorano insieme, è normale cercare il responsabile da qualche altra parte”. Laura Piroli,dirigente scolastico dell’I.I.S. “V. Cardarelli” Tarquinia replica alla lamentela del genitore. “Sembra essere il caso anche di questo genitore che ha inteso indicare gli insegnanti dell’Istituto Agrario come responsabili dei problemi incontrati dal proprio figlio. Perché “i nostri figli non sono delinquenti”. Nessuno lo ha detto. In realtà, i loro figli – come molti della loro età – sono diversi a casa da come sono a scuola. Alcuni genitori credono di conoscerli ed invece ignorano troppe cose di loro: dalle amicizie che frequentano a quando hanno cominciato a fumare, dall’uso che fanno di telefonini e tablet al modo in cui si comportano con le compagne di classe. E molto altro ancora”.

La dirigente respinge anche le accuse relative al mancato confronto con i genitori. “Chiamare i genitori e spiegare ciò che succede, facendo capire quali sono i problemi, è esattamente quel che la scuola ha fatto e fa sempre: salvo che i genitori, chiamati, vengono a fare gli avvocati dei propri figli ed a mettere in dubbio la parola degli insegnanti. Non è vero che mio figlio ha fatto, non è vero che mio figlio ha detto: me lo ha giurato lui e non è un bugiardo. Io lo conosco. E invece il problema è che ne conosce solo una parte; e quella che ignora, o vuole ignorare, dovrebbe invece preoccuparlo. La minaccia per questi ragazzi non viene dalla nota sul registro o dal richiamo dell’insegnante: viene da altri e da altro. Ivi inclusa la difficoltà dei loro genitori di vedere e capire e di cogliere in tempo i segnali. Né la scuola né la famiglia hanno da sole la bacchetta magica: ma se, al sorgere dei problemi, si dividono e si collocano in polemica, la partita è persa. Non la loro: quella dei loro ragazzi”.

Patrizio Ratto in sfida per una maglia ad Amici

patrizio ratto 2(f.e.) Il tarquiniese Patrizio Ratto pronto ad entrare ad Amici e a ripercorrere le orme di Alessio Bernabei e dei Dear Jack. Dopo i tantissimi premi vinti nella specialità hip hop e le molteplici apparizioni televisive sia nei corpi di ballo di illustri cantanti vedi Raffaella Carrà che come docente negli show televisivi, Patrizio Ratto è pronto a sfidare uno dei ragazzi titolari del posto di danza.

Nel suo video esibizione si è cimentato nella sua specialità la Robot Dance lasciando di stucco tutti i ragazzi della scuola. Ora dovrà convincere i professori a farsi dare la maglia da titolare per poter entrare ufficialmente nella scuola. Tarquinia sarà sicuramente pronta a fare il tifo per lui così come in passato ha dimostrato di essere unita nel sostenere i Dear Jack. Giù sui social network le sue fans si sono scatenate tessendone le lodi e fremendo per una sua entrata in uno dei più noti talent show.

La Valle: “Non ho santini o santoni da rappresentare, la mia è una nomina esterna”

Il-sindaco-Mazzola-e-assessore-La-Valle(f.e.) “Assurdo tentare di darmi etichette politiche. Io sono assessore per nomina esterna fatta unicamente dal Sindaco.” Letizia La Valle, assessore alle politiche giovanili, tirata in ballo dai consiglieri Capitani e Voccia ed identificata dagli stessi come appartenente al gruppo dei Moderati e riformisti, interviene per chiarire la sua posizione e lo fa senza giri di parole.

“La mia nomina è avvenuta dopo vani tentativi di trovare una quota rosa in seno alla maggioranza. – spiega – Il Sindaco ha alla fine optato per una nomina esterna. Al di là di chi vuole forzatamente imprimermi un simbolo di appartenenza moderata e/o riformista, io rimango professionista del mio lavoro e non professionista della politica. Non ho pertanto immaginette, santini o santoni da rappresentare, ma la mia è unicamente una nomina esterna”.

Birra e Nutella nei pacchi per i poveri? La Croce Rossa di Tarquinia finisce in cronaca nazionale

ambulanza(f.e.) Birra, Nutella, gelati nei pacchi per i poveri. Dopo l’inchiesta iniziata dal Quotidiano nazionale edizione di Bari che ha pubblicato una fattura di acquisto dei beni sopraelencati da parte della sezione locale si alza un polverone. L’Italia dei Valori chiede lumi.

“Nell’ultima domenica prima di Natale arriva una grande accusa alla sezione tarquiniese della Croce Rossa. Noi dell’Italia dei Valori di Tarquinia chiediamo che venga immediatamente fatta chiarezza. Nutella, birra e snack non sono beni di prima necessità che dovrebbe acquistare la Croce Rossa. Più che un aiuto verso le famiglie bisognose questa sembra una bella spesa personale. Ma sicuramente i dirigenti locali della Croce Rossa sapranno spiegare la spesa”.

È prassi oramai consolidata da parte della Croce Rossa acquistare viveri e assemblare pacchi che vengono regalati alle famiglie in difficoltà. In questo senso la Croce Rossa è molto rigorosa nello stabilire chi debba essere beneficato e chi no, sfruttando oltre agli indicatori economici anche la rete di conoscenze che proprio il radicamento sul territorio favorisce. Il sospetto che questi generi di conforto non abbiano confortato una famiglia bisognosa, è venuto a diverse persone, ai volontari che hanno chiesto l’accesso agli atti del Comitato, alla responsabile di questo servizio del Comitato medesimo che sulla fattura ha provveduto a scrivere: “Non è stata acquistata dall’area 2”.

C’è una fattura intestata al comitato locale di Tarquinia ma non si sa da chi sia stata autorizzata. Ed inoltre sono stati acquistati dei generi alimentari che con i beni di primaria necessità non hanno nulla a che fare. Allora cosa è successo? L’Italia dei Valori chiede che sia il Presidente della sezione locale a spiegarlo confutando ogni dubbio, legittimo o meno, che possa essere sorto leggendo questa fattura quantomeno curiosa. Inoltre a preoccupare i soci sono alcune voci di spesa dato che, essendo sparita la gestione pubblica dell’associazione, come membri di un sodalizio privato potrebbero essere chiamati a coprire personalmente eventuali perdite e impegni non onorati.

Agraria: cosa resta della maggioranza dopo il tira e molla sulla giunta

di Fabrizio Ercolani

Alberto-Blasi-al-votoFormazione della giunta all’Università Agraria: si spacca il fronte dei Moderati e riformisti, ma nel Pd le cose non vanno meglio.

Dopo due mesi di tira e molla chi ha fato la voce grossa è il Partito Democratico che, anche se numericamente arrivato dietro allo schieramento capeggiato dal ViceSindaco Renato Bacciardi, ha ottenuto alla fine quello che voleva: far fare il Presidente del Consiglio a Patrizia Ciuferri, sospinta fortemente dall’assessore Ranucci che ora si candida prepotentemente per il dopo Mazzola. Ai Riformisti e moderati vanno due assessori e l’incombenza di mettere la quota rosa.

Ma è sulle modalità di formazione della giunta che si scatena il caos. Due le domande a cui dare risposta: perché si è aspettato che il Vicesindaco Renato Bacciardi partisse per le vacanze da tempo programmate per formalizzare il tutto e perché è stato convocato il consiglio proprio mentre lui è in America. Due misteri che però stanno provocando all’interno del gruppo spaccature che sembrano insormontabili. Da una parte Giancarlo Capitani e Laura Voccia con il Vicepresidente dell’Ente Montesi e l’assessore Esposito, dall’altra Bacciardi con Attilio Boni.

Sembra infatti che Bacciardi pochi giorni prima di partire abbia consegnato al Presidente Blasi due nomi, quello di Francesco Montesi e di Attilio Boni, lasciando l’incombenza della quota rosa nelle mani del Pd. La trattativa però poi è stata conclusa da Capitani, con o senza il placet di Bacciardi questo non si saprà mai, ed il nome di Boni è stato sacrificato, complice anche un veto fortissimo elevato a mo’ di muraglia cinese da un assessore comunale. Si vocifera come sia plausibile anche un avvicendamento nel ruolo del vicesindaco tra Bacciardi e Capitani, il tutto per input provenienti dall’alto. Intanto la consigliera Simona Bellatreccia sui social network ha già esternato la sua volontà di essere libera da vincoli di gruppo non condividendo le scelte operate.

In tutto ciò resta il mistero sulla convocazione del consiglio previsto per il 22 dicembre come dichiarato pubblicamente in una nota emessa dall’ente. Il centrodestra afferma di non aver ricevuto alcuna convocazione, Bacciardi essendo il consigliere incaricato alla convocazione non è plausibile che lo abbia fissato proprio mentre è in vacanza, anzi sembra che si sia infuriato non appena saputo. Ma allora chi lo ha indetto? Un’altra domanda senza risposta. Come è senza risposta la domanda: ce la farà la Ciuferri ad essere eletta Presidente del Consiglio o i Riformisti metteranno un veto così come fatto dal Pd sul nome di Attilio Boni? Domande che difficilmente prima del 22 diverranno certezze.