PROMOZIONE – La Corneto manca ancora la vittoria esterna: 0 a 0 a Santa Marinella

di Attilio Rosati

Ciro Granato corneto tarquiniaLa Corneto gioca una gara fotocopia di tante altre trasferte con il medesimo risultato di tante altre trasferte: un pari che muove la classifica e allunga la striscia positiva. Un primo tempo da incorniciare per gli etruschi che, incuranti delle condizioni accidentate del terreno di gioco, creano diverse occasioni e danno l’impressione di essere imbattibili, soprattutto quando Vittori para un calcio di rigore a Di Rienzo ipnotizzandolo.

Supremazia territoriale etrusca e buona tensione agonistica fanno ben sperare per il conseguimento di questi oramai famigerati tre punti in trasferta ma, nella ripresa, il giocattolo si rompe: nonostante la Santa perda nel giro di dieci minuti due uomini (prima Feuli per doppia ammonizione e poi Antonini per reiterate proteste), la Corneto non punge più; anzi, al cospetto delle barricate alzate dai locali, si smarrisce nei meandri del preziosismo calcistico e della pura accademia, a discapito di quel cinismo e di quella concretezza di cui la squadra è stata capace di fare sfoggio, innumerevoli volte, fra le mura amiche. A questo punto si profila un “tormentone”: riusciranno i nostri eroi a salvarsi senza mai vincere una partita fuori casa? La quota salvezza è li, a portata di mano, la prima vittoria esterna, invece, lontana un miliardo di km. Neanche le cerimonie scaramantiche del direttore generale, che pure è di origine partenopea e di scongiuri se ne intende, sembrano sortire l’effetto desiderato. Forse, si dovrebbe ingaggiare un esorcista.

Facebook, Capitani: “Entro il 2015 Tarquinia avrà il suo teatro”

"Teatro" San Marco(s.t.) Un gruppo su Facebook per invocare il termine dei lavori al teatro comunale di Tarquinia: da ieri sul noto social network è attivo un gruppo – già oltre 140 gli utenti iscritti – che esprimono a gran voce quella che sentono come un’esigenza reale e urgente.

“È assurdo che una città importante come Tarquinia (seconda per estensione nella provincia dopo Viterbo e terza per popolazione, poco al di sotto di Civita Castellana) non abbia un teatro comunale – viene spiegato nelle informazioni del gruppo – a differenza di centri più piccoli come Monte Romano, Montalto, Tuscania, Carbognano, Acquapendente (solo per citarne alcuni). La crescita culturale e spirituale di una comunità passa anche da questo tipo di realtà. Diamo una spinta dal basso e facciamo sentire la nostra voce”.

Non una polemica contro il Comune, specifica Luca Purchiaroni, che lo ha creato, “ma un incentivo ad accelerare i tempi burocratico-giudiziari che hanno fatto slittare per troppo tempo la fine dei lavori”. C’è di più: l’idea lanciata nel gruppo è quella di intitolare il futuro teatro a Giuseppe Petrosellini, librettista cornetano del 18esimo secolo, “personaggio oggi praticamente sconosciuto ai tarquiniesi, ma che potrebbe essere rivalutato proprio grazie al nuovo teatro”.

Ed una risposta istituzionale, arriva subito o quasi, con il consigliere comunale Giancarlo Capitani che prova ad aggiornare sullo stato dei lavori. “Come saprete – esordisce – i lavori di realizzazione hanno vissuto negli anni una serie incredibile di problematiche, che ne hanno allungato i tempi di ultimazione in maniera iperbolica. Sono testimone (anche allora ero consigliere comunale, con delega allo spettacolo prima, e assessore al turismo poi), della nascita del progetto (siamo nel periodo amministrazione Conversini), nonché delle molteplici vicissitudini che nel tempo si sono susseguite (stop lavori, vincoli, pareri legali, sovrintendenza, ecc. ecc. )”.

“Ad ogni modo- arriva al sodo Capitani – risolte le ultime più recenti controversie che hanno ulteriormente interrotto i lavori, entro il corrente anno dovremmo finalmente vedere la fine (facendo i debiti scongiuri!)”. Un impegno non da poco per il Comune e l’assessorato competente, nel lottare contro quello che è assurto a simbolo tarquiniese di opera sempre rimandata, tanto che nello stesso gruppo si scherza a più riprese su possibili maledizioni incombenti sulla struttura.

“A quel punto, però, sarà necessario individuare un serio progetto di “management” – conclude Capitani – con figure professionali, competenti ed esperte del settore, che sappiano creare le condizioni, anche economiche, per la migliore gestione del sito. Per quanto mi riguarda, avendo operato nel settore, come è noto, per anni, sarò a disposizione, anche come amministratore comunale, affinché la nostra città ed i tanti cittadini appassionati di teatro, musica, ecc., possano finalmente fruire (al meglio) del tanto atteso teatro di Tarquinia”.

Tarquinia, scritta anonima contro il PD locale all’ex Monte di Pietà

PD-Monte-PietaScritte contro il Pd locale sulla porta del ex Monte di Pietà. Ieri mattina i cittadini si sono svegliati trovando un cartello affisso sulla porta dell’ex Monte di Pietà nei pressi del palazzo comunale con una scritta in rima con la quale si attaccava il Comune di Tarquinia per i recenti ridimensionamenti dell’ospedale, forse subiti senza colpo ferire. Un gesto forse volutamente provocatorio, il cui autore rimane anonimo. Che sia tornato di nuovo in azione Pasquino l’anonimo cittadino che con la sua penna e le sue rime negli anni passati aveva fatto trascorrere notti insonni ai politici locali?

Un gesto per ora isolato che però ha voluto sottolineare l’importanza del nosocomio locale chiedendo maggiore attenzione agli amministratori locali, che provando a tradurre il pensiero espresso nelle poche righe, sarebbero troppo presi da altre situazioni invece che difendere indefessamente il nostro territorio. Ascoltando i primi commenti, alcuni pensano che anche il luogo non si scelto a cosa. “E’ come – spiega un cittadino davanti al cartello – se la città chiedesse pietà ai nostri amministratori.”

Va ricordata l’attività caratteristica dei Monti di Pietà era costituita dalla concessione di prestiti contro pegno, quasi sempre oggetti preziosi. Si tratta prevalentemente di prestiti destinati a permettere di superare momentanee deficienze di denaro del richiedente, e non volti a finanziare attività commerciali e industriali, e che pertanto non rientrano nell’ambito delle operazioni degli Istituti ordinari di credito.

Fabrizio Ercolani

PROMOZIONE – La vendetta è servita: 6 a 1 della Corneto al Vasanello

di Attilio Rosati

Torna alla vittoria dopo oltre un mese la Corneto Tarquinia: e lo fa in grande stile, al Bonelli, liquidando per 6 a 1 il Vasanello ottenendo tre punti che rafforzano, e non di poco, la traquillità in ottica salvezza in vista della seconda parte di stagione.

Si comincia con un po’ di timore reverenziale da parte della squadra di casa, che aveva subito la prima sconfitta del campionato proprio in quel di Vasanello. A sbloccare il risultato, però, arriva un calcio di punizione di Pastorelli al 7’ suOmar Pastorellil quale Casadiddio non è impeccabile. 1 a 0. Reazione nervosa degli ospiti che tuttavia, al 25’, costruiscono una grande azione con Sciommeri e Mariani che favoriscono una botta di Fochetti ben parata da Giuseppe Iacomini. Nel momento di maggiore pressione del Vasanello, su azione di contropiede, Campari trova una traiettoria da lunga distanza e raddoppia: siamo al 29’. Nella ripresa gli ospiti si gettano a testa bassa sul campo ma ancora Pastorelli, al 5’, somministra un’altra doccia fredda segnando la rete del 3 a 0, ben servito in area da Rosati.

Al 10’ sugli sviluppi di una punizione battuta da Poleggi, Gregori irrompe in area e anticipa Iacomini per il gol del 3 a 1. Pare riaccendersi la partita, il Vasanello non vuole mollare ma in soli quattro minuti Rosati segna una doppietta che spegne ogni velleità degli ospiti: gol di testa su calcio d’angolo al 20’ e, quattro minuti dopo, il settimo centro stagionale su assist di Cruciani. 5 a 1. Il Vasanello cede di schianto, oramai non ci spera più e, a tempo oramai scaduto, subisce anche la sesta rete siglata da Pastorelli che dopo aver inaugurato la sagra del gol, la chiude come sa fare lui.

A fine gara, il Direttore Sportivo della Corneto, Ciro Granato, si dichiara molto soddisfatto del risultato.

D – “Un’altra gara rispetto all’andata cosa è cambiato?”
R – “Prima di tutto, quando Pastorelli ha sbloccato fin dai primi minuti la partita con quella punizione, la gara si è messa in discesa ed è stato più facile imporre il nostro gioco; poi i ragazzi oggi hanno giocato bene, senza cali di concentrazione o errori. Io credo che nella seconda parte del campionato ci sarà da divertirsi: i ragazzi stanno dimostrando, nonostante la giovane età, di aver assimilato molto bene i meccanismi voluti dal Mister. La forza di volontà e l’impegno faranno il resto e possono fare la differenza.”.

Mister Mancini, che sostituisce Mister Floccari sulla panchina del Vasanello, appare tutt’altro che rassegnato.
D – “Mister, nessuno si aspettava una sconfitta di queste dimensioni anche alla luce di quanto visto nella gara di andata. Cosa non ha funzionato?”

R – “Anche noi ci credevamo: pensavamo di portare a casa almeno un punto ma oggi la Corneto aveva fame. Ne aveva più di noi e questa differenza di motivazioni sul campo si è vista tutta. Noi non riusciamo a trovare continuità e dovremo lavorare molto su quest’aspetto che è psicologico”.

CORNETO TARQUINIA: Iacomini, Cruciani, Martelli (30’ st Fattorini), Bordi, Galli, Loi (16’ st Chiaranda), Campari, Codoni, Pastorelli, Forieri (20’ st Borreale), Rosati. A disp. Campetelli, Sabbatini, Lemme. All. Ercolani.

 VASANELLO: Casadiddio (1’ st Sorato), Achilli, Rasente, Poleggi, Mancini, Mecocci, Gregori, Fochetti (1’ st Tretta), Sciommeri, Mariani, Lisi M. (40’ pt Arcamone) A disp. Sistili, Lisi P. Pizzi, Stragapede. All. Floccari.

 Reti: 7’pt, 5’ st e 47’ st: Pastorelli (C); 29’ pt Campari (C); 20’ e 24’ st Rosati: (C). 10’ st Gregori (V);

Ammoniti: Loi e Codoni (C); Gregori (V).

Direttore di gara: Modica di Roma 2
Assistenti: Bianchi di Roma 2; Zezza di Ostia

“Le Riserve” alla ribalta europea: il rock della Tuscia al Lido di Berlino – VIDEO

10628156_402458939905511_6045124815381401800_n(s.t.) Da Monte Romano e Tarquinia… a Berlino, grazie alla musica. È la bella avventura della band “Le Riserve”, che il prossimo 31 gennaio si esibirà sul palco del Lido di Berlino grazie alla conquista della finale regionale nel concorso “Emergenza Festival”.

Guido Manglaviti (voce e chitarra), Adriano Batassa (voce), Lorenzo Passamonti (chitarra), Alessandro Passamonti (batteria) ed Alessandro Amicizia (basso) partiranno quindi a fine mese con al seguito un nutrito gruppo dei fan più accaniti, circa trenta, che andranno a sostenere i propri amici in questa splendida esperienza musicale, su un palco che ha ospitato band quali Baustelle, Black Flag, Train o Owl City.

“È stato un 2014 ricco di lavoro e soddisfazioni – spiegano – in cui abbiamo registrato nuove tracce e portato avanti tante iniziative, dalla realizzazione del video alla presentazione di un pezzo per tentare la partecipazione a Sanremo. Sino alla partecipazione alla finale regionale di “Emergenza Festival”, in cui abbiamo vinto questa tournée tedesca, con Alessandro Passamonti premiato come miglior batterista”.

Per la band, però, tutto questo è solo un punto di partenza: “Siamo al lavoro sul nuovo album – proseguono – il secondo autoprodotto: appena torniamo da Berlino ci rimetteremo subito all’opera per terminarne la realizzazione”. Non male, come risultati e determinazione, per una band giovanissima, costituitasi appena nel 2013 e subito dedicatasi ad un mix tra rock americano e cantautorato italiano, “in mezzo punk, funky e qualche storia di una provincia non così diversa dagli U.S.A.”

“Abbiamo scelto il nome le riserve sia per omaggiare il famoso film con Keanu Reeves – la spiegazione dei ragazzi – sia perché ci piace molto l’idea di chi non è la star di una squadra, ma spesso ha solo pochi minuti a disposizione, e proprio per questo è chiamato a dare sempre il massimo e lottare in ogni azione, per il gruppo e per sé stesso”. Un lavoro di gruppo evidente anche dal nuovo video, “Vagabondi”, interamente girato a Monte Romano, diretto e montato da Alessandro Passamonti, con il mix curato da Riccardo Studer & Alessio Cattaneo (Overload Studio) e pubblicato sul canale Youtube ufficiale della band, dove è possibile ascoltare anche le tracce del precedente lavoro.

Per ascoltarli dal vivo, l’appuntamento più immediato è venerdì 16 gennaio, quando Le Riserve di esibiranno all’Oasi Bar di Montalto Castro a partire dalle 22 e 30.

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Tarquinia, Carnevale a serio rischio: passo indietro di Tarquinia Allegra

Carnevale-Domenica-065Salta il carnevale a Tarquinia? L’associazione Tarquinia Allegra, che per diverse edizioni si è sobbarcata l’onore e l’onere dell’organizzazione, comunica che per l’anno 2015 non parteciperà ai festeggiamenti del Carnevale. Un fulmine a ciel sereno che mette dunque a repentaglio la realizzazione dell’evento. Alla base di questa decisioni ci sarebbero una serie di promesse mai mantenute dall’amministrazione che hanno finito, così come successo per altre manifestazioni, per disamorare chi spende gratuitamente tempo e denaro al fine di organizzare qualcosa per la città.

“Abbiamo tentato tutte le strade durante l’anno per reperire fondi economici ed in piena autonomia svolgere l’evento, perché è vero che le istituzioni hanno coperto le spese vive, ma è altrettanto vero che di costi per la realizzazione del carro ci sono eccome, coperte per intero da associati e volontari. Tra le istanze presentate ricordiamo quella per la Festa della Merca, oppure il Game Fair, dove era nostra intenzione andare con il carro allegorico somministrando cibo e bevande, promuovendo prodotti tipici. Un diniego che ci ha sinceramente spiazzato e costretti a ricorrere a tale decisione. Dispiace vedere come, nonostante gli impegni profusi in questi anni per la realizzazione dei carri allegorici, tante persone non siano state interessate a partecipare”.

Una decisione che sembra senza ritorno. “Nessun mea culpa in quanto orgogliosi di aver portato allegria e divertimento in un periodo dell’anno notoriamente privo di manifestazioni. Abbiamo fatto il possibile, ma quest’anno purtroppo non ci saremo, convinti ad ogni modo che la nostra sarà un’assenza particolarmente sentita. Siamo pronti nuovamente a ragionare già da questa estate, ammesso che ci venga data opportunità di reperire fondi e sostegno maggiore da parte delle istituzioni perché purtroppo le spese vive sono davvero tante, e comunque grazie per averle negli anni sostenute”.

Secondo gli organizzatori il carnevale andrebbe trattato alla stregua di altre manifestazioni. “Occorre crederci ed investirci, capiamo che il carnevale non è una di quelle manifestazioni capaci di attirare migliaia e migliaia di persone ma crediamo fortemente che sia da sostenere alla stessa maniera di altri eventi. Una richiesta di sostegno da parte di una associazione che nel corso degli anni ha saputo entrare nei cuori di molta, molta gente, con divertimento assicurato. Obbligatori da parte nostra i ringraziamenti per chi ha creduto nelle passate edizioni, tra cui Quartiere Madonna dell’Olivo, Associazione Gestori Top 16, Pro Loco Tarquinia, l’Associazione Presepe Vivente, Assotur, Consmaremma Tarquinia e tanti altri sponsor”. Ora la palla passa all’amministrazione: sarà un 2015 senza carnevale e si riuscirà a trovare un’ancora di salvataggio?

Fabrizio Ercolani

In ricordo di Giacomo E. Carretto

Scolarettilextra(s.t.) Tra poco, nella chiesa tarquiniese di San Francesco, si terranno i funerali di Giacomo E. Carretto. Proprio a San Francesco, la chiesa che ospita la cappella Cardini, in merito alla quale Giacomo, nel 2012, scrisse un articolo, “Cardi e cardellini europei nel cornetano San Francesco”; l’ultimo a sua firma pubblicato su L’extra.

Sì, perché Giacomo Carretto – l’uomo timido che mirabilmente, ieri l’altro, Luigi De Pascalis ci ha raccontato – è stato uno dei compagni di viaggio di quella splendida esperienza che era L’extra quando ancora era un giornale di carta. Ed è il primo, di quella comitiva, che salutiamo per sempre.

In quelle righe che svelano i segreti ed i significati di stemmi ed emblemi della cappella Cardini c’è, in fondo, molto di Giacomo: la curiosità nello scoprire, la rigorosa attenzione e la cura profonda nello studio e nella ricerca, la capacità di non chiuderne i risultati in ristretti spazi tematici, riuscendo a spostarli su piani culturali ed interpretativi diversi, spesso sorprendenti. Gli ingredienti, insomma, di una conoscenza e di una erudizione profonde, consapevoli, appassionate, che partendo dalla storia e dalla cultura islamica – settori su cui aveva costruito la sua vita professionale – spaziavano su ambiti disparati, dalla narrativa all’attualità, dall’arte al costume. Eppure, come quella pagina su cardi e cardellini ricorda, il modo di raccontare tutto ciò non perdeva mai la semplicità necessaria a renderlo facilmente comprensibile e brillante alla lettura: nel leggere storie intrise di dosi così intense di sapere, non c’era soggezione o difficoltà. Come non c’erano nel parlare con Giacomo, timido sì, ma cordiale, generoso.

Come è avvenuto per gran parte della redazione de L’extra, i primi incontri con Giacomo li ho vissuti in un posto in cui, anno dopo anno, sono passati tanti di quei personaggi e han preso vita tante di quelle idee da scriverci un libro: la Tipografia Lamberti. È nato lì, in fondo, quel gruppo che ogni settimana, per quattro anni, s’è riunito per decidere come riempire quelle otto pagine mensili, con chiacchierate che partendo dal tema degli articoli finivano per spaziare dovunque. Ricordo il salotto di casa Carretto, ognuno di noi sulla propria sedia e Rosanna a portare biscottini e bevande. Ricordo, dopo ogni riunione, di aver ringraziato Giacomo e lei per l’ospitalità; e loro che, sempre, puntualmente, ringraziavano me, per il piacere di serate passate a condividere chiacchiere tra amici. Ricordo persino, una volta – ma una sola –, Giacomo arrabbiato, per l’unico motivo per cui uno come lui poteva arrabbiarsi: la difesa di un’idea da un pregiudizio.

I ricordi e l’affetto non saranno le uniche cose che ci resteranno, da oggi in poi, di Giacomo. Rimangono le parole, quelle scritte d’inchiostro, anche su L’extra. E, almeno per me, resta l’esempio di un modo profondo e maturo di scoprire, di alimentare la curiosità, di conoscere, ricordare, raccontare e condividere: perché è anche e soprattutto conoscendo davvero il mondo che abbiamo attorno, nelle sue tante sfaccettature, che si impara a capire come viverlo. Il che, in un periodo come questo, è un insegnamento di valore smisurato.