Leoncelli-Mazzola, è polemica vera: “La mia presenza in maggioranza non dipende dal sindaco”

leoncelli(f.e.) “Coerenza e dignità, sono due cose che non si possono comprare caro sindaco”. Il consigliere Maurizio Leoncelli risponde per le rime al Sindaco Mazzola che lo aveva pubblicamente accusato di essere un consigliere inaffidabile, dopo la sua assenza in commissione bilancio.

“La mia presenza in maggioranza non dipende dalla volontà di Mazzola; è una scelta che ho fatto candidandomi, condividendo un programma al quale sono fedele”. Leoncelli spiega i problemi che ci sono alla base delle differenze di vedute. “Ci troviamo spesso su fronti contrapposti perché quando non si rispetto ciò che è stato promesso agli elettori sono costretto a dissentire. Lo hai fatto sull’ambiente e lo stai facendo sul ridurre le tasse e le tariffe che gravano sui cittadini più deboli. Preferisci aumentare il carico ai tarquiniesi pur di far fare ai tuoi assessori cose che in questo momento possono aspettare. Il gioco del rinvio all’ anno prossimo è vecchio; lo facesti lo scorso anno, ti votai sulla fiducia condizionata. Oggi risuona come un disco rotto”.

Leoncelli ne ha anche per la minoranza e per i suoi compagni di schieramento. “Alla minoranza ricordo che se si vuole dare un segnale si fa mancare il numero legale ad una commissione nella quale non si hanno i numeri per vincere; è toccato a me fare una scelta forte. Agli amici del gruppo chiedo più coerenza e li invito a rileggersi le dichiarazioni di voto dell’anno passato ed avere più coraggio. Sempre con i cittadini, coerenza e dignità!”.

Tarquinia: manca il numero legale, salta la commissione bilancio

di Fabrizio Ercolani

Mauro MazzolaManca il numero legale, salta la commissione bilancio. Il Sindaco Mazzola. “Leoncelli consigliere comunale inaffidabile”. La minoranza all’attacco: “I numeri parlano chiaro Mazzola non ha più la maggioranza deve dimettersi immediatamente”.

Quella che si era preannunciata dovesse essere una commissione infuocata, lo è stata. Non sono mancati attimi di tensione. Pesa sulla maggioranza l’assenza di Leoncelli. “Riconosciamo nel Polo dei Moderati una forza politica responsabile e affidabile, mentre non considero più il consigliere comunale Maurizio Leoncelli un alleato fidato. – tuonano il sindaco Mauro Mazzola e il capogruppo consiliare del Partito Democratico Angelo Centini- Da tempo il consigliere Leoncelli assume comportamenti politici tesi a destabilizzare la maggioranza, creando tensioni tra le forze che la compongono, dimenticandosi dell’importante ruolo politico che riveste all’Università Agraria di Tarquinia. La sua assenza alla commissione bilancio è ingiustificata e immotivata. Un atto irresponsabile che ha mandato deserta la commissione, per la mancanza del numero legale. Un atto che lo allontana dalla maggioranza e che comporta conseguenze inevitabili sulla permanenza all’interno dell’Amministrazione”.

Dichiarazioni che pesano come un macigno, anche in vista del rinnovo del consiglio dell’Università Agraria. Tensione sulla quale interviene a piedi pari la minoranza. “Il PD vuole imporre le sue vedute a tutti gli altri, ma è evidente che lo scranno del sindaco sta scricchiolando sempre di più e la maggioranza è alla deriva. E’ stata fatta una figura oscena, un teatrino di bassa politica: consiglieri che arrivano all’inizio della commissione senza deleghe, deleghe che escono fuori all’ultimo non sufficienti per validare la commissione. Noi ribadiamo la nostra ferma contrarietà sia al pesante aumento dell’Irpef che all’aumento della Tari perché siamo convinti che a fronte di un bilancio avente spesa corrente di oltre di oltre 21milioni di euro si potesse prevedere un taglio agli sprechi garantendo comunque servizi ottimali. Non si possono sempre mettere le mani nelle tasche dei cittadini per coprire delle politiche completamente fallimentari. Le tasse non devono uno strumento per coprire le tante spese inutili fatte dall’amministrazione Mazzola”.

Le spiagge di Spinicci come Lampedusa: ma solo per una fiction con Amendola

di Fabrizio Ercolani

barconeLe macchine da ripresa della fiction “Lampedusa”, con attore protagonista Claudio Amendola, sulla spiaggia tarquiniese per girare diverse scene. È l’arenile in località Spinicci la location scelta dai produttori.

Per tutta la giornata odierna, si girerà ininterrottamente. “Il tentativo – spiega lo sceneggiatore Andrea Purgatori – è quello di costruire un sentire comune. Spesso la fiction e il cinema riescono a raccontare un problema molto meglio di quanto non faccia la cronaca”.

Il frutto dell’imminente lavoro in due puntate dovrebbe arrivare sugli schermi della rete ammiraglia Rai a primavera 2016 e sarà incentrato sul delicato tema dell’immigrazione clandestina. L’argomento, tra i problemi più rilevanti dell’Italia, sarà affrontato da più angolazioni dalla scrittura della sceneggiatrice Laura Luppoli, che racconterà i migranti ma anche chi li accoglie (Guardia Costiera e abitanti dell’isola) e chi ne segue il percorso in prima persona (volontari, operatori sanitari e amministrazione pubblica).

Claudio Amendola vestirà i panni di un responsabile della Capitaneria di porto che si occupa direttamente di sbarchi ed emergenze. Ancora non sono stati diffusi altri dettagli sulla trama di ‘Lampedusa’ e sui personaggi, certo è che per Amendola si tratterà di una tipologia di ruolo nettamente differente rispetto a quello che ha interpretato per tanti anni ne “I Cesaroni” su Canale 5. Non è la prima volta che l’attore romano si misura con temi più sociali ed impegnati, ad ogni modo resta la curiosità nel sapere come Claudio Amendola affronterà questo nuovo momento professionale.

“Noi raccontiamo quegli italiani assolutamente nell’ombra e poco citati che spendono la vita per salvare persone perché da sempre quando c’è qualcuno in mare lo si va a prendere, dai tempi dei fenici. “Lampedusa” racconta tanto le storie dei migranti dall’altra parte del Mediterraneo, ma anche la tenacia, le difficoltà e il coraggio degli abitanti di Lampedusa che meriterebbero davvero il premio Nobel per la pace. “- spiega l’attore.

Tarquinia, ambulanze guaste ferme da giorni: è polemica

Ambulanza1(f.e.) Ambulanze guaste ferme da giorni. Come si potrà garantire un servizio efficiente in questo periodo in cui il flusso di villeggianti è massimo? Se lo chiedono un gruppo di cittadini che segnalano come due mezzi del 118 siano da giorni fermi senza che nessuno intervenga per ripristinare il guasto.

Sembra infatti che un automezzo di soccorso sia fermo alla Barriera San Giusto ed un altro nell’area di Piazzale Europa, quest’ultimo sembra con un cambio rotto. Alcuni cittadini anche chiamato anche la direzione dell’ARES A Viterbo ma la risposta sembra essere stata quella della mancanza di fondi. Un problema annoso sottolineato anche da più parti. Francesca Perri, responsabile nazionale 118 dello Smi (Sindacato dei Medici Italiani). “E’ un peccato che non si riescano a riparare le ambulanze, perché non ci sono i soldi per pagare le officine. E che importa se gli equipaggi e, cosa ancor più importante, i pazienti, sono costretti a viaggiare su ambulanze malridotte, prive di sospensioni e che, nel caso di un politrauma, aggravano ulteriormente il dolore”.

Tarquinia, in piazza San Martino torna il melone, protagonista dell’estate

(f.e.) il comitato san martinoConto alla rovescia per la sesta edizione della Sagra del Melone. Il quartiere di San Martino di nuovo protagonista dell’estate tarquiniese. Dopo l’incredibile ed inaspettato successo ottenuto nelle passate edizioni, torna, il 18 e 19 luglio, un appuntamento unico ed inimitabile.

Ad organizzare il tutto per il quinto anno consecutivo il Comitato di quartiere San Martino in collaborazione con il comune di Tarquinia, l’Università Agraria e la Pro Tarquinia. L’intero ricavato sarà finalizzato ai lavori di risistemazione della chiesa di San Martino, la più antica di Tarquinia. Due giorni dunque, densi di appuntamenti animeranno l’estate del centro storico alternando musica, balli e tante delizie culinarie. Un’occasione unica per far conoscere ai tanti visitatori alcuni degli angoli più suggestivi della città e per promuovere il prodotto principale dei terreni locali. Il melone infatti si ergerà ad assoluto protagonista sfoggiando tutta la sua bontà. Con un menù a prezzi popolarissimi, solo 10 euro, sarà possibile degustare della ottima carne accompagnata da un gustoso melone o in alternativa una bella fetta di anguria, da patatine fritte esagra melone 3 dall’immancabile sangria di San Martino. Novità di questa edizione la panzanella che è un piatto tipico dell’Italia centrale, la cui ricetta originale prevede pane raffermo, cipolla rossa, basilico, il tutto condito con olio, aceto e sale. E tra un piatto e l’altro tanta ottima musica live.

“Una festa che è divenuta oramai appuntamento fisso dell’estate tarquiniese. – spiegano gli organizzatori – La semplicità è l’arma vincente di questo evento, rimasto uno dei pochi appuntamenti veramente popolani. Con poche risorse e senza chiedere nessun contributo agli Enti pubblici, ma con una grande passione messa in campo dai volontari, si riescono a portare in piazza ogni anno tantissime persone”. Un lavoro certosino che prosegue da oltre due mesi. “Ancora una volta dobbiamo ringraziare le O.P. Horta, Ortotuscia e Ortofrutta Agronatura e l’azienda Borzacchi per averci messo a disposizione il prodotto, il ristorante Il Ditirambo per aver risposto presente al nostro invito così come Il Cantinone, la Pro Tarquinia, i cantanti che si alterneranno sul palco e tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita. Il centro storico è il luogo adatto per realizzare questo tipo di manifestazioni. Invitiamo tutti ad accorrere numerosi. Non rimarrete assolutamente delusi”.

A Possagno, Canova incontra la distruzione

di Francesco Rotatori

Antonio-Canova-Testa-di-Tersicore-gesso-danneggiato-durante-i-bombardamenti-del-1917-Gesso-85-xSe ancora si inneggia al potere benefico della guerra, “igiene del mondo” per i Futuristi, e le distruzioni nel contemporaneo non fossero sufficienti, una mostra a Possagno dal 25 luglio 2015 intende svilire il falso mito della bellezza bellica: si intitolerà ANTONIO CANOVA. L’ARTE MUTILATA NELLA GRANDE GUERRA e sarà visitabile fino al 28 febbraio 2016 nel Museo Gipsoteca Canova.

La custodia dei calchi delle più famose opere di Antonio rende questa una delle collezioni più importanti, in quanto ci permette di percorrere idealmente l’intero iter dell’artista senza per questo essere costretti a viaggiare da uno stato all’altro, di galleria in galleria. Alberto Prandi e Mario Guderzo hanno allestito all’interno della splendida costruzione un’area destinata al culto della memoria, di quella però non gloriosa o ricca di munificenze, ma una memoria ferita, che si innalza ancora più teatralmente sulle rovine del passato.
Ci ritroviamo a pensare come impossibile la distruzione di un manufatto artistico di eccezionale valore, eppure le catastrofi a cui l’ignoranza umana negli ultimi tempi hanno dato adito- l’abbattimento dei templi ellenistici nel Medio Oriente, dell’enorme Buddha in Afghanistan o del minareto di Samarra, unico nella sua specie di torre di Babele- ce ne hanno dato un lauto esempio.

Ma qua ora si riflette su come lo spettro della guerra non guardi alla nazione o al colore della pelle, semplicemente annienta ciò che incontra lungo il suo cammino: e così nel 1917 a Possagno gli austriaci sganciarono una trentina di bombe che squarciarono l’intera collezione. Ora in mostra sono esposte le foto di quella violenza inaudita, accompagnate dalle statue violate che, impossibilitate più di altre a essere restaurate, hanno atteso la loro fine nei depositi. Fortunatamente molte delle sculture hanno potuto acquisire la loro forma originaria, ma pensare che alcune non potranno tornare in sé ci fa spavento, perché ciò è avvenuto non in un lontano passato, quando le scorrerie erano all’ordine del giorno, ma all’incipit di un secolo, il Novecento, che è alla radice di tutto ciò che oggi, in bene e in male, fa parte della nostra comune realtà.

F_679_EBE_400Così osservare l’Ebe in frantumi fa venire i brividi, lei che è dovunque celebrata come effige nel gusto neoclassico e dell’insuperabilità del genio canoviano. E accanto la fotografia di alcuni soldati francesi che si divertono a giocare a calcio, ma stavolta la palla è il gesso della testa di Paolina Borghese, la divinità che nelle sue forme perfette ci invita ad accomodarci e a discorrere con lei mentre stiamo visitando la Galleria Borghese a Roma.

Una bellezza sfregiata, e non è che una di una lunga serie di rovine che l’uomo ha creato, lui che con il suo potere e il suo ingegno può dare forma alla perfezione assoluta. E questo è un omaggio non solamente a quella che un tempo fu bellezza, e ora è denigrata a sasso o a pietra, ma anche e in primis a quel Canova che non si è disdegnato di farsi riconsegnare da Napoleone la gran parte dei tesori che il conquistatore francese si era portato nei suoi possedimenti. E’ grazie ad Antonio se oggi possiamo vedere il Laocoonte o la Trasfigurazione di Raffaello là dove tuttora possiamo accedervi.

E’ quindi perciò questo un canto lirico, una poesia di Ungaretti innalzata da un labbro rotto o da un volto cavo che non parlerà più con l’osservatore, un monito, perché se sono i soldi che fanno girare il mondo, l’uomo non dimentichi che la vita esiste perché c’è un cuore che batte, e non un portafogli che rilascia banconote.

Ospedale, il resoconto del consiglio comunale sul tema

di Fabrizio Ercolani

Tarquinia - L'ospedale“Credo che abbiate sbagliato interlocutore. Dove sta scritto che l’ospedale viene chiuso? Da nessuna parte”. Il dottor Macchitella, commissario straordinario dalla Asl VT apre così il suo intervento in un consiglio comunale rovente il futuro del nosocomio locale.

“Non sono io ad aver deciso il numero minimo dei parti, il numero dei posti letto o il blocco del turn over o che l’amianto dal tetto andava tolto. Signori ma dove stavate voi, perché sono questioni che sono in piedi da almeno dieci anni. Si sono succeduti governi che hanno fatto e disfatto le cose che voi denunciate. Questa Regione ha solo debiti”. Macchitella spiega la scelta della casa del parto. “L’ospedale di Tarquinia non aveva un numero parti tale da poterne garantire la persistenza. Fino a quarant’anni fa si partoriva a casa poi c’è stata la medicalizzazione del parto. In questa regione facciamo il 36% di cesarei. E’ un obbrobrio. La casa del parto servirà per monitorare lo stato della donna e se non ci sono rischi potrà venire in ospedale e partorire in tutta tranquillità. Ci sarà la presenza del ginecologo e di un’anestetista”. Lei ce la manderebbe sua figlia a partorire in queste condizioni?- chiede il consigliere Blasi. “Io sì”- risponde Macchitella.

Sulla copertura in amianto. “Circa sei anni fa si è deciso di bonificare. La Regione attraverso la Protezione Civile ha deciso di indire una gara. La ditta aveva smesso di lavorare perché non veniva pagata. Entro la settimana prossima ripartiranno i lavori”. E sul futuro dell’ospedale. “E’ evidente che c’è stata e c’è ancora una situazione di sofferenza. Abbiamo approvato tutti gli atti previsti, quindi gradualmente potremo adeguare il numero dei dipendenti alle dotazioni organiche. Il futuro? Pronto soccorso, casa del parto e camere operatorie con i finanziamenti residui. Potenziare la chirurgia, mantenere gli standard dell’ortopedia: i nostri obbiettivi.”

Presenti in sala anche il Sindaco di Montalto Sergio Caci e di Monteromano Maurizio Testa e tantissimi medici e primari del nosocomio locale. Il consigliere Meraviglia incalza il sindaco: “Come si fa a cambiare repentinamente idea: prima si parla di reparto di eccellenza poi si chiede di aprire un’inchiesta?”. Duro anche l’intervento di Angelo Centini, capogruppo del Pd: “Non so quali risposte possa darci il direttore generale Macchitella, visto che a fine mandato. Prima di lui sono passati altri direttori che hanno fatto promesse su promesse. Questa amministrazione ha fatto tanto per questa città. La sanità ha delle pecche grandi: c’è una mancanza di rispetto verso questa comunità, c’è un allontanamento verso i cittadini nonostante gli sforzi economici di questa amministrazione. Da parte del commissario l’attenzione per il nostro ospedale, nato con i soldi dei tarquiniesi, non c’è mai stata. Era fondamentale che ci fossero i consiglieri regionali per chiedere loro conto delle responsabilità della politica.” Chiude Bacciardi. “Oggi registro una sconfitta. Non è stata data alcuna risposta. Si crea un disservizio enorme”.