Papaveri e Papere – Sanremo 2016 atto secondo: tanto spettacolo, ma lo spazio per gli artisti?

Peppe-IacominiPeppe Iacomini, ex portierone e capitano della Corneto Tarquinia, oltre che appassionato ed esperto spettatore del Festival di Sanremo, torna a scrivere per L’extra e ci dice la sua su quanto di canoro, mondano e spettacolare succede sul palco musicale più famoso d’Italia.

Si apre il sipario per la seconda serata del Festival di Sanremo: un Carlo Conti forte dei grandi ascolti del debutto si muove sul palco con la sicurezza di chi ha fatto per l’ennesima volta centro.

Si inizia subito con le prime quattro nuove proposte: la spuntano Chiara dello Iacopo e Ermal Metal (che ho apprezzato particolarmente). Tra i big è Dolcenera ad aprire le danze, mentre è un Eros Ramazzotti in grandissima forma a scatenare il pubblico con brani che ripercorrono la sua straordinaria carriera: “Terra Promessa”, “Adesso tu”, “Una storia importante” fino all’ apoteosi generale quando, sulle note di “Più bella cosa”, bacia la moglie in platea.

La regina Patty Pravo e gli straordinari e sempre originali Elio e le Storie Tese si uniscono ai veterani della prima serata (Stadio e Ruggeri) dimostrando, alle nuove leve, che l’esperienza non si compra da nessuna parte: in particolare, il gruppo milanese ha proposto una canzone geniale dal titolo “Vincere l’odio” composta interamente da ritornelli. Buona, a mio modesto avviso, la prova degli Zero Assoluto anche se è sembrato più un “Assoluto” visto che Ezio_Bosso_Sanremopraticamente è stata cantata quasi tutta da Thomas. Valerio Scanu, Clementino, Neffa, Alessio Bernabei, Annalisa e Francesca Michelin hanno sicuramente bisogno di un secondo ascolto.

La bellezza unica di Nicole Kidman viene offuscata da un super Nino Frassica che, oltre alla solita esilaranza, interpreta da grande artista una canzone che tocca anche il dramma degli immigrati. Il momento più importante della serata é peró senza dubbio quando arriva sul palco il maestro Ezio Bosso che riempie cuori e occhi, sia per la sua emozionante esibizione al pianoforte ma anche e soprattutto per i tanti messaggi di speranza che hanno saputo toccare anche gli animi più duri: “La musica, come la vita si può fare solo in un modo INSIEME” , “La Musica è magia, è per questo che i direttori d’orchestra hanno la bacchetta. Proprio come i maghi!!”.

Tornando alla musica, vanno nella zona a rischio Alessio Bernabei, Neffa, Zero Assoluto e Dolcenera. É un Festival ricco di spettacolo, forse troppo, agli artisti non viene forse data l’importanza che meritano, ma avranno modo nelle prossime serate di farsi apprezzare ancora di più: però forse è proprio questo il vero segreto del grande seguito che sta avendo questa 66esima edizione.

Ultima considerazione personale: da poliziotto penitenziario mi sento di dover ringraziare Carlo Conti per i continui omaggi e riferimenti alle Forze dell’Ordine. A presto… a molto presto.

Papaveri e Papere: Sanremo, prima serata con tante ombre e poche luci. Ma non disperate…

Peppe-IacominiPeppe Iacomini, ex portierone e capitano della Corneto Tarquinia, oltre che appassionato ed esperto spettatore del Festival di Sanremo, torna a scrivere per L’extra e ci dice la sua su quanto di canoro, mondano e spettacolare succede sul palco musicale più famoso d’Italia.

È finalmente iniziato il 66° festival della Canzone Italiana.., il secondo condotto da Carlo Conti: è stata una serata dagli alti e bassi, ma fortunatamente siamo solo alla prima puntata.

Molto emozionante il filmato con tutti i vincitori della Kermesse dal 1952 al 2015, seguito però da un video di presentazione degli artisti in gara che ha ritardato troppo l’inizio della diretta. Tante chiacchiere e pochi contenuti, come se si volesse prendere tempo in modo da rompere finalmente il ghiaccio. cast-SanremoGabriel Garko e Madalina Ghenea fanno quasi rimpiangere Emma Marrone e Arisa: per fortuna ci pensa Virginia Raffaele a ravvivare la serata con la sua versione di Sabrina Ferilli.

Si apre la gara con Lorenzo Fragola e si chiude con Irene Fornaciari, in mezzo molti giovani ma anche certezze che hanno lasciato il segno come Enrico Ruggeri e gli Stadio. Buono l’esordio per i nostri Dear Jeak e molto successo per Deborah Iurato e Giovanni Caccamo, che hanno dato subito l’impressione di essere tra i favoriti. Non male la canzone dei Bluvertigo, ma molta incertezza è data dalla voce di Morgan che non sembra troppo all’altezza della situazione. Noemi da rivedere e Rocco Hunt non convince, mentre Arisa si presenta con un look che ha lasciato molto a desiderare.

Ma veniamo agli ospiti della prima serata: una super Laura Pausini ha dato spettacolo con un medley che ha scaldato il pubblico e che ha saputo regalare emozioni, come d’altronde Elton John, che ha dato dimostrazione di come si possa essere artista senza dover per forza ricorrere a vocalizzi all’ultimo grido. Delusione per Aldo, Giovanni e Giacomo, perché hanno presentato sul palco sanremese i soliti personaggi che ormai hanno stancato.

Si spengono le luci sulla prima serata con tante ombre e poche luci, ma non disperate perché… Sanremo è Sanremo.

Ps: Per la cronaca sono andati a rischio eliminazione Noemi, Irene Fornaciari, Bluvertigo e Dear Jack

Loretta e Maria Lorenza Di Simone protagoniste in TV a Geo&Geo

Maria Lorenza e Loretta Di Simone(f.e.) L’agricoltura di Tarquinia protagonista su RaiTre nella trasmissione Geo&Geo condotta da Sveva Sagramola. Ospiti in studio le sorelle Loretta e Maria Lorenza Di Simone che, giovanissime, ultimati gli studi universitari, hanno assecondato la loro passione per la terra, per le produzioni agricole caratteristiche del territorio, proseguendo di fatto una antichissima tradizione familiare.

Loretta dirige l’azienda “La Turchina” di Tarquinia, mentre Maria Lorenza è alla guida de “La Viola”, l’altra impresa a Montalto Di Castro. Le due giovani donne, associate Coldiretti, hanno puntato in entrambi i siti produttivi sulla coltivazione e lavorazione di cereali antichi come il grano del senatore Cappelli e di foraggi. L’innovazione introdotta dalle sorelle Di Simone è stata indubbiamente l’avvio delle attività di trasformazione e vendita diretta di farine, cereali e paste alimentari artigianali.

Loretta e Maria Lorenza racconteranno la loro esperienza, di vita e lavoro, nella puntata di Geo&Geo che andrà in onda in diretta su RaiTre, a partire dalle 16.40, giovedì 11 febbraio. A loro due è già arrivato il saluto di in bocca al lupo del presidente e del direttore della federazione della Coldiretti di Viterbo, Mauro Pacifici e Ermanno Mazzetti.

“Carissimo Papà”: lettere ottocentesche di una ragazza cornetana diventata Contessa

di Anna Alfieri

Molti anni orsono mia madre, per una serie di strane circostanze, salvò dal macero un vecchio pacchetto di lettere che erano state gettate nella spazzatura come cose senza valore. Si trattava, invece, di tutta la preziosa corrispondenza privata ricevuta nel 1841 da Benedetto Mariani, ricco proprietario terriero di Corneto (oggi Tarquinia), città a quel tempo dominata da uno stretto gruppo di grandi agricoltori e allevatori di bestiame che da soli gestivano tutte le immense risorse del suo territorio.

Le lettere – sessantacinque – erano divise in vari mazzetti, alcuni dei quali composti da fogli di carta molto raffinata, altri di carta ruvida, altri ancora di carta addirittura rozza. Le grafie, che rivelavano i vari gradi di cultura degli scriventi, erano ora spigolose, ora tondeggianti, decise o incerte, diritte o inclinate. L’ortografia, la grammatica e perfino la sintassi erano invece usate da tutti con la cordiale, condivisa e speciale informalità del tranquillo parlare quotidiano tra familiari o tra amici molto fidati.

ARTICOLO-ANNA-BOLLETTINOPer tanto tempo ho ritenuto che queste lettere dovessero restare chiuse in una scatola di legno, ma poi – pensando che esse costituivano un importante documento storico e di costume riemerso miracolosamente dalla profonda periferia italiana dell’Ottocento risorgimentale – nel 2003 decisi di divulgarne il contenuto in un articolo pubblicato nel XXXII Bollettino della Società Tarquiniense d’Arte e Storia. Un lungo articolo pieno di echi risorgimentali e garibaldini intitolato “Lettere a un nobiluomo cornetano nell’anno del Signore 1841”. Un articolo in cui, forse per empatia femminile, parlai molto anche di Margherita Mariani detta Mita, che – figlia del Nobiluomo in questione – proprio nel gennaio del ’41 aveva sposato il conte Saverio Bruschetti di Camerino. Un matrimonio prestigioso e solenne, celebrato nel palazzo episcopale di Tarquinia dal Vescovo di Montefiascone e Corneto, l’Eminentissimo Filippo De Angelis, da poco eletto cardinale, alla presenza di Monsignor Angelo Scappini Penitenziario della Cattedrale, del teologo Giovanni Bottone e del Canonico Domenico Sensi.

Da Camerino, Mita Mariani, ormai Contessa Bruschetti, inondò il padre di lettere traboccanti di affetto e di complicità. Con grafia minuta e regolare, su carta inglese di marca Bath color avorio, o rosa, o azzurrina, gli raccontava quasi quotidianamente ogni dettaglio della sua vita di giovane sposa. Dalla sua prima entrata in paese quando molte persone salirono perfino sui tetti e sui campanili per vederla passare in carrozza al suono della banda locale, alle bizzarrie del vecchio suocero, l’avarissimo conte Vincenzo “che comincia a rimbambire e è diventato come una creatura. Ma gli ottantanove sono passati e per la sua età è felice”. Dalle sue mansioni di padrona di casa nel grande palazzo arredato “all’ultimo gusto dove ‘ci potessimo’ ricevere qualunque signore”, ai bei giorni passati alla fiera di Senigallia o a Fabriano dove si faceva bella musica di teatro e di chiesa, e dove operava la Compagnia di cavalli di Bernabò che lei aveva già ammirato anche a Corneto. E una volta, ripensando proprio a Corneto, Mita si lasciò andare perfino ad un pettegolezzo e ciò accadde quando le giunse la clamorosa notizia che la sua cara amica d’infanzia Anna Maria Bruschi Falgari si era fatta rapire dallo spiantato ma fascinoso Giggi Mastelloni “noto nell’intera provincia per le sue dissolutezze e per i modi disonestissimi di sedurre”.

Con la lettera del 29 maggio, Mita inviò al padre un messaggio speciale: “Ora che sono passati tre mesi di gravidanza sicura, Saverio e io vi diciamo che dovete preparare un bel regalo per il primo nipotino che avrete, dovendo essere voi il compare”. E aggiunse: “Dite a zia Checca che mi faccia venire da Viterbo tre dozzine di fasce assortite e una di quelle più fini perché da queste parti non si trovano”.

Il 26 novembre fu, invece, il Conte Saverio in persona ad inviare a Benedetto la seguente grande notizia: “Mio carissimo suocero, circa le otto di questa mattina la mia Mita ha felicemente dato alla luce un bel figlio maschio. Quale sia l’allegrezza di tutti è inesprimibile”. Un mese più tardi lo stesso Saverio, nel fare gli auguri di Natale ai buoni amici, ai cari parenti di Corneto, precisò: “La mia Mita sta benissimo e il piccolo Cesare è un torello”.

Emanuela_Cesetti_Un_tranquillo_patriota_-di_provinciaQuesta fu l’ultima lettera ricevuta da Benedetto Mariani entro l’anno del Signore 1841, quindi fu anche l’ultima lettera ad essere giunta per caso in mio possesso. Perciò con essa conclusi il mio articolo nel grande rammarico che di Mita, di Saverio e del piccolo Cesare non avrei avuto mai più alcuna notizia. Invece mi sbagliavo.

Infatti, qualche anno dopo la sua pubblicazione, il mio scritto destò l’interesse di Emanuela Cesetti dell’Università di Macerata che, attenta studiosa di genealogie nobiliari marchigiane e dei relativi palazzi gentilizi, si mise subito in contatto con me. Io le inviai tutti i documenti a mia disposizione e lei, Emanuela, pochi giorni orsono, cioè alla fine del gennaio appena trascorso, mi ha fatto pervenire il suo ultimo libro ancora fresco di stampa, sorprendentemente intitolato Un tranquillo patriota di provincia, l’appartamento ‘all’ultimo gusto’ del Conte Saverio Bruschetti di Camerino. Un importante saggio storico che racconta i fermenti e gli eventi risorgimentali nelle Marche proprio attraverso le vicende familiari dei nostri Conti Bruschetti. Un testo severo che, però, io ho letto in un soffio, quasi volando, felice e incredula nell’aver ritrovato, virgolettate nel titolo, le precise parole che in un giorno lontanissimo la mia Mita aveva scritto a suo padre.

deputato-Cesare-Bruschetti-figlio-di-MitaE ora so. So che il conte Saverio, animato da grandi ideali patriottici, fu perfino volontario Tenente Colonnello della Guardia Civica e della Guardia Nazionale prima, durante e dopo le vicende della Repubblica Romana. So che Mita in pochissimi anni di matrimonio gli dette sei figli: Cesare (1841), Marianna (1842), Guendalina (1844), Giulia (1846), Vincenzo (1847) e Sofia (1848). So anche che Cesare, il primogenito che già conoscevo, nel 1876 venne eletto Deputato al Parlamento italiano dove, memore del pensiero liberale e democratico di suo padre Saverio, sedette nell’ala sinistra dell’aula. So perfino che Sofia, l’ultimogenita, sposò il Conte Giacomo Leopardi di Recanati, nipote del grande poeta e che nel 1897 profuse gran parte della sua notevole dote per pubblicare, a cura di Giosuè Carducci, il voluminoso “Zibaldone” del celeberrimo zio acquisito.

Sono, però, anche al corrente che Vincenzo, l’altro maschio Bruschetti, il burrascoso, velleitario e anche un po’ sfortunato Vincenzo, in poco tempo dilapidò l’intero patrimonio familiare, perdendo anche il prestigioso Castello di Rocca d’Ajello fino al suo ultimo arredo e l’intero palazzo di città che Saverio aveva amorevolmente ristrutturato, all’ultimo gusto, per accogliervi la sua giovane Mita.

La sua, ma anche la mia e la nostra Mita Mariani cornetana, che si sarebbe spenta a soli ventinove anni il 17 marzo 1851, quando la sua bellissima nidiata di figli aveva ancora un immenso bisogno del suo amore di mamma.

Completamento trasversale: i comitati cittadini contro i progetti blu e verde

di Fabrizio Ercolani

Valle del MignoneCompletamento della Orte-Civitavecchia. I comitati cittadini chiedono al ministro Del Rio, che ha dichiarato il progetto cantierabile entro il 2018, un impegno concreto per il completamento rapido della superstrada sul percorso “viola”. Assolutamente da scartare i percorsi verde e blu; l’incertezza che regna blocca gli investimenti.

“L’ANAS ha intenzione di cambiare il progetto originale (viola) e minaccia di deviare il percorso degli ultimi 18 km. A rischio la Valle del Mignone, i territori di Montericcio, della valle del Ranchese e della Farnesiana, all’interno della Zona a Protezione Speciale (ZPS) del Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate, una delle ultime aree incontaminate del Centro Italia”.- spiegano i rappresentanti del Comitato di Santa Maria sul Mignone, del Ranchese e della Farnesiana (Tarquinia) ed il Comitato per la Difesa della Valle del Mignone (Tarquinia).

“In sintonia con l’Amministrazione Comunale e con il Sindaco Mauro Mazzola ci battiamo per il progetto viola perché di minore impatto complessivo. Non a caso il progetto viola fu il primo ad essere sviluppato da ANAS, trattandosi del percorso più conveniente sotto ogni punto di vista. Siamo contrari ad aprire un nuovo asse di attraversamento, creando una ferita irreversibile nel territorio. Chiediamo il completamento in tempi brevi della superstrada, che attendiamo da quarant’anni, lungo il percorso “viola”; ci opponiamo con uguale fermezza alle ipotesi “verde”, “blu” e a qualunque combinazione “verde-blu”. Ci opponiamo al progetto verde, sostenuto dall’ANAS, perché oltre a non disporre di uno svincolo per Tarquinia, distrugge la Valle del Mignone e il territorio della Farnesiana. Ci opponiamo all’ipotesi blu perchè sarebbe un massacro ambientale del territorio di Montericcio e della valle del Ranchese. Ci opponiamo infine a qualunque combinazione verde-blu per gli stessi motivi”.

A seguito della scelta iniziale viola, negli ultimi dieci anni vi sono stati nella zona investimenti in attività turistiche ricettive e insediamenti residenziali, e si sono sviluppate nuove aziende agricole, che verrebbero distrutte e danneggiate senza rimedio. “La valutazione del costo del percorso verde è inferiore a quella del progetto “viola” ma i costi non sono confrontabili perché il viola è definitivo mentre al verde mancano i costi accessori e gli adeguamenti che verranno imposti dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, che invece sono già inclusi nel progetto viola. La differenza di costo è quindi notevolmente inferiore a quanto sostenuto dall’ANAS. L’eventuale maggior costo (peraltro da appurare) dell’opzione “viola” sarebbe ampiamente compensata in un’analisi costi/benefici di lungo periodo, salvaguardando l’area ambientale. Se costerà un po’ di più, fondi necessari potrebbero essere messi a disposizione, per esempio, dall’Autorità Portuale, che ha estremo interesse a vedere completata l’opera. Il completamento della Orte-Civitavecchia è in ballo da 40 anni e nel frattempo l’ANAS non ha fatto nulla per rendere più sicura l’attuale Aurelia bis (SS1 bis), dove avvengono periodicamente gravi incidenti”.

Comitati pronti a dare battaglia. “Non possiamo permettere di distruggere indiscriminatamente il poco territorio rimasto intatto nel Comune di Tarquinia con investimenti basati sul solo criterio del “costo minimo”. L’ANAS non calcola il costo del territorio distrutto per sempre, difficilmente quantificabile ma sicuramente elevatissimo, e che sarà pagato da noi e dalle generazioni future. Il territorio e la sua salvaguardia devono essere la nostra prima preoccupazione”.

In settimana videoinchiesta de L’extra sui terreni interessati dall’opera

PROMOZIONE – Codoni all’ultimo respiro: per la Corneto tre punti d’oro

Corneto_Palocco_gol(s.t.) Un acuto di Luca Codoni ad una manciata di secondi dal termine del secondo tempo regala alla Corneto tre punti fondamentali contro il Palocco: il centrocampista, entrato a inizio ripresa, trova di sinistro il colpo vincente.

Nel primo tempo era stato Pastorelli a impegnare il portiere ospite, nella ripresa bravo Paracucchi ad evitare guai alla Corneto prima del gol. Undici ammoniti, espulso dalla panchina Sabbatini per proteste.

La vittoria all’ultimo respiro porta serenità in casa Corneto, ed arriva al termine di una partita che a lunghi tratti dava l’idea di essere lo spartiacque tra una seconda parte di campionato che miri alla tranquillità ed un finale, invece, con l’ansia. Il gol di Codoni regala la seconda vittoria consecutiva in casa. “È prova di determinazione e carattere – spiega subito dopo il fischio finale Mister Moretti – ed è merito dei ragazzi aver dimostrato di crederci, sino in fondo”. Nella ripresa, infatti, la partita si era resa difficile. “Abbiamo rischiato soprattutto nella seconda metà del secondo tempo – continua Moretti – e soprattutto sulle loro ripartenze. Però i ragazzi hanno dimostrato ciò che si dice nello spogliatoio: la voglia e la determinazione di restare uniti e compatti. Questa squadra ha qualità, è stata sempre allenata bene: se trova questo carattere poi i valori tecnici fanno la differenza. Ora altre due partite importanti: se continuiamo a fare bene come oggi o come a Ronciglione, si apre un campionato diverso per noi”.

Luca_Codoni“Sono contento per Luca Codoni – chiude il mister – che ultimamente aveva trovato poco spazio, ma che si merita questa soddisfazione per come si allena. Purtroppo questa squadra non l’ho costruita io, mi trovo sette centrocampisti centrali, devo fare delle scelte”.

“È una vittoria importante – dice il match winner Luca Codoni – che ci dà rinnovato morale. Purtroppo per me è un’annata difficile, anche per gli infortuni; ancora non sto bene ma sono felice per questo gol: era un anno esatto che non segnavo”.

CORNETO TARQUINIA: Paracucchi, Ventolini (dal 10′ st Codoni), Bordi, Bordo, Della Camera, Gibaldo, Franceschi, Suriano, Rosati (dal 10′ st Antonini), Pastorelli, Martelli. A disp: Rossi, Sabbatini, Manna, Felici. All: Moretti

PALOCCO: Perazzolo, Taroni, De Santis, Pensabene (dal 22′ st Cascini), Liberatore, Esposito, Flore (dal 33′ Martinelli), Cherubini, Marinucci, Di Nardo (dall’11’ st Di Meglio), Sesta. A disp: Blundo, Riva, Carracoi, Di Girolamo. All: Trotta

Reti: Codoni (CT) 44′ st

Arbitro: Celeste di Roma 1. Assistenti: Girolami di Aprilia, Morano di Roma 2.

Espulsi: Sabbatini al 15′ st dalla panchina per proteste.
Ammoniti: Suriano, Gibaldo, Martelli, Ventolini, Bordo, Codoni, Pastorelli (CT); Pensabene, Flore, Liberatore, Sesta (P).

Note: giornata lievemente ventosa, campo sintetico in perfette condizioni, spettatori 150 circa

Salviamo Porto Clementino: Panunzi e Mazzola in visita sul luogo

Porto Clementino(s.t.) Come annunciato nei giorni scorsi, nella giornata di oggi il sindaco Mauro Mazzola ed alcuni rappresentanti della giunta comunale hanno fatto visita assieme al consigliere regionale Enrico Panunzi – presidente della commissione ambiente e lavori pubblici della Regione Lazio – a Porto Clementino. Scopo della visita, iniziare a studiare una strategia per la salvaguardia ed il ripristino di uno degli angoli più belli e suggestivi del litorale tarquiniese, vittima da anni dell’azione delle acque che ne stanno costantemente distruggendo la struttura.

Nell’occasione, erano presenti anche i rappresentanti del comitato autocostituitosi negli ultimi mesi al grido di “Salviamo Porto Clementino”, capace di portare avanti una raccolta di firma cui hanno aderito migliaia di cittadini e – in generale – di mobilitare l’opinione pubblica sul tema.

E la visita di oggi è anche frutto di questa efficace mobilitazione popolare. Certo, nulla di immediatamente risolutivo, ma a quanto si apprende c’è ottimismo perché a breve possano esser posti in essere i passi necessari per la tutela di Porto Clementino. A breve tecnici della Regione saranno al Lido per studiare, innanzitutto, un sistema per limitare l’azione delle acque: solo dopo si penserà a possibili azioni di ripristino, altrimenti subito compromessi dall’erosione delle onde.