Tirrenica: “Il PD di Tarquinia asseconda il Sindaco Mazzola e punta il dito contro i cittadini”

Riceviamo e pubblichiamo

manifestanti_sat-550x309Leggiamo con delusione che il Pd di Tarquinia, nella persona del suo segretario, non si limita più a difendere il Sindaco Mazzola perché appartenente al proprio partito, sollevandolo per questo da ogni responsabilità anche oggettiva, ma va ben oltre e si presta ad attaccare i residenti, semplici concittadini che da due anni ormai subiscono disagi e soprusi insostenibili, che pagano il prezzo di scelte imposte dall’alto, che vengono ripetutamente insultati da chi dovrebbe tutelarli,  e che, lasciati da soli, non hanno altro modo per difendersi che unirsi e provare a fronteggiare con la verità (altro non facciamo che riportare i fatti) le ripetute bugie e i vuoti proclami di chi a questa autostrada ha detto non solo sì (posizione incomprensibile ma legittima), ma che lo ha fatto senza riserve, senza  difendere il territorio che amministra, senza richiedere il minimo sindacale quando andava fatto (conferenza dei servizi).

Oggi il conto è arrivato ed è salato e tutte le risposte sono nei progetti approvati e nello scambio di lettere tra il Ministero delle Infrastrutture e la Sat, nelle memorie che Sat ha consegnato al Consiglio di Stato, tutte  carte che noi abbiamo reso pubbliche (l’amministrazione se ne guarda bene dal farlo chissà perché), e che dimostrano in maniera inconfutabile che il ponte e le altre complanari incluse nella variante ad oggi sono tutt’altro che certezza e vanno ancora ‘mendicate’ perché chi ieri doveva e poteva pretenderle non lo ha fatto.

Ridicolo poi che chi ha taciuto sulla chiusura dell’accesso della Farnesiana accettando l’alternativa del  “giro di Peppe” accusi noi residenti di aver bloccato l’incrocio e causato danni alla collettività.

I residenti, uniti nel Comitato, non hanno mai superato i limiti imposti dalla legge e le nostre manifestazioni sono state sempre autorizzate, e finché il diritto a manifestare le proprie opinioni sarà un diritto noi lo faremo.

Irresponsabili non siamo noi, irresponsabili sono tutti coloro che in questi anni hanno permesso alla Sat, seppur autorizzata a portare avanti i lavori di realizzazione del lotto 6A dell’autostrada Tirrenica, di farlo senza rispetto dei residenti e del buon senso, spesso a discapito della sicurezza di chi vive e lavora nelle zone interessate. Irresponsabili sono coloro che hanno permesso che il ‘giro di Peppe’ fosse un’alternativa seppur provvisoria, chi ha permesso che lo Scuolabus percorresse quella strada quando il servizio della nettezza urbana ha spostato i cassonetti per far sì che i propri operatori non fossero costretti a fare lo stesso percorso, confermandone a tutti gli effetti la pericolosità; irresponsabile è chi ha permesso che a sorvegliare il traffico fossero semplici addetti della Sat e non chi normalmente ha il compito di vigilare sulla viabilità.

In due anni abbiamo visto di tutto: pozzetti dell’acqua chiusi arbitrariamente dalle ditte appaltatrici della Sat senza che agli uffici comunali ne fossero informati; interruzione idrica programmata per loro ma ‘a sorpresa’ per noi; chiusura dell’Aurelia comunicata solo sui giornali telematici, quando interessate dal blocco ci sono persino strade che hanno accesso solo dall’Aurelia; accessi chiusi nella notte con veri e propri blitz… e l’elenco è solo parziale. Non c’è mai stata su quanto avvenuto in questi anni una reale indignazione, né un atto formale… se non artefatte prese di posizione, mai seguite da fatti concreti che dessero il senso della vicinanza al territorio.

Dulcis in fundo la chiusura dell’accesso alla Farnesiana, avvenuta senza che nessun rappresentante delle istituzioni del territorio fosse presente. C’eravamo solo noi residenti, soli ed evidentemente i soli con la volontà di pretendere che ciò avvenisse nel rispetto di tutta la comunità, i soli a metterci la faccia  e a pretendere che anche altri mostrassero lo stesso coraggio assumendosi la responsabilità anche solo di una firma su un’ordinanza di chiusura che non fosse della Sat stessa. Soli a ribadire che la viabilità alternativa tale non era perché pericolosa, che senza il ponte e le altre complanari ci sentiamo ‘condannati’.

Certamente non poteva starci chi aveva garantito che la notizia sarebbe stata data “con ampio anticipo” e “in modo adeguato”, chi qualche mese prima dichiarava “allo stato attuale non ci sono le condizioni per bloccare l’accesso alla Farnesiana”, perché invece sono bastate due strisce bianche, un limite a 30 km/h, un paio di cartelli riciclati per fargli accettare anche questo ennesimo sopruso.

Caro Pd di Tarquinia, noi saremo pure una minoranza, ma non possiamo né vogliamo essere silenziosi e, visto che il vostro partito si chiama “democratico”, accettate le critiche soprattutto se circostanziate e lasciate che i giornalisti riportino i fatti, anche quando vi danno torto.

 Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

Uomo trovato in stato confusionale sulla Castrense, intervento della Polizia locale

immagine montalto centro storicoLa polizia locale di Montalto di Castro, nella giornata di ieri (26 febbraio), è intervenuta sulla strada Castrense per prestare soccorso ad una persona in evidente stato confusionale, che stava rischiando di essere investita dalle auto di passaggio. Gli agenti hanno provveduto tempestivamente a portare un 51enne in sicurezza e chiamare il 118 che successivamente lo ha trasportato all’ospedale di Tarquinia. Gli accertamenti della Polizia locale hanno permesso di stabilire che l’uomo si era allontanato da Castel Sant’Elia, suo paese di residenza

Disastro idrogeologico, all’esercitazione presente il gruppo montaltese di Protezione Civile

Riceviamo e pubblichiamo

noto-protezione-civile-620x330Da oggi, fino a domenica 1 marzo, sedici volontari del gruppo comunale di Protezione civile di Montalto di Castro saranno impegnati a Civitavecchia in una esercitazione volta a simulare le capacità comunicative durante una condizione di disastro naturale. La giornata di sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo, sarà dedicata all’operazione ‘‘Alveo sicuro’’ mirata alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua del territorio.

In particolare verranno simulate ostruzioni e casi di persone in acqua, mentre al Centro polifunzionale di Fiumaretta, dove sarà istituito il Coc (Centro operativo comunale) verrà testata l’operatività in caso di blackout. Ci sarà la presenza costante del responsabile del gruppo comunale di Protezione civile di Montalto, dott. Adalgiso Ricci, che coordinerà i volontari dalla sala operativa di concerto con gli altri responsabili degli altri gruppi comunali. La manifestazione, organizzata dalla Regione Lazio, la Prefettura di Roma e il Comune di Civitavecchia, vede il coinvolgimento attivo di otto comuni del litorale laziale: Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Cerveteri, S.Marinella, Ladispoli, Montalto e Tarquinia, oltre alla partecipazione di tutte le forze dell’ordine, associazioni di volontariato e grandi aziende private, per un gran lavoro di squadra che nei momenti di emergenza non è mai abbastanza. Per ciascuna delle operazioni verrà prodotta la modulistica adeguata in modo da valutare anche la preparazione dal punto di vista burocratico.

«Il nostro impegno – afferma il vicesindaco e delegato alla sicurezza Luca Benni – è quello di formare i volontari al fine di svolgere, in caso ce ne fosse bisogno, un intervento adeguato in fase d’emergenza. Il gruppo comunale di Protezione civile è operativo H24 e risponde alla cittadinanza con spirito di collaborazione e sotto il coordinamento della sala operativa regionale».

No Coke Alto Lazio: “Mozione PD sul risarcimento da Enel: il lupo perde il pelo ma non il vizio”

Riceviamo e pubblichiamo
10986932_814480301980267_6425868729129715188_nApprendiamo dalla stampa che i consiglieri comunali del PD hanno presentato una mozione urgente per invitare il comune di Civitavecchia a richiedere ad Enel “l’immediata corresponsione della somma di 10 milioni di euro all’anno come risarcimento sociale della sua presenza sul territorio”. “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”, verrebbe da dire.
Non sappiamo a quale titolo, secondo la logica dei presentatori, ENEL sarebbe tenuto a sborsare 10 milioni di euro al Comune di Civitavecchia, ma che questi vengano concepiti come frutto di un accordo/convenzione o piuttosto rappresentino la quantificazione economica di interventi di “compensazione sociale”, in entrambi i casi è certo che sull’altra piatto della bilancia c’è sempre e comunque la salute dei cittadini considerata, evidentemente, dai consiglieri in questione di ben poco valore, vista peraltro l’esiguità della richiesta a fronte degli enormi profitti derivanti dalla centrale a carbone.
Basta, solo per fare un esempio, pensare ai maggiori guadagni resi possibili dalla possibilità, assentita con l’AIA del 2013, grazie alla mancata apposizione di idonee prescrizioni da parte dell’allora sindaco, oggi consigliere e firmatario della mozione, TIDEI, di utilizzare un carbone con una percentuale di zolfo <1% qualitativamente peggiore, che, per tale motivo, costa circa  20 euro a ton in meno,  differenza che per 4.500.000 ton. produce un risparmio sulle spese di circa 90 milioni di euro.
L’unica trattativa che un’amministrazione comunale che abbia realmente a cuore la salute della comunità amministrata può avviare nei confronti di ENEL, nelle more del riesame dell’AIA, è quella inerente la riduzione del carico inquinante tramite, come minimo, una diminuzione delle ore di funzionamento e delle quantità di carbone bruciato.
Ricordiamo che dalla ciminiera della centrale escono ogni ora 6.300.000 mc di emissioni (dati VIA 680/2003), che per 1.500 ore di maggior funzionamento fanno 9 miliardi 450 milioni di mc di emissioni in più all’anno e che, relativamente al monossido di carbonio, i cui limiti consentiti sono tre volte superiori a quanto consentito dalla normativa vigente, un aumento della sua concentrazione di 1mg/nm3 corrisponde ad un aumento dell’1% della mortalità totale in particolare per malattie cardiovascolari. I conti, sia sanitari che economici, delle ricadute sulla salute, anche semplicemente in relazione a tale aspetto, sono facilmente desumibili.
Certo non ci si può aspettare che chi ha fatto prima di tutto per far riconvertire la centrale di TVN a carbone e successivamente ha consentito un incremento dell’esercizio, si occupi ora di “sottigliezze” quali la salute dei cittadini, che continua a peggiorare anche grazie a quella politica che monetizza il danno alla salute, cercando anche di convincere l’opinione pubblica del primato dei soldi sul diritto alla salute, con la speranza di aprire un conflitto tra la popolazione. 
Del proprio agire ognuno risponderà davanti alla storia e alla propria coscienza; ma è indubbio che nell’attuale chi si rende responsabile della svendita della salute dei cittadini dovrà risponderne a coloro che con i propri corpi costituiscono i dati “sensibili e senzienti” delle statistiche rese note dai monitoraggi epidemiologici. Noi saremo sempre presente per ricordarglielo.
 
Movimento Nocoke Altolazio

Santa Severa: “Sul Castello Zingaretti non ha mantenuto gli impegni”

Riceviamo e pubblichiamo

santa-severa-castello“Leggo con stupore e disappunto dell’accordo sottoscritto tra la Regione Lazio e l’Agenzia del Demanio che da il via ad una partnership con i privati per la gestione del Castello di Santa Severa”. Lo comunica il Sindaco di Santa Marinella Roberto Bacheca.

“E’ inammissibile – continua Bacheca – continuare a subire decisioni dall’alto senza il minimo coinvolgimento delle tante realtà territoriali che da anni si battono per la riapertura ed evitare la “svendita” del Castello di Santa Severa. Abbiamo atteso invano, a questo punto, un riscontro dal Presidente Zingaretti, il quale aveva garantito che il Comune, i comitati e le associazioni sarebbero state coinvolte e interessate all’argomento, e invece ci troviamo ancora una volta con una decisione presa a tavolino”.

“Convocherò nei prossimi tutti coloro fin qui coinvolti – aggiunge il Sindaco – per riprendere un cammino di dissenso civile nei confronti di questa decisione. Zingaretti, non ha rispettato nemmeno una parola di quanto si era impegnato a fare la scorsa primavera, quando in pompa magna si apprestava ad aprire il famigerato cancello del Castello alle visite guidate”.

“Ora basta – conclude Bacheca – il tempo dell’attesa è finito. Vogliamo risposte chiare e tempi chiari sulla riapertura e il futuro utilizzo del Castello di Santa Severa, visto che i lavori di ristrutturazione si sono conclusi ormai da due anni e non è più concepibile continuare a tenerlo serrato ai concittadini, alle associazioni culturali ed ai turisti”

Difesa della costa sud della Maremma: presentato lo studio di fattibilità

Riceviamo e pubblichiamo

spiaggialungaUn piano per la difesa ed il ripristino della costa sud della Maremma, quello presentato oggi nella sala consiliare del Comune di Orbetello a cittadini e operatori del turismo balneare del territorio. Regione Toscana, Provincia di Grosseto e Comune di Orbetello, insieme, hanno illustrato lo studio di fattibilità che prevede interventi specifici in tre tratti di costa, sulle spiagge dell’Osa, della Giannella e della Feniglia.

“Si tratta di un impegno concreto, preso espressamente con il Comune di Orbetello ed i suoi operatori economici – afferma l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini –. Si completa, così, la difesa di quella parte della costa maremmana che non era inclusa nel piano regionale attivato nel 2003”.

Il progetto prevede tipologie di intervento diverse studiate per rispettare gli equilibri dell’intero tratto costiero. I lavori avranno un investimento complessivo pari a 10 milioni di euro e saranno realizzati in più step, attivando di volta in volta le risorse necessarie ad ogni singolo lotto.

“Difendere la nostra spiaggia non significa soltanto preservare la bellezza del nostro territorio – commenta il sindaco Monica Paffetti – ma anche tutelare l’economia turistica che da essa nasce. L’intervento, infatti, non ha impatti da un punto di vista visivo perché coniuga la protezione della costa dall’erosione con la salvaguardia della fruibilità della spiaggia e della balneazione”.

Università Agraria: “Taglio dei boschi: mai più ramaglie in terra”

Riceviamo e pubblichiamo

Immagine 2780“Mai più ramaglie in terra dopo il taglio dei boschi. Maggiore sicurezza ai fini dell’antincendio e totale rispetto del bosco. Un obbiettivo raggiunto”. Commenta soddisfatto l’Assessore Attilio Boni. “Le sezioni a taglio ad uso commerciale e destinate alla produzione di “cipppato” risolvono uno dei problemi storici e più volte lamentato dagli utenti. Per molte ditte boschive era più economico lasciare in terra i rami di scarto e pagare la relativa sanzione, la svolta della “cippatura” in loco rende utili anche questi materiali di risulta. Il taglio dei boschi genera sicuramente un vantaggio economico per l’Ente, ma è anche un’attività necessaria per la salvaguardia del bosco stesso e la sua ricrescita.

Contestualmente risistemata anche la viabilità nella strada denominata “Ghiaccio” tolti i rami sporgenti e realizzato il ricarico con materiale ecocompatibile: ancora una volta il tutto avviene in economia. Prosegue intanto la spalcatura e il diradamento della pineta di Spinicci. I risultati evidenti anche a lavori in corso, assicurata la ripresa vegetativa. Al termine dell’intervento sarà ripristinato il decoro dell’area. Salvaguardata la stessa salute delle piante, la poca distanza e la dimensione dei rami rischiava di soffocare la pineta. Spalcatura e diradamento che hanno addirittura generato un utile per l’Università Agraria. Già attivata analoga procedura per le pinete interne al bosco della Roccaccia, anch’esse bisognose di interventi.

Prosegue senza intoppi il servizio per la legna da ardere agli utenti. Sui 6000 quintali disponibili, già venduti quasi 4000, in linea con la media degli altri anni. Ci siamo già attivati per il taglio di recupero che si farà già nel 2015. Stiamo lavorando altresì al bando per le redazione del nuovo Piano di Assestamento e Gestione Forestale. Confermata la massima attenzione al patrimonio boschivo”.