Sabato, 2 Gennaio, 2010 17:20

Il 12 dicembre, nella splendida cornice della Chiesa di Santa Maria in Castello, si è concluso, con la consueta cerimonia di chiusura, l’VIII Premio Tarquinia Cardarelli.
Occorre subito rilevare che le ultime due edizioni, affidate alla direzione artistica di Massimo Onofri, vanno considerate come una sorta di rifondazione dell’evento in quanto collegato alla originaria qualifica di Premio letterario, fondato nel 1962 e, come tale, operante per alcuni anni prima della sospensione e della ripresa nel 2001. Ripresa che, gestita dall’Amministrazione Provinciale di Viterbo con l’intervento della Regione Lazio, palesò, purtroppo, i segni di una divaricazione dalla radice e dai fini peculiari, stante la varietà delle sezioni che andavano dalle arti figurative all’archeologia, dalla storia al giornalismo televisivo e della carta stampata, da una generica saggistica alla narrativa, alla poesia sia scritta che a braccio. Le menzioni speciali, come quella assegnata all’astronauta Vittori, nulla avevano a che fare con la natura del Premio.
Trattavasi di evidente sconfinamento nella captatio benevolentiae. Anche la giuria, che raggiungeva la pletorica cifra di 12 membri, era formata da personalità operanti in campi diversi: dal docente universitario al giornalista, dall’archeologo allo scultore, al critico d’arte. Il tutto si svolgeva e concludeva nel paio d’ore della cerimonia premiale: per i dodici mesi successivi sulla manifestazione cadeva un silenzio tombale. L’apice di una sorta di snaturamento del Premio Cardarelli si raggiungeva negli anni 2006-’07 con la gestione unica affidata alla star televisiva Maurizio Costanzo nella speranza, poi rivelatasi vana, di una risonanza mediatica. A fronte di questa situazione culturalmente insostenibile, un gruppo di cittadini tarquiniesi indirizzava una lettera al Presidente della Provincia con la quale si esponevano riserve su come il Premio Cardarelli si era venuto configurando, proponendo, in pari tempo, una diversa strutturazione dello stesso con una serie di iniziative da articolare durante l’arco dell’anno e tali da coinvolgere i cittadini. Il Presidente della Provincia Mazzoli, in un colloquio con una delegazione dei sottoscrittori della lettera, con la presenza dell’allora Assessore Provinciale Mauro Mazzola, che risulta avere sostenuto l’iniziativa presidenziale dell’incontro, ascoltò attentamente le motivazioni dei cittadini tarquiniesi e assicurò che sarebbero state prese in considerazione. Si deve prendere atto che le indicazioni tarquiniesi non sono rimaste inascoltate. A decorrere dall’edizione 2008, è stato recuperato lo spirito e la qualità letteraria del Premio: la gestione è stata devoluta al Comune di Tarquinia, il che ha comportato un pesante impegno, in particolare per l’Assessorato alla Cultura a partire dal titolare Centini sino ai dipendenti dell’ufficio. La direzione artistica di Massimo Onofri, ben noto critico letterario oltre che docente universitario di letteratura italiana contemporanea, doveva rivelarsi fruttuosa. Il Premio è stato incanalato nell’alveo originario della ricerca letteraria, caratterizzandosi per la riflessione e l’approfondimento saggistico sia di livello nazionale che internazionale. Dedicato alla critica letteraria, il Premio copre un’area culturale nazionale finora rimasta scoperta. La sezione relativa ai piccoli e medi editori e, quest’anno, il coinvolgimento degli alunni degli Istituti di Istruzione Superiore della Provincia a cimentarsi nella recensione di un testo narrativo come L’Equivoco di Alain Elkan con esiti lusinghieri, confermano, ancora una volta, che nelle zone considerate marginali, si trovano grandi depositi di creatività. Contrariamente al recente passato, la giuria delle due ultime edizioni è stata formata da soli tre membri, qualificati critici letterari quali Massimo Onofri, presidente, Filippo La Porta e Raffaele Manica. Gli stessi, insieme al direttore artistico, hanno animato gli “Incontri con l’autore” che sono avvenuti quasi settimanalmente a partire da maggio esclusa la pausa estiva. In questi incontri anche la scuola e specificamente l’ISIS di Tarquinia, si è rivelata importante bacino di attenzione. La positività della riuscita è da attribuire anche all’opera di animazione dei docenti, in special modo Mariagrazia Catone e Maria Rita Giorgolo sostenute dal dirigente Nicola Guzzone. Da Tarquinia, grazie al “Cardarelli”, sono passati illustri protagonisti della scrittura creativa e di reportage quali, per fare qualche nome, Eraldo Affinati, Roberto Vecchioni, Marcello Sorgi, Luca Telese, Lidia Ravera, Elisabetta Rasy, Ferdinando Camon. Spettacolare ma, nondimeno, tenuto su un tono di serrata critica di alto livello il processo al libro Passionaccia di Enrico Mentana, presente in sala, con protagonisti Lidia Ravera nella veste di accusatore e Luca Telese in quella di difensore. Il pubblico, numerosissimo, ha partecipato assumendo con convinzione il ruolo di giudice.
Con le edizioni 2008 e 2009, il Premio Tarquinia Cardarelli ha raggiunto un livello tale da essere annoverato fra le manifestazioni culturali nazionali di prestigio in grado, quindi, di trasmettere all’esterno l’immagine di una città colta e attenta al nuovo.


Luciano Marziano

 
Supplemento a L’extra – Iscr. Trib. Di Civitavecchia R.S. n. 6/06 del 23/03/2006 – Direttore responsabile Stefano Tienforti
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