
Il 12
dicembre, nella splendida cornice della Chiesa di
Santa Maria in Castello, si è concluso, con
la consueta cerimonia di chiusura, l’VIII Premio
Tarquinia Cardarelli.
Occorre subito rilevare che le ultime due edizioni,
affidate alla direzione artistica di Massimo Onofri,
vanno considerate come una sorta di rifondazione dell’evento
in quanto collegato alla originaria qualifica di Premio
letterario, fondato nel 1962 e, come tale, operante
per alcuni anni prima della sospensione e della ripresa
nel 2001. Ripresa che, gestita dall’Amministrazione
Provinciale di Viterbo con l’intervento della
Regione Lazio, palesò, purtroppo, i segni di
una divaricazione dalla radice e dai fini peculiari,
stante la varietà delle sezioni che andavano
dalle arti figurative all’archeologia, dalla
storia al giornalismo televisivo e della carta stampata,
da una generica saggistica alla narrativa, alla poesia
sia scritta che a braccio. Le menzioni speciali, come
quella assegnata all’astronauta Vittori, nulla
avevano a che fare con la natura del Premio.
Trattavasi di evidente sconfinamento nella captatio
benevolentiae. Anche la giuria, che raggiungeva
la pletorica cifra di 12 membri, era formata da personalità
operanti in campi diversi: dal docente universitario
al giornalista, dall’archeologo allo scultore,
al critico d’arte. Il tutto si svolgeva e concludeva
nel paio d’ore della cerimonia premiale: per
i dodici mesi successivi sulla manifestazione cadeva
un silenzio tombale. L’apice di una sorta di
snaturamento del Premio Cardarelli si raggiungeva
negli anni 2006-’07 con la gestione unica affidata
alla star televisiva Maurizio Costanzo nella
speranza, poi rivelatasi vana, di una risonanza mediatica.
A fronte di questa situazione culturalmente insostenibile,
un gruppo di cittadini tarquiniesi indirizzava una
lettera al Presidente della Provincia con la quale
si esponevano riserve su come il Premio Cardarelli
si era venuto configurando, proponendo, in pari tempo,
una diversa strutturazione dello stesso con una serie
di iniziative da articolare durante l’arco dell’anno
e tali da coinvolgere i cittadini. Il Presidente della
Provincia Mazzoli, in un colloquio con una delegazione
dei sottoscrittori della lettera, con la presenza
dell’allora Assessore Provinciale Mauro Mazzola,
che risulta avere sostenuto l’iniziativa presidenziale
dell’incontro, ascoltò attentamente le
motivazioni dei cittadini tarquiniesi e assicurò
che sarebbero state prese in considerazione. Si deve
prendere atto che le indicazioni tarquiniesi non sono
rimaste inascoltate. A decorrere dall’edizione
2008, è stato recuperato lo spirito e la qualità
letteraria del Premio: la gestione è stata
devoluta al Comune di Tarquinia, il che ha comportato
un pesante impegno, in particolare per l’Assessorato
alla Cultura a partire dal titolare Centini sino ai
dipendenti dell’ufficio. La direzione artistica
di Massimo Onofri, ben noto critico letterario oltre
che docente universitario di letteratura italiana
contemporanea, doveva rivelarsi fruttuosa. Il Premio
è stato incanalato nell’alveo originario
della ricerca letteraria, caratterizzandosi per la
riflessione e l’approfondimento saggistico sia
di livello nazionale che internazionale. Dedicato
alla critica letteraria, il Premio copre un’area
culturale nazionale finora rimasta scoperta. La sezione
relativa ai piccoli e medi editori e, quest’anno,
il coinvolgimento degli alunni degli Istituti di Istruzione
Superiore della Provincia a cimentarsi nella recensione
di un testo narrativo come L’Equivoco
di Alain Elkan con esiti lusinghieri, confermano,
ancora una volta, che nelle zone considerate marginali,
si trovano grandi depositi di creatività. Contrariamente
al recente passato, la giuria delle due ultime edizioni
è stata formata da soli tre membri, qualificati
critici letterari quali Massimo Onofri, presidente,
Filippo La Porta e Raffaele Manica. Gli stessi, insieme
al direttore artistico, hanno animato gli “Incontri
con l’autore” che sono avvenuti quasi
settimanalmente a partire da maggio esclusa la pausa
estiva. In questi incontri anche la scuola e specificamente
l’ISIS di Tarquinia, si è rivelata importante
bacino di attenzione. La positività della riuscita
è da attribuire anche all’opera di animazione
dei docenti, in special modo Mariagrazia Catone e
Maria Rita Giorgolo sostenute dal dirigente Nicola
Guzzone. Da Tarquinia, grazie al “Cardarelli”,
sono passati illustri protagonisti della scrittura
creativa e di reportage quali, per fare qualche nome,
Eraldo Affinati, Roberto Vecchioni, Marcello Sorgi,
Luca Telese, Lidia Ravera, Elisabetta Rasy, Ferdinando
Camon. Spettacolare ma, nondimeno, tenuto su un tono
di serrata critica di alto livello il processo al
libro Passionaccia di Enrico Mentana, presente
in sala, con protagonisti Lidia Ravera nella veste
di accusatore e Luca Telese in quella di difensore.
Il pubblico, numerosissimo, ha partecipato assumendo
con convinzione il ruolo di giudice.
Con le edizioni 2008 e 2009, il Premio Tarquinia Cardarelli
ha raggiunto un livello tale da essere annoverato
fra le manifestazioni culturali nazionali di prestigio
in grado, quindi, di trasmettere all’esterno
l’immagine di una città colta e attenta
al nuovo.
Luciano Marziano