Sabato, 2 Gennaio, 2010 17:28

Se c’è una cosa che riesce a trasmettermi entusiasmo ed ottimismo è scoprire – anzi, meglio, riscoprire – la capacità delle persone di generare idee, affidarsi alla creatività, saper sognare e raccontare i propri sogni con ogni mezzo d’espressione. Ancor di più quando tale energia viene da ragazzi capaci di vivere e condividere pensieri, sensazioni, desideri e speranze.
È per questo che la cerimonia di premiazione e, più in generale, l’intero svolgimento dell’edizione 2009 del Premio Maurizio Donati – alla cui organizzazione ho avuto il piacere di partecipare – sono state per me esperienze non solo divertenti e stimolanti, ma anche straordinarie iniezioni di fiducia.
Il concorso in memoria dell’indimenticato docente delle scuole superiori tarquiniesi, giunto al suo decimo anno di vita, è stato motore e scenario di un inatteso, apprezzatissimo ed enorme interesse da parte di ragazzi d’ogni parte d’Italia, con circa cento partecipanti suddivisi nelle tre sezioni dedicate alla narrativa, al cortometraggio e – novità dell’ultima edizione – fotografia. Al di là del pur soddisfacente successo quantitativo, a colpire la giuria – composta da Anna Alfieri, Lilia Grazia Tiberi, Carla Valdi, Andrea Andreani, Luigi De Pascalis, Maurizio Landi e Daniele Mattei – è stata soprattutto la volontà dei ragazzi di trasmettere emozioni, pensieri e messaggi usando forme e ritmi differenti: dalla freschezza alla drammaticità, dalla linearità alla sperimentazione stilistica, molti autori – che fossero scrittori, fotografi o registi – sono riusciti a crearsi una propria strada, più o meno influenzata da modelli noti ed affermati; una ricerca finalizzata a raccontare vari aspetti del mondo che vivono e viviamo, permettendo di condividere le loro suggestioni e – perché no? – di scoprire punti di vista ricchi di nuovi, possibili stimoli. Il risultato più evidente, per il pubblico tarquiniese, è una mostra fotografica che raccoglie tutti gli scatti inviati dai partecipanti, visitabile sino a fine anno a Palazzo Vipereschi, sede dell’Università Agraria, cortese padrona di casa anche durante la cerimonia di premiazione. Tra numerose fotografie ricche di suggestione, spiccano le tre – dal titolo Morte a Venezia – realizzate dal vincitore, il padovano Giulio Asso, e la Trilogia della finzione di Caterina Mendolicchio, riminese che si è meritata la segnalazione della giuria.
Un bianco e nero ricco di fascino, richiamato dalle ambientazioni e dal sottofondo al pianoforte, è invece tratto caratterizzante di SilenziosaMente, cortometraggio realizzato con maestria dalla palermitana Laura Bertuglia. Abile a dividersi nei ruoli di registra e protagonista, la vincitrice riesce a trasportare nelle immagini, dal taglio mai banale, la piacevole tensione vissuta da una donna che, in attesa di un incontro, svolge quel rituale di preparazione – tra doccia, trucco e spazzola – sempre uguale eppure, ogni volta, scandito da aspettative e sensazioni diverse.
Il cuore del Premio Donati resta, però, la letteratura, amore originario che da dieci anni porta alla ribalta piccoli gioielli di narrativa: habitué, in questa collezione, è Matteo Edoardo Paoloni, la cui penna talentuosa gli garantisce la quarta affermazione nel Premio. Il suo racconto, Un buco chiuso deve essere aperto, di cui può leggersi uno stralcio sul numero dicembrino de L’extra, è una vera prova di maturità dell’autore per capacità di turbare il lettore, gestione delle storie e ricchezza di messaggi e citazioni più o meno esplicite. Notevole, per capacità espressive e immedesimazione nel personaggio, è anche l’opera vincitrice nella fascia più giovane, La notte è fredda: Cristiano Ciurluini, il giovane autore, dimostra una maturità stilistica pregevole per la sua età e una preparazione adeguata per gestire al meglio un racconto articolato. L’arduo compito di selezione per la giuria – trovatasi di fronte, soprattutto nella fascia degli over 18, ad opere tutte di qualità – ha portato infine alla segnalazione della piemontese Chiara Viola e del suo Il budino e di Sofia Stefanelli che, con Sul Ponte Carlo, s’è guadagnata l’opportunità, offerta dal nostro giornale, di prender parte gratuitamente alle lezioni del laboratorio di scrittura creativa Il Gattopardo.
Tale rapida presentazione dei premiati non riesce, naturalmente, a raccontare appieno quanto di buono mostrato da molti dei ragazzi partecipanti. Anche se, dalla cerimonia dello scorso venti dicembre, esce una bella notizia che permetterà agli appassionati lettori di vivere in maniera più diretta e completa storie, racconti ed emozioni di questo primo decennio di Premio: il presidente dell’Università Agraria, Alessandro Antonelli, ha infatti annunciato l’intenzione di promuovere una pubblicazione che raccolga le opere vincitrici di queste dieci edizioni. Un’iniziativa che, per l’Associazione Maurizio Donati, rappresenta da tempo un obiettivo fondamentale e che concederà al lettore un viaggio, divertente e curioso, nell’immaginazione e nella creatività di oltre una generazione di giovani scrittori.

Stefano Tienforti

 
Supplemento a L’extra – Iscr. Trib. Di Civitavecchia R.S. n. 6/06 del 23/03/2006 – Direttore responsabile Stefano Tienforti
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