Se
c’è una cosa che riesce a trasmettermi
entusiasmo ed ottimismo è scoprire –
anzi, meglio, riscoprire – la capacità
delle persone di generare idee, affidarsi alla creatività,
saper sognare e raccontare i propri sogni con ogni
mezzo d’espressione. Ancor di più quando
tale energia viene da ragazzi capaci di vivere e
condividere pensieri, sensazioni, desideri e speranze.
È per questo che la cerimonia di premiazione
e, più in generale, l’intero svolgimento
dell’edizione 2009 del Premio Maurizio Donati
– alla cui organizzazione ho avuto il piacere
di partecipare – sono state per me esperienze
non solo divertenti e stimolanti, ma anche straordinarie
iniezioni di fiducia.
Il concorso in memoria dell’indimenticato
docente delle scuole superiori tarquiniesi, giunto
al suo decimo anno di vita, è stato motore
e scenario di un inatteso, apprezzatissimo ed enorme
interesse da parte di ragazzi d’ogni parte
d’Italia, con circa cento partecipanti suddivisi
nelle tre sezioni dedicate alla narrativa, al cortometraggio
e – novità dell’ultima edizione
– fotografia. Al di là del pur soddisfacente
successo quantitativo, a colpire la giuria –
composta da Anna Alfieri, Lilia Grazia Tiberi, Carla
Valdi, Andrea Andreani, Luigi De Pascalis, Maurizio
Landi e Daniele Mattei – è stata soprattutto
la volontà dei ragazzi di trasmettere emozioni,
pensieri e messaggi usando forme e ritmi differenti:
dalla freschezza alla drammaticità, dalla
linearità alla sperimentazione stilistica,
molti autori – che fossero scrittori, fotografi
o registi – sono riusciti a crearsi una propria
strada, più o meno influenzata da modelli
noti ed affermati; una ricerca finalizzata a raccontare
vari aspetti del mondo che vivono e viviamo, permettendo
di condividere le loro suggestioni e – perché
no? – di scoprire punti di vista ricchi di
nuovi, possibili stimoli. Il risultato più
evidente, per il pubblico tarquiniese, è
una mostra fotografica che raccoglie tutti gli scatti
inviati dai partecipanti, visitabile sino a fine
anno a Palazzo Vipereschi, sede dell’Università
Agraria, cortese padrona di casa anche durante la
cerimonia di premiazione. Tra numerose fotografie
ricche di suggestione, spiccano le tre – dal
titolo Morte a Venezia – realizzate
dal vincitore, il padovano Giulio Asso, e la Trilogia
della finzione di Caterina Mendolicchio, riminese
che si è meritata la segnalazione della giuria.
Un bianco e nero ricco di fascino, richiamato dalle
ambientazioni e dal sottofondo al pianoforte, è
invece tratto caratterizzante di SilenziosaMente,
cortometraggio realizzato con maestria dalla palermitana
Laura Bertuglia. Abile a dividersi nei ruoli di
registra e protagonista, la vincitrice riesce a
trasportare nelle immagini, dal taglio mai banale,
la piacevole tensione vissuta da una donna che,
in attesa di un incontro, svolge quel rituale di
preparazione – tra doccia, trucco e spazzola
– sempre uguale eppure, ogni volta, scandito
da aspettative e sensazioni diverse.
Il cuore del Premio Donati resta, però, la
letteratura, amore originario che da dieci anni
porta alla ribalta piccoli gioielli di narrativa:
habitué, in questa collezione, è Matteo
Edoardo Paoloni, la cui penna talentuosa gli garantisce
la quarta affermazione nel Premio. Il suo racconto,
Un buco chiuso deve essere aperto, di cui
può leggersi uno stralcio sul numero dicembrino
de L’extra, è una vera prova
di maturità dell’autore per capacità
di turbare il lettore, gestione delle storie e ricchezza
di messaggi e citazioni più o meno esplicite.
Notevole, per capacità espressive e immedesimazione
nel personaggio, è anche l’opera vincitrice
nella fascia più giovane, La notte è
fredda: Cristiano Ciurluini, il giovane autore,
dimostra una maturità stilistica pregevole
per la sua età e una preparazione adeguata
per gestire al meglio un racconto articolato. L’arduo
compito di selezione per la giuria – trovatasi
di fronte, soprattutto nella fascia degli over 18,
ad opere tutte di qualità – ha portato
infine alla segnalazione della piemontese Chiara
Viola e del suo Il budino e di Sofia Stefanelli
che, con Sul Ponte Carlo, s’è
guadagnata l’opportunità, offerta dal
nostro giornale, di prender parte gratuitamente
alle lezioni del laboratorio di scrittura creativa
Il Gattopardo.
Tale rapida presentazione dei premiati non riesce,
naturalmente, a raccontare appieno quanto di buono
mostrato da molti dei ragazzi partecipanti. Anche
se, dalla cerimonia dello scorso venti dicembre,
esce una bella notizia che permetterà agli
appassionati lettori di vivere in maniera più
diretta e completa storie, racconti ed emozioni
di questo primo decennio di Premio: il presidente
dell’Università Agraria, Alessandro
Antonelli, ha infatti annunciato l’intenzione
di promuovere una pubblicazione che raccolga le
opere vincitrici di queste dieci edizioni. Un’iniziativa
che, per l’Associazione Maurizio Donati, rappresenta
da tempo un obiettivo fondamentale e che concederà
al lettore un viaggio, divertente e curioso, nell’immaginazione
e nella creatività di oltre una generazione
di giovani scrittori.
Stefano
Tienforti