Lunedì, 14 Settembre, 2009 15:26

Turisti per forza
No, non è il titolo di un programma televisivo di viaggi e neanche un’imposizione per mobilitare in forma coatta persone verso mete stabilite.
È, semplicemente, la condizione con la quale un certo numero, sempre più esiguo per la verità, di visitatori, villeggianti o gitanti, decide di raggiungere Tarquinia, nonostante non gli sia pervenuto alcun efficace e promettente sollecito.
È la stessa condizione per la quale la potenzialità degli attrattori turistici, di cui il territorio è dotato per l’insieme della sua configurazione geografica, storica-archeologica ed ambientale, è sminuita nel suo reale valore dall’idea diffusa che sia sufficiente ribadirne, per lo più in privato, l’esistenza e l’avvenenza.
Appare quindi logico che il turista in procinto di decidere e scegliere come indirizzo dei suoi interessi la nostra Città debba, necessariamente, auto-motivarsi.
Altra logica, sempre indipendente dalla carente promozione turistica locale, è quella che governa i flussi turistici costituiti dalle gite didattiche orientate verso il Museo Nazionale Tarquiniense e la necropoli etrusca. In questo caso, il veicolo promozionale e pubblicitario è il libro scolastico. Infatti, tutti gli studenti della scuola dell’obbligo ed anche delle superiori, nel momento in cui andranno ad approfondire le origini della storia italica, troveranno sui libri un capitolo riguardante le antiche civiltà prima del dominio di Roma, tra le quali, com’è ovvio, quella etrusca immancabilmente rappresentata da qualche immagine dei noti monumenti tarquiniesi. Anche in questo caso non interviene, in termini di promozione, nessuna iniziativa cittadina a sollecitare, od invitare, le comitive scolaresche che pure continuano a visitare i monumenti estruschi.
Qualcosa di simile alle abitudini sono, invece, i soggiorni estivi dei balneanti al lido di Tarquinia.
Gran parte delle abitazioni in locazione vengono affittate, stagione dopo stagione, alle stesse famiglie; le altre, quelle di proprietà, sono ovviamente nella disponibilità degli intestatari. Poche, quindi, le novità relative alle presenze stagionali al Lido, pochi gli alberghi e, di conseguenza, quasi inutile la già scarsa pubblicità.
In questo quadro, che vorremmo fosse smentito da fatti nuovi ad incremento della vivacità di ogni tipo di turismo, le scelte della politica degli Enti locali e territoriali (Comune, Università Agraria, Provincia, Regione), integrate in un progetto condiviso e partecipato dagli imprenditori, potrebbero sovvertire il malinconico stato in cui versa, da troppo tempo, il settore.
Sì. Ma quale progetto?
Un disegno che possa tener conto delle specificità dell’area, intorno al quale si affermi e si stabilisca, prima d’ogni altro passo, che le singole ed individuali iniziative promozionali non producono altro se non uno spreco di energie e risorse e che, nella maggior parte dei casi, vanno a cristallizzare posizioni concorrenziali infruttuose, capaci di frammentare ed annullare qualsiasi forma di coesione anche all’interno di specifiche categorie economiche.
Ad oggi è più che mai indispensabile, per far fronte ad una somma di problemi e difficoltà economico-gestionali, concentrare le risorse, in primis quelle umane, entro un sistema di rapporti e competenze da spendere ”collettivamente” a favore di ogni “singolo”.
Occorrerebbe ragionare sull’adozione di un “protocollo d’accoglienza”, in grado di favorire la crescita del livello di qualità da offrire ai potenziali clienti-turisti, idoneo e congruo a massimizzare la “capitalizzazione” dell’utenza, fidelizzando il cliente-turista e stimolandolo a diventare, implicitamente, un “promotore parlante” in positivo della Città e della sua ospitalità.
Si potrebbe avviare sperimentalmente, a piccoli passi ma con decisione, la costruzione di pacchetti turistici “veri”, confezionati e proposti curando ogni più piccolo e marginale dettaglio: qualità e tipologia del soggiorno, durata, servizi offerti, servizi a richiesta, gastronomia, menu, prodotti tipici, orari per ogni necessità, percorsi turistici, guide, traduzioni, clima stagionale, prezzi, monumenti visitabili, offerte alternative, trasporti, distanze dalle principali vie di comunicazione, eventi in programma nel periodo, ecc.
Evidenziare la particolarità di certe offerte è, senza dubbio, un valore aggiunto utile ad incrementare la visibilità di qualsiasi annuncio, ma non per questo è più accettabile scadere pervicacemente nel “dilettantismo professionistico”. Certe iniziative rischiano di banalizzare ed omologare ciò che nell’immaginario collettivo è già percepito come “unico”. Per evitare una tale contaminazione la cura dell’immagine del sistema dovrebbe essere affidata a professionisti della comunicazione e cancellare, una volta per sempre, la consuetudine di affidarsi a sgangherati imbonitori e tuttologi di basso profilo.
Puntare su ciò che esiste è comunque una scelta vincente: il patrimonio archeologico, i monumenti medievali, la natura e il paesaggio non hanno bisogno di essere inventati. Non qui.
Naturalmente, tutto questo ha un senso solo se esiste un reale, vero e diffuso interesse nell’attivare risorse “dormienti” – fin troppo citate –, per iniziare a comprendere e tentare di sviluppare “un” turismo. Il contrario, cioè l’indifferenza, è già noto. Ed avanza.
Marco Vallesi


Supplemento a L’extra – Iscr. Trib. Di Civitavecchia R.S. n. 6/06 del 23/03/2006 – Direttore responsabile Stefano Tienforti
© 2010 La Ripa Associazione Culturale - Partita IVA 01967770569| Note legali e di cortesia | Pubblicità | Contatti
Google
Web www.l'extra.info