Ancora
una volta in fibrillazione, la rete “da”
e “per” Montalto di Castro è stata
attraversata da miliardi e miliardi di bit. A gran
velocità verso i server di tutto il mondo e,
addirittura, in diretta TV, immagini e suoni hanno
invaso, ridondanti, le case degli italiani e non solo,
su di un singolo caso di cronaca.
Dalle TV ai social network, dai telefoni alla carta
stampata, dai giornali ai supermarket si sono diffuse
opinioni, spese parole.
Dai bei tempi del nucleare non veniva pronunciato
così spesso questo nome: Montalto di Castro.
E su questo nome ora si sta combattendo una battaglia.
Un clamore vibrante ha penetrato la coscienza di uomini
e donne che hanno reagito alzando barricate, lanciando
sassi e urlando con orgoglio l’appartenenza
a questo luogo, a questa terra, a questa comunità.
Una difesa a oltranza contro la massa, contro i media,
contro tutti. Come ai tempi del nucleare c’è
in paese qualche voce fuori dal coro. Ma a differenza
di allora pochi aiuti dall’esterno. Tutti contro
e anche tutta l’opinione pubblica.
In questa storia di oggi non ci saranno né
vinti né vincitori. Invece a quei tempi l’opinione
pubblica si è espressa, ha votato e ha vinto
e si è potuto dire la parola fine su quella
storia: NO NUKE! Mai più violenza dall’atomo.
Eppure il mostro è dietro l’angolo.
Cresce nel silenzio di una stanza, tra gli alberi,
nei pensieri contorti e perversi dell’uomo.
Contro ogni resistenza può opporre la sua volontà,
la sua natura distruttrice, la sua forza bruta.
Eppure il mostro è tornato. Ha deciso di commettere
ancora un efferato delitto, omertà e silenzio
nasconderanno la sua devastazione.
Il potere è pronto a una nuova violenza. Che
la terra si opponga, che la sua gente gridi, che gli
uomini difendano non ha importanza. Tanto non sentirà
nessuno.
Il potere ha deciso. Metterà al servizio della
sua volontà tutta la sua determinazione, è
pronto a tutto per ottenere ciò che vuole.
Il nucleare deve tornare. Perché governare
vuol dire condurre.
Cosa potrà ora la comunità intera, la
gente, l’opinione pubblica contro tutto ciò?
Quali parole, quanti feedback, quali immagini tenteranno
nuovamente di superare il muro di questa decisione,
di fermare l’esecuzione di questa legge?
Daniele
Mattei