Un
legame impensabile, e sinora sconosciuto ai più,
tra Tarquinia e Leonardo Da Vinci; ma, tranquilli,
non c’è alcun criptico mistero da best-seller
ad accomunare le torri della Città tirrenica
e l’enigmatica esistenza dell’autore
della Gioconda.
A rappresentare il trait d’union
tra il passato leonardesco ed il presente tarquiniese
è, infatti, un ambizioso quanto talentuoso
ragazzo che, partendo proprio dalla Città
etrusca, si trova oggi ad esercitare il proprio
mestiere ispirandosi al genio toscano, omaggiandolo.
Protagonista dell’avvincente vicenda è
Danilo Carignola, tarquiniese ora operante a Firenze
che, completata con brillanti risultati la carriera
accademica tra liceo artistico, Accademia di Belle
Arti, stage ed esperienze tra Inghilterra
e Spagna, s’è negli anni affermato
come abile esperto in trucchi ed effetti speciali
per cinema e teatro: una strada che l’ha spinto,
assieme alla collega Elena Sardelli, a mettere in
piedi Crea
FX, laboratorio specializzato, tra i più
qualificati in Italia, nella creazione di effetti
speciali di trucco cinematografico mediante l’utilizzo
di tecniche e materiali all’avanguardia.
L’attività imprenditoriale non ha però
esaurito la vena artistica di Danilo, né
scalfito la sua voglia di sperimentare: da qui la
spinta a percorrere il sentiero creativo intrapreso
sin dai tempi dell’elaborazione della tesi
di laurea, inseguendo le linee artistiche della
scultura iperrealista e la costante ricerca di una
quanto più fedele, scrupolosa e quasi fotografica
riproduzione delle fattezze anatomiche umane.
È
dalla personale rielaborazione di queste idee che
Danilo concepisce e realizza l’opera che più
rappresenta quelle linee guida: nel 2007, dopo mesi
di lavori partiti dai bozzetti e proseguiti con
la realizzazione e modellazione manuale –
senza l’utilizzo, come base, di calchi realizzati
su modelli umani – Danilo espone presso l’Accademia
di Belle Arti di Firenze la sua prima scultura,
una riproduzione in silicone, dall’esasperato
realismo, di un corpo umano la cui posizione plasticamente
china, assieme al drappo bianco oculatamente dispostogli
intorno in fase d’allestimento, ben si combinava
con le statue classiche dell’ambiente circostante,
finendo per creare una sorta di legame nel tempo
tra un passato dallo stile intramontabile ed un
presente che vive di tecnologia, novità,
sperimentazione.
L’interesse suscitato è notevole, i
risultati immediati e ci riportano al filo conduttore
di questo breve racconto: la Crea FX viene infatti
contattata e coinvolta in un progetto del Museo
Leonardo Da Vinci, supportato tra gli altri dalla
CNA di Firenze, dal titolo La bottega di Leonardo.
L’idea è ambiziosa quanto stimolante:
in collaborazione con alcuni docenti d’anatomia
dell’Università di Firenze –
impegnati in uno studio teorico che ha ottenuto
anche il placet di Carlo Pedretti, uno
dei maggiori esperti viventi della vita e delle
opere di Leonardo – Danilo ed il suo staff
riproducono, in 22 modelli a grandezza naturale
straordinariamente realistici, altrettanti bozzetti
anatomici del genio di Vinci destinati ad esser
protagonisti di una mostra itinerante che, per circa
cinque anni, girerà l’Oceania e l’Asia
sud-orientale, iniziando con la tappa di Melbourne
prevista dal prossimo 17 ottobre sino al 31 gennaio
2010.
Leonardo
Da Vinci: Anatomy to robots – questo
il titolo dell’evento – ospiterà
non solo le opere di Danilo, ma anche le realizzazioni
meccaniche di un’ulteriore ditta toscana,
la Niccolai snc, riproducenti quanto più
fedelmente possibile le macchine di vario tipo ideate
da Leonardo, e la pittura di Antonio De Vito, affrescatore
fiorentino che realizzerà, lavorando sotto
gli occhi dei visitatori nel corso delle varie tappe
della mostra, una copia dell’Ultima cena.
L’evento, più unico che raro in una
terra in cui sono fortissimi la curiosità
ed il fascino della storia occidentale, pare mostrarsi
come un successo assicurato, tanto più che
ottimi sono stati i risultati dell’anteprima
fiorentina ospitata, lo scorso aprile, alla Fortezza
da Basso, in pieno centro della città del
Giglio, e che una mostra simile dovrebbe impegnare
in futuro la Crea FX ad Amboise, cittadina francese
dove Leonardo morì nel 1519.
“Pur trattandosi di mostre concettualmente
simili – ci spiega però Danilo –
l’interpretazione che se ne dà è
molto diversa. Ad Amboise, ed in Europa in generale,
si tende a privilegiare l’aspetto scientifico;
per le esperienze in Australia, invece, c’è
stata richiesta una maggiore spettacolarità:
abbiamo, insomma, un po’ abbondato con il
sangue, perché pare siano molto attratti
da scenari… pulp!”.
La
nostra speranza viaggia perciò in due direzioni:
che Danilo e la sua Crea FX possano, anche tramite
questa esperienza, vedersi aperte nuove porte per
inseguire i loro obiettivi artistici e professionali
e che, perché no, possano riportare –
a Firenze o, comunque, in Italia – le loro
creazioni. Un viaggio all’altro capo del mondo
nell’intento di ammirarle è per ora,
per noi, abbastanza proibitivo!
Stefano
Tienforti