Lunedì, 12 Ottobre, 2009 16:57

Un legame impensabile, e sinora sconosciuto ai più, tra Tarquinia e Leonardo Da Vinci; ma, tranquilli, non c’è alcun criptico mistero da best-seller ad accomunare le torri della Città tirrenica e l’enigmatica esistenza dell’autore della Gioconda.
A rappresentare il trait d’union tra il passato leonardesco ed il presente tarquiniese è, infatti, un ambizioso quanto talentuoso ragazzo che, partendo proprio dalla Città etrusca, si trova oggi ad esercitare il proprio mestiere ispirandosi al genio toscano, omaggiandolo.
Protagonista dell’avvincente vicenda è Danilo Carignola, tarquiniese ora operante a Firenze che, completata con brillanti risultati la carriera accademica tra liceo artistico, Accademia di Belle Arti, stage ed esperienze tra Inghilterra e Spagna, s’è negli anni affermato come abile esperto in trucchi ed effetti speciali per cinema e teatro: una strada che l’ha spinto, assieme alla collega Elena Sardelli, a mettere in piedi Crea FX, laboratorio specializzato, tra i più qualificati in Italia, nella creazione di effetti speciali di trucco cinematografico mediante l’utilizzo di tecniche e materiali all’avanguardia.
L’attività imprenditoriale non ha però esaurito la vena artistica di Danilo, né scalfito la sua voglia di sperimentare: da qui la spinta a percorrere il sentiero creativo intrapreso sin dai tempi dell’elaborazione della tesi di laurea, inseguendo le linee artistiche della scultura iperrealista e la costante ricerca di una quanto più fedele, scrupolosa e quasi fotografica riproduzione delle fattezze anatomiche umane.
È dalla personale rielaborazione di queste idee che Danilo concepisce e realizza l’opera che più rappresenta quelle linee guida: nel 2007, dopo mesi di lavori partiti dai bozzetti e proseguiti con la realizzazione e modellazione manuale – senza l’utilizzo, come base, di calchi realizzati su modelli umani – Danilo espone presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze la sua prima scultura, una riproduzione in silicone, dall’esasperato realismo, di un corpo umano la cui posizione plasticamente china, assieme al drappo bianco oculatamente dispostogli intorno in fase d’allestimento, ben si combinava con le statue classiche dell’ambiente circostante, finendo per creare una sorta di legame nel tempo tra un passato dallo stile intramontabile ed un presente che vive di tecnologia, novità, sperimentazione.
L’interesse suscitato è notevole, i risultati immediati e ci riportano al filo conduttore di questo breve racconto: la Crea FX viene infatti contattata e coinvolta in un progetto del Museo Leonardo Da Vinci, supportato tra gli altri dalla CNA di Firenze, dal titolo La bottega di Leonardo. L’idea è ambiziosa quanto stimolante: in collaborazione con alcuni docenti d’anatomia dell’Università di Firenze – impegnati in uno studio teorico che ha ottenuto anche il placet di Carlo Pedretti, uno dei maggiori esperti viventi della vita e delle opere di Leonardo – Danilo ed il suo staff riproducono, in 22 modelli a grandezza naturale straordinariamente realistici, altrettanti bozzetti anatomici del genio di Vinci destinati ad esser protagonisti di una mostra itinerante che, per circa cinque anni, girerà l’Oceania e l’Asia sud-orientale, iniziando con la tappa di Melbourne prevista dal prossimo 17 ottobre sino al 31 gennaio 2010.
Leonardo Da Vinci: Anatomy to robots – questo il titolo dell’evento – ospiterà non solo le opere di Danilo, ma anche le realizzazioni meccaniche di un’ulteriore ditta toscana, la Niccolai snc, riproducenti quanto più fedelmente possibile le macchine di vario tipo ideate da Leonardo, e la pittura di Antonio De Vito, affrescatore fiorentino che realizzerà, lavorando sotto gli occhi dei visitatori nel corso delle varie tappe della mostra, una copia dell’Ultima cena.
L’evento, più unico che raro in una terra in cui sono fortissimi la curiosità ed il fascino della storia occidentale, pare mostrarsi come un successo assicurato, tanto più che ottimi sono stati i risultati dell’anteprima fiorentina ospitata, lo scorso aprile, alla Fortezza da Basso, in pieno centro della città del Giglio, e che una mostra simile dovrebbe impegnare in futuro la Crea FX ad Amboise, cittadina francese dove Leonardo morì nel 1519.
“Pur trattandosi di mostre concettualmente simili – ci spiega però Danilo – l’interpretazione che se ne dà è molto diversa. Ad Amboise, ed in Europa in generale, si tende a privilegiare l’aspetto scientifico; per le esperienze in Australia, invece, c’è stata richiesta una maggiore spettacolarità: abbiamo, insomma, un po’ abbondato con il sangue, perché pare siano molto attratti da scenari… pulp!”.
La nostra speranza viaggia perciò in due direzioni: che Danilo e la sua Crea FX possano, anche tramite questa esperienza, vedersi aperte nuove porte per inseguire i loro obiettivi artistici e professionali e che, perché no, possano riportare – a Firenze o, comunque, in Italia – le loro creazioni. Un viaggio all’altro capo del mondo nell’intento di ammirarle è per ora, per noi, abbastanza proibitivo!

Stefano Tienforti




Supplemento a L’extra – Iscr. Trib. Di Civitavecchia R.S. n. 6/06 del 23/03/2006 – Direttore responsabile Stefano Tienforti
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