Lunedì, 9 Novembre, 2009 14:10

D'industria e altri saccheggi.

La repentina manovra d’inversione di rotta dell’Amministrazione comunale – rispetto alle dichiarate intenzioni della campagna elettorale all’insegna della “qualità”, dell’apertura, della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte amministrative, punti ribaditi in più occasioni dal sindaco Mazzola – si palesò sin dalla seconda adunanza consiliare (la prima si tenne per espletare le sole formalità di ratifica della nuova amministrazione) quando comparve, in un punto all’ordine del giorno, l’approvazione dello schema di convenzione per una ulteriore lottizzazione di diverse decine di ettari di terreno in località San Giorgio. Le opportune “comunicazioni” dell’allora Presidente del Consiglio, Giovanni Guarisco, prolungate ad arte oltre i tempi utili alla discussione della proposta di deliberazione, scongiurarono la frettolosa, inusitata e poco ragionata approvazione del provvedimento apparsa nell’aula del Consiglio come un coniglio dal cappello del prestigiatore. Da quel momento in poi, come rispondendo per frustrazione al negato, iniziale desiderio di “fare” economia “facile” senza badar troppo alla tutela del territorio e dell’ambiente ed anche, anzi che no, all’economia vera, cioè, quella di prospettiva, l’Amministrazione non ha risparmiato alla Città ogni sorta di spinta verso il degrado delle originarie risorse territoriali, comprese quelle umane. Un paletto, in questo senso, l’Amministrazione se lo è fatto piantare dall’Enel, con l’aiuto determinante del limpidissimo Marrazzo, esattamente al centro dell’aula consiliare. Intorno a questo punto fisso, materialmente sostanziato dall’insieme delle erogazioni disposte dall’Enel in favore del Comune (a quale titolo nessuno sa dirlo), ruota, dalla prima ora dell’era Mazzola, tutta l’attività politica della giunta, in massima parte impegnata a difendere, schierata in ringhioso affanno, il sacro palo.
Se le note vicende intorno all’affaire T.V.N. non fossero già da sole sufficienti e significative per apprezzare la tensione impiegata da Mazzola & C. nel non lasciarsi sfuggire altre simili e devastanti “opportunità” economiche, allora converrebbe ricordare la frenesia che pervase il Consiglio comunale nell’approvare, oliato e prono, il tracciato autostradale senza interferire in alcun modo col volere del Ministro Matteoli e, trasversalmente, con quello dei portaordini regionali; ed anche, se a qualcuno fosse sfuggita, la recente, pressoché surreale, apologetica dissertazione del sindaco – apparsa sulla stampa locale – sui benefici occupazionali derivanti dall’industria e, in particolare, dall’insediamento di un cementificio in zona “Arcipretura”. Per completare la rassegna mnemonica, a corollario delle precedenti, le esclusive e solitarie uscite del primo cittadino sul gradimento del nucleare a Montalto e la proposta di costruire a Tarquinia un aeroporto alternativo a quello in discussione per Viterbo (sic!). Queste tristi e documentate vicende ci dovrebbero rendere tutti consapevoli che l’assalto al territorio tarquiniese è iniziato e da un pezzo e senza bisogno d’assedio.
Torna in mente, così come evocata dai dipinti nella “sala degli affreschi” comunale, la vagheggiata discendenza della nostra Città dalla mitica, resistente Troia d’omerica memoria, dalla quale, evidentemente, non sono state ereditate altre suggestioni se non quelle utili al pittore che si cimentò in un puro volo di poetica e artistica fantasia.
Non c’è il coraggioso Ettore a difendere le mura e gli accessi, spalancati dall’ignavia d’origine antica e corrente, sono agevoli per l’invasore di turno. Si chiami esso Ulisse d’Itaca, Federico lo Svevo, Altero da Cecina o Roberto del Carroccio, poco importa. Il saccheggio è consentito ovunque e con ogni tempo, anche in caso di pioggia.

Marco Vallesi




Supplemento a L’extra – Iscr. Trib. Di Civitavecchia R.S. n. 6/06 del 23/03/2006 – Direttore responsabile Stefano Tienforti
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