Pensiamo
Positivo
Non so se a
causa delle suggestioni del campanilismo, o per
una fervida fantasia alimentata sin da bambino dall’affascinante
modo in cui m’è stata raccontata la
storia della mia Città, ho sempre visto in
Tarquinia un’energia particolare.
Un’austera forza – radicatasi nei secoli
e rafforzata dalle vicende, dai personaggi e dalle
personalità – che nel mio immaginario
pulsa, addirittura, nei vicoli del centro storico,
nei conci delle torri, nei numerosi dettagli nascosti
che, meglio di ogni altra cosa, sanno raccontare
il passato cittadino e la sua evoluzione.
E che non manca di farsi riscoprire negli animi
di una popolazione dall’indole complessa –
è innegabile – ma vigorosa, nel bene
e nel male. Quella stessa che rende i tarquiniesi
gente allo stesso tempo eccezionalmente generosa
o brutalmente ostile; che nel passato, non solo
quello antico, ha costruito e distrutto speranze,
idee, sogni, ambizioni e prospettive.
Questo spirito che sto cercando, non senza difficoltà,
di raccontare trova peraltro, spesso e volentieri,
un’espressione concreta ed evidente, addirittura
tangibile, nell’attività fervida, caparbia,
sorridente e determinata delle molte persone che
– animate da passione per la Città,
desiderio di realizzare qualcosa per essa, amore
per una comunità non necessariamente limitata
all’interno dei confini comunali – prestano
la loro opera nei numerosi sodalizi ed associazioni
di vario tipo che operano a Tarquinia.
Penso, ad esempio, alla meritoria opera dell’associazione
Fontana Antica, che più volte su queste pagine
ha meritato encomi per la fatica ed il tempo spesi,
con sapienza e competenza, nelle attività
archeologiche e di tutela del patrimonio artistico
cittadino. O all’Associazione Maurizio Donati,
che a fine anno celebrerà la premiazione
della decima edizione dell’omonimo concorso
letterario, capace, in questi anni, di avvicinare
alla narrativa almeno un paio di generazioni di
studenti.
Ed ancora tutte le associazioni sportive, che appena
qualche settimana fa hanno animato la Città
in occasione dell’Ultramaratona e che, settimana
per settimana, svolgono preziosa opera di educazione
e socializzazione di centinaia di ragazzi.
L’elenco sarebbe enorme, ed è appellandomi
alla brevità dello spazio a disposizione
che chiedo venia ai numerosi esclusi. Ma se è
innegabile che, per ricostruire ambizioni di sviluppo
mai come oggi confuse ed indeterminate, Tarquinia
possa far leva su quel patrimonio storico-artistico
di cui spesso, nelle dichiarazioni, si abusa, risulta
altrettanto evidente quanto preziosissimo, in tal
senso, posso risultare questo tesoro di persone,
energie e passioni.
Con una differenza: se le ricchezze architettoniche
o naturali, da sole, poco possono muovere nella
vita sociale ed economica cittadina, lo spirito
che anima l’associazionismo, l’intraprendenza
del volontariato sono la base su cui iniziare a
ricostruire un’idea della Tarquinia che si
vorrebbe.
Da lì, ancor prima che dalla politica, deve
ripartire un impulso: tra persone animate da spirito
comune e volontà di fare è, di certo,
più facile capirsi. Iniziamo a pensarci ed
a parlarne.
Stefano
Tienforti