Quel pasticciaccio brutto dello I.A.T.

di Marco Vallesi

Se l’informazione che l’amministrazione comunale riversa sulla stampa locale riguardasse, effettivamente, le scelte e le procedure che possono interessare la popolazione e le attività produttive ed economiche della città, forse, avremmo la possibilità di leggere qualcosa che non siano i soliti, ripetitivi e apodittici comunicati stampa che evidenziano, senza possibilità di equivoci, l’ormai permanente carattere propagandistico di ogni riga diffusa dal palazzo.

In un contesto informativo siffatto è ovvio e scontato che le notizie relative a certuni, delicati e vibranti,nonché nebulosi, “oggetti amministrativi” vengano diffuse unicamente nel ristretto, ma obbligatorio, ambito dell’Albo pretorio on-line.

È il caso, uno dei tanti, delle recenti procedure avviate per l’assegnazione della gestione dei servizi relativi all’“infopoint”: un papocchio imbandito a suon di “distrazioni” e altre particolarità , per un verso sorprendenti e per l’altro offensive per chi non si distrae.

Alle origini, in prossimità dell’estate 2010,  per l’occasione si invitano nove (9) potenziali soggetti interessati alla gara per l’assegnazione della gestione del servizio da svolgere nei locali ben apparecchiati a spese del Comune. Poi, a seguito della gara, una volta individuata la società vincitrice (Coop. Fuori C’Entro) e affidato il servizio, si lasciano trascorrere i due anni di gestione previsti dal capitolato d’appalto e la relativa scadenza – 30 Giugno 2012 – senza aver predisposto per tempo  il bando per la nuova gara d’appalto prima dei noti e sanciti termini di fine rapporto con il gestore affidatario.

La conseguenza di tale inadempienza sarà quella per cui, tanto per non lasciare sguarnito il punto d’informazione turistica, l’amministrazione conferma nel servizio per ulteriori tre mesi (dal 1 Luglio al 30 Settembre 2012) la stessa società che si era aggiudicata il servizio per i soli due anni previsti dal bando e, di fatto, il Comune di Tarquinia – precisamente la Giunta municipale – dà luogo ad una sorta di “proroga” sulla quale aleggiano però, per più d’un motivo, non pochi dubbi.

Infatti, la volontà ed i parametri, unitamente ai compensi descritti nella delibera di Giunta (la n° 148 del 28-06-2012 – qui il documento) con la quale l’amministrazione conferma l’affidamento degli uffici I.A.T. alla medesima società già risultata vincitrice di un affidamento in scadenza, conferisce al nuovo affidamento trimestrale un carattere di continuità per un servizio che, nel capitolato del bando di gara, era indicato – precisamente – per la durata di anni due (2), ossia ventiquattro mesi (24), non oltre. Chissà se, nel prossimo bando, verrà aggiunto un paragrafo per chiarire ai concorrenti il contegno da tenere per una simile, estensibile eventualità?

Ma il “pasticcio”non finisce qui. Anzi, monta e cresce con una incredibile delibera di Giunta, la n° 147 del 28-06-2012 (qui), che precede di un soffio quella sopra citata. Si tratta di un: “AVVISO DI INDAGINE DI MERCATO RICERCA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER CONCESSIONE SERVIZI INFORMAZIONE E ACCOGLIENZA TURISTICA (o INFOPOINT)”. Un avviso che, com’è ovvio, poteva (più avanti si chiarirà l’imperfetto “poteva”) interessare diversi soggetti ma che, presentava (di nuovo l’imperfetto…) qualche curiosa anomalia.

Osservando, ad esempio, la data della deliberazione – 28 Giugno 2012 – ci si può rendere immediatamente conto che la stessa è a ridosso della scadenza di cui si è parlato diffusamente in precedenza ma, in questo documento, ciò che è più rimarchevole sono altre date, ovvero, quelle indicate nel “CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE” allegato alla delibera che prevede un periodo di pubblicazione per 15 giorni consecutivi, dal 17-07-2012 al 01-08-2012,  e quella in cui, invece, si chiudono perentoriamente, con l’evidenza dell’inchiostro rosso, i termini per la presentazione della manifestazione d’interesse per l’ormai pluricitato I.A.T. o “infopoint”: entro le ore 13,00 del 21..07.2012 (testuale). Ossia, soli quattro (4) giorni concessi agli eventuali interessati – se informati –  per far pervenire all’ufficio protocollo del Comune di Tarquinia una corposa mole di documenti.

Ora, ammesso e non concesso che l’estensore di un tale documento si sia semplicemente distratto e abbia fatto confusione con le date – magari per la fretta, o per la tremenda calura di quei giorni, o le due insieme – ancora ci si chiede come mai, a fronte di una pubblicazione, notoriamente obbligatoria per legge di quindici giorni (15), i termini per “manifestare interesse” siano stati, anche solo “immaginati” – eppure indicati – così brevi e drasticamente stringenti. Esisteva qualche preciso motivo per chiudere in un così breve lasso di tempo un’opportunità del genere?  È possibile che, prima della pubblicazione nessuno, tra amministrazione ed apparato comunale, abbia letto e notato l’incongruenza tra le date del deliberato? Neanche quando una delle date, evidenziata dall’inchiostro rosso, spiccava come un faro nella notte buia e pesta?

Nel frattempo, su cosa sia effettivamente accaduto negli uffici comunali e quali siano state le reazioni dei vari soggetti allertati a vario titolo per i fatti sin qui narrati, è calato un velo di mistero. Tuttavia, qualcosa o qualcuno deve essersi mobilitato.  Tant’è che, pochi giorni fa, per l’esattezza il 6 Agosto, il Comune di Tarquinia pubblica un nuovo avviso (questo) di “RIAPERTURA DEI TERMINI” per la “manifestazione d’interesse” relativa all’affidamento della concessione I.A.T. dilatandone i termini sino alle ore 13,00 del 17..08.2012 e recuperando, perciò, gli undici (11) giorni “dimenticati” nel precedente avviso. Quindi, coloro che “potevano” ora possono interessarsi.

Il resto, ai nostri lettori.

Università Agraria, Bonelli: “Allevamento obbiettivi raggiunti”

Riceviamo e pubblichiamo

Gli obbiettivi previsti dal bilancio dell’Ente nell’anno 2012, nel comparto allevamento, sono stati già ampiamente raggiunti con largo anticipo, peraltro in un momento di crisi drammatica per il settore. Incrementi di nascite, confermate anche quest’anno, collaborazione seria con la Cooperativa Zootecnica che funge da punto vendita, qualità del prodotto, abbattimento dei costi, valorizzazione della biodiversità animale rappresentata dalla razza maremmana, sono gli indicatori su cui abbiamo puntato con successo.

L’allevamento di cavalli e bovini maremmani del centro aziendale della Roccaccia è di certo uno dei più rinomati della regione, i nostri prodotti sono ormai richiesti ovunque, hanno mercato. Siamo stati protagonisti anche alla recente asta dei riproduttori maremmani in quel dell’Alberese, presso il centro genetico. Qui cominciano le nostre recriminazioni. Gli allevamenti della Regione Toscana, per l’acquisto dei riproduttori hanno un contributo a fondo perduto pari al 40% del prezzo di aggiudicazione. Sono anni che chiediamo simili aiuti anche alla Regione Lazio, senza alcuna risposta. La conseguenza è che i migliori esemplari restano in Toscana aumentando il gap.

Altro esempio le stazioni di monta pubblica equina. La diatriba tra regioni Lazio e Toscana sui mancati pagamenti della prima indebolisce il parco stalloni nel Lazio. Solo a Tarquinia il danno è significativo. La nostra stazione di monta pubblica avrà una produzione ridotta al 50%, salvata peraltro da un accordo tra Università Agraria e privati.

Misure pomposamente denominate “pagamenti per il benessere animale”, penalizzano in realtà le aziende virtuose che hanno scelto da sempre la qualità, il pascolo brado e la biodiversità,  urgono misure specifiche che rendano gli allevamenti ancor più competitivi. Il comparto ha bisogno di aiuti concreti, soprattutto in maremma dove la concorrenza con la Toscana è spietata.

Renzo Bonelli
Assessore Centro Aziendale – Università Agraria di Tarquinia