Toto’s, tre punti che valgono oro

Il Ditirambo continua la corsa a punteggio pieno: la vittoria contro Comet (7 a 2 il risultato finale) rende di fatto ininfluente l’ultimo match per i biancorossoblu, già certi non solo della qualificazione ma anche del primo posto. Per il resto, bagarre totale nel girone, con un’ultima giornata decisiva per assegnare i tre rimanenti posti per la qualificazione.

Bene, invece, nel girone A, il Toto’s Café, che d’esperienza conto lextra.info trova una vittoria importantissima in chiave qualificazione. A ranghi ridottissimi e sotto due a zero – doppietta per gli arancioni di Capitan Micozzi – i gialloblu riescono a rigirare le sorti del match, spuntandola grazie ad un tiro libero di Mario Seripa a fine primo tempo.

Lettere al Direttore: “Sagra del Melone, un vero successo”

Riceviamo e pubblichiamo

Festa del melone a San Martino, un vero successo. Non ho mai indossato un’uniforme o una divisa, anzi, per di più, devo dire che ho sempre rifuggito la cosa.

Sono figlio di tempi e di una terra nei quali le radici sono pressoché recise, per i quali il futuro è l’unica cosa che conta ed il valore al quale mi sento di essere sempre stato educato è quello del relativismo. Eppure sabato sera mi è accaduto qualcosa che in molti di certo non avranno nemmeno notato, ma che per me ha rappresentato una vera rivoluzione.

Alle sette della sera, in piazza San Martino, eravamo tutti intenti a preparare per la Festa del Melone che di lì a pochi minuti avrebbe avuto inizio. Ecco che qualcuno porta una grande scatola e inizia a distribuire delle polo color vinaccia a tutti i volontari. Sapevo che avremmo indossato delle magliette di riconoscimento del Comitato, ma non avevo pensato a quello che avrei potuto provare indossandone una. L’occhio mi va subito sullo stemma del gruppo, la contrada San Martino. Questa la soluzione al dilemma della nostra terra, un semplice simbolo, cucito su una maglietta, al quale tutti noi facevamo riferimento, e del quale vantavamo orgogliosamente l’oca e l’uva inscritti nello scudo. Quel simbolo ci rappresentava e ci univa sotto un unico vessillo: per quelle due sere non eravamo più Tizio, Caio, o Sempronio, ma un’unica contrada.

Con così poco il Comitato San Martino ha dato il via a qualcosa al quale guardare attentamente per i prossimi anni. Noi cittadini di Tarquinia raramente ci siamo sentiti orgogliosi della nostra terra e di volta in volta abbiamo cercato simboli che ci unissero e ci facessero collaborare, ogni volta con dubbi risultati. Stavolta c’è una linea da seguire. San Martino, con un simbolo su una polo, ha messo un punto alle nostre divisioni, ha tracciato un confine, una linea con il quale possiamo affermare con sicurezza: “Tutto quello che era prima è passato. Da qui in poi è un’altra storia.”

L’orgoglio di appartenere a un gruppo, di avere radici in qualcosa ha spinto i vari volontari a lavorare giorno e notte per la riapertura di una chiesa e il simbolo di tutto ciò è proprio quello scudo. Molti leggeranno questa lettera storcendo il naso, ma credo che due parole su quanto accaduto vadano spese. È proprio dal basso, da gruppi di persone come i comitati di quartiere che si ricostruisce un paese. Siamo in ritardo di cinquant’anni rispetto a città anche limitrofi dove il concetto di contrada porta al rispetto e allo sviluppo della propria terra e all’organizzazione di manifestazioni di alto spessore.

Certo non è la festa del melone la soluzione ai problemi della città, ma proprio questo unirsi, oltre la politica e anche oltre l’associazionismo, potrebbe esserlo. E’ un amore sconfinato per il proprio quartiere nutrito di ricordi, intriso di storia e radicato nella memoria di ognuno. Un amore che può essere trasmesso ad altri o insegnato ai figli, cosa che farà sì che tra qualche anno, se il tutto verrà mantenuto, vedremo i piccoli continuare il lavoro dei grandi. Alla lezione del Comitato San Martino si affianca quella del Comitato Madonna dell’Olivo che in questi ultimi anni ha collezionato dei grandi risultati. Chissà che Sant’Antonio non inizi un cammino simile: le grandi cene di quartiere non siano che un seme. E San Leonardo? Se anche lì turbinoso estro di Sandra potesse essere trasmesso all’intero quartiere? Non sarebbe bello vederli mettersi in competizione l’uno con l’altro, come a Siena, Allumiere, Soriano ecc.?

Gli amministratori locali abbiano a cuore la cosa perché forse potrebbe essere questa la molla per la ripresa dell’economia turistica della città, e tra gli amministratori conto logicamente anche la Proloco. Non pensiamo che quella maglietta sia un semplice vanto di un gruppo, pensiamo invece che possa essere una guida, un libretto per le istruzioni di quella complessa macchina che è Tarquinia.

Sono onorato di essere stato tra coloro che per primi hanno indossato quel simbolo e per questo non posso che ringraziare il Comitato. Viva San Martino!

Università Agraria: “La caserma gratis allo Stato, l’ennesimo sopruso di Monti”

Riceviamo e pubblichiamo

Non vorremmo essere così poco Ente locale da non avere l’esenzione dal pagamento dell’IMU, ma abbastanza Ente Locale da cedere gratuitamente la caserma dei carabinieri in uso allo stato. In pratica lo Stato la userebbe gratis, e l’Università Agraria paga l’IMU. Saremmo al ridicolo, pagheremmo per ciò che è nostro. Serve chiarezza ed esigiamo risposte.

L’art. 3 del decreto legge del 6 luglio 2012 n.95 (spending review) è assurdo. Mentre la gente non arriva a fine mese e non ha i soldi per pagare l’affitto lo Stato si permette di non pagare l’adeguamento ISTAT dove è in affitto. Ma v’è di più, “Le Regioni e gli Enti Locali di cui al Decreto Legislativo 267/2000, concedono alle Amministrazioni dello Stato l’uso gratuito di immobili di loro proprietà”. Siamo certi di non rientrare nella previsione normativa poiché l’Università Agraria non è ricompresa nel D. Lgs. 267/2000, ma siamo abituati ad interpretazioni aberranti ed estensive. Se questo accadrà, siamo pronti ad azioni eclatanti.

Ed ancora “per i contratti in corso alla data di entrata in vigore del decreto, le Regioni e gli Enti Locali hanno facoltà di recedere, entro il  31 dicembre, anche in deroga ai termini dei contratti” della serie o lo dai gratis o li puoi cacciare, scaricando costi e responsabilità sugli Enti Locali.

Negli ultimi 7 anni, abbiamo investito sulla Caserma dei Carabinieri quasi 110.000 Euro, ad oggi lo Stato deve all’Università Agraria circa 112.680 Euro di arretrati oltre la rivalutazione ISTAT, motivo: non ci sono i soldi, e allora si fa una legge dove lo Stato esenta sé stesso dal pagamento. In sintesi tra IMU e simili trucchi Monti è costato all’Università Agraria oltre 400.000. Giusto ringraziare per la segnalazione il Polo di Centrodestra.

Il Governo Monti dà segni di schizofrenia. Impossibile non contestare simili scelte. Difficile continuare a giustificare chi lo sostiene. La politica è inerme. Abbiamo scritto a chiunque, compresi i politici locali, già ai tempi dell’IMU: risultato nessuna risposta. Oltre Viterbo è difficile guardare, questa volta non sprecheremo il francobollo.

Il Presidente dell’Università Agraria
Avv. Alessandro Antonelli

Lettere al Direttore, Montesi: “Basta con le illazioni”

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore,
non avrei mai voluto scrivere questa lettera ma le continue illazioni sulla mia persona mi costringono a farle avere questa missiva.

Come sa negli ultimi tre anni sono stato dirigente e collaboratore dell’Asd Corneto Tarquinia, c’ero il 9\5\2010 giorno della promozione in Eccellenza, c’ero il giorno della retrocessione con il Diana Nemi, ma c’ero e ci sono stato sempre durante le settimane di allenamenti, a fare i cartellini dei ragazzi, a riempire le liste delle squadre dai pulcini alla prima squadra.

Quest’anno ho conseguito il tesserino Uefa B di allenatore, subito ho manifestato l’intenzione di allenare, resomi conto che alla Corneto non c’era spazio ho preferito cercare altrove.

Ho avuto un paio di richieste e ho accettato quella che secondo me poteva essere più consona al mio modo di allenare: una squadra di Prima Categoria.

Nonostante ciò continuavo a frequentare tranquillamente la sede della società in quanto non avevo nessun problema né con il presidente né con il dg Granato, lo dimostra il fatto che autorizzato dal presidente rappresentavo ad una riunione tra società a Viterbo la Corneto il 18 giugno.

Fino a che venivo attaccato da un dirigente che oltre a manifestare in forma ironica le sue opinioni metteva in discussione il mio operato e alimentava false voci sul mio conto e sulla mia nuova società.

Un comportamento che non si sposa per nulla con gli ideali sempre professati alla Corneto, ribadisco che la mia non è una ripicca personale ma solo una volontà di potermi mettere in gioco dove mi è stata data un’opportunità.

Tanto si doveva per mettere definitivamente a tacere le chiacchiere circolate da un mese a questa parte.

 Francesco Montesi

Eccellenza: per la Corneto pronto il girone di ferro

Si pensava che la sagra dei ripescaggi non fosse ancora finita considerate le forti difficoltà societarie e logistiche in cui versa il Tor Sapienza, fra le quali non ultima, l’indisponibilità di un campo di gioco, che potevano comprometterne l’iscrizione al campionato di Eccellenza; tuttavia grazie ad un accordo con il Tor Tre Teste, che prevede tra l’atro la valorizzazione dei giovani in forza alle due società, i romani sono riusciti a perfezionare l’iscrizione in extremis.

Sarà l’unica squadra di Roma a misurarsi con la Corneto Tarquinia in un girone irto di difficoltà ed insidie, il girone A, così composto: Corneto Tarquinia, Caninese, Albalonga, Città di Monterotondo, Cecchina, Fregene, Fonte Nuova, Ladispoli, Guidonia, Montecelio, Montefiascone, Lupa Monterotondo, S. Maria delle Mole, Real Monterosi, Rieti, Pisoniano, Villanova e come riferito, Tor Sapienza.