Caffeina scende nei sotterranei di Tesori d’Etruria

Caffeina 2012 a Viterbo, vera e propria manifestazione culturale diffusa – 400 appuntamenti dislocati in location disseminate nell’intero centro medievale – e Tesori d’Etruria, porta d’ingresso ai sotterranei della “città dei papi”, a partire da questa sesta edizione daranno il via a una serie di imperdibili ed emozionanti appuntamenti con il pubblico.

Dal 29 giugno al 14 luglio, abitanti e ospiti potranno partecipare, passeggiando tra le mura del capoluogo della Tuscia, a incontri con scrittori e giornalisti, personaggi del mondo della televisione e della politica, dibattiti, reading teatrali, anteprime, concerti e spettacoli del panorama nazionale e internazionale.

Tutte le sere, una serie di eventi collaterali di Caffeina prenderanno vita quest’anno nei sotterranei del cuore della città medievale

 

La porta d’ingresso alla città nascosta si apre a piazza della Morte, nell’intatto quartiere medievale di San Pellegrino, all’interno di “Tesori d’Etruria”, bookshop e punto informativo e di accoglienza turistica. Le gallerie ritrovate risalgono al periodo medievale e sono state scavate sulla base di un reticolo di cunicoli, probabilmente già esistente fin dal periodo etrusco. Si tratta di tunnel che avevano lo scopo di comunicare tra i grandi palazzi o di consentire l’uscita dalla città senza andare incontro a imprevisti, soprattutto in caso di assedio.

calendario online

29 Giugno  –  “Emergere dalla città sotterranea. Artisti emergenti e sotterranei millenaria  confronto” con l’Assessore alle Politiche Giovanili Daniele Sabatini.

30 Giugno  – “Amari Amori e Amanti” di Giuseppe Rescifina con intermezzi musicali di Michele Arena. Evento gratutito, a prenotazione,  fino ad esaurimento posti. Tel (+39) 0761 220851

1 Luglio  –  “Acque di Primavera” coreografie contemporanee con Barbara Sagò Palomino e Claudio Magagnini

02 Luglio  –  Scultura dal vivo di Mirko Guglielmini

03 Luglio  –  “La scoperta della terza vita di Santa Rosa nella Biblioteca di Colombo del 1501″ a cura di Alberto Pichardo Gallardo

04 Luglio  – “Alexandrine Bonaparte, Principessa di Canino” a Cura di Michele Ranucci

05 Luglio  – “Il mondo dell’ignoto: indagini e risultati” a cura dell’associazione Prisma

06 Luglio  – “Duetti e 1/2 … di Teatro” con Sante Paolacci e Vincenzo De Luca

07 Luglio  –  Il Centro Studi Criminologici presenta: “Da dove deriva il potere seduttivo del male?”  Il Giudice Davide Monti e la Criminologa Alessia Micoli presentano il libro “L’abisso del sè. Satanismo e sette sataniche”.

08 Luglio  –  Giancarlo e Gianluca Bonamano presentano “Serata di musica con duo acustico”

09 Luglio  – Esposizione Nazionale  delle Arti Contemporanee presenta: “Poesie di una notte” a cura di Paolo Berti

11 Luglio  – “Territorio e giornalismo d’inchiesta. Il Contesto Quotidiano” con Daniele Camilli

Catini: “L’Agraria non si faccia sfuggire il bando regionale su boschi e foreste”

Riceviamo e pubblichiamo

“L’Università Agraria non si faccia sfuggire il bando regionale approvato in questi giorni dalla Regione Lazio dove vengono messi a disposizione 2 milioni di euro per la valorizzazione e il miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale delle foreste e dei boschi del Lazio”. Cosi interviene il consigliere Pdl Manuel Catini che vede nel provvedimento un segnale confortante che la Giunta Polverini vuole dare al patrimonio forestale del territorio regionale. “Si superi questa fase di “gossip politico” presente all’Università Agraria e si punti all’ottenimento di fondi regionali che in un momento economico cosi delicato anche per gli enti pubblici  sono di fondamentale importanza”. Il provvedimento che rientra nelle misure forestali previste dal Programma di Sviluppo Rurale del Lazio 2007-2013 punta ad una valorizzazione concreta, turistica e culturale, che passa anche per la realizzazione o il ripristino di arredi nelle aree interne ai boschi, per interventi di recinzione di aree boscate di particolare pregio ambientale a vantaggio della fauna selvatica, per attività di rimboschimento dei boschi e dei sottoboschi, fino ad arrivare alla pianificazione di veri e propri percorsi didattici, ricreativi e culturali. “Il Presidente Antonelli convochi una riunione dove possano essere invitati anche i consiglieri di opposizione andando ad aprire un concorso di idee per presentare un progetto serio ed efficiente alla Regione Lazio entro i termini indicati dal bando. Lo sviluppo della Città e del suo immenso patrimonio passa anche da questi progetti”.

Manuel Catini
Consigliere Pdl Università Agraria

Valentina e Ombra, feeling vincente: “E ora le finali!”

di Stefano Tienforti

Realizzare un sogno di vita, sportivo e professionale, è qualcosa di grande e difficile: sono richiesti impegno, sacrificio, una testa dura per superare i momenti difficili e quel briciolo di folle passione che serve a sfidare tutti quelli che pensano non riuscirai mai.

Perché la strada è lunga, in salita e piena di incognite, e serve una gran sicurezza in se stessi ed in quel che si vuole per continuare a percorrerla sino alla meta: anzi, nel caso di Valentina Marzi, per cavalcarla sino al traguardo. Perché la giovane amazzone tarquiniese – recente vincitrice nel corso della tappa aretina del Circuito di Eccellenza FISE – gli ostacoli lungo il suo percorso sino a questo successo li ha affrontati (e saltati) in sella al cavallo, suo amore sin da bambina.

“È la mia passione sin da piccola – spiega Valentina, in un weekend di relax tarquiniese prima del ritorno a Roma – sino a quando, a dieci anni, non ho iniziato a cavalcare, da Vittoria, nel suo maneggio a Tarquinia”. Da allora, undici anni di pratica, di cui l’ultimo facendo avanti ed indietro verso Roma per potersi allenare, nonostante le incombenze dell’esame di maturità. Sino alla decisione di entrare nell’Esercito.

“Dopo i primi mesi d’addestramento sono arrivata al Centro Militare di Equitazione di Montelibretti – racconta Valentina – dove ho potuto iniziare a seguire i cavalli”. Ed è lì che è nato il feeling con Ombra de Marchesana, il cavallo che la sta accompagnando in questa estate di soddisfazioni. “Lavoravo con Ombra già da un anno – ricorda la giovane amazzone tarquiniese – poi lo scorso novembre l’ho acquistata, ed è stato subito un feeling speciale: siamo giovani entrambe, cresciamo assieme”.

Il debutto in gara è arrivato l’inverno scorso, a Cattolica, poi un crescendo di risultati nella categoria d’appartenenza, 5 anni sport: un terzo posto a Doganella di Ninfa, un quarto a Montelibretti, quindi un primo ed un secondo posto nella due giorni di Arezzo, che lanciano Valentina ed Ombra alle finali di fine estate. “Abbiamo ottenuto la qualificazione – spiega Valentina – ora torneremo in gara a fine luglio per preparare l’appuntamento: la speranza è di classificarci tra le prime dieci”.

Intanto la preparazione continua a Montelibretti: “La caserma mi dà tantissime opportunità – spiega – per cui spero di vincere gare importanti e, soprattutto, di poter restare nell’Esercito: gareggiare in divisa e sentire gli occhi di tutti addosso è una sensazione splendida”.

Calcio sotto l’ombrellone: lo sberleffo di Pirlo alla povera Albione

di Leo Abbate

Ve lo confesso, io non li ho visti i rigori. Dopo aver dominato tutta la gara senza infilare uno straccio di pallone in rete, la beffa di uscire ai penalties sarebbe stato un colpo che il mio vecchio cuore poteva non reggere e così, al fischio finale di Proença (a proposito, visto che arbitro? Dopo aver sopportato tanti scalzacani, è stato un trionfo per l’anima veder arbitrare uno così) sono scappato. In compenso li ho sentiti, perché c’era la solita dozzina di ragazzi davanti al mio televisore e il “sonoro” arrivava, più inquietante della visione stessa.

Ad un certo punto un “NOOOOOO!”, una specie di ruggito feroce, m’ha fatto calare la pressione; ma poi, poco dopo la voce di Ciurluini – “Pirlo è matto!!”– e l’esclamazione di Marcucci – “No! Ha le palle!!!” – il tutto poco dopo seguito da grida di vittoria incontenibili m’ha fatto capire che l’incubo era finito.

Una sola squadra meritava di passare il turno: la nostra. Gli inglesi credono di giocare all’italiana ma hanno prodotto un calcio brutto, distruttivo e povero. Per tutta l’interminabile partita, i nostri avversari hanno avuto l’impalpabile percezione della loro inferiorità tecnica e agonistica e questa leggera puntura di spillo che tormentava la loro coscienza è diventata limpida certezza quando Pirlo si è preso beffe di loro con un rigore che ho potuto rivedere a mente fredda e che mi sembra un vero e proprio sberleffo, una sorta di sprezzante, canzonatorio, burlesco, beffardo schiaffone, paternalista e al tempo stesso distaccato e signorilmente somministrato, quasi come una sorta di gratificazione.

La reprimenda di un maestro nei confronti del proprio imberbe alunno, sprovveduto ed inesperto.

Da quel momento, la povera Albione ha ceduto di schianto, il rossore delle sue guance, da congestionamento da fatica che era, si è fatto verecondo rossore, turbamento dell’animo, smarrimento e soggezione tanto grandi da far desiderare di non incontrare mai più chi tanto travaglio ha saputo provocare. L’epilogo è stato scritto, dal più saggio dei nostri precettori, con l’inchiostro dell’ironia.

Giovedì ce la dovremo vedere con una macchina praticamente perfetta, con la quale non potremo permetterci il lusso di dominare sterilmente come abbiamo fatto con gli inglesi: uno schiacciasassi implacabile, congegnato in modo che a prevalere sulla classe e sulla forza individuale sia lo strapotere del collettivo. Non ci sono molte ragioni valide per essere ottimisti, due sole: siamo parecchio in credito con la fortuna e i tedeschi hanno una paura fottuta di noi, anche se non lo ammetterebbero mai.

Il passato parla da solo, anche quando sono riusciti, raramente, a prevalere, gli abbiamo fatto sputare l’anima. Speriamo che anche in questa occasione sia così. Non dobbiamo far troppi voli pindarici: è l’undicesima volta che arriviamo alle semi finali degli europei ma, come tutti sanno, li abbiamo vinti una volta soltanto.