Mountain Bike: domani la GranFondo Selva della Roccaccia

(s.t.) Lo sport, che sia agonismo, passione o passatempo, è e deve essere sempre, prima di tutto, un momento di evasione, e divertimento. E da questi due ingredienti, orami più di dieci anni fa, è nata l’idea che, poi, ha portato alla nascita del gruppo ciclistico Asd Etruskabike: nella primavera del 2000 un gruppo di amici saliva sulla bici e iniziava le prime escursioni.

Sino a che, nel 2002, quel gruppo di sedici persone che ogni domenica mattina, alle 8 e 30, partiva all’avventura, decide di creare una vera squadra: nel gennaio 2003 nasce quindi il gruppo ciclistico Asd Etruskabike. E negli anni sono stati macinati chilometri, scalate salite, concluse gare dalle emozioni più o meno esaltanti, ottenuti risultati anche prestigiosi. Ed il gruppo di sedici ha superato la soglia dei quaranta iscritti, un gruppo di amici – come dichiarano nel sito ufficiale – “con la stessa voglia matta di stare insieme, pedalare, stringere i denti, sudare e gioire”.

Dopo la bella prova dello scorso 20 maggio a Capoliveri, cui fan riferimento alcune delle foto pubblicate, domenica si corre in casa, con la sesta edizione della Granfondo Selva della Roccaccia. Alle 9 e 30, presso il Centro Aziendale dell’Università Agraria, si pedala nello splendido scenario dei boschi e della campagna tarquiniese: la gara, valida come campionato regionale UISP, si corre sulla distanza di 42 kilometri; per gli escursionisti, percorso sui 21 km.

La Granfondo tarquiniese è la quinta gara del circuito MTB della Maremma Tosco Laziale, giunto alla sua quarta edizione unendo tutti i principali appuntamenti in mountain bike tra l’Alto Lazio e la Bassa Toscana.

IMU, avanti tutta! Il consiglio approva le aliquote 2012

(s.t.) L’IMU è tema caldo, e lo si capisce dal fatto che, nelle chiacchiere cittadine, spesso non si parla d’altro. La più diretta conseguenza per la politica cittadina è stata un’affluenza notevole e rumorosa al consiglio comunale che venerdì 8 giugno ha deliberato sulle aliquote dell’imposta municipale propria, in un clima surriscaldato un po’ dal tema, un po’ dalla temperatura, un po’ dal fatto che l’assise è iniziata con oltre quaranta minuti di ritardo nell’attesa che terminasse il convegno medico in corso nella sala consiliare.

Dopo di che, approvato in breve ed all’unanimità la delibera sull’avvio dell’attività dei mercato stagionali (operativi da domani, 10 giugno, sino al prossimo 30 settembre), è partita la discussione che ha monopolizzato gran parte del pomeriggio politico tarquiniese.

Partiamo dalla notizia “definitiva”: la maggioranza ha approvato compatta la proposta di delibera in discussione, invece bocciata da tutta l’opposizione. Da ciò, derivano per i cittadini tarquiniesi le seguenti aliquote IMU: 0,4% per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, 0,1% per i fabbricati rurali ad uso strumentale, 0,76% per i terreni agricoli e per le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A10, B, D e C (quelle, per intenderci, utilizzate per attività artigianali, produttive e lavorative), 1,06% per le aree fabbricabili e 0,96% per tutti gli immobili  diversi da quelli dei punti precedenti. La delibera prevede anche tutta una serie di detrazioni sulla prima casa.

Ad aprire la discussione è stata la lettura, da parte del presidente del consiglio, di una lettera a firma congiunta delle rappresentanze sindacali agricole, che richiedono una riduzione delle percentuali sui terreni agricoli. La battaglia portata avanti dall’opposizione, quindi, s’è svolta su due fronti: da una parte il tentativo di chiedere una riduzione delle aliquote, dall’altra quello di rinviare la discussione.

A proporre una riduzione selezionata delle aliquote è stato Cesare Celletti (Movimento 5 Stelle), che in un emendamento ha proposto l’abbassamento delle aliquote relative ai terreni agricoli ed ai fabbricati legati ad attività produttive, “per evitare l’ulteriore soffocamento delle realtà che, a Tarquinia, producono ricchezza, garantiscono occupazione e che, per questo, devono essere sostenute e tutelate”.

La mozione dei consiglieri Meraviglia, Voccia, Maneschi e Serafini mirava invece a rinviare la votazione, ottenendo la possibilità di discutere in commissione per meglio comprendere i termini economici della questione. Tanto che, alla fine, la discussione è diventata un botta e risposta proprio su questo: come è possibile votare sulle aliquote se non è possibile conoscere i termini del bilancio in prossima approvazione, né le voci di spesa in esso contenute.

Su tutto, la posizione del sindaco Mazzola, che ne ha per tutti. A partire dal Governo. “Chi ha concepito l’IMU è matto da legare – attacca – Lo stato chiede a noi comuni di fare da esattori, vuole il 3,8 per mille fisso sui terreni come su altre pertinenze e noi dobbiamo mettere queste aliquote per garantire i servizi al cittadino. Ed il peso lo abbiamo distribuito su tutte le categorie, perché io non voglio fare discriminazioni: a Montalto hanno tenuto bassa l’aliquota sui terreni, è vero, ma hanno colpito pesantemente le attività produttive”.

A condire il piatto, vari siparietti con la platea ed un battibecco a tratti pittoresco con Pietro Serafini, nell’imbarazzo del presidente del consiglio Palmini, in balia dell’euforia verbale dei due contendenti.

Dopo l’alzata di mani che fissa le quote per l’IMU, la sala si svuota. Passano quasi inosservati il voto sulla modifica del regolamento comunale (all’unanimità s’è stabilito di abbassare da dieci a otto il numero di consiglieri necessari a garantire il numero legale, adeguandolo alla nuova composizione dell’assemblea) e quello sulla composizione delle commissioni consigliari.

E, immeritatamente, viene snobbata anche la mozione che esprime le perplessità e preoccupazioni del consiglio in merito alla “proposta di legge della Regione Lazio n. 226 del 2011 in materia di “sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio”. Una legge la cui approvazione finirebbe per delocalizzare il sistema del sostegno sociale, riducendone peraltro all’osso il personale attivo nei singoli comprensori. Votata dalla maggioranza e da Celletti, con l’astensione degli altri cinque consiglieri d’opposizione, la questione merita ulteriori approfondimenti.

Calcio sotto l’ombrellone: Leo Abbate presenta l’Europeo degli Azzurri

di Leo Abbate

Ed eccolo qua il campionato d’Europa, la manifestazione in assoluto più infausta per la nazionale italiana; per ricordare una vittoria degli azzurri è necessario tornare al lontano 1968 ( finale contro la Jugoslavia, risultato: 2 a 1, un micidiale uno – due con il quale prima Riva, poi Anastasi ebbero ragione dei temibili slavi, il Mister: un certo Ferruccio Valcareggi).

Era la grandissima nazionale di Zoff, Burgnich, Facchetti, Rosato, Guarneri, Salvadore, Mazzola, Domenghini, Riva, De Sisti, Anastasi.

Da quella volta e fino ad oggi, il campionato d’Europa l’abbiamo solo visto vincere dagli altri, da tutti gli altri, perfino dalla Grecia. Miglior piazzamento dopo la vittoria del ’68: una finale disputata nel 2000 e persa purtroppo con la Francia.

 Ma non finisce quì! Di motivi per affrontare questo appuntamento con scetticismo e preoccupazione ne abbiamo a tonnellate. Mentre noi abbiamo vinto questa competizione solo una volta ci sono nazioni europee che l’hanno vinta due volte (Francia e Spagna ) e perfino tre (la Germania). Perfino l’Olanda, che non vince mai niente, si è aggiudicata un campionato europeo proprio come l’Italia, quello del 1988, finale contro l’Urss: scarsi sulla carta e di molto inferiori sul piano della tradizione e della cabala.

Anche questa volta, se andiamo al concreto, la situazione non è buona. La nostra Nazionale è sotto schiaffo per defezioni dovute agli scandali, con giocatori reduci da gravi infortuni (basti pensare all’ictus di Cassano e allo stiramento di Chiellini) e altri, non più giovani, sfiancati da un campionato che in assoluto è il più massacrante d’Europa, non fosse altro che per  l’altissimo livello tecnico e atletico delle squadre cosiddette “minori” che impegnano severamente e fino all’ultima giornata, qualsiasi avversario di qualsiasi caratura.

Se a tutto questo aggiungete che Balotelli è un incognita, Prandelli è un incognita, De Rossi in difesa è un incognita, Ogbonna non sta neanche sulle figurine e siamo capitati in un girone d’acciaio temperato, dato che dovremo affrontare nel’ordine: Spagna (10 giugno), Croazia (14 giugno) e Irlanda (18 giugno), mi sembra di poter dire che a partire dal  19 giugno, il nostro europeo sarà morto e sepolto. Buon divertimento.

Sabato alla Stas si presentano i libri di Romano G. Tucci

Riceviamo e pubblichiamo

Sabato 9 giugno p.v. alle ore 18.00 nella Sala Sacchetti di Palazzo dei Priori, Via dell’Archetto 4, sede della Società Tarquiniense d’Arte e Storia, avrà luogo la presentazione di due libri dell’autore Romano G. Tucci: il romanzo “L’Aliseo di Nord-Est” e i racconti surreali “Scatole cinesi”. Il relatore sarà il Prof. Luciano Pranzetti, docente di letteratura italiana e storia, autore di saggistica, narrativa, poesia, latinista e studioso di Dante. Del Professor Pranzetti, abbiamo avuto già occasione di ospitare la presentazione della traduzione in endecasillabi sciolti delle “Bucoliche” di Virgilio, opera edita dal Centro Incontri Culturali nel 2010 e finanziata dalla Fondazione Cariciv di Civitavecchia. Di recente si è aggiunto il repertorio sulle corrispondenze stilistiche Dante/Virgilio, anche questo finanziato dalla Fondazione Cariciv.

Interverranno il Dott. Tiziano Torresi, attuale Segretario nazionale del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (Meic), l’aggregazione laicale dei laureati e degli intellettuali cattolici italiani. Attualmente allievo della Scuola Dottorale Scienze Politiche dell’Università di Roma Tre e già autore di un volume “L’altra giovinezza”, Premio Capri 2010, di numerosi articoli di attualità e ricerche di carattere storiografico.

La Prof. Clorinda Ruzzi, giornalista, critica letteraria e collaboratrice di numerose riviste, poeta affermata che, con l’ultima sua opera “La casa sull’acqua” edita da Lieto Colle (2011), ha ottenuto il “Premio Letterario Internazionale Città di Moncalieri” e il “Fiorino d’Argento” del Premio Firenze Europa in Palazzo Vecchio a Firenze.

L’autore non ha origini letterarie, bensì marinare. Dopo severi studi classici, ha iniziato la sua vita operativa all’Accademia Navale di Livorno e poi all’Istituto Nautico di Napoli. La sua opera prima “L’Aliseo di Nord Est”, nata negli anni giovanili di navigazione oceanica, ha preso corpo di recente quando gli impegni della sua attività gli hanno consentito di completarla. L’Aliseo di Nord Est, in uno scenario di esotiche “avventure marinare”, è, soprattutto, un romanzo di “avventure interiori”, frutto di un disagio sociale e di tanta solitudine.

Ma è anche una dolorosa storia d’amore. I protagonisti sono una giovane donna delle Piccole Antille ed un giovane uomo di mare che narra la vicenda attraverso una fitta corrispondenza epistolare con il suo implacabile avversario.

La seconda opera, “Scatole Cinesi”, è fatta di racconti, meglio dire “frammenti”, fantasiosi e surreali nei quali le più impensabili entità astratte, si personificano, parlano, si confrontano. Così le “parole”, diventano esseri antropomorfi che parlano, i “sogni” costituiscono un sindacato, l’”illusione” è una donna bella e seducente, il “silenzio” è un signore distinto e gli “applausi” commentano la qualità dell’evento cui hanno partecipato e così via. Altri lavori dello stesso autore sono in preparazione, tra cui un romanzo ed una raccolta di aforismi.