Il tarquiniese Ventolini eletto presidente degli arbitri della sezione di Civitavecchia

Riceviamo e pubblichiamo

Lunedì 4 giugno, in seconda battuta, dopo il “nulla di fatto” delle precedenti elezioni del 7 maggio scorso e sotto la supervisione di Giuseppe Quaresima, segretario del comitato regionale arbitrale Lazio, e di Marco Tosini, organo tecnico del calcio a 5 Cra Lazio, si è riunita l’assemblea degli arbitri di calcio di Civitavecchia con il compito di eleggere il presidente sezionale per il prossimo quadriennio 2012/2016.

È stata nominata la commissione che ha visto, all’unanimità, Patrizio D’Alessio in qualità di presidente dell’assemblea, Antonello Viola come vice-presidente e Federico Bruni come segretario. I lavori dell’assemblea sono continuati con l’esposizione dei rispettivi programmi da parte dei due candidati in lizza: Gian Luca Ventolini e Paolo Giardini. Alla chiusura del seggio, alle 21, avevano espresso il loro voto 82 associati.

Al termine dello spoglio, alle 21.45, risultava eletto quale nuovo presidente sezionale Gian Luca Ventolini, che raccoglieva ben 57 preferenze. Invece 18 erano i voti in favore di Paolo Giardini, 3 le schede nulle, 1 scheda bianca e 3 schede contestate. Gian Luca Ventolini è nato il 13 settembre 1967 ed è residente a Tarquinia, libero professionista, è arbitro dal 1985.

“Sono molto contento di questo risultato – ha detto il neoeletto presidente degli arbitri civitavecchiesi – è la prova che il mio lavoro da vice presidente sezionale per otto anni ha raccolto oggi il massimo dei suoi frutti”. “Vorrei ringraziare – ha proseguito – tutti gli associati della mia sezione, i componenti del CRA Lazio intervenuti, il presidente sezionale uscente Antonio Biso, e tutti i componenti del consiglio con i quali ho collaborato in questi anni. Adesso è solo tempo di rimboccarsi le maniche per rispettare l’impegno assunto, il tempo ci darà ragione”.

Estemporanee divagazioni calcistiche sotto l’ombrellone di Leo Abbate

di Leo Abbate

Per motivi “professionali” oltre che affettivi, ho avuto modo di seguire diverse partite del campionato di Eccellenza e ho scoperto che il centrocampista centrale è un esemplare a rischio estinzione. La massima quantità di gioco sviluppabile in novanta minuti, infatti, si dispiega sulle fasce laterali; perfino lo stesso regista di centrocampo, se c’è, qualora per un inusitato accidente della sorte abbia a ricever palla, evento ben raro, subito si affretta a scegliere quella fra le due linee laterali meno intasata d’argini umani per ricondurre il giuoco nel suo… alveo naturale; oppure, ed è anche peggio, ricorre al sempre più scontato “lancione” a cercar la testa del centravanti.

Che parta da posizione più arretrata (alla Pirlo, per intenderci) o dal centro del rettangolo di gioco, il “fantasista” abita sempre più raramente il pianeta del pallone e i pochi esemplari rimasti soffrono di artrite cervicale a furia di guardar palloni volanti che li scavalcano, o peggio, meditano di darsi al tennis, per vincere la sindrome da isolamento che sopravanza implacabile.

Se questa tendenza avesse preso piede prima d’ora, calciatori come Arie Haan, Roberto Baggio, Marco Tardelli, Nils Liedholm, Andrea Pirlo, Frank Lampard, Patrick Viera e altri che potete aggiungere voi stessi a piacimento vostro, sarebbero impiegati alle poste o chissà dove e la storia del pallone non ne avrebbe conservato testimonianza alcuna. C’è qualcosa che non va.

La Juventus quest’anno ha trovato in un centrocampista centrale con indole da fantasista, scaricato dal Milan, il perno che le ha consentito di organizzare una strategia di gioco imbattibile e ha vinto lo scudetto senza perdere mai una gara. Non fanno scuola certi esempi? Non bisognerebbe rifletterci sopra?

Oltre tutto un gioco organizzato con intelligenza strategica e astuzia tattica risulta molto più spettacolare del maledetto lancio lungo alla “spera in Dio”.  Oltre tutto, i cursori di fascia si usurano come ciabatte, costretti come sono a percorrere, gara dopo gara, migliaia di chilometri a stagione.

Oltre tutto, alle doti di corridore infaticabile, i medesimi debbono aggiungere anche piedi buoni perché se ti ammazzi di fatica per arrivare sul fondo e poi non sai fare un cross decente, lo spettacolo riceve colpi mortali ad ogni azione. Il nemico da abbattere rischia di essere la noia sepolcrale. Chissà se nel campionato di Promozione la situazione è la stessa. Mi sa che lo scopriremo fin troppo presto (oltre tutto!).

“Progetto bambino”: il Bonelli inaugurato con una festa del calcio giovanile – Le foto ed i video

Divertimento, sport e colore in una bella giornata di sole: la stagione calcistica della Corneto Tarquinia volge alla chiusura e le amarezze per la retrocessione della prima squadra diventano sorrisi quando si tratta di vedere all’opera i bambini della scuola calcio.

“Progetto bambino”, la manifestazione che lo scorso primo giugno ha animato lo stadio Bonelli della città etrusca, è stato perciò un appuntamento graditissimo, che ha abbinato il gioco dei piccoli atleti in campo alla festa per l’inaugurazione ufficiale del nuovo campo e delle tribune, già in uso da qualche mese ma mai solennemente “battezzate”.

Quasi cento bambini si sono sfidati in mini-partitelle sui piccoli campi allestiti sul nuovo terreno sintetico del Bonelli, sotto gli occhi attenti dei tecnici e tra gli applausi ed il tifo di genitori ed appassionati. Corneto Tarquinia, Montalto Calcio, Santa Marinella e San Gordiano: queste le società impegnate con i loro “Piccoli amici”, categoria che racchiude bambini di 5, 6 e 7 anni.

“È una manifestazione che segna il confine tra la vecchia stagione e la nuova – spiega Massimiliano Colucci, presidente del settore giovanile del club rossoblu – Un’attività pienamente ludica, all’insegna dei valori dello sport: alla fine, ogni bambino sarà premiato con una medaglia ricordo della giornata”.

Coluccio anticipa anche alcune novità della prossima stagione, prima tra tutte la nuova organizzazione societaria, che separerà il settore giovanile – quindi sino ai giovanissimi compresi – dall’attività agonistica. “Una strada che ci permetterà ancor di più di far giocare e crescere i ragazzi – spiega – sempre credendo nei valori dello sport. Il tutto nella più totale collaborazione e con il supporto del presidente Rinaldo Santori, che ringrazio per la fiducia dimostratami proponendomi questo ruolo”. Assieme a Massimiliano Coluccio, opereranno Daniele Marcomeni, responsabile del settore giovanile, e Gabriele Ventolini, responsabile tecnico.

A fine manifestazione, come detto, l’inaugurazione dell’impianto, alla presenza del vescovo S.E. Mons. Luigi Marrucci e del suo segretario Don Fabio Casilli, del Sindaco Mauro Mazzola e dell’Assessore allo Sport Sandro Celli, dell’Assessore all’ Università Agraria di Tarquinia Renzo Bonelli, del Presidente della Banca della Tuscia Pietro Mencarini, del Presidente del Corneto Rinaldo Santori e del Vice Presidente Giordano Brizi.

“Ringrazio le autorità intervenute – le parole di Coluccio – a partire da Mauro Mazzola per la sua vicinanza, l’Assessore Sandro Celli, con il quale spesso mi relaziono, S. E. Mons Luigi Marrucci che mi è molto vicino in questa nuova avventura e Renzo Bonelli per i suoi consigli”.

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