Zip & Zurp tra gli Etruschi: un’archeoguida sul web per i bambini

È disponibile ora sul Web, all’interno di Google Play, un’archeoguida interattiva per bambini della Necropoli di Tarquinia in compagnia di Zip & Zurp.

Si tratta di un cartoon al servizio dei bimbi, ma non solo, in visita al famoso sito Unesco. Zirp & Zurp sono due personaggi fantastici e immaginari nati per accompagnare il visitatore alla scoperta delle tombe dipinte della necropoli etrusca.

Attraverso l’archeoguida interattiva, si possono così capire i significati degli affreschi e le architetture delle tombe, visualizzando attraverso il racconto animato la vita passata dell’antica e affascinante Tarquinia.

L’applicazione Android richiede, in fase di installazione, una connessione a Internet per il download del materiale informativo. L’App è in grado di identificare rapidamente la propria posizione, rendendo facilmente raggiungibili le tombe più vicine.

Zip & Zurp tra gli Etruschi è scaricabile, al costo di un solo euro, al seguente url: https://play.google.com/store/apps/details?id=edizionitsm.tarquiniabimbi

Caratteristiche dell’app della guida interattiva

Lingue: italiano, inglese e tedesco
Durata del filmato: 25 min, ma il percorso si compie in circa un’ora
Tombe descritte: 11

Per informazioni:

Museo Nazionale Archeologico
Piazza Cavour – Tarquinia (VT)
tel. 0766.850080
Orario: 8.30 – 19.30
La biglietteria chiude un’ora prima

Necropoli del Calvario di Tarquinia,
tel. 0766.840000
Orario 8.30 – 18.30
La biglietteria chiude un’ora prima

www.necropoliditarquinia.it

Antonelli: “Sull’IMU l’Agraria fa da capro espiatorio”

Riceviamo e pubblichiamo

Sull’IMU in agricoltura occorre fare chiarezza. Spostare il problema sulle quote dell’Università Agraria è miope. È solo la punta di un iceberg assai più insidioso che rischia di affondare moltissime aziende agricole peraltro in una stagione impossibile come questa e in un periodo di crisi. Serve una seria mobilitazione.

L’Università Agraria versava al Comune di Tarquinia circa 170.000 Euro di ICI, oggi dovrà versare poco meno di 400.000 Euro di IMU. 157.000 Euro è l’IMU calcolata sui soli terreni ripartiti in quote, dai quali l’Ente introita un totale, compreso IMU, di poco superiore ai 300.000 Euro, al netto di quanto poi girato al Consorzio di Bonifica. Numeri alla mano incassano di più Stato e Comune con l’IMU dalle predette quote di quanto non faccia l’Università Agraria.

Il calcolo eseguito, quello previsto per legge: rendita, rivalutata al 25% per il previsto moltiplicatore di 135 per l’aliquota al 7,6 per mille. L’Università Agraria è infatti equiparata ad un grande proprietario terriero, il suo patrimonio conteggiato in maniera complessiva. Il 7,6 è l’aliquota fissata per legge in assenza di quella scelta dai Comuni, per il pagamento al 18 giugno.

Va ricordato che nella Provincia di Viterbo solo Tarquinia e Montalto di Castro pagano l’IMU e che nel Lazio nessun altra Università Agraria è assoggettata a questo tributo. La circolare n.3/DF del Ministero delle Finanze del 28 maggio specifica che in caso di concessioni il tributo è a carico del concessionario se riguarda demani collettivi. Finanche non riconosciuto dal Comune, l’Università Agraria non può eludere per legge detto principio.

La verità è che stiamo facendo gli esattori per conto di altri, ma non ci si può addossare la colpa della tassa più ingiusta della storia. Le quote dell’Agraria continuano ad avere costi inferiori a quelle di mercato. Non pagare non è la soluzione, se il gettito non sarà quello previsto il rischio è l’aumento dell’aliquota per tutti.

Il Presidente Avv. Alessandro Antonelli

Lettere al Direttore: “Storia, arte e tutela del patrimonio”

Riceviamo e pubblichiamo

Quand’ero bambino, ogni volta che passavamo sotto Santa Maria in Castello, mio padre mi soleva ripetere che Napoleone l’aveva usata come stalla per i cavalli della sua Armée ed io vedevo, nella mia mente, quei maledetti far urinare le loro bestie sui mosaici sacri del nostro Tempio, staccare via le pietre preziose della sua superba facciata colle loro baionette e saltellare ed arrabattarsi su tavole di legno e scale di fortuna, per strappare via anche le tessere che, più alte, allo scempio erano ancora sfuggite. Allora, li odiavo e la mia stessa stima ed ammirazione di quei campioni di Libertà, portatori di Fratellanza, mi bruciava nelle tempie.

Animato dal desiderio di emulare i nostri concittadini che presero parte, negli anni, alle lavorazioni di differenti film, realizzate in varie parti del nostro territorio ed in particolare dell’incantevole Centro Storico di uno dei centri maggiori della storia dello Stato Pontificio, che testimonia la nostra perduta grandezza, mi sono trovato ad impersonare un frate, nella più che suggestiva Santa Maria in Castello, la quale, nella finzione scenica, avrebbe dovuto essere una Firenze ammonita dall’indice accusatorio di Fra’ Girolamo, incarnato da un attore tanto nordico, pallido ed anglofono da essere assolutamente non credibile nei panni di Savonarola: difficilmente quella pelle bianca avrebbe funto da schermo al sole nella canicola d’un’estate ferrarese, tanto che, di sicuro, ne sarebbe stata trafitta.

Dei bambini messi in prima fila e poi ammoniti e sgridati e poi, ancora, scacciati, mi sembravano molto più savi di chi avrebbe dovuto farli recitare. Credo che se ad un bambino di cinque anni si dice di non guardare in camera, quella è proprio la prima cosa che fa… Mentre li trattavano come Divi scartati ad un facile provino, facendoli retrocedere nelle retrovie, le mie labbra si muovevano da sole: «nun c’hanno proprio modo…è colpa loro, erano loro che avrebbero dovuto insegnaje prima…l’hanno messi lì, pe’ ore e ore, senza spiegaje gnente prima…ma, anzi: so’ stati pure troppo bboni!».

Nel frattempo, mentre varie figuranti, compite, a capo velato, mi accennavano in assenso, maternamente approvando il mio pensiero, il grosso delle comparse aveva già eletto il vero Savonarola, scegliendolo nel mio compagno di comparsata, che, vestito da Domenicano, era veramente simile all’originale. Nelle pause, mentre a comparse ultrasettantenni veniva negato di riposarsi un attimo su sedie predisposte per giornalisti che si trovavano chi sa dove, ma sicuramente non sul posto, un compagno di ventura mi informava che quella era una produzione mondiale, la migliore al mondo, poiché mostrava la vera storia dei Borgia, che erano stati quelli “che trombavano”.

Poi… una fitta al cuore… il cervello si rifiuta di accettarlo: vedere carrelli pesanti con attrezzi di scena trasportati a mano sul pavimento, che ancora si ostina, dopo secoli di offese ed umiliazioni, a sorreggere il manto di quei meravigliosi mosaici che i nostri Padri realizzarono quando le nazioni stesse degli antenati dell’attore e dei tecnici della troupe erano ben al di là dal venire. Quando i nostri incomparabili artisti stesero quel velo di pura bellezza, intonando gli accenti della più dolce fra le lingue, gli idiomi stessi che essi parlano, e che ci impongono, neanche esistevano! Quando è stata costruita Santa Maria in Castello, in Nord America vivevano i pellerosse e la stessa lingua inglese moderna neanche esisteva…

Altri figuranti mi fanno notare degli allestimenti scenici del tutto improponibili, in quel superbo luogo di Fede, Arte e Cultura… m’indicano una mattonella di cotto divelta e spaccata a metà, dei frammenti di macco sparsi sul pavimento, dove i tecnici, alle prese con il binario della telecamera mobile e le cineprese portatili, chiedono ai miei occhi sbarrati, attoniti ed increduli: «che ti guardi? Hai perso qualcosa?» e, mentre gli attori per un giorno, tirando ad indovinare quanti soldi avrà incassato la Curia per consentire le riprese, mi ripetono la stessa cosa che ho sempre sentito dire, sin dall’infanzia («ma che ce voe fa’…ma lassa perde’…tanto so’ loro che c’hanno da paga’…ma chi te lo fa fa’ d’esporte…»), la mia mano raccoglie, tremante di rabbia ed offesa, alcune tessere del mosaico, staccate e giacenti ai nostri piedi, come sangue di bambino, perché ho deciso, ancora una volta, che mi esporrò, che li consegnerò alle Autorità di Polizia, che farò presente la cosa, perché la mia Coscienza mi impedisce di tacere.

Il futuro di Tarquinia è più importante del mio. L’Arte indica la nostra vera origine e, testimone  della nostra prima famiglia,  ci contraddistingue, per sempre, da coloro che i nostri padri civilizzarono. Se proprio non la si vuole apprezzare, la si consideri almeno per ciò che potrebbe e dovrebbe anche essere: il nostro petrolio. L’Arte è bellezza ed appartiene a tutti. I nostri antenati ci hanno lasciato il più grande e migliore patrimonio artistico al mondo. Noi cosa lasciamo a quei bambini i cui genitori hanno fatto a gara per vederli trattare come statuine?

Poi… un delirio inenarrabile… dopo aver fatto – con grande fatica per motivi che non vale la pena riportare – un Esposto alle Autorità competenti ed aver consegnato i reperti, sentirmi dire dall’Autorità ecclesiastica che ha la proprietà e la cura di quell’ineffabile Monumento di architettura e di religiosità e cui, ancora, tributo il mio rispetto, che i turisti vi entrano e si portano via le tessere del mosaico e che non può farci niente, perché la Sovrintendenza non autorizza l’apposizione di coperture in plexiglass o simili…

Ripenso alle mie visite a Santa Maria e San Pietro di Tuscania: sono aperte ad orario prestabilito, si possono visitare solo alla presenza di guardiani sul posto ed i mosaici, protetti da cordoni e transenne, non possono assolutamente essere calpestati, né si possono fare fotografie col flash…e, mentre scrivo questo breve pezzo, mi brucia ancora l’anima, risuonandomi nelle orecchie, il comando assurdo del capoccia: «Non parlate italiano! Non parlate italiano!».

Alessio Colotti

Rachele Boni del Basket Pegaso Tarquinia protagonista al Torneo Cavalieri di Ostia

Rachele Boni, giovane alfiere del Basket Pegaso Tarquinia, nello scorso weekend è stata protagonista del Torneo Alessandra Cavalieri, prestigioso appuntamento cestistico riservato ad una selezione regionale di ragazze nate negli anni 1998 e 1999.

Sul parquet delle Stelle Marine di Ostia, Rachele ha preso parte ad una due giorni di partite con altri giovani talenti del Lazio scelti dopo una selezione iniziata lo scorso febbraio: allora assieme a Rachele era stata selezionata anche l’altra atleta tarquiniese Sara Amorosi, il cui cammino nel torneo è stato però sfortunatamente fermato da un infortunio.

Rachele Boni ha ben figurato, giocando parecchi minuti e ottenendo, al termine della manifestazione, il riconoscimento come una delle cinque migliori giocatrici del torneo, titolare di un “quintetto ideale”. Un risultato importante e che fa ben sperare: il Torneo Cavalieri, infatti, è un appuntamento su cui si basano le scelte per le convocazioni nella rappresentativa regionale Azzurrina, importante vetrina del basket giovanile a livello nazionale.

Tomas Concepcion 1933-2012

Lunedì 4 giugno avrà luogo, eccezionalmente nella basilica di Santa Maria in Castello, una cerimonia funebre di commemorazione per la morte di Tomas Concepcion – avvenuta nella notte fra il 30 e il 31 maggio – importante  personalità internazionale che, elegantemente e con orientale discrezione, ha vissuto per anni a Tarquinia a Villa Staffa a Porta Castello.

Questo misterioso uomo dall’aspetto esotico e dal forte impegno politico, che ha onorato la nostra Città con la sua presenza, fu deputato al Congresso filippino, cioè al parlamento del suo paese, di cui era delegato a Ginevra. Tomas Concepcion fu, soprattutto, uno storico protagonista del movimento rivoluzionario che, nel 1986, pose fine alla dittatura di Ferdinando Marcos e di sua moglie Imelda.

Era un artista di valore internazionale. Scultore, pittore e scrittore, nato nell’isola di Mindanao nel 1933, iniziò i suoi studi artistici nell’Università delle Filippine, ma a diciassette anni si recò negli Stati Uniti d’America dove studiò nel San Francisco State College, diplomandosi in pittura e disegno per il teatro, divenendo poi scenografo nel Warwick Theaters nel New England. In seguito in Canada a Montreal studiava alla Ecole des Beaux Arts e diveniva scenografo del Trinity Theater. Per completare le sue conoscenze artistiche, viaggiava in Europa e si stabiliva a Roma dove studiava all’Accademia di Belle Arti.

A Roma partecipò a La dolce vita di Fellini e fu amico e collaboratore di Visconti, e di lui si ricordano ritratti di personaggi negli ambienti della nobiltà, del cinema e della cultura. Fervente cattolico, realizzò le due grandi statue in bronzo di due papi, Paolo VI per l’Università Urbaniana in Roma, e Giovanni Paolo II per il centro di Hagatna dell’isola di Guam nell’arcipelago delle isole Mariana.

Gli amici che frequentava a Tarquinia, che si riunivano nel suo bel giardino di fronte a Santa Maria in Castello, lo ricordano con affetto.

Brian Mobbs, Alexandra Pelko Mobbs, Giacomo E. Carretto, Rosanna Currenti Carretto, Anna Alfieri

Zona Olimpica in rappresentativa col Lazio

Sono state diramate in settimana, a cura della FIDAL Regionale Lazio, le convocazioni per il settore Cadetti/Cadette, delle rappresentative che disputeranno il 2 giugno a Campi Bisenzio (Firenze) il tradizionale Quadrangolare di Atletica per Regioni ed il 10 Giugno a Fidenza (Parma) il XXV° Trofeo “Ernesto Ceresini”.

Delle rappresentative faranno parte numerosi atleti della Zona Olimpica Atletica Viterbo che si sono messi in evidenza in questo inizio di stagione agonistica: nel Salto in Alto sarà presente Ludwig Schertel e Valeria Carvetti, nel lancio del Martello Jessica Carosi, nei 100Hs. Nikolas Ricci e nella Marcia Delia Pala.

Più che soddisfatto delle convocazioni il presidente della società viterbese, Giuseppe Misuraca, che incoraggia gli atleti a dare il massimo nelle due importanti rassegne nazionali, dando una buona immagine della nostra atletica provinciale, sempre più viva in questi ultimi anni, sotto al spinta di un qualificatissimo settore tecnico, composto da giovanissimi e validi allenatori.