Antonelli: “IMU mannaia sull’Università Agraria: il PDL specula”

Riceviamo e pubblichiamo

Gli aumenti delle corrisposte, un atto dovuto. Necessario per far fronte al pagamento dell’IMU. Dai 170.000 Euro di ICI dovuti, siamo passati ad oltre 400.000 Euro di IMU da versare. Ai concessionari ripartita la parte sui terreni condotti, ai sensi della circolare n.3/DF del Ministero delle Finanze.

Quanto aumentato sarà infatti girato integralmente al Comune di Tarquinia e al Governo, non un centesimo rimarrà all’Università Agraria. In caso di abbattimento dell’aliquota al disotto del 7,6 per mille sarà ridotta la seconda rata della corrisposta, come già spiegato in Consiglio.

Aumenti significativi e obbligati, che portano le quote a prezzi vicini a quelli di mercato. È da gennaio che predichiamo da soli nel deserto alla ricerca di forme di esenzione, nessuna risposta dal governo e scarso interesse dalla categoria, nell’inerzia più totale della politica. Degli aumenti è stato informato anche il gruppo PDL stesso nella riunione del 7 febbraio, ed erano previsti nel bilancio di previsione, incomprensibile il loro stupore.

Palese l’ingiustizia, nella Provincia di Viterbo vessati dall’IMU solo Tarquinia e Montalto. La pressione fiscale sull’Università Agraria si attesta attorno al 60%. Nel bilancio ridotti a zero moltissimi capitoli, nonostante gli aumenti della corrisposta. Ora diventa problematica anche la manutenzione ordinaria del patrimonio, chi specula su questo non fa bella figura.

L’IMU pagata dai concessionari in corrisposta riguarda la sola parte di terre divise in quote. Il resto sarà a carico del bilancio dell’Ente con l’assurdo giuridico dei boschi, dove l’Università Agraria pagherà di IMU più di quanto incasserà dalla vendita delle sezioni boschive che vanno al taglio, questa è la conseguenza di chi fa le leggi senza conoscere le realtà del territorio.

L’IMU è la più ingiusta delle tasse, se applicata alle Università Agrarie è semplicemente un’assurdità si colpiscono patrimoni che vanno tutelati che non producono redditi in quanto marginali o con altre vocazioni.

Il playout della Corneto: a 48 ore dalla partita della verità

di Attilio Rosati

Nelle frequenti scaramucce verbali con Ciro Granato, uno dei miei cavalli di battaglia preferiti è quello di sminuire (scherzosamente ) le imprese societarie.

“Ciro, lo sai che differenza c’è fra la Promozione e L’Eccellenza? Una si legge dalla parte sinistra del giornale e l’altra, in quella destra, ma sto piccolo cambiamento di posizione, alla società gli costa 100.000 Euro, ne vale la pena dico io?”
“Mannaggia! Te, puoi parlare di tutto, meno che di calcio! Ma non ti rendi conto del prestigio che ti da una categoria come l’Eccellenza? Ma lo sai ai ragazzi quanto fa piacere giocare a livelli più alti?”
“Per la salvezza? Ma che obbiettivo è! Vincere i campionati,  si deve! Meglio una serie inferiore fatta per vincere, che una superiore fatta per galleggiare!”
“Non funziona così, non è come dici tu, secondo te se si va in promozione hai la vittoria garantita il prossimo anno? Ma che film hai visto?”
“Intanto risparmiamo!”
“Non è vero, i costi gira gira sono gli stessi, devi cercare di spaccare il soldo di “sopra” come di “sotto!”

E via battibeccando all’infinito. Così, tanto per dargli un po’ sui nervi.

Adesso è arrivato il momento. Domenica alle 16 e 30, si decide al Bonelli, contro il Diana Nemi, se la Corneto resta il Eccellenza o se torna dall’altra parte… del giornale. Se avevo così tanta ragione come mai ogni minuto che passa sento crescere l’agitazione e la voglia di vincere? Come mai sto scrivendo queste poche righe per chiedervi di venire numerosi ad aiutare la squadra, facendola sentire amata e sostenuta?

Va bè, Ciro aveva torto ed io ragione, come sempre, ma nonostante questo: FORZA RAGAZZI! FORZA CORNETO! DAI CAPITANO, FACCI SOGNARE!

Aumentano le corrisposte delle quote dell’Agraria: il Pdl attacca Antonelli

Riceviamo e pubblichiamo

Anche quest’anno l’amministrazione Antonelli pone centinaia di quotisti davanti al fatto compiuto. Dopo i passati aumenti dovuti all’onere di refusione I.C.I sui quali l’assessore Bonelli minimizzando intervenne il 26 aprile 2011, asserendo che dopo 15 anni è stato apportato un “ritocchino” alle corrisposte in merito all’aggravio dell’inserimento dell’onere di refusione dell’I.C.I., con aumenti che invece anche lo scorso anno furono già pesanti e dell’ordine di 60/100 euro a quota, la storia si ripete e le modalità non sono cambiate.

In questi giorni tantissimi concessionari di quote si trovano dinanzi ad una corrisposta raddoppiata, aumenti dai 300 ai 400 euro a quota, un vero e proprio salasso e messi quindi davanti al fatto compiuto perché la lettera maggiorata è arrivata a pochi giorni dalla data di scadenza che è il 30 maggio prossimo.

Questo aumento va a colpire ulteriormente la già fragile economia delle famiglie, provate dalla crisi economica, che in questo modo vedranno svanire la possibilità di poter integrare il proprio reddito con i pur irrisori guadagni tratti dalla coltivazione delle quote.

Già lo scorso anno il gruppo Pdl all’U.A. si è fatto portavoce del disagio in cui a poche settimane dalla scadenza della prima rata della corrisposta si sono trovati i quotisti ricevendo la cartella con un importo sensibilmente più alto, facendo presente alla maggioranza l’opportunità di informare anticipatamente i concessionari degli aumenti in modo da assicurare la massima trasparenza e garantire corretta informazione sulle spese da sostenere.

Altresì in merito la cosa grave ai fini della trasparenza è la completa assenza dello schema del dettaglio delle voci di spesa, non c’è scritto nulla di questo sulla lettera di pagamento, peggio per i concessionari quindi vedersi questi pesanti aumenti, senza un chiaro perché e per come.

Dobbiamo purtroppo constatare che da parte di questa maggioranza non esiste alcuna propensione al dialogo, tra gli amministratori e gli utenti in merito a questa vicenda, perché in questi mesi non sono stati organizzati una serie di incontri con i concessionari su un problema quello dell’I.M.U. di cui il Presidente Antonelli non può ne dire né giustificarsi della serie non lo sapevamo?

Sembra inoltre tutt’altro che casuale la tempistica di recapito delle cartelle da parte dell’ente, forse la scelta di rimandarne l’invio a dopo le elezioni amministrative è stata voluta per evitare la protesta dei concessionari per beceri fini elettorali?

Gruppo Popolo della Libertà all’Università Agraria di Tarquinia