Movimento 5 Stelle: “Siamo sopra e oltre la partitocrazia”

Riceviamo e pubblichiamo

Gli ultimi sondaggi nazionali danno il Movimento 5 Stelle in forte crescita. Secondo i dati Swg, pubblicati in esclusiva da Affaritaliani.it, il Movimento raccoglierebbe ben il 7,5% delle preferenze degli italiani. Ma attenzione, non siamo il terzo polo di nessuno. Lasciamo questa terminologia ai partiti: noi non ci aggregheremo né apparenteremo mai con nessuno di loro, poiché destra e sinistra sono diventati ormai la medesima cosa, facce non troppo diverse della stessa medaglia.

Sul piano locale il Movimento 5 Stelle si pone allo stesso modo verso i partiti, avendo constatato che, sia chi governa la città, sia l’opposizione, hanno attuato una politica di convivenza che ha escluso la partecipazione attiva dei cittadini, conseguenza di una convergenza di interessi indiscriminata da parte dei partiti e delle loro emanazioni paesane. Come alternativa a questa vecchia maniera di gestire la “cosa pubblica” noi proponiamo una politica diversa, fatta di persone nuove e di idee giovani, raccolte e partecipate grazie all’uso di Internet, dei social network e delle assemblee che settimanalmente organizziamo presso la nostra sede, pensando all’impegno politico come ad un servizio alla collettività, anziché come ad una professione.

Molti danno per scontata la formazione di una nostra lista quando non l’abbiamo ancora annunciata. Quello che è certo è che, se la faremo, ciò avverrà attraverso un dialogo franco e aperto con tutte le persone interessate a questo nuovo modo di pensare la politica. Invitiamo quindi i cittadini a partecipare, il nostro movimento è aperto a tutte le persone che vogliono attivarsi per la città: siamo sopra e oltre la partitocrazia. Per informazioni sul Movimento 5 Stelle di Tarquinia registratevi su www.facebook.com/5stelletarquinia oppure veniteci a trovare alla nostra sede in via Vitelleschi n. 7/9, aperta dalle 18:30 alle 20:00.

Lettere al Direttore: “Dove erano gli autorevoli personaggi del Terzo Polo quando facemmo rinascere l’UDC a Tarquinia?”

Riceviamo e pubblichiamo

Ho letto dell’importante riunione dove i vertici locali, o meglio,figure autorevoli del panorama politico territoriale dell’UDC hanno sancito e ufficializzato la formazione del Terzo Polo di Tarquinia.

Questi autorevoli personaggi hanno anche ribadito che nessun accordo elettorale è stato stipulato con l’attuale Sindaco Mazzola.

Una domanda mi sorge spontanea: come si diventa autorevoli personaggi dell’UDC di Tarquinia?

Io ho partecipato, con un modesto contributo, alla rinascita dell’UDC a Tarquinia, avvenuta alle scorse elezioni Comunali e se la memoria mi sorregge io di questi autorevoli personaggi non ne ricordo NESSUNO…ma dove erano? Io ricordo solo chi ha dato impulso a ricreare un movimento politico ormai tramontato a Tarquinia e questo è certamente Renato Bacciardi.

La politica di Renato e dei suoi amici ha certamente ravvivato un partito ottenendo risultati più che soddisfacenti..Meraviglia, Piroli, Guarisco e Riccardi dove eravate? Io non vi ho mai visto quando i numeri non confortavano una attiva partecipazione all’interno dell’UDC.

E ora, grazie alle Tessere (grande invenzione questa ) vi sentite talmente forti che volete dettare legge a chi ha saputo far crescere, anche con le giuste alleanze e ad una concreta collaborazione, un movimento voluto per il vero futuro di Tarquinia.

Cari Autorevoli Personaggi Locali a noi non servono le tessere per contare nell’UDC, per noi è sufficiente la nostra sincera voglia di fare e non quella di CONTARE

Antonio Vicari

Agraria, replica immediata a Catini: “Faccia pace con se stesso”

Riceviamo e pubblichiamo

Il giovane Catini conferma il suo stato confusionale. Se le deleghe non le ha nessuno siamo inerti se le ha il Presidente Antonelli siamo al Presidente tutto fare. Della serie coerenza zero.

Siamo la prima amministrazione in Italia ad essere criticata per avere un assessore in meno, semplicemente ridicolo. Catini viene meno ad una vecchia regola della politica, se non hai nulla da dire puoi anche stare zitto. Si lamenta dei toni e del rispetto che lui stesso non ha. Unica argomentazione il disco rotto dei consiglieri che cambiano schieramento.

Quanto alla legalità dei numeri, gli ricordiamo che mentre lui sciava, si teneva il Consiglio dell’Università Agraria con annessa verifica e la maggioranza toccava quota 12, pallottoliere in mano ne bastavano 11 e vista la sua assenza addirittura 10, non scomodi leggi che dimostra di non conoscere.

Di pessimo gusto c’è la bramosia di apparire sui giornali con posa costante, priva dell’essere e dei contenuti, forse ha ragione chi sostiene che dovremmo semplicemente ignorarlo.

Il PD e la coalizione che amministra l’Università Agraria nel pieno rispetto degli elettori, ha poco da rimproverarsi, ha messo alla porta, senza cadere nei ricatti, chi non ha condiviso programma e progetto politico, con trasparenza e coraggio.

Noi ci preoccupiamo dei problemi veri della gente e dell’Ente, lui si impegna solo per polemiche politiche che non interessano più nemmeno gli addetti ai lavori, questa è la vera differenza.

Nessun provvedimento è stato accantonato per ragioni politiche. Se per lui leggere studiare e aggiornarsi  è troppo faticoso, gli spieghiamo con un disegno quello che sta accadendo in Italia e i provvedimenti importanti che possono influenzare le scelte amministrative dell’Ente, dalla riforma della PAC ai decreti emanati dal Governo.

Il confronto serrato con sindacati di categoria, uffici, esperti di settore, collegio dei revisori comporta impegno e tempo, non siamo ad un gran premio di formula 1, in ballo c’è il futuro dell’Università Agraria, a patto che a lui interessi così proiettato come è verso la campagna elettorale in vista delle Comunali.

Pane al pane: il Terzo Polo, Mazzola e gli equilibri elettorali

di Stefano Tienforti

Quindi, adesso, è ufficiale: è nato quel Terzo Polo di cui, a Tarquinia, si parlava da mesi, e con i componenti che già tutti i locali appassionati delle vicende politiche conoscevano. Tanto che l’innevato comunicato che lo annuncia non ha sorpreso, ma solo scatenato – e, in un certo senso, legittimato – reazioni sin qui conservate in attesa di un via libera.

Tra le nostre bacheche dei commenti e quelle private (ma non troppo) di Facebook il dibattito s’è subito acceso, con protagonisti diretti gli stessi esponenti politici. Ma frecciatine, ironie e polemiche a parte, c’è da capire se e come l’ufficiale battesimo mediatico dell’asse di centro possa cambiare gli equilibri elettorali cittadini. E, per farlo, bisogna obbligatoriamente partire dalla non facile impresa di capirli, tali equilibri.

Bisognerebbe capire, ad esempio, se la presenza del Partito Repubblicano nel neonato polo centrista sia causa o effetto della rottura di fine novembre tra Mazzola e Serafini; o conoscere le motivazioni che hanno spinto Renato Bacciardi ed il suo entourage ad accordarsi con il Sindaco, andando allo scontro diretto con la restante parte dell’Udc; o ancora sondare la psiche del PdL per capire se c’è anche una sola possibilità di accordo tra loro e il Terzo Polo, anche se ad oggi l’ipotesi appare davvero improbabile.

Quel che è certo è che, se si giocasse a pallone, Mazzola dovrebbe temere – e non poco – l’avversario, sulla scorta di quella regola della tradizione calcistica per cui i calciatori tendono a fare gol alla loro ex squadra: i Serafini, Pelucco, Guarisco e Piroli garantirebbero alla propria coalizione un buon vantaggio iniziale, anche se va chiarito se, sull’altro fronte, godrebbero dello stesso privilegio realizzativo anche i Bacciardi Boys.

In termini prettamente politici, invece, una più chiara stima dell’effettivo valore della forza elettorale centrista potrà farsi solo quando si capirà chi sarà il candidato sindaco chiamato a rappresentarla. Andrà valutato se, in sostanza, si sceglierà un nome in grado di carpire voti anche tra gli indecisi, gli scontenti e i non fidelizzati, oppure se lo sfidante del sindaco uscente potrà avvalersi soltanto della somma dei singoli bagagli elettorali dei componenti la lista: bagagli che, in parte, andranno sottratti a quello che cinque anni fa era stato il bottino di Mazzola.

I nomi del chiacchiericcio popolare spaziano, con la consueta buona dose di fantapolitica: immediato pensare ad Alfio Meraviglia, scontato aggiungerci il nome di un Serafini, più fantasioso – ma nella politica cittadina mai dire mai – credere alla possibile discesa in campo di Tiziano Torresi o Rinaldo Capoccia, comunque “quotati” dai bookmakers del gossip politico nostrano.

La politica, ancor più quella locale, non è però matematica, ed in quest’ottica saranno fondamentali sia la scelta dei nomi che la capacità comunicativa: i cinque anni di Mazzola saranno un valore aggiunto o un peso per l’attuale Sindaco? Il collage di nomi e forze nel Terzo Polo sarà forza attrattiva o disgregativa al momento del voto? E le liste civiche chi finiranno per danneggiare di più, in termini di consensi?

Nel frattempo, al centro della scena politica c’è l’Udc locale e provinciale, alle prese con lo scisma che ha generato e genera polemiche ed attriti: l’accordo “personale” stretto tra la frangia bacciardiana e Mazzola spacca il partito, i firmatari dello stesso – lasciati fuori dalle riunioni – si lamentano, gli altri parlano di tradimento. La “politica dei due forni”, insomma, fatta propria in più occasioni dal partito di Casini, a Tarquinia porta a risultati estremi: ad ogni modo, e comunque vada, però, qualcuno resterà sì con il panino, ma senza la mortadella.

Catini: “Antonelli presidente distratto e tuttofare”

L’Università agraria ha un Presidente tutto fare. Le deleghe a bilancio e patrimonio sono oggi passate in possesso della presidenza dell’ente pronte ad essere nuovamente assegnate a qualche illustre personaggio uscito con l’amaro in bocca dagli organigrammi predisposti in caso di vittoria alle consultazioni di maggio. L’ironia con il quale Antonelli risponde ad un consigliere è di pessimo gusto e dovrebbe far riflettere quei cittadini che nel 2010 gli hanno mostrato fiducia. Un atteggiamento figlio della peggior dialettica politica dove si tralasciano i contenuti e sempre si cerca di ridicolizzare ogni semplice appunto.

Il distratto Presidente rivolga ad altri suoi colleghi l’accusa di silenzio e disinteresse verso l’ente che invece tento nel mio piccolo di amministrare con responsabilità e serietà. Si faccia lei una ragione se la sua maggioranza oggi è ridotta ai minimi della legalità tenendosi in piedi per grazia di un consigliere tanto criticato e bersagliato prima quanto indispensabile e fondamentale oggi. Nonostante le difese partitiche che il Presidente deve assolutamente effettuare spieghi alla città i motivi per cui tanti atti amministrativi sono rimasti in sospeso nonostante rivendicati all’infinito ma che in realtà hanno solo riempito pagine e pagine di quotidiani.

I suoi attacchi dimostrano poca tranquillità, non è certamente colpa del Pdl se Antonelli ha scelto alleati sbagliati nelle ultime elezioni, ed oggi il suo essere irascibile e focoso testimonia quanto è stato fatto di sbagliato dal suo stesso Partito. In conclusione le rivolgo un consiglio: provi a replicare una volta con toni più gradevoli.

Manuel Catini
Consigliere Pdl Agraria Tarquinia